Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

Profilo LinkedIn ›

I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 723 c.p.p.: Poteri del Ministro di Grazia e Giustizia

    Art. 723 c.p.p.: Poteri del Ministro di Grazia e Giustizia

    Art. 723 c.p.p. – Poteri del Ministro della giustizia

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    1. Il Ministro della giustizia provvede sulla domanda di assistenza giudiziaria di un’autorità straniera, trasmettendola per l’esecuzione all’autorità giudiziaria competente entro trenta giorni dalla ricezione della stessa, salvo quanto previsto dal comma 3.

    2. Quando le convenzioni in vigore tra gli Stati membri dell’Unione europea, ovvero gli atti adottati dal Consiglio e dal Parlamento dell’Unione europea, prevedono un intervento del Ministro, questi può disporre con decreto di non dare corso alla esecuzione della domanda di assistenza giudiziaria nei casi e nei limiti stabiliti dalle convenzioni e dagli atti indicati.

    3. Nei rapporti con Stati diversi da quelli membri dell’Unione europea, tale potere può essere esercitato altresì in caso di pericolo per la sovranità, la sicurezza o altri interessi essenziali dello Stato.

    4. Quando un accordo internazionale prevede la trasmissione diretta della richiesta di assistenza, l’autorità giudiziaria che la riceve ne trasmette copia senza ritardo al Ministero della giustizia.

    5. Il Ministro della giustizia non dà altresì corso alla rogatoria quando risulta evidente che gli atti richiesti sono espressamente vietati dalla legge o sono contrari ai principi fondamentali dell’ordinamento giuridico italiano o ancora quando vi sono fondate ragioni per ritenere che considerazioni relative alla razza, alla religione, al sesso, alla nazionalità, alla lingua, alle opinioni politiche o alle condizioni personali o sociali possano influire negativamente sullo svolgimento o sull’esito del processo e non risulta che l’imputato abbia liberamente espresso il suo consenso alla rogatoria.

    6. Nei casi in cui la richiesta di assistenza ha ad oggetto la citazione di un testimone, di un perito o di un imputato davanti all’autorità giudiziaria straniera, il Ministro della giustizia ha facoltà di non dare corso alla stessa quando lo Stato richiedente non offre idonea garanzia in ordine all’immunità della persona citata. Il Ministro ha altresì facoltà di non dare corso alla richiesta di assistenza giudiziaria quando lo Stato richiedente non dà idonee garanzie di reciprocità.

    7. Nei casi in cui il Ministro della giustizia esercita il potere di cui al presente articolo ne dà comunicazione alle autorità giudiziarie interessate.

  • Articolo 721 Codice di Procedura Penale: Principio di specialità

    Articolo 721 Codice di Procedura Penale: Principio di specialità

    Art. 721 c.p.p. – Principio di specialità

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    1. La persona estradata non può essere sottoposta a restrizione della libertà personale in esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza detentiva, né assoggettata ad altra misura restrittiva della libertà personale per un fatto anteriore alla consegna diverso da quello per il quale l’estradizione è stata concessa.

    2. Quando le convenzioni internazionali o le condizioni poste prevedono che un fatto anteriore alla consegna non possa essere giudicato, il giudice dispone con ordinanza la sospensione del processo se l’azione penale è stata esercitata, sempre che non debba essere pronunciata sentenza di proscioglimento o di non luogo a procedere.

    3. Avverso l’ordinanza di cui al comma 2 possono ricorrere per cassazione il pubblico ministero, l’imputato e il suo difensore. Il ricorso non ha effetto sospensivo.

    4. La sospensione del processo non impedisce il compimento degli atti urgenti, l’assunzione delle prove non rinviabili, nonché di quelle che possono determinare il proscioglimento per fatti anteriori alla consegna.

    5. Il principio di specialità non opera quando:

    a) lo Stato estero ha consentito all’estensione;

    b) l’estradato ha espresso il proprio consenso con le modalità indicate nell’articolo 717, commi 2 e 2-bis;

    c) l’estradato, avendone avuta la possibilità, non ha lasciato il territorio dello Stato trascorsi quarantacinque giorni dalla sua definitiva liberazione oppure se, dopo averlo lasciato, vi ha fatto volontariamente ritorno.

  • Articolo 720 Codice di Procedura Penale: Domanda di estradizione

    Articolo 720 Codice di Procedura Penale: Domanda di estradizione

    Art. 720 c.p.p. – Domanda di estradizione

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Domanda di estradizione

    1. Il Ministro della giustizia è competente a domandare a uno stato estero l’estradizione di un imputato o di un condannato nei cui confronti debba essere eseguito un provvedimento restrittivo della libertà personale. A tal fine il procuratore generale presso la corte di appello nel cui distretto si procede o è stata pronunciata la sentenza di condanna ne fa richiesta al Ministro della giustizia , trasmettendogli gli atti e i documenti necessari.

