Autore: Andrea Marton

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Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • I contenuti più tecnici sono sottoposti a revisione di professionisti abilitati.
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Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Concordato preventivo biennale 2026: guida per le imprese

    In sintesi

    • Accordo biennale con il Fisco: il concordato preventivo biennale (CPB) e un regime opzionale con cui la societa si impegna a dichiarare un reddito concordato per due periodi d’imposta, indipendentemente da quello effettivamente conseguito.
    • Imposta sostitutiva sul maggior reddito concordato: la parte di reddito concordato che supera quello dell’anno precedente puo essere assoggettata a imposta sostitutiva con aliquota del 10%, 12% o 15% a seconda del punteggio ISA.
    • Soglia di 85.000 euro: dal d.lgs. n. 81/2025, l’imposta sostitutiva si applica sull’eccedenza fino a 85.000 euro; oltre questa soglia si applica l’IRES ordinaria al 24% (o 20% con IRES premiale).
    • Chi puo aderire: soggetti a cui si applicano gli indici sintetici di affidabilita fiscale (ISA) e che non si trovano in una delle cause di esclusione previste dalla legge.
    • Cause di cessazione e decadenza: il concordato cessa se la societa modifica attivita, cessa, viene coinvolta in operazioni straordinarie, o supera certi limiti di ricavi. Decade in caso di violazioni gravi, dichiarazioni difformi o omessi versamenti.
    • Compilazione nel quadro CP: chi aderisce al CPB compila le sezioni I e II del quadro CP del modello Redditi SC 2026, indicando il reddito concordato e l’eventuale imposta sostitutiva.

    Che cos'e il concordato preventivo biennale

    Il concordato preventivo biennale, comunemente chiamato CPB, e uno strumento che il Fisco propone alle imprese soggette agli indici sintetici di affidabilita fiscale (ISA). In pratica si tratta di un accordo: il contribuente accetta di dichiarare un certo livello di reddito per due anni di fila, stabilito sulla base di una proposta elaborata dall’Agenzia delle Entrate. In cambio ottiene vantaggi in termini di certezza fiscale e, eventualmente, un’aliquota ridotta sul reddito in eccesso.

    Il CPB e stato introdotto dal decreto legislativo 12 febbraio 2024, n. 13 e successivamente modificato dal d.lgs. 12 giugno 2025, n. 81. Il modello Redditi SC 2026 gestisce il CPB per il biennio 2025-2026: chi ha aderito compila il quadro CP e indica il reddito concordato al posto di quello effettivo ai fini della tassazione ordinaria.

    L’adesione al CPB per il biennio 2026-2027 puo essere comunicata tramite il modello CPB allegato alla dichiarazione dei redditi oppure in via autonoma trasmettendo il solo frontespizio del modello Redditi SC 2026. La comunicazione va inviata entro il termine previsto per l’adesione al CPB per i periodi 2026 e 2027.

    Imposta sostitutiva CPB: aliquote per punteggio ISA
    Punteggio ISA dell'anno precedente il biennio Aliquota imposta sostitutiva
    Pari o superiore a 8 10%
    Pari o superiore a 6 e inferiore a 8 12%
    Inferiore a 6 15%
    Eccedenza oltre 85.000 euro (biennio 2025-2026, adesione dal 13/06/2025) Aliquota IRES ordinaria 24% (o 20% con IRES premiale)

    Esempio pratico

    • Alfa SRL ha un punteggio ISA pari a 8,5 per il 2024. La proposta CPB le attribuisce un reddito concordato per il 2025 di 200.000 euro. Il reddito dichiarato nel 2024 (rettificato ai sensi dell’art. 16 del decreto CPB) era di 160.000 euro. L’eccedenza concordata e quindi di 40.000 euro (sotto la soglia di 85.000 euro). Alfa SRL puo assoggettare questa eccedenza all’imposta sostitutiva del 10 per cento (punteggio ISA >= 8), pagando 4.000 euro invece dell’IRES ordinaria al 24% che ammonterebbe a 9.600 euro. Il risparmio fiscale sull’eccedenza e di 5.600 euro. Il reddito concordato di 200.000 euro al netto dell’imponibile sostitutivo (40.000 euro) viene assoggettato a IRES ordinaria.

