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In sintesi
- Scuole non universitarie (codice 12): detrazione del 19% su spese di frequenza di scuole dell’infanzia, primo ciclo e secondaria di secondo grado, fino a 1.000 euro per alunno per anno.
- Università (codice 13): detrazione del 19% su tasse e contributi per corsi universitari, di perfezionamento e specializzazione presso atenei pubblici o privati, italiani o stranieri.
- Università non statali: le spese sono detraibili solo entro i limiti stabiliti annualmente per facoltà dal decreto del Ministero dell’Istruzione, tenendo conto delle tasse medie delle università statali.
- Studenti fuori sede (codice 18): canoni di locazione per studenti universitari iscritti in un ateneo distante almeno 100 km e in una provincia diversa, fino a 2.633 euro.
- Spese ammesse (codice 12): mensa scolastica, pre e post scuola, gite scolastiche, assicurazione, trasporto scolastico, corsi integrativi deliberati dagli organi d’istituto.
- Pagamento tracciabile: obbligatorio per le detrazioni del 19%; conservare ricevuta bancomat, estratto conto o annotazione del fornitore sulla fattura.
Come funziona la detrazione del 19% sulle spese di istruzione
Nel quadro E del modello 730/2026 — sezione I, righi da E8 a E10 — si indicano le spese di istruzione che danno diritto a una detrazione del 19 per cento. Le spese rientrano in due categorie principali: quelle scolastiche non universitarie (codice 12) e quelle universitarie (codice 13). In entrambi i casi la detrazione si applica sull’importo effettivamente pagato, nel rispetto dei massimali previsti dalle istruzioni AdE, ed è calcolata automaticamente dal CAF, dal professionista o dal sostituto d’imposta.
Per le spese scolastiche non universitarie — frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione (elementari e medie) e della scuola secondaria di secondo grado appartenenti al sistema nazionale di istruzione (legge 62/2000) — il massimale è di 1.000 euro per alunno per anno. Se la spesa riguarda più di un figlio o studente, va compilato un rigo separato per ciascuno. Tra le spese ammesse rientrano, oltre alle rette di iscrizione, anche la mensa scolastica, il servizio di pre e post scuola, le gite, l’assicurazione della scuola, il trasporto scolastico e i contributi per corsi integrativi deliberati dagli organi d’istituto, come i corsi di lingua e di teatro. Questa detrazione non è cumulabile con quella per erogazioni liberali agli istituti scolastici (codice 31).
Per le spese universitarie (codice 13) non è previsto un tetto fisso per le università statali italiane: la detrazione spetta sull’intero importo delle tasse e dei contributi versati. Per le università non statali italiane e per quelle straniere, invece, le spese sono detraibili solo entro i limiti stabiliti annualmente con decreto del Ministero dell’Istruzione per ciascuna facoltà, calcolati in base agli importi medi delle tasse dovute agli atenei statali. Il codice 13 si applica anche ai corsi di perfezionamento e di specializzazione universitaria, compresa l’iscrizione fuori corso, ed è esteso ai corsi tenuti da istituti privati italiani o stranieri. Gli studenti universitari iscritti a un ateneo distante almeno 100 km dal comune di residenza — e in ogni caso in una provincia diversa oppure in un Paese UE o SEE — possono detrarre anche i canoni di locazione (codice 18) fino a 2.633 euro per anno.
| Tipologia di spesa | Codice | Massimale detraibile |
|---|---|---|
| Scuole infanzia, primarie, medie e superiori (sistema nazionale) | 12 | 1.000 euro per alunno/anno |
| Università statali italiane | 13 | Intero importo delle tasse versate |
| Università non statali e straniere | 13 | Limite per facoltà fissato annualmente dal decreto MIUR |
| Canone di locazione studenti fuori sede (almeno 100 km + altra provincia) | 18 | 2.633 euro per anno |
| Aliquota di detrazione su tutte le tipologie | — | 19% |
Esempio pratico
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Caio ha un figlio alle scuole medie e una figlia iscritta all’università statale. Per il figlio ha pagato nel 2025: retta 400 euro, mensa 350 euro, gita 80 euro, corso di teatro 200 euro, totale 1.030 euro. Il massimale è 1.000 euro, quindi in dichiarazione indica 1.000 euro e ottiene una detrazione di 190 euro (19% di 1.000). Per la figlia universitaria ha versato 1.200 euro di tasse all’ateneo statale: non c’è massimale, la detrazione è 228 euro (19% di 1.200). Per ciascuno va compilato un rigo separato da E8 a E10.
Documenti necessari
- Ricevute di pagamento delle rette scolastiche e universitarie (fatture, bollettini, ricevute del gestore)
- Documenti attestanti le spese accessorie (mensa, trasporto, gite, assicurazione, corsi integrativi)
- Estratto conto bancario o ricevuta del mezzo di pagamento tracciabile
- Contratto di locazione e quietanze per studenti fuori sede (codice 18)
- Certificazione Unica del datore di lavoro (punti da 341 a 352, codici onere 12, 13 o 18, se il datore ha considerato la spesa nelle ritenute)
Caso 1 — Figlio iscritto a università non statale
Scenario. Tizio ha un figlio iscritto al secondo anno di Giurisprudenza in un ateneo privato. Ha pagato 3.800 euro di tasse nell’anno 2025. L’ateneo statale dello stesso comune applica tasse medie per la stessa facoltà pari a 2.500 euro, secondo il decreto ministeriale vigente.
