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In sintesi
- Soglia 1.000 euro (o 2.000 con figli): per il 2025 i beni e servizi aziendali, i rimborsi delle utenze domestiche, degli affitti e degli interessi sul mutuo sulla prima casa non concorrono al reddito fino a 1.000 euro; il limite sale a 2.000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico.
- Tutto-o-niente, non solo l’eccedenza: se il valore totale dei benefit supera il limite, l’intero importo (non solo la parte in eccesso) diventa imponibile e si aggiunge al reddito di lavoro dipendente.
- Il quadro C, rigo C17: la sezione VIII del 730 (rigo C17) raccoglie i dati sui fringe benefit certificati nella CU 2026 ai punti 474 e 475.
- Rimborso spese casa: attenzione alle detrazioni: se hai ricevuto dal datore un rimborso per affitto o interessi sul mutuo della prima casa, non puoi poi detrarre quelle stesse spese nel 730.
- Il datore certifica tutto nella CU: l’azienda riporta il valore dei benefit erogati nei punti 474 e 475 della Certificazione Unica 2026. Tu trasferisci il dato nel rigo C17.
Cosa sono i fringe benefit e perché la soglia è fondamentale
I fringe benefit (in italiano ‘erogazioni in natura’ o ‘compensi in natura’) sono tutti i beni e servizi che il datore di lavoro mette a disposizione dei dipendenti in aggiunta allo stipendio: l’auto aziendale, i buoni spesa, il telefono, l’abbonamento alla palestra, ma anche i rimborsi per le bollette di casa, per l’affitto o per gli interessi sul mutuo della prima casa. In teoria sono reddito come lo stipendio; in pratica la legge prevede una soglia di esenzione entro la quale non paghi nulla.
Per il 2025 la Legge di Bilancio ha confermato che il valore complessivo di questi benefit non concorre al reddito imponibile entro il limite di 1.000 euro. Se hai figli fiscalmente a carico il limite raddoppia a 2.000 euro. Attenzione: questi limiti non funzionano come una franchigia (in cui si tassa solo la parte sopra la soglia). Funzionano come un interruttore: se il totale supera il limite, viene tassato tutto, dall’euro zero.
Il datore di lavoro conosce la regola e di solito gestisce tutto in autonomia, indicando i valori nella Certificazione Unica 2026 (punti 474 e 475). Nel 730 devi riportare quei dati nel rigo C17. Se l’importo rientra nel limite, non paghi nulla in più; se lo supera, l’intero importo sarà già incluso nel reddito imponibile della CU.
| Situazione del dipendente | Limite di esenzione 2025 | Cosa succede se si supera il limite |
|---|---|---|
| Dipendente senza figli fiscalmente a carico | 1.000 euro | L'intero valore dei benefit diventa imponibile IRPEF |
| Dipendente con figli fiscalmente a carico | 2.000 euro | L'intero valore dei benefit diventa imponibile IRPEF |
| Rimborso utenze domestiche (acqua, luce, gas) | Rientra nel limite sopra indicato | Se il totale benefit supera il limite, anche queste somme sono tassate |
| Rimborso affitto prima casa o interessi sul mutuo | Rientra nel limite sopra indicato | Se esentato, non puoi poi detrarre le stesse spese nel 730 |
Esempio pratico
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Tizio riceve dall’azienda buoni pasto elettronici per 400 euro annui, il rimborso delle bollette di casa per 350 euro e un contributo per l’affitto da 400 euro. Totale benefit: 1.150 euro. Poiche supera il limite di 1.000 euro e Tizio non ha figli a carico, l’intero importo di 1.150 euro viene aggiunto al suo reddito imponibile. L’azienda lo riporta gia nella CU al punto 474, e Tizio lo trascrive nel rigo C17, colonna 1 del 730. Se invece i benefit totali fossero stati 950 euro, sarebbero stati completamente esenti e non avrebbero aumentato il reddito imponibile.
Documenti necessari
- Certificazione Unica 2026 rilasciata dal datore di lavoro (punti 474 e 475)
- Documentazione dei benefit ricevuti: estratto conto buoni pasto, lettera di assegnazione auto aziendale, ricevute rimborso bollette
- Contratto di locazione o piano di ammortamento mutuo (se hai ricevuto rimborsi per affitto o interessi)
- Dichiarazione del dipendente al datore di lavoro sull’esistenza di figli fiscalmente a carico (necessaria per accedere alla soglia di 2.000 euro)
Caso 1 — Dipendente senza figli: benefit sotto soglia
Scenario. Caio non ha figli a carico. Il suo datore di lavoro gli ha dato un telefonino aziendale (valore imputato: 200 euro) e buoni spesa per 600 euro. Totale benefit: 800 euro.
Come si applica. Il totale di 800 euro e inferiore al limite di 1.000 euro per i dipendenti senza figli. I benefit sono interamente esenti: non concorrono al reddito imponibile e non generano alcuna IRPEF aggiuntiva. Il punto 474 della CU riporta 800 euro, ma questo importo non aumenta l’imponibile. Caio riporta comunque il dato nel rigo C17, colonna 1, perche e obbligatorio indicarlo.
In pratica
- Sotto la soglia di 1.000 euro (senza figli) non paghi IRPEF sui benefit.
- Devi comunque riportare il dato della CU nel rigo C17: e obbligatorio.
- Controlla la CU: se il punto 474 e compilato, trascrivilo nel rigo C17.
Caso 2 — Dipendente con figli: benefit che supera il doppio limite
Scenario. Sempronia ha due figli fiscalmente a carico. L’azienda le rimborsa le bollette di luce e gas per 700 euro, l’affitto della prima casa per 1.000 euro e le da buoni pasto per 500 euro. Totale benefit: 2.200 euro.
Come si applica. Sempronia ha diritto al limite di 2.000 euro perche ha figli a carico. Purtroppo il totale (2.200 euro) supera anche questo limite. Scatta la regola dell’interruttore: l’intero importo di 2.200 euro diventa imponibile, non solo i 200 euro di eccedenza. L’azienda lo include nel reddito della CU al punto 475. Sempronia compila il rigo C17, colonna 2, con 2.200 euro. Poiche il rimborso dell’affitto e stato incluso nei benefit tassati, Sempronia non puo detrarre separatamente le spese di locazione nel 730.
In pratica
- Avere figli a carico raddoppia il limite a 2.000 euro: conviene comunicarlo al datore di lavoro.
- Se superi la soglia, si tassa tutto dall’inizio: un benefit da 2.001 euro costa come uno da 2.200.
- I rimborsi per affitto o interessi sul mutuo ricevuti come benefit non possono essere detratti nuovamente nel 730.
Quando rivolgersi a un professionista
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Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Cosa rientra nei fringe benefit per il 2025?
Rientrano tutti i beni e servizi che l’azienda mette a disposizione del dipendente: buoni pasto, auto aziendale, telefono, abbonamenti, rimborsi per utenze domestiche (acqua, luce, gas), rimborsi per l’affitto della prima casa e per gli interessi sul mutuo della prima casa.
La soglia di 1.000 euro vale per tutti i benefit insieme o per ciascuno separatamente?
E un limite complessivo: si sommano tutti i benefit ricevuti durante l’anno e si confronta il totale con la soglia. Non esiste un tetto separato per ciascun tipo di benefit.
Come faccio a sapere se ho figli fiscalmente a carico per accedere alla soglia di 2.000 euro?
Un figlio e fiscalmente a carico se nell’anno 2025 ha avuto un reddito non superiore a 2.840,51 euro (oppure 4.000 euro se ha meno di 24 anni). Devi comunicarlo al datore di lavoro tramite un’apposita dichiarazione: e lui a gestire il limite maggiorato in busta paga e nella CU.
Dove trovo i dati dei fringe benefit nella Certificazione Unica?
Al punto 474 trovi i benefit per i dipendenti senza figli a carico; al punto 475 quelli per i dipendenti con figli a carico. Riporta questi importi rispettivamente nella colonna 1 e nella colonna 2 del rigo C17 del 730.
Se il rimborso del datore per l'affitto e esente, posso lo stesso detrarre l'affitto nel 730?
No. Se il rimborso dell’affitto rientra nel limite di esenzione dei fringe benefit e non e stato tassato, quella spesa non e rimasta a tuo carico: non puoi detrarlo nel 730. Le agevolazioni (detrazioni per canone di locazione o interessi sul mutuo) si applicano solo alle spese che hai pagato direttamente di tasca tua.
L'auto aziendale ad uso promiscuo rientra in questa soglia?
L’auto aziendale concessa ad uso sia lavorativo sia privato ha una tassazione specifica basata su un valore convenzionale determinato secondo l’art. 51, comma 4, del TUIR. Questo valore convenzionale si somma agli altri benefit per verificare se si supera la soglia. Tuttavia, per l’auto a uso esclusivamente lavorativo non c’e imponibilita.
Domande frequenti