    2. L’estradizione può essere domandata di propria iniziativa dal ministro di grazia e giustizia.

    3. Il Ministro della giustizia può decidere di non presentare la domanda di estradizione o di differirne la presentazione , quando la richiesta può pregiudicare la sovranità, la sicurezza o altri interessi essenziali dello Stato, dandone comunicazione all’autorità giudiziaria richiedente.

    4. Il Ministro della giustizia è competente a decidere in ordine all’accettazione delle condizioni eventualmente poste dallo stato estero per concedere l’estradizione, purché non contrastanti con i principi fondamentali dell’ordinamento giuridico italiano.

    L’autorità giudiziaria è vincolata al rispetto delle condizioni accettate.

    5. Il Ministro della giustizia può disporre, al fine di estradizione, le ricerche all’estero dell’imputato o del condannato e domandarne l’arresto provvisorio.

  • Art. 719 c.p.p.: Impugnazione dei provvedimenti relativi alle misure cautelari

    Art. 719 c.p.p.: Impugnazione dei provvedimenti relativi alle misure cautelari

    Art. 719 c.p.p. – Impugnazione dei provvedimenti relativi alle misure cautelari

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Impugnazione dei provvedimenti relativi alle misure cautelari

    1. Copia dei provvedimenti emessi dal presidente della corte di appello o dalla corte di appello a norma degli articoli precedenti è comunicata e notificata, dopo la loro esecuzione, al procuratore generale presso la corte di appello, alla persona interessata e al suo difensore, i quali possono proporre ricorso per cassazione per violazione di legge.

  • Art. 718 c.p.p.: Revoca e sostituzione delle misure

    Art. 718 c.p.p.: Revoca e sostituzione delle misure

    Art. 718 c.p.p. – Revoca e sostituzione delle misure

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Revoca e sostituzione delle misure

    1. La revoca e la sostituzione delle misure previste dagli articoli precedenti sono disposte in camera di consiglio dalla corte di appello o, nel corso del procedimento davanti alla corte di cassazione, dalla corte medesima.

    2. La revoca è sempre disposta se il Ministro della giustizia ne fa richiesta.

  • Articolo 714 Codice di Procedura Penale: Misure coercitive e sequestro

    Articolo 714 Codice di Procedura Penale: Misure coercitive e sequestro

    Art. 714 c.p.p. – Misure coercitive e sequestro

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Misure coercitive e sequestro

    1. In ogni tempo la persona della quale è domandata l’estradizione può essere sottoposta, a richiesta del Ministro della giustizia , a misure coercitive. Parimenti, in ogni tempo, può essere disposto, a richiesta del Ministro della giustizia , il sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato per il quale è domandata l’estradizione.

    2. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni del titolo I del libro IV, riguardanti le misure coercitive, fatta eccezione di quelle degli articoli 273 e 280, e le disposizioni del capo III del titolo III del libro III. Nell’applicazione delle misure coercitive si tiene conto in particolare dell’esigenza di garantire che la persona della quale è domandata l’estradizione non si sottragga all’eventuale consegna.

    3. Le misure coercitive e il sequestro non possono comunque essere disposti se vi sono ragioni per ritenere che non sussistono le condizioni per una sentenza favorevole all’estradizione.

    4. Le misure coercitive sono revocate se dall’inizio della loro esecuzione è trascorso un anno senza che la corte di appello abbia pronunciato la sentenza favorevole all’estradizione ovvero, in caso di ricorso per cassazione contro tale sentenza, un anno e sei mesi senza che sia stato esaurito il procedimento davanti all’autorità giudiziaria. A richiesta del procuratore generale, detti termini possono essere prorogati, anche più volte, per un periodo complessivamente non superiore a tre mesi, quando è necessario procedere ad accertamenti di particolare complessità.

    4-bis. Le misure coercitive sono altresì revocate se sono trascorsi tre mesi dalla pronuncia della decisione favorevole del Ministro della giustizia sulla richiesta di estradizione senza che l’estradando sia stato consegnato allo Stato richiedente. Il termine è sospeso dalla data di deposito del ricorso presentato al giudice amministrativo avverso la decisione del Ministro della giustizia, fino alla data di deposito della sentenza che rigetta il ricorso o della decisione che dichiara l’estinzione del giudizio, comunque per un periodo non superiore a sei mesi.

    5. La competenza a provvedere a norma dei commi precedenti appartiene alla corte di appello o, nel corso del procedimento davanti alla corte di cassazione, alla corte medesima.

  • Art. 713 c.p.p.: Misure di sicurezza applicate all’estradato

    Art. 713 c.p.p.: Misure di sicurezza applicate all’estradato

    Art. 713 c.p.p. – Misure di sicurezza applicate all’estradato

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Misure di sicurezza applicate all’estradato

    1. Le misure di sicurezza applicate al prosciolto o al condannato nello Stato, che successivamente venga estradato, sono eseguite quando lo stesso ritorna per qualsiasi causa nel territorio dello Stato, previo nuovo accertamento della pericolosità sociale.