    Documenti necessari

    • Modello CPB (comunicazione di adesione al concordato preventivo biennale)
    • Modello Redditi SC 2026 con quadro CP compilato
    • Modelli ISA dell’anno precedente il biennio (obbligatori anche per chi aderisce al CPB)
    • Modello F24 per il versamento dell’imposta sostitutiva
    • Documentazione del reddito effettivo (per sezione IV del quadro CP)

    Alfa SRL aderisce al CPB biennio 2025-2026

    Scenario. Alfa SRL, con punteggio ISA di 7,5 per il 2024, riceve la proposta CPB che le attribuisce un reddito concordato di 150.000 euro per il 2025 e di 160.000 euro per il 2026. Il suo reddito rettificato 2024 era di 120.000 euro. Decide di aderire.

    Come si applica. L’eccedenza del reddito concordato sul reddito dell’anno precedente e di 30.000 euro (150.000 – 120.000), sotto la soglia di 85.000 euro. Con punteggio ISA 7,5 (compreso tra 6 e 8), Alfa SRL applica l’aliquota sostitutiva del 12 per cento sull’eccedenza: imposta sostitutiva pari a 3.600 euro. Il restante reddito concordato (120.000 euro) e tassato con IRES ordinaria al 24%. Nella dichiarazione Redditi SC 2026, Alfa SRL compila la sezione I del quadro CP indicando reddito concordato, reddito precedente e imposta sostitutiva dovuta, e la sezione II per il reddito rettificato da assoggettare a IRES.

    In pratica

    • L’imposta sostitutiva si calcola solo sull’eccedenza del reddito concordato rispetto a quello dell’anno precedente.
    • Il vantaggio e doppio: certezza del carico fiscale per due anni e aliquota ridotta sull’eccedenza.
    • Anche chi aderisce al CPB deve presentare i modelli ISA.

    Beta SpA decade dal CPB per operazione straordinaria

    Scenario. Beta SpA aveva aderito al CPB per il biennio 2025-2026. Durante il 2025 incorpora un’altra societa tramite fusione.

    Come si applica. La fusione e una delle cause di cessazione previste dall’art. 21 del decreto CPB (codice 3 nel rigo CP11, colonna 1 del quadro CP). Il concordato cessa di avere efficacia a partire dal periodo d’imposta in cui si verifica la fusione. Beta SpA compila la sezione V del quadro CP indicando il codice della causa di cessazione, e non compila la sezione II (reddito concordato). Per il periodo d’imposta in cui avviene la fusione, il reddito e determinato in modo ordinario. Restano pero dovute le imposte calcolate sul reddito concordato se maggiori di quelle sull’effettivo, come previsto in caso di decadenza.

    In pratica

    • Fusioni, scissioni e conferimenti di azienda sono cause di cessazione del CPB (art. 21 decreto CPB).
    • In caso di cessazione, il concordato cessa dal periodo d’imposta in cui si verifica l’evento.
    • In caso di decadenza per violazioni gravi, restano dovute le imposte sul reddito concordato se maggiori di quelle effettive.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Chi puo aderire al concordato preventivo biennale?

    Possono aderire i soggetti a cui si applicano gli indici sintetici di affidabilita fiscale (ISA), ossia le societa che svolgono determinate attivita d’impresa o di lavoro autonomo e che non rientrano nelle cause di esclusione. Anche chi ha aderito al CPB deve presentare i modelli ISA.

    Come viene determinato il reddito concordato?

    Il reddito concordato e proposto dall’Agenzia delle Entrate sulla base dei dati ISA e di altri elementi. Il contribuente lo accetta e si impegna a dichiararlo per il biennio. Il reddito concordato non puo essere inferiore a 2.000 euro al netto dell’eventuale imponibile soggetto a imposta sostitutiva.

