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Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche
In sintesi
Il burnout è una sindrome da stress cronico lavoro-correlato riconosciuta dall'OMS (ICD-11). In Italia il riconoscimento come malattia professionale INAIL è valutato caso per caso, richiedendo la prova del nesso causale tra le condizioni lavorative e la patologia. L'art. 2087 c.c. e il D.Lgs. 81/2008 obbligano il datore a valutare e gestire i rischi da stress lavoro-correlato.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Guida pratica · Lavoro · Diritti sindacali, trattenute e tutele

In sintesi

Il burnout è una sindrome da stress cronico lavoro-correlato riconosciuta dall’OMS (ICD-11). In Italia il riconoscimento come malattia professionale INAIL è valutato caso per caso, richiedendo la prova del nesso causale tra le condizioni lavorative e la patologia. L’art. 2087 c.c. e il D.Lgs. 81/2008 obbligano il datore a valutare e gestire i rischi da stress lavoro-correlato.

Tabella riepilogativa

Burnout: quadro normativo e tutele
Aspetto Contenuto
Definizione OMS Sindrome da stress cronico sul posto di lavoro non gestito (ICD-11, codice QD85)
Obbligo datore Valutare e gestire il rischio stress lavoro-correlato (D.Lgs. 81/2008 + accordo europeo 2004)
Norma civilistica Art. 2087 c.c.: il datore risponde dei danni alla salute psicofisica del lavoratore
Riconoscimento INAIL Possibile come malattia professionale se provato nesso causale; valutazione caso per caso
Onere della prova Sul lavoratore per il nesso causale; sul datore per dimostrare di aver adottato misure preventive

Cos'è il burnout e perché rileva nel diritto del lavoro

Il burnout è la risposta allo stress cronico lavoro-correlato non adeguatamente gestito, caratterizzata da esaurimento emotivo, cinismo e riduzione dell’efficacia professionale. L’OMS lo ha classificato nel 2019 come fenomeno occupazionale nell’ICD-11 (cod. QD85). In Italia il D.Lgs. 81/2008 impone al datore la valutazione dei rischi, incluso lo stress lavoro-correlato, secondo le indicazioni dell’accordo europeo dell’8 ottobre 2004.

L'obbligo del datore: valutazione e prevenzione

L’art. 2087 c.c. e il D.Lgs. 81/2008 obbligano il datore ad adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità psicofisica dei lavoratori. Ciò include la valutazione del rischio da stress nel documento di valutazione dei rischi (DVR), l’adozione di misure organizzative correttive (carichi di lavoro, turni, supporto ai lavoratori) e la sorveglianza sanitaria. Il mancato adempimento espone il datore a responsabilità civile e, in caso di infortuni/malattie, penale.

Riconoscimento come malattia professionale INAIL

Il burnout può essere riconosciuto dall’INAIL come malattia professionale (tabellata o non tabellata), ma richiede la prova del nesso causale tra le condizioni di lavoro e la patologia diagnosticata. Il lavoratore deve presentare denuncia di malattia professionale tramite medico di base o specialista, corredata da documentazione delle condizioni lavorative (organigrammi, orari, mail, testimonianze). Il riconoscimento non è automatico e viene valutato caso per caso dall’INAIL.

Casi pratici

Tizio — carichi di lavoro eccessivi e DVR non aggiornato

Tizio lavora 12 ore al giorno da mesi senza mai recuperare. Il DVR aziendale non valuta lo stress lavoro-correlato. Se sviluppa una patologia documentata, può agire sia contro il datore ex art. 2087 c.c. per la mancata valutazione del rischio, sia denunciare la malattia professionale all’INAIL, a condizione di provare il nesso causale.

Caia — denuncia di malattia professionale per burnout

Caia, assistente sociale, riceve diagnosi di disturbo da stress post-traumatico correlato al lavoro. Il suo medico presenta denuncia di malattia professionale all’INAIL. Caia raccoglie tutta la documentazione sul carico di lavoro (mail, turni, segnalazioni al responsabile) per supportare il nesso causale.

Sempronio — datore che non adotta misure dopo segnalazione

Sempronio segnala al datore condizioni di lavoro stressanti tramite il medico competente. Il datore non interviene. In caso di successivo danno alla salute, il datore non potrà provare di aver adottato tutte le misure necessarie ex art. 2087 c.c. e risponderà civilmente.

Domande frequenti

Il burnout è riconosciuto come malattia professionale in Italia?

Può esserlo, ma non automaticamente. L’INAIL valuta caso per caso la presenza del nesso causale tra le condizioni di lavoro e la patologia diagnosticata. Il riconoscimento richiede documentazione medica e lavorativa adeguata.

Cosa deve fare il datore per prevenire il burnout?

Deve includere nel DVR la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e adottare misure organizzative correttive: carichi equilibrati, turni sostenibili, supporto psicologico, formazione ai manager.

Come si denuncia una malattia professionale da burnout?

Il lavoratore, tramite il proprio medico di base o specialista, presenta denuncia di malattia professionale all’INAIL. La denuncia avvia la procedura di riconoscimento, in cui l’INAIL valuta il nesso causale con il lavoro svolto.

Posso chiedere i danni al datore per burnout?

Sì, se dimostra che il datore non ha adottato le misure di prevenzione richieste dall’art. 2087 c.c. e dal D.Lgs. 81/2008. Il danno risarcibile include il danno biologico, il danno morale e quello patrimoniale.

Il burnout dà diritto alla malattia ordinaria?

Sì. Fino al riconoscimento eventuale come malattia professionale, il lavoratore in burnout può fruire della malattia ordinaria con le normali tutele previste dal CCNL e dalla normativa previdenziale.

Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Domande frequenti

Il burnout è riconosciuto come malattia professionale in Italia?

Può esserlo, ma non automaticamente. L'INAIL valuta caso per caso la presenza del nesso causale tra le condizioni di lavoro e la patologia diagnosticata. Il riconoscimento richiede documentazione medica e lavorativa adeguata.

Cosa deve fare il datore per prevenire il burnout?

Deve includere nel DVR la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e adottare misure organizzative correttive: carichi equilibrati, turni sostenibili, supporto psicologico, formazione ai manager.

Come si denuncia una malattia professionale da burnout?

Il lavoratore, tramite il proprio medico di base o specialista, presenta denuncia di malattia professionale all'INAIL. La denuncia avvia la procedura di riconoscimento, in cui l'INAIL valuta il nesso causale con il lavoro svolto.

Posso chiedere i danni al datore per burnout?

Sì, se dimostra che il datore non ha adottato le misure di prevenzione richieste dall'art. 2087 c.c. e dal D.Lgs. 81/2008. Il danno risarcibile include il danno biologico, il danno morale e quello patrimoniale.

Il burnout dà diritto alla malattia ordinaria?

Sì. Fino al riconoscimento eventuale come malattia professionale, il lavoratore in burnout può fruire della malattia ordinaria con le normali tutele previste dal CCNL e dalla normativa previdenziale.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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