Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 10 CPI – Stemmi

    Art. 10 CPI – Stemmi

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. Gli stemmi e gli altri segni considerati nelle convenzioni internazionali vigenti in materia, nei casi e alle condizioni menzionati nelle convenzioni stesse, nonché i segni contenenti simboli, emblemi e stemmi che rivestano un interesse pubblico inclusi i segni riconducibili alle forze dell’ordine e alle forze armate e i nomi di Stati e di enti pubblici territoriali italiani non possono costituire oggetto di registrazione come marchio d’impresa, a meno che l’autorità competente non ne abbia autorizzato la registrazione.

    1-bis. Non possono altresì formare oggetto di registrazione parole, figure o segni lesivi dell’immagine o della reputazione dell’Italia .

    2. Trattandosi di marchio contenente parole, figure o segni con significazione politica o di alto valore simbolico, o contenente elementi araldici, l’Ufficio italiano brevetti e marchi, prima della registrazione, invia l’esemplare del marchio e quantaltro possa occorrere alle amministrazioni pubbliche interessate, o competenti, per sentirne l’avviso, in conformità a quanto è disposto nel comma

    4. 3. L’Ufficio italiano brevetti e marchi ha la facoltà di provvedere ai termini del comma 2 in ogni caso in cui sussista dubbio che il marchio possa essere contrario alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume.

    4. Se l’amministrazione interessata, o competente, di cui ai commi 2 e 3, esprime avviso contrario alla registrazione del marchio, l’Ufficio italiano brevetti e marchi respinge la domanda.

  • Art. 9 CPI – Marchi di forma e altri segni non registrabili

    Art. 9 CPI – Marchi di forma e altri segni non registrabili

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. Non possono costituire oggetto di registrazione come marchio d’impresa i segni costituiti esclusivamente: a) dalla forma, o altra caratteristica, imposta dalla natura stessa del prodotto; b) dalla forma, o altra caratteristica, del prodotto necessaria per ottenere un risultato tecnico; c) dalla forma, o altra caratteristica, che dà un valore sostanziale al prodotto .

  • Art. 8 CPI – Ritratti di persone, nomi e segni notori

    Art. 8 CPI – Ritratti di persone, nomi e segni notori

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. I ritratti di persone non possono essere registrati come marchi senza il consenso delle medesime e, dopo la loro morte, senza il consenso del coniuge e dei figli; in loro mancanza o dopo la loro morte, dei genitori e degli altri ascendenti, e, in mancanza o dopo la morte anche di questi ultimi, dei parenti fino al quarto grado incluso.

    2. I nomi di persona diversi da quelli di chi chiede la registrazione possono essere registrati come marchi, purché il loro uso non sia tale da ledere la fama, il credito o il decoro di chi ha diritto di portare tali nomi. L’Ufficio italiano brevetti e marchi ha tuttavia la facoltà di subordinare la registrazione al consenso stabilito al comma

    1. In ogni caso, la registrazione non impedirà a chi abbia diritto al nome di farne uso nella ditta da lui prescelta, sussistendo i presupposti di cui all’art. 21, comma

    1. 3. Se notori, possono essere registrati o usati come marchio solo dall’avente diritto, o con il consenso di questi, o dei soggetti di cui al comma 1: i nomi di persona, i segni usati in campo artistico, letterario, scientifico, politico o sportivo, le immagini che riproducono trofei, le denominazioni e sigle di manifestazioni e quelli di enti ed associazioni non aventi finalità economiche, nonché gli emblemi caratteristici di questi.

  • Art. 7 CPI – Oggetto della registrazione

    Art. 7 CPI – Oggetto della registrazione

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. Possono costituire oggetto di registrazione come marchio d’impresa tutti i segni … , in particolare le parole, compresi i nomi di persone, i disegni, le lettere, le cifre, i suoni, la forma del prodotto o della confezione di esso, le combinazioni o le tonalità cromatiche, purché siano atti: a) a distinguere i prodotti o i servizi di un’impresa da quelli di altre imprese; e b) ad essere rappresentati nel registro in modo tale da consentire alle autorità competenti ed al pubblico di determinare con chiarezza e precisione l’oggetto della protezione conferita al titolare.

  • Art. 6 CPI – Comunione

    Art. 6 CPI – Comunione

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. Se un diritto di proprietà industriale appartiene a più soggetti, le facoltà relative sono regolate, salvo convenzioni in contrario, dalle disposizioni del codice civile relative alla comunione in quanto compatibili.