    Cosa succede se il reddito effettivo e superiore a quello concordato?

    Il contribuente tassa il reddito concordato (non quello effettivo piu alto). Se ha optato per l’imposta sostitutiva, paga quella sul maggior reddito concordato rispetto all’anno precedente. Questa e la principale convenienza del CPB: si conosce in anticipo il carico fiscale massimo.

    Cosa succede se il reddito effettivo e inferiore a quello concordato?

    Il contribuente deve comunque dichiarare e tassare il reddito concordato. Le deduzioni e le agevolazioni si calcolano pero sempre sul reddito effettivo, non su quello concordato (art. 35, comma 2, decreto CPB). Questo e il principale rischio del CPB.

    Quali sono le cause di decadenza dal CPB?

    Le cause di decadenza comprendono: violazioni gravi di cui all’art. 22 del decreto CPB, modifica della dichiarazione che cambia la quantificazione dei redditi, dati difformi da quelli comunicati, venir meno dei requisiti e omesso versamento delle somme dovute entro i termini previsti.

    Il reddito concordato deve essere indicato anche nel quadro RF?

    Si. Chi compila la sezione II del quadro CP deve compilare anche il quadro RF seguendo le relative istruzioni. Nel rigo RF63 va riportato il reddito indicato nel rigo CP7, colonna 5, del quadro CP (reddito rettificato da assoggettare a IRES).

    Come si comunica l'adesione al CPB per il biennio 2026-2027?

    L’adesione puo essere comunicata insieme alla dichiarazione dei redditi (allegando il modello CPB) oppure in via autonoma trasmettendo il frontespizio del modello Redditi SC con la casella ‘Comunicazione CPB’ compilata con codice 1 – Adesione. La comunicazione deve avvenire entro il termine previsto per l’adesione al CPB.

  • Art. 10 L. 392/1978 – Partecipazione del conduttore all’assemblea

    Art. 10 L. 392/1978 – Partecipazione del conduttore all’assemblea

    L. 27 luglio 1978, n. 392 – Disciplina delle locazioni di immobili urbani (equo canone)

    Il conduttore ha diritto di voto, in luogo del proprietario dell’appartamento locatogli, nelle delibere dell’assemblea condominiale relative alle spese e alle modalita’ di gestione dei servizi di riscaldamento e di condizionamento d’aria.

    Egli ha inoltre diritto di intervenire, senza diritto di voto, sulle delibere relative alla modificazione degli altri servizi comuni.

    La disciplina di cui al primo comma si applica anche qualora si tratti di edificio non in condominio. In tale ipotesi i conduttori si riuniscono in apposita assemblea convocati dal proprietario dell’edificio o da almeno tre conduttori.

    Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni del codice civile sull’assemblea dei condomini.

  • Art. 9 L. 392/1978 – Oneri accessori

    Art. 9 L. 392/1978 – Oneri accessori

    L. 27 luglio 1978, n. 392 – Disciplina delle locazioni di immobili urbani (equo canone)

    Sono interamente a carico del conduttore, salvo patto contrario, le spese relative al servizio di pulizia, al funzionamento e all’ordinaria manutenzione dell’ascensore, alla fornitura dell’acqua, dell’energia elettrica, del riscaldamento e del condizionamento dell’aria, allo spurgo dei pozzi neri e delle latrine, nonche’ alla fornitura di altri servizi comuni.

    Le spese per il servizio di portineria sono a carico del conduttore nella misura del 90 per cento, salvo che le parti abbiano convenuto una misura inferiore.

    Il pagamento deve avvenire entro due mesi dalla richiesta. Prima di effettuare il pagamento il conduttore ha diritto di ottenere l’indicazione specifica delle spese di cui ai commi precedenti con la menzione dei criteri di ripartizione. Il conduttore ha inoltre diritto di prendere visione dei documenti giustificativi delle spese effettuate.

