Testo dell'articoloVigente
In caso di recesso dal contratto a tempo indeterminato senza giusta causa, chi recede — datore o lavoratore — deve rispettare il periodo di preavviso stabilito dal CCNL. In alternativa può corrispondere l’indennità sostitutiva. Il preavviso non spetta in caso di giusta causa di licenziamento o dimissioni.
Tabella riepilogativa
| Situazione | Preavviso | Nota |
|---|---|---|
| Licenziamento senza giusta causa | Sì — durata da CCNL (varia per anzianità e categoria) | In alternativa: indennità sostitutiva |
| Licenziamento per giusta causa | No — recesso con effetto immediato | Il datore non deve corrispondere il preavviso |
| Dimissioni senza giusta causa | Sì — durata da CCNL (di norma inferiore a quella del datore) | Se il lavoratore non lo rispetta, deve risarcire |
| Dimissioni per giusta causa | No | Il lavoratore può recedere con effetto immediato |
| Malattia durante il preavviso | Sospende il preavviso (salvo CCNL diversi) | Il preavviso riprende a decorrere alla guarigione |
La funzione del preavviso e la sua durata
Il preavviso serve a dare alla parte che riceve il recesso il tempo di organizzarsi (il lavoratore per trovare un nuovo impiego, il datore per trovare un sostituto). La durata è stabilita dal CCNL e varia in base alla categoria (operaio/impiegato/quadro/dirigente) e all’anzianità di servizio: più sono lunghi il livello e l’anzianità, più è lungo il preavviso. In assenza di CCNL si applicano gli usi o, in mancanza, la valutazione equitativa.
L'indennità sostitutiva del preavviso
La parte che intende recedere immediatamente — senza far lavorare il dipendente nel periodo di preavviso — può corrispondere l’indennità sostitutiva, pari alla retribuzione che sarebbe maturata nel periodo di preavviso non lavorato. L’indennità sostitutiva è assoggettata a contribuzione previdenziale e a tassazione ordinaria IRPEF come la retribuzione. È corrisposta con la liquidazione finale.
Quando il preavviso non spetta
Il preavviso non è dovuto in caso di giusta causa, sia per il licenziamento sia per le dimissioni: la parte offesa può recedere immediatamente. Il licenziamento per giusta causa implica una violazione talmente grave da non permettere la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto. Se il giudice accerta che la giusta causa non sussisteva, il datore dovrà corrispondere l’indennità sostitutiva del preavviso oltre alle altre tutele.
Casi pratici
Tizio è licenziato in tronco per giusta causa. Il giudice accerta che la causa non era così grave da giustificare il recesso immediato: il datore dovrà corrispondere l’indennità sostitutiva del preavviso, oltre all’indennità risarcitoria per il licenziamento illegittimo.
Caia ha un preavviso di 30 giorni per contratto ma lascia dopo soli 5 giorni. Il datore ha diritto al risarcimento per i 25 giorni di preavviso non rispettati, che può trattenere dalla liquidazione finale.
Sempronio viene licenziato con 30 giorni di preavviso ma si ammala al 10° giorno. Il preavviso si sospende per la durata della malattia (salvo diversa previsione del CCNL) e riprende a decorrere dalla guarigione.
Domande frequenti
Chi deve rispettare il preavviso: solo il datore?
No. Entrambe le parti devono rispettarlo in caso di recesso senza giusta causa: il datore che licenzia e il lavoratore che si dimette.
Come si calcola l'indennità sostitutiva del preavviso?
È pari alla retribuzione globale di fatto che sarebbe maturata durante il periodo di preavviso. Include tutte le voci retributive continuative, non le voci occasionali.
L'indennità sostitutiva del preavviso è tassata?
Sì, è soggetta a IRPEF con tassazione ordinaria e a contribuzione previdenziale, a differenza del TFR che ha regime separato.
La malattia sospende il preavviso?
Di regola sì, salvo diversa previsione del CCNL. Il preavviso riprende a decorrere dal giorno della guarigione.
Se il CCNL non prevede il preavviso, cosa si applica?
Si applicano gli usi del luogo in cui si svolge il lavoro; in mancanza, la determinazione equitativa del giudice ex art. 2118, co. 3, c.c.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Domande frequenti
Chi deve rispettare il preavviso: solo il datore?
No. Entrambe le parti devono rispettarlo in caso di recesso senza giusta causa: il datore che licenzia e il lavoratore che si dimette.
Come si calcola l'indennità sostitutiva del preavviso?
È pari alla retribuzione globale di fatto che sarebbe maturata durante il periodo di preavviso. Include tutte le voci retributive continuative, non le voci occasionali.
L'indennità sostitutiva del preavviso è tassata?
Sì, è soggetta a IRPEF con tassazione ordinaria e a contribuzione previdenziale, a differenza del TFR che ha regime separato.
La malattia sospende il preavviso?
Di regola sì, salvo diversa previsione del CCNL. Il preavviso riprende a decorrere dal giorno della guarigione.
Se il CCNL non prevede il preavviso, cosa si applica?
Si applicano gli usi del luogo in cui si svolge il lavoro; in mancanza, la determinazione equitativa del giudice ex art. 2118, co. 3, c.c.
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