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Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Il conferimento d’azienda è lo strumento principe per “societarizzare” un’attività: invece di vendere, si trasferisce l’azienda in una società ricevendo in cambio quote o azioni. È il passaggio tipico da ditta individuale a SRL e il mattone delle riorganizzazioni di gruppo. Vediamo come funziona, civilisticamente e fiscalmente.

Cos’è il conferimento d’azienda

Conferire un’azienda significa apportarla a una società (nuova o esistente) a titolo di capitale: il conferente non riceve denaro, ma partecipazioni (quote di SRL o azioni di SPA) corrispondenti al valore dell’azienda apportata. È un trasferimento d’azienda a tutti gli effetti, quindi si applicano le regole viste per la cessione.

Le regole del trasferimento d’azienda

Anche nel conferimento operano, in quanto compatibili: il divieto di concorrenza del conferente (art. 2557), la successione nei contratti non personali (art. 2558), la disciplina di crediti e debiti (artt. 2559-2560) e la tutela dei lavoratori con prosecuzione dei rapporti e solidarietà (art. 2112). L’atto richiede la forma dell’art. 2556 e l’iscrizione al Registro Imprese.

La perizia di stima

Poiché si tratta di un conferimento in natura, il valore dell’azienda va asseverato per evitare annacquamenti del capitale:

La neutralità fiscale (art. 176 TUIR)

Il conferimento d’azienda è fiscalmente neutro: non genera, di per sé, plusvalenze tassabili. La società conferitaria subentra nei valori fiscali dell’azienda conferita e il conferente assume, come valore fiscale delle partecipazioni ricevute, l’ultimo valore fiscale dell’azienda (art. 176 TUIR, regime di doppia sospensione). È ciò che rende il conferimento preferibile alla vendita quando l’obiettivo è riorganizzare, non monetizzare. L’atto sconta l’imposta di registro in misura fissa.

Profilo Conferimento d’azienda Cessione d’azienda
Corrispettivo Quote/azioni Denaro
Plusvalenza Neutralità (art. 176 TUIR) Plusvalenza tassabile
Imposta di registro Misura fissa Proporzionale
Obiettivo tipico Riorganizzare / societarizzare Monetizzare

A cosa serve

Il conferimento d’azienda è usato per: trasformare di fatto una ditta individuale in SRL; creare una holding conferendo l’azienda operativa in una nuova società; far entrare un socio/investitore in una struttura societaria; preparare un futuro passaggio generazionale o una cessione di partecipazioni (spesso più efficiente della cessione diretta d’azienda).

Spunti pratici

Esempio pratico

Tizio, titolare di una ditta individuale avviata, vuole proteggere il patrimonio e far crescere l’attività. Conferisce l’azienda in una nuova SRL ricevendo in cambio il 100% delle quote: grazie all’art. 176 TUIR non emerge plusvalenza tassabile, l’imposta di registro è fissa e la SRL subentra nei contratti, nei debiti da libri contabili e nei rapporti di lavoro.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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