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Ultimo aggiornamento: 24 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche
In sintesi
Lo straining è una forma attenuata di mobbing: il lavoratore subisce una o poche azioni stressanti (es. un demansionamento definitivo, l'isolamento forzato) che creano una situazione di stress lavorativo cronico e permanente, senza la sistematicità tipica del mobbing. La tutela è comunque ex art. 2087 c.c.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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In sintesi

Lo straining è una forma attenuata di mobbing: il lavoratore subisce una o poche azioni stressanti (es. un demansionamento definitivo, l’isolamento forzato) che creano una situazione di stress lavorativo cronico e permanente, senza la sistematicità tipica del mobbing. La tutela è comunque ex art. 2087 c.c.

Riferimento normativo

Art. 2087 Codice Civile

Tabella riepilogativa

Mobbing vs Straining: differenze principali
Caratteristica Mobbing Straining
Numero di atti lesivi Pluralità sistematica Anche uno o pochi atti isolati
Intento persecutorio Richiesto (disegno unitario) Non necessariamente richiesto in modo diretto
Effetto Danno progressivo alla salute Situazione di stress permanente e cronico
Base normativa Art. 2087 c.c. Art. 2087 c.c.
Onere della prova A carico del lavoratore A carico del lavoratore

Che cos'è lo straining

Il concetto di straining è stato elaborato dalla psicologia del lavoro e recepito dalla giurisprudenza italiana a partire dagli anni 2000. A differenza del mobbing, non richiede una pluralità sistematica di condotte: è sufficiente una o poche azioni stressanti — come un demansionamento definitivo, l’assegnazione a un ufficio isolato, la privazione di mansioni significative — che producano una situazione di stress lavorativo cronico e permanente.

La Corte di Cassazione ha riconosciuto la risarcibilità dello straining come fattispecie autonoma rispetto al mobbing, pur richiedendo comunque la prova del danno alla salute e del nesso causale.

Tutela ex art. 2087 c.c.

Anche per lo straining la base normativa è l’art. 2087 c.c.: il datore risponde per non aver adottato le misure necessarie a tutelare la personalità morale del lavoratore. La responsabilità è contrattuale; il lavoratore deve provare il fatto illecito (l’azione stressante), il danno psicofisico e il nesso causale. Non è necessario dimostrare un intento persecutorio diretto, ma è sufficiente che la condotta del datore abbia prodotto oggettivamente una situazione stressogena permanente.

Come documentare lo straining

È essenziale raccogliere: documentazione del cambiamento (lettere di demansionamento, comunicazioni organizzative), attestazioni mediche che collegano la condizione di stress al contesto lavorativo, testimonianze di colleghi che abbiano osservato il mutamento delle condizioni di lavoro, e corrispondenza interna che evidenzi l’isolamento o la privazione di mansioni. La perizia medico-legale è spesso determinante in giudizio.

Casi pratici

Tizio — demansionamento definitivo e isolamento

Tizio, responsabile di un team di 10 persone, viene improvvisamente privato del team e assegnato a svolgere mansioni di archivio senza relazioni professionali. Non subisce altre condotte persecutorie, ma la situazione dura da un anno. Documenta con perizia medica una sindrome depressiva reattiva: può agire per straining ex art. 2087 c.c.

Caia — trasferimento punitivo a sede disagiata

Caia viene trasferita in una sede distante 80 km senza motivazione plausibile, dopo aver sollevato dubbi su una procedura aziendale. Il trasferimento è l’unico atto, ma crea una situazione stressogena permanente che le causa disturbi d’ansia documentati. La condotta può integrare lo straining.

Sempronio — stress da carico eccessivo senza atti persecutori

Sempronio lamenta stress da eccessivo carico di lavoro, ma non vi sono atti del datore riconducibili a una scelta organizzativa specifica e lesiva nei suoi confronti. In questo caso né il mobbing né lo straining sono configurabili: manca l’azione stressante imputabile al datore come condotta illecita.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra mobbing e straining?

Il mobbing richiede una serie sistematica di condotte persecutorie collegate da un intento lesivo. Lo straining si configura anche con uno o pochi atti isolati che producono una situazione di stress lavorativo cronico e permanente, senza la necessità di un disegno persecutorio unitario.

Per lo straining devo dimostrare l'intento del datore?

Non è necessario dimostrare un intento persecutorio diretto. È sufficiente provare che la condotta del datore ha oggettivamente prodotto una situazione stressogena permanente e che ne è derivato un danno alla salute.

Lo straining è riconosciuto dalla legge italiana?

Non esiste una norma che lo definisca espressamente, ma la giurisprudenza italiana (Corte di Cassazione) lo ha riconosciuto come fattispecie autonoma risarcibile ex art. 2087 c.c.

Posso ottenere un risarcimento per straining?

Sì, se si prova il fatto illecito, il danno psicofisico (biologico e/o morale) e il nesso causale. L’azione si prescrive in 10 anni, essendo di natura contrattuale.

È utile rivolgersi all'ITL per lo straining?

Un esposto all’Ispettorato Territoriale del Lavoro può avviare un’ispezione che documenta le condizioni di lavoro. Non è obbligatorio, ma può fornire elementi di prova utili per il giudizio civile.

Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra mobbing e straining?

Il mobbing richiede una serie sistematica di condotte persecutorie collegate da un intento lesivo. Lo straining si configura anche con uno o pochi atti isolati che producono una situazione di stress lavorativo cronico e permanente, senza la necessità di un disegno persecutorio unitario.

Per lo straining devo dimostrare l'intento del datore?

Non è necessario dimostrare un intento persecutorio diretto. È sufficiente provare che la condotta del datore ha oggettivamente prodotto una situazione stressogena permanente e che ne è derivato un danno alla salute.

Lo straining è riconosciuto dalla legge italiana?

Non esiste una norma che lo definisca espressamente, ma la giurisprudenza italiana (Corte di Cassazione) lo ha riconosciuto come fattispecie autonoma risarcibile ex art. 2087 c.c.

Posso ottenere un risarcimento per straining?

Sì, se si prova il fatto illecito, il danno psicofisico (biologico e/o morale) e il nesso causale. L'azione si prescrive in 10 anni, essendo di natura contrattuale.

È utile rivolgersi all'ITL per lo straining?

Un esposto all'Ispettorato Territoriale del Lavoro può avviare un'ispezione che documenta le condizioni di lavoro. Non è obbligatorio, ma può fornire elementi di prova utili per il giudizio civile.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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