    1-bis. In caso di diritto appartenente a più soggetti, la presentazione della domanda di brevetto o di registrazione, la prosecuzione del procedimento di brevettazione o registrazione, la presentazione della domanda di rinnovo, ove prevista, il pagamento dei diritti di mantenimento in vita, la presentazione della traduzione in lingua italiana delle rivendicazioni di una domanda di brevetto europeo o del testo del brevetto europeo concesso o mantenuto in forma modificata o limitata e gli altri procedimenti di fronte all’Ufficio italiano brevetti e marchi possono essere effettuati da ciascuno di tali soggetti nell’interesse di tutti.

  • Art. 5 CPI – Esaurimento

    Art. 5 CPI – Esaurimento

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. Le facoltà esclusive attribuite dal presente codice al titolare di un diritto di proprietà industriale si esauriscono una volta che i prodotti protetti da un diritto di proprietà industriale siano stati messi in commercio dal titolare o con il suo consenso nel territorio dello Stato o nel territorio di uno Stato membro della Comunità europea o dello Spazio economico europeo.

    2. Questa limitazione dei poteri del titolare tuttavia non si applica . . . quando sussistano motivi legittimi perché il titolare stesso si opponga all’ulteriore commercializzazione dei prodotti, in particolare quando lo stato di questi è modificato o alterato dopo la loro immissione in commercio.

    3. Le facoltà esclusive attribuite dalla privativa su una varietà protetta, sulle varietà essenzialmente derivate dalla varietà protetta quando questa non sia, a sua volta, una varietà essenzialmente derivata, sulle varietà che non si distinguono nettamente dalla varietà protetta e sulle varietà la cui produzione necessita del ripetuto impiego della varietà protetta, non si estendono agli atti riguardanti: a) il materiale di riproduzione o di moltiplicazione vegetativa, quale che ne sia la forma; b) il prodotto della raccolta, comprese piante intere e parti di esse quando tale materiale o prodotto sia stato ceduto o commercializzato dallo stesso costitutore o con il suo consenso nel territorio dello Stato o di uno Stato membro della Comunità europea o dello Spazio economico europeo, a meno che si tratti di atti che implicano una nuova riproduzione o moltiplicazione della varietà protetta oppure un’esportazione del materiale della varietà stessa che consenta di riprodurla in uno Stato che non protegge la varietà del genere o della specie vegetale a cui appartiene, salvo che il materiale esportato sia destinato al consumo finale.

  • Art. 4 CPI – Priorità

    Art. 4 CPI – Priorità

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. Chiunque abbia regolarmente depositato, in o per uno Stato facente parte di una convenzione internazionale ratificata dall’Italia che riconosce il diritto di priorità, una domanda diretta ad ottenere un titolo di proprietà industriale o il suo avente causa, fruisce di un diritto di priorità a decorrere dalla prima domanda per effettuare il deposito di una domanda di brevetto d’invenzione, di modello di utilità, di privativa di nuova varietà vegetale, di registrazione di disegno o modello e di registrazione di marchio, secondo le disposizioni dell’articolo 4 della Convenzione di Unione di Parigi.

    2. Il termine di priorità è di dodici mesi per i brevetti d’invenzione ed i modelli di utilità e le varietà vegetali, di sei mesi per i disegni o modelli ed i marchi.

    3. È riconosciuto come idoneo a far nascere il diritto di priorità qualsiasi deposito avente valore di deposito nazionale regolare, cioè idoneo a stabilire la data alla quale la prima domanda è stata depositata, a norma della legislazione nazionale dello Stato nel quale è stato effettuato, o di accordi bilaterali o plurilaterali, qualunque sia la sorte ulteriore di tale domanda.

  • Art. 3 CPI – Trattamento dello straniero

    Art. 3 CPI – Trattamento dello straniero

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. Ai cittadini di ciascuno Stato facente parte della Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale, testo di Stoccolma del 14 luglio 1967, ratificato con legge 28 aprile 1976, n. 424 , ovvero della Organizzazione mondiale del commercio ed ai cittadini di Stati non facenti parte delle suddette Convenzioni, ma che siano domiciliati o abbiano uno stabilimento industriale o commerciale effettivo sul territorio di uno Stato facente parte della Convenzione di Unione di Parigi per la protezione della proprietà industriale, è accordato, per le materie di cui al presente codice, lo stesso trattamento accordato ai cittadini italiani. In materia di nuove varietà vegetali, il trattamento accordato ai cittadini italiani è accordato ai cittadini di uno Stato facente parte della Convenzione internazionale per la protezione delle novità vegetali UPOV, testo di Ginevra del 19 marzo 1991, ratificato con legge 23 marzo 1998, n. 110 . In materia di topografie dei prodotti a semiconduttori , il trattamento accordato ai cittadini italiani è accordato ai cittadini di un altro Stato solo se la protezione accordata da quello Stato ai cittadini italiani è analoga a quella prevista dal presente codice.

    2. Ai cittadini di Stati non facenti parte né della Convenzione di Unione di Parigi per la protezione della proprietà industriale, né della Organizzazione mondiale del commercio, né, per quanto attiene alle nuove varietà vegetali, della Convenzione internazionale per la protezione delle novità vegetali, è accordato, per le materie di cui al presente codice, il trattamento accordato ai cittadini italiani, se lo Stato al quale il cittadino appartiene accorda ai cittadini italiani reciprocità di trattamento.

    3. Tutti i benefici che le convenzioni internazionali sottoscritte e ratificate dall’ Italia riconoscono allo straniero nel territorio dello Stato, per le materie di cui al presente codice, si intendono automaticamente estese ai cittadini italiani.

    4. Il diritto di ottenere ai sensi delle convenzioni internazionali la registrazione in Italia di un marchio registrato precedentemente all’estero, al quale si fa riferimento nella domanda di registrazione, spetta al titolare del marchio all’estero, o al suo avente causa.

    5. Ai cittadini sono equiparate le persone giuridiche di corrispondente nazionalità.

  • Art. 2 CPI – Costituzione ed acquisto dei diritti

    Art. 2 CPI – Costituzione ed acquisto dei diritti

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. I diritti di proprietà industriale si acquistano mediante brevettazione, mediante registrazione o negli altri modi previsti dal presente codice. La brevettazione e la registrazione danno luogo ai titoli di proprietà industriale.

    2. Sono oggetto di brevettazione le invenzioni, i modelli di utilità, le nuove varietà vegetali.

    3. Sono oggetto di registrazione i marchi, i disegni e modelli, le topografie dei prodotti a semiconduttori.

    4. Sono protetti, ricorrendone i presupposti di legge, i segni distintivi diversi dal marchio registrato, i segreti commerciali , le indicazioni geografiche e le denominazioni di origine.

    5. L’attività amministrativa di brevettazione e di registrazione ha natura di accertamento costitutivo e dà luogo a titoli soggetti ad un regime speciale di nullità e decadenza sulla base delle norme contenute nel presente codice.

  • Art. 1 CPI – Diritti di proprietà industriale

    Art. 1 CPI – Diritti di proprietà industriale

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. Ai fini del presente codice, l’espressione proprietà industriale comprende marchi ed altri segni distintivi, indicazioni geografiche, denominazioni di origine, disegni e modelli, invenzioni, modelli di utilità, topografie dei prodotti a semiconduttori, segreti commerciali e nuove varietà vegetali.

  • Verbale di consegna immobile (stato dei luoghi): fac-simile

    Modelli e fac-simile · Casa e locazioni

    In sintesi

    Il verbale di consegna fotografa lo stato dell’immobile all’ingresso e alla riconsegna: contatori, chiavi, arredi e condizioni. È lo strumento decisivo per evitare contestazioni sulla cauzione e sui danni a fine locazione.

    Scheda rapida

    Quando si usa
    All’ingresso e alla riconsegna dell’immobile
    Forma
    Scritto, firmato da entrambe le parti
    Invio consigliato
    Doppia copia firmata (consegna a mano)
    Riferimenti
    Art. 1590 c.c. (restituzione della cosa locata)

    Cos’è e quando si usa

    Il verbale di consegna (o verbale di stato dei luoghi) è il documento, firmato da locatore e conduttore, che descrive in dettaglio le condizioni dell’immobile al momento della consegna delle chiavi. Va redatto sia all’ingresso sia alla riconsegna.