  • Interessi prestiti agrari nel 730: detrazione e limiti

    In sintesi

    • Detrazione del 19% sugli interessi passivi e sugli oneri accessori pagati per prestiti e mutui agrari di qualsiasi specie.
    • Limite collegato ai terreni: la base su cui calcolare la detrazione non puo’ mai superare i redditi dei terreni dichiarati nel Quadro A.
    • Tre codici distinti a seconda della data di stipula del mutuo: codice 11 (fino al 31/12/2021), codice 47 (1/1/2022-31/12/2024), codice 56 (dal 1/1/2025).
    • Tutti i tipi di prestito agrario sono ammessi: mutui ipotecari, prestiti ordinari di conduzione, qualsiasi forma di finanziamento legata all’attivita’ agricola.
    • Include le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione, oltre agli interessi passivi propriamente detti.
    • Nessun importo massimo fisso: il tetto e’ variabile perche’ dipende dal reddito dei terreni di ciascun contribuente.

    Come funziona la detrazione per i mutui agrari

    Se sei un agricoltore, un imprenditore agricolo o un proprietario terriero che ha acceso un prestito o un mutuo per la conduzione del fondo, puoi detrarre dall’imposta una parte degli interessi passivi che hai pagato nel 2025. Questa agevolazione e’ pensata per chi gestisce direttamente terreni agricoli e deve finanziarsi per sostenere le spese di produzione.

    La detrazione spetta nella misura del 19% sugli interessi passivi, sugli oneri accessori e sulle quote di rivalutazione legate a clausole di indicizzazione, per prestiti e mutui agrari di ogni specie. Il termine ‘ogni specie’ e’ importante: non si limitano ai mutui ipotecari, ma comprendono qualsiasi forma di finanziamento agricolo, dal semplice prestito di conduzione al mutuo fondiario agrario.

    Il punto chiave da capire e’ il limite di importo: la base su cui calcolare la detrazione non puo’ essere superiore ai redditi dei terreni che dichiari nel Quadro A del tuo 730. Questo significa che se i tuoi redditi dominicali e agrari (rivalutati come previsto) ammontano, per esempio, a 3.000 euro, potrai calcolare la detrazione del 19% al massimo su 3.000 euro di interessi, anche se ne hai pagati di piu’. Il reddito dei terreni funziona da tetto variabile e personale.

    Nel modulo 730 gli interessi agrari si indicano nei righi da E8 a E10 usando tre codici diversi in base alla data in cui hai firmato il contratto: codice 11 per i mutui stipulati entro il 31 dicembre 2021, codice 47 per quelli stipulati tra il 1 gennaio 2022 e il 31 dicembre 2024, codice 56 per quelli firmati dal 1 gennaio 2025 in poi. Se il tuo contratto ha subito un accollo, un subentro o una rinegoziazione, fa fede la data del nuovo contratto, non quella originale.

    Codici e date dei mutui agrari nel Quadro E
    Codice Periodo di stipula del mutuo Dove si indica
    11 Fino al 31 dicembre 2021 Righi da E8 a E10
    47 Dal 1 gennaio 2022 al 31 dicembre 2024 Righi da E8 a E10
    56 Dal 1 gennaio 2025 in poi Righi da E8 a E10
    Tetto detrazione Redditi dei terreni dichiarati nel Quadro A Calcolato dal Caf / professionista

    Esempio pratico

    • Tizio e’ un coltivatore diretto proprietario di un fondo. Nel Quadro A dichiara un reddito dominicale di 1.200 euro e un reddito agrario di 900 euro (dopo le rivalutazioni previste dalla legge). Il totale dei redditi dei terreni e’ 2.100 euro. Nel 2025 ha pagato 2.800 euro di interessi su un mutuo agrario stipulato nel 2023 (codice 47). Il limite della detrazione e’ pero’ pari ai redditi dei terreni dichiarati: puo’ calcolare la detrazione del 19% solo su 2.100 euro, non sui 2.800 euro effettivamente pagati. La detrazione spