Testo dell'articoloVigente
L’indennità sostitutiva del preavviso è corrisposta quando il rapporto cessa senza che il periodo di preavviso sia lavorato. È assoggettata a tassazione separata (non all’IRPEF ordinaria), con l’aliquota media degli ultimi due anni: questo la rende fiscalmente analoga al TFR, e di norma meno penalizzante rispetto alla tassazione ordinaria. È però soggetta a contribuzione previdenziale ordinaria.
Tabella riepilogativa
| Aspetto | Regola |
|---|---|
| Tassazione IRPEF | Tassazione separata (art. 17 TUIR) — aliquota media ultimi 2 anni |
| Contributi previdenziali | Imponibile contributivo ordinario (INPS) |
| Calcolo dell’importo | Retribuzione globale di fatto × mesi di preavviso non lavorato |
| Chi la corrisponde | Il datore in caso di licenziamento; il lavoratore in caso di dimissioni senza preavviso |
| Prescrizione | 5 anni |
Quando sorge il diritto
L’indennità sostitutiva del preavviso si deve quando il rapporto è risolto senza che la parte obbligata (datore in caso di licenziamento, lavoratore in caso di dimissioni) rispetti il periodo di preavviso contrattuale. Il datore può scegliere di far lavorare il preavviso oppure di versare l’indennità, che equivale alla retribuzione globale di fatto per i mesi (o frazioni) di preavviso non goduto.
Tassazione separata: come funziona
L’indennità di mancato preavviso non è tassata con le aliquote IRPEF progressive ordinarie, bensì con la tassazione separata (art. 17, comma 1, lett. b), TUIR). Il sostituto d’imposta applica provvisoriamente l’aliquota del 20%; l’Agenzia delle Entrate provvede poi alla riliquidazione applicando l’aliquota media del reddito complessivo dei due anni precedenti all’anno di percezione. Se questa è inferiore al 20%, si ottiene un rimborso.
Contributi previdenziali: regime diverso dal TFR
A differenza del TFR, l’indennità di mancato preavviso è soggetta a contribuzione previdenziale ordinaria (INPS), sia a carico del lavoratore sia a carico del datore. Questo la distingue dal TFR, che non è imponibile contributivamente. È importante tenerne conto nel calcolo del saldo finale alla cessazione del rapporto.
Casi pratici
Tizio ha un preavviso contrattuale di due mesi. Il datore lo licenzia con effetto immediato: deve corrispondere due mensilità di retribuzione globale di fatto come indennità. Su questa somma si applica la tassazione separata (non l’IRPEF ordinaria) e la contribuzione INPS ordinaria.
Caia si dimette senza rispettare il preavviso di un mese previsto dal CCNL. In questo caso è lei a dover corrispondere al datore l’indennità di mancato preavviso, pari a una mensilità. Il datore può trattenere la somma dal saldo finale di busta paga.
Sempronio percepisce l’indennità di preavviso insieme al TFR nel saldo finale. Il datore applica provvisoriamente il 20%; l’Agenzia delle Entrate riliquida in seguito usando l’aliquota media biennale: se Sempronio aveva redditi bassi negli ultimi due anni, riceverà un rimborso.
Domande frequenti
L'indennità di preavviso è tassata come lo stipendio?
No. È soggetta a tassazione separata (art. 17 TUIR), con l’aliquota media del reddito degli ultimi due anni, di norma più vantaggiosa rispetto alla tassazione ordinaria progressiva.
Ci sono i contributi INPS sull'indennità di preavviso?
Sì. A differenza del TFR, l’indennità sostitutiva del preavviso è soggetta a contribuzione previdenziale ordinaria, sia a carico del lavoratore sia del datore.
Chi deve pagare l'indennità se le dimissioni sono immediate?
In caso di dimissioni senza preavviso è il lavoratore a dover corrispondere l’indennità al datore; il datore può trattenerla dal saldo finale.
Come si calcola l'importo dell'indennità di preavviso?
Si moltiplica la retribuzione globale di fatto (comprensiva di tutti gli elementi retributivi fissi) per i mesi di preavviso non lavorato, tenendo conto della durata prevista dal CCNL in base all’anzianità e alla categoria.
L'indennità di preavviso si prescrive?
Sì, il diritto si prescrive in 5 anni dalla data di cessazione del rapporto.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Domande frequenti
L'indennità di preavviso è tassata come lo stipendio?
No. È soggetta a tassazione separata (art. 17 TUIR), con l'aliquota media del reddito degli ultimi due anni, di norma più vantaggiosa rispetto alla tassazione ordinaria progressiva.
Ci sono i contributi INPS sull'indennità di preavviso?
Sì. A differenza del TFR, l'indennità sostitutiva del preavviso è soggetta a contribuzione previdenziale ordinaria, sia a carico del lavoratore sia del datore.
Chi deve pagare l'indennità se le dimissioni sono immediate?
In caso di dimissioni senza preavviso è il lavoratore a dover corrispondere l'indennità al datore; il datore può trattenerla dal saldo finale.
Come si calcola l'importo dell'indennità di preavviso?
Si moltiplica la retribuzione globale di fatto (comprensiva di tutti gli elementi retributivi fissi) per i mesi di preavviso non lavorato, tenendo conto della durata prevista dal CCNL in base all'anzianità e alla categoria.
L'indennità di preavviso si prescrive?
Sì, il diritto si prescrive in 5 anni dalla data di cessazione del rapporto.
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