Come si applica. Le spese per università non statali sono detraibili solo entro il limite stabilito dal decreto del Ministero dell’Istruzione per la facoltà di riferimento. In questo caso il limite è 2.500 euro: Tizio indica nel rigo da E8 a E10 (codice 13) l’importo di 2.500 euro, non i 3.800 euro effettivamente pagati. La detrazione spettante è il 19% di 2.500 euro, pari a 475 euro.
In pratica
- Verificare il limite previsto per la facoltà del figlio nel decreto ministeriale annuale prima di inserire la spesa nel 730.
- Indicare nel rigo da E8 a E10 il minore tra la spesa effettivamente sostenuta e il limite ministeriale per quella facoltà.
Caso 2 — Studente universitario fuori sede con contratto di locazione
Scenario. Sempronio è iscritto al terzo anno di Ingegneria in un ateneo che si trova a 150 km dal comune di residenza dei suoi genitori e in una provincia diversa. Nel 2025 ha pagato un canone mensile di 350 euro (4.200 euro annui) per un appartamento in affitto vicino all’università.
Come si applica. Sempronio ha diritto alla detrazione del 19% sui canoni di locazione (codice 18), ma solo entro il massimale di 2.633 euro. Indica nel rigo da E8 a E10 l’importo di 2.633 euro (e non i 4.200 effettivamente pagati). La detrazione spettante è il 19% di 2.633 euro, pari a circa 500 euro. Il contratto può essere stipulato con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fini di lucro e cooperative.
In pratica
- La detrazione per il canone fuori sede (codice 18) si cumula con quella per le tasse universitarie (codice 13): vanno compilati due righi separati.
- La detrazione spetta anche se le spese sono sostenute dai genitori per un figlio fiscalmente a carico.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
- Istruzioni Modello 730/2026 — Agenzia delle Entrate
- Art. 15 TUIR (detrazione per oneri) su Legge in Chiaro
Domande frequenti
Quali scuole danno diritto alla detrazione del 19% nel 730/2026?
Le spese di frequenza di scuole dell’infanzia, elementari, medie e superiori che appartengono al sistema nazionale di istruzione (legge 62/2000). Il massimale è 1.000 euro per alunno per anno.
Fino a che importo si detrae per le spese universitarie?
Per le università statali italiane non c’è un tetto: si detrae il 19% sull’intero importo delle tasse versate. Per le università non statali italiane e straniere il limite è stabilito annualmente per facoltà dal decreto del Ministero dell’Istruzione, in base alle tasse medie degli atenei statali.
Si può detrarre la mensa scolastica?
Sì. Le istruzioni AdE includono espressamente tra le spese ammesse la mensa scolastica, il servizio di pre e post scuola, i corsi integrativi deliberati dagli organi d’istituto, le gite, l’assicurazione della scuola e il trasporto scolastico.
Lo studente fuori sede può detrarre l'affitto?
Sì, con il codice 18, se l’università è in un comune distante almeno 100 km dal comune di residenza dello studente e in una provincia diversa (oppure in un Paese UE/SEE). Il massimale è 2.633 euro. La detrazione spetta anche ai genitori per il figlio fiscalmente a carico.
Le spese di istruzione devono essere pagate con bonifico o bancomat?
Sì. Dal 2020 la detrazione del 19% è condizionata all’utilizzo di un mezzo di pagamento tracciabile (bancomat, carta di credito, bonifico, PagoPA). La prova si conserva tramite ricevuta o estratto conto, oppure con l’annotazione del fornitore sulla fattura.
Si possono detrarre le spese di istruzione per un figlio non fiscalmente a carico?
No. Per le spese di istruzione non universitaria e universitaria la detrazione spetta solo se le spese sono sostenute nell’interesse del contribuente stesso o di familiari fiscalmente a carico.
Domande frequenti
Quali scuole danno diritto alla detrazione del 19% nel 730/2026?
Le spese di frequenza di scuole dell'infanzia, elementari, medie e superiori che appartengono al sistema nazionale di istruzione (legge 62/2000). Il massimale è 1.000 euro per alunno per anno.
Fino a che importo si detrae per le spese universitarie?
Per le università statali italiane non c'è un tetto: si detrae il 19% sull'intero importo delle tasse versate. Per le università non statali italiane e straniere il limite è stabilito annualmente per facoltà dal decreto del Ministero dell'Istruzione, in base alle tasse medie degli atenei statali.
Si può detrarre la mensa scolastica?
Sì. Le istruzioni AdE includono espressamente tra le spese ammesse la mensa scolastica, il servizio di pre e post scuola, i corsi integrativi deliberati dagli organi d'istituto, le gite, l'assicurazione della scuola e il trasporto scolastico.
Lo studente fuori sede può detrarre l'affitto?
Sì, con il codice 18, se l'università è in un comune distante almeno 100 km dal comune di residenza dello studente e in una provincia diversa (oppure in un Paese UE/SEE). Il massimale è 2.633 euro. La detrazione spetta anche ai genitori per il figlio fiscalmente a carico.
Le spese di istruzione devono essere pagate con bonifico o bancomat?
Sì. Dal 2020 la detrazione del 19% è condizionata all'utilizzo di un mezzo di pagamento tracciabile (bancomat, carta di credito, bonifico, PagoPA). La prova si conserva tramite ricevuta o estratto conto, oppure con l'annotazione del fornitore sulla fattura.
Si possono detrarre le spese di istruzione per un figlio non fiscalmente a carico?
No. Per le spese di istruzione non universitaria e universitaria la detrazione spetta solo se le spese sono sostenute nell'interesse del contribuente stesso o di familiari fiscalmente a carico.
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