    L’art. 1590 c.c. impone all’inquilino di restituire l’immobile nello stato in cui lo ha ricevuto, salvo il normale deterioramento d’uso. Senza un verbale iniziale è quasi impossibile dimostrare quali danni siano imputabili all’inquilino: per questo è lo strumento che protegge entrambe le parti e regola la restituzione del deposito cauzionale.

    Cosa deve contenere

    • Dati delle parti ed estremi del contratto
    • Data e tipo di verbale (ingresso o riconsegna)
    • Stato di pareti, pavimenti, infissi, impianti e sanitari
    • Lettura dei contatori (luce, gas, acqua)
    • Numero di chiavi consegnate e inventario degli arredi
    • Eventuali difetti o danni rilevati, con foto allegate
    • Firma di entrambe le parti

    Fac-simile: verbale di stato dei luoghi

    Fac-simile da compilare
    VERBALE DI CONSEGNA DELL'IMMOBILE
    ( ) ingresso    ( ) riconsegna
    
    In data [DATA], in [LUOGO], tra:
    - [NOME E COGNOME LOCATORE], C.F. [CODICE FISCALE] (locatore)
    - [NOME E COGNOME CONDUTTORE], C.F. [CODICE FISCALE] (conduttore)
    
    relativamente all'immobile sito in [INDIRIZZO], oggetto del contratto di locazione del [DATA CONTRATTO], si dà atto di quanto segue.
    
    STATO DEI LOCALI
    - Pareti e soffitti: [DESCRIZIONE]
    - Pavimenti: [DESCRIZIONE]
    - Infissi e serramenti: [DESCRIZIONE]
    - Impianto elettrico/idraulico: [DESCRIZIONE]
    - Bagno e sanitari: [DESCRIZIONE]
    - Cucina/arredi: [DESCRIZIONE]
    
    LETTURA CONTATORI
    - Energia elettrica: [LETTURA]
    - Gas: [LETTURA]
    - Acqua: [LETTURA]
    
    CHIAVI CONSEGNATE: n. [NUMERO] ([DETTAGLIO, es. portone, appartamento, cantina])
    
    EVENTUALI DANNI/DIFETTI RILEVATI: [DESCRIZIONE / "nessuno"]
    
    Si allegano n. [NUMERO] fotografie. Le parti, lette e confermate le risultanze, sottoscrivono.
    
    Il locatore [FIRMA]        Il conduttore [FIRMA]

    I campi tra parentesi quadre [COSÌ] vanno sostituiti con i tuoi dati. Verifica sempre date, importi e riferimenti prima dell’invio.

    Come inviarlo e conservarlo

    Il verbale va redatto in due copie, una per parte, e firmato da entrambi al momento della consegna delle chiavi. Allega fotografie datate di ogni stanza e dei contatori: in caso di contestazione sono la prova più efficace.

    Alla riconsegna, confronta il verbale iniziale con lo stato attuale: il locatore può trattenere dalla cauzione solo i danni che eccedono il normale deterioramento d’uso e che risultano dal raffronto tra i due verbali.

    Errori da evitare

    • Consegnare le chiavi senza redigere alcun verbale iniziale
    • Descrizioni generiche (‘tutto in ordine’) senza dettagli né foto
    • Non annotare la lettura dei contatori
    • Trattenere la cauzione per il normale logorio d’uso (non consentito)

    Domande frequenti

    Il verbale di consegna è obbligatorio?
    Non è obbligatorio per legge, ma è fortemente consigliato: senza di esso è molto difficile distinguere i danni imputabili all’inquilino dal normale deterioramento e gestire la restituzione della cauzione.
    Cosa si intende per normale deterioramento d'uso?
    L’usura fisiologica derivante dall’uso corretto dell’immobile (es. lieve scolorimento delle pareti). Non può essere addebitata all’inquilino, a differenza dei danni veri e propri.
    Servono le foto?
    Sì. Fotografie datate di stanze, impianti e contatori, allegate al verbale, rendono molto più solida la posizione di entrambe le parti in caso di contestazione.

    Questo modello ha finalità divulgativa e va adattato alla tua situazione concreta. Non sostituisce la consulenza di un avvocato o di un professionista qualificato: per controversie di valore o in caso di dubbio, fatti assistere prima di inviare comunicazioni con effetti giuridici.

  • Art. 119 D.Lgs. 196/2003 – Dati relativi al debitore

    Art. 119 Codice Privacy

    Articolo abrogato dal D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101. Fonte: Normattiva.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.