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Ultimo aggiornamento: 17 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
In sintesi
  • L’art. 60 disciplina le sanzioni per i componenti dell’impresa familiare, i lavoratori autonomi, i coltivatori diretti, i soci di società semplici agricole, gli artigiani e i piccoli commercianti che violano gli obblighi dell’art. 21 SIC.
  • La violazione degli obblighi di attrezzature conformi e DPI è punita con arresto fino a un mese o ammenda da 200 a 600 euro.
  • La mancanza della tessera di riconoscimento in cantieri in appalto è sanzionata con sanzione amministrativa da 50 a 300 euro per ciascun soggetto.
  • I lavoratori autonomi sono inoltre sanzionati con sanzione amministrativa da 50 a 300 euro per la violazione dell’art. 20, comma 3 (mancata sorveglianza sanitaria).
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 60 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Articolo 60

In vigore dal 15/05/2008

(( (Sanzioni per i componenti dell’impresa familiare di cui all’ articolo 230-bis del codice civile , per i lavoratori autonomi, i coltivatori diretti del fondo, i soci delle società semplici operanti nel settore agricolo, gli artigiani e i piccoli commercianti) )) ((

1. I soggetti di cui all’articolo 21 sono puniti: a) con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 200 a 600 euro per la violazione dell’articolo 21, comma 1, lettere a) e b); b) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro per ciascun soggetto per la violazione dell’articolo 21, comma 1, lettera c).

2. I lavoratori autonomi sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro per la violazione dell’articolo 20, comma

3. ))

Le sanzioni per i soggetti dell’art. 21: proporzionalità e specificità

L’art. 60 del D.Lgs. 81/2008 chiude il quadro sanzionatorio per i soggetti che operano in modo autonomo, componenti dell’impresa familiare, lavoratori autonomi, coltivatori diretti, soci di società semplici agricole, artigiani e piccoli commercianti, cui l’art. 21 SIC impone obblighi di sicurezza calibrati sulla loro specificità. Le sanzioni sono nel complesso meno severe rispetto a quelle previste per il datore di lavoro, in ragione della minore posizione di garanzia di questi soggetti (che, operando in proprio, non hanno dipendenti di cui rispondere): l’arresto fino a un mese o l’ammenda da 200 a 600 euro per le violazioni degli obblighi di attrezzature e DPI; la sanzione amministrativa da 50 a 300 euro per la mancanza della tessera di riconoscimento.

La tessera di riconoscimento: un obbligo spesso dimenticato

La sanzione per la mancanza della tessera di riconoscimento, prevista dall’art. 21, comma 1, lett. c) per i soggetti che operano in cantieri in appalto o subappalto, è di natura amministrativa (da 50 a 300 euro per ciascun soggetto) e applicabile anche in forma ridotta. Questa sanzione è frequentemente contestata negli accessi ispettivi ai cantieri edili, dove la compresenza di artigiani, lavoratori autonomi e imprese di subappalto rende essenziale l’identificabilità di ogni soggetto presente. La tessera deve contenere fotografia e generalità del soggetto ed è uno strumento elementare ma fondamentale per garantire la rintracciabilità in caso di infortuni o di verifiche ispettive.

La sorveglianza sanitaria volontaria e le sanzioni per i lavoratori autonomi

Il comma 2 dell’art. 60 prevede che i lavoratori autonomi siano puniti con sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro per la violazione dell’art. 20, comma 3. Questo rimanda alla sorveglianza sanitaria: per i lavoratori autonomi la sorveglianza è facoltativa (art. 21, comma 2), ma se il lavoratore autonomo opta per sottoporsi a sorveglianza sanitaria, ad esempio su richiesta della stazione appaltante, deve poi rispettare le prescrizioni del medico. In caso di rifiuto, può essere sanzionato. Questa disposizione riflette la coerenza del sistema: chi sceglie di avvalersi della sorveglianza sanitaria si sottopone anche alle relative obbligazioni.

Profili pratici: cantieri e attività in appalto

Per un consulente del lavoro che assiste artigiani e piccoli imprenditori che operano spesso in cantieri altrui, l’art. 60 è un utile promemoria degli obblighi minimi che questi soggetti devono rispettare. La tessera di riconoscimento è un adempimento semplice, ma spesso dimenticato, che può dare luogo a contestazioni nella prima fase di accesso al cantiere. Le attrezzature devono essere conformi al Titolo III anche per i lavoratori autonomi: un elettricista autonomo che usa utensili privi di marcatura CE viola sia l’art. 21 sia, in via riflessa, l’art. 23 del datore di lavoro che gli ha affidato i lavori.

Domande frequenti

Un idraulico artigiano che opera in un cantiere senza tessera di riconoscimento rischia una multa?

Sì. La mancanza della tessera di riconoscimento in un contesto di appalto o subappalto è sanzionata dall’art. 60 con sanzione amministrativa da 50 a 300 euro per ciascun soggetto. La contestazione avviene normalmente in sede di accesso ispettivo al cantiere.

Un coltivatore diretto che usa un trattore privo di dispositivi di sicurezza (es. roll-bar) rischia sanzioni?

Sì. La violazione dell’obbligo di usare attrezzature di lavoro conformi al Titolo III SIC (art. 21, comma 1, lett. a) è sanzionata dall’art. 60, comma 1, lett. a) con arresto fino a un mese o ammenda da 200 a 600 euro. Il roll-bar anti-ribaltamento è un dispositivo di sicurezza obbligatorio per i trattori.

Se un lavoratore autonomo si fa male usando attrezzature non conformi, può comunque ottenere il risarcimento dall’INAIL?

L’INAIL copre gli infortuni sul lavoro dei lavoratori autonomi iscritti alla gestione speciale INAIL o all’Assicurazione per conto terzi, indipendentemente dalla conformità delle attrezzature usate. La violazione delle norme di sicurezza può però influire sulla misura del risarcimento e sull’eventuale diritto di regresso dell’INAIL nei confronti del responsabile.

Andrea Marton, Tax Advisor e Responsabile Editoriale di La Legge in Chiaro
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i 17 codici e testi unici italiani (Costituzione, C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B., IRAP, CCII, Antiriciclaggio, Successioni, Accertamento, T.U. Edilizia, Legge di Bilancio 2026). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione. Profilo completo →
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