  • Art. 710 c.p.p.: Estensione dell’estradizione concessa

    Art. 710 c.p.p.: Estensione dell’estradizione concessa

    Art. 710 c.p.p. – Estensione dell’estradizione concessa

    In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

    1. In caso di nuova domanda di estradizione, presentata dopo la consegna dell’estradato e avente a oggetto un fatto anteriore alla consegna diverso da quello per il quale l’estradizione è già stata concessa, si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni del presente Capo. Alla domanda devono essere allegate le dichiarazioni della persona interessata, rese davanti a un giudice dello Stato richiedente, in ordine alla richiesta estensione dell’estradizione.

    2. La Corte di Appello procede in assenza della persona interessata.

    3. Non si fa luogo al giudizio davanti alla Corte di Appello se l’estradato, con le dichiarazioni previste dal comma 1, ha consentito all’estensione richiesta.

  • Art. 709 c.p.p.: Sospensione della consegna. Consegna temporanea. Esecuzione all’estero

    Art. 709 c.p.p.: Sospensione della consegna. Consegna temporanea. Esecuzione all’estero

    Art. 709 c.p.p. – Sospensione della consegna Consegna temporanea. Esecuzione all’estero

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Sospensione della consegna Consegna temporanea. Esecuzione all’estero

    1. L’esecuzione dell’estradizione è sospesa se l’estradando deve essere giudicato nel territorio dello Stato o vi deve scontare una pena per reati commessi prima o dopo quello per il quale l’estradizione è stata concessa. Ove sia disposta la sospensione, il Ministro della giustizia, sentita l’autorità giudiziaria competente per il procedimento in corso nello Stato o per l’esecuzione della pena, può procedere alla consegna temporanea allo Stato richiedente della persona da estradare, concordandone termini e modalità.

    2. Il ministro può inoltre, osservate le disposizioni del capo II del titolo IV, convenire che la pena da scontare abbia esecuzione nello stato richiedente.

  • Art. 708 c.p.p.: Provvedimento di estradizione. Consegna

    Art. 708 c.p.p.: Provvedimento di estradizione. Consegna

    Art. 708 c.p.p. – Provvedimento di estradizione. Consegna

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Provvedimento di estradizione. Consegna

    1. Il Ministro della giustizia decide in merito all’estradizione entro quarantacinque giorni dalla ricezione del verbale che dà atto del consenso all’estradizione ovvero dalla notizia della scadenza del termine per l’impugnazione o dal deposito della sentenza della corte di cassazione.

    2. Scaduto tale termine senza che sia intervenuta la decisione del ministro, la persona della quale è stata chiesta l’estradizione, se detenuta, è posta in libertà.

    3. La persona medesima è altresì posta in libertà in caso di diniego dell’estradizione.

    4. Il Ministro della giustizia comunica senza indugio allo stato richiedente la decisione e, se questa è positiva, il luogo della consegna e la data a partire dalla quale sarà possibile procedervi, dando altresì precise indicazioni circa le limitazioni alla libertà personale subite dall’estradando ai fini dell’estradizione.

    5. Il termine per la consegna è di quindici giorni dalla data stabilita a norma del comma 4 e, su domanda motivata dello Stato richiedente, può essere prorogato di altri venti giorni. Il termine per la consegna è sospeso in caso di sospensione dell’efficacia della decisione del Ministro della giustizia da parte del competente giudice amministrativo e riprende a decorrere dalla data di deposito del provvedimento di revoca del provvedimento cautelare o del provvedimento con cui è accolto il gravame proposto avverso il provvedimento cautelare o della sentenza che rigetta il ricorso ovvero della decisione che dichiara l’estinzione del giudizio.

    6. Il provvedimento di concessione dell’estradizione perde efficacia se, nel termine fissato, lo stato richiedente non provvede a prendere in consegna l’estradando; in tal caso quest’ultimo viene posto in libertà.

  • Art. 707 c.p.p.: Rinnovo della domanda di estradizione

    Art. 707 c.p.p.: Rinnovo della domanda di estradizione

    Art. 707 c.p.p. – Rinnovo della domanda di estradizione

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Rinnovo della domanda di estradizione

    1. La sentenza contraria all’estradizione preclude la pronuncia di una successiva sentenza favorevole a seguito di un’ulteriore domanda presentata per i medesimi fatti dallo stesso stato, salvo che la domanda sia fondata su elementi che non siano già stati valutati dall’autorità giudiziaria.

  • Art. 702 c.p.p.: Intervento dello Stato richiedente

    Art. 702 c.p.p.: Intervento dello Stato richiedente

    Art. 702 c.p.p. – Intervento dello stato richiedente

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Intervento dello stato richiedente

    1. A condizione di reciprocità, lo stato richiedente ha la facoltà di intervenire nel procedimento davanti alla corte di appello e alla corte di cassazione facendosi rappresentare da un avvocato abilitato al patrocinio davanti all’autorità giudiziaria italiana.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.