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Ultimo aggiornamento: 17 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
In sintesi
  • Nella zona sottostante la demolizione è vietata la sosta e il transito; la zona deve essere delimitata con appositi sbarramenti.
  • L’accesso allo sbocco dei canali di scarico per il caricamento del materiale accumulato è consentito solo dopo la sospensione dello scarico dall’alto.
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 154 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Sbarramento della zona di demolizione

In vigore dal 15/05/2008

1. Nella zona sottostante la demolizione deve essere vietata la sosta ed il transito, delimitando la zona stessa con appositi sbarramenti.

2. L’accesso allo sbocco dei canali di scarico per il caricamento ed il trasporto del materiale accumulato deve essere consentito soltanto dopo che sia stato sospeso lo scarico dall’alto.

La delimitazione della zona di demolizione: misura di protezione collettiva

L’articolo 154 del D.Lgs. 81/2008 introduce la misura di protezione collettiva fondamentale per i cantieri di demolizione: la delimitazione fisica e il divieto di accesso alla zona sottostante la demolizione. È una norma semplice nella formulazione ma essenziale nella pratica: i materiali che cadono durante una demolizione, anche quando si usano canali di convogliamento, possono schizzare lateralmente, rimbalzare o uscire dai percorsi previsti. Nessun lavoratore deve trovarsi in questa zona durante le fasi attive di demolizione.

Gli sbarramenti: caratteristiche e dimensionamento

La delimitazione deve essere realizzata con «appositi sbarramenti» fisici, non solo con segnaletica. Gli sbarramenti devono impedire l’accesso non autorizzato e devono essere dimensionati in modo da coprire la zona di rischio effettiva: non solo la proiezione verticale dell’area in demolizione, ma anche il raggio di rimbalzo potenziale dei materiali. Per demolizioni di edifici alti, questa zona può estendersi per diversi metri oltre il perimetro dell’edificio. Gli sbarramenti devono essere accompagnati da segnaletica di pericolo e divieto di accesso ai sensi del Titolo V del D.Lgs. 81/2008.

La regola del «scarico sospeso» per il caricamento

Il comma 2 introduce una regola operativa fondamentale: l’accesso allo sbocco dei canali di scarico per il caricamento del materiale accumulato è consentito «soltanto dopo che sia stato sospeso lo scarico dall’alto». Questa regola impone la sincronizzazione delle operazioni: chi carica i materiali a terra e chi scarica dall’alto non possono operare contemporaneamente. Il coordinamento tra i lavoratori ai diversi livelli del cantiere è quindi un requisito di sicurezza che deve essere pianificato nella procedura operativa del POS.

Coordinamento con l’art. 153 SIC

L’art. 154 è complementare all’art. 153 (convogliamento del materiale): i canali di convogliamento descrivono come il materiale deve essere movimentato dall’alto verso il basso; l’art. 154 descrive come deve essere protetta la zona a terra dove il materiale arriva. I due articoli insieme formano un sistema integrato di protezione per le demolizioni in quota.

Caso pratico

Nel cantiere di demolizione di Alfa S.r.l. in area urbana, lo sbocco del canale di scarico si trova sul marciapiede pubblico. Tizio, responsabile del cantiere, non predispone alcuno sbarramento del marciapiede e permette il transito dei pedoni. Un mattone che rimbalza fuori dal canale colpisce una signora anziana che transita di fianco allo sbocco. Il datore di lavoro risponde sia per la violazione dell’art. 154, comma 1 (zona non delimitata), sia per lesioni colpose (art. 590 c.p.). Il CSE (coordinatore per la sicurezza) concorre nella responsabilità se il PSC non prevedeva la delimitazione dell’area pubblica adiacente.

Domande frequenti

La zona vietata al transito include anche il marciapiede pubblico adiacente al cantiere?

Sì: se il rischio di materiali caduti si estende al marciapiede o alla strada, l’area pubblica deve essere temporaneamente interdetta con sbarramenti (staccionate, transenne, nastro segnaletico) e segnaletica adeguata, con eventuale deviazione del traffico pedonale.

Qual è la dimensione minima della zona da delimitare sotto una demolizione?

Non esiste una formula fissa: dipende dall’altezza della demolizione, dal tipo di materiali, dal rischio di rimbalzo e dalle condizioni atmosferiche (vento). Nella pratica si adottano zone di esclusione di almeno 1-1,5 volte l’altezza dell’edificio in demolizione.

Come si sincronizza il lavoro dei lavoratori in quota con quelli a terra?

Con segnali concordati (fischi, radiotrasmittenti), procedure operative documentate nel POS che definiscono le fasi di scarico e le fasi di caricamento come operazioni alternate, non contemporanee.

Gli sbarramenti devono restare in opera anche di notte e nei giorni festivi?

Sì: gli sbarramenti devono essere permanenti per tutta la durata dei lavori, anche nelle ore di inattività. Il rischio di accesso accidentale persiste anche quando i lavori sono fermi (curiosi, bambini, ecc.).

Il CSE può ordinare l’interruzione immediata dei lavori se gli sbarramenti sono inadeguati?

Sì: ai sensi dell’art. 92, comma 1, lettera f) del D.Lgs. 81/2008, il coordinatore per la sicurezza in esecuzione può proporre al committente la sospensione dei lavori in caso di pericolo grave e imminente rilevato durante i sopralluoghi.

Andrea Marton, Tax Advisor e Responsabile Editoriale di La Legge in Chiaro
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i 17 codici e testi unici italiani (Costituzione, C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B., IRAP, CCII, Antiriciclaggio, Successioni, Accertamento, T.U. Edilizia, Legge di Bilancio 2026). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione. Profilo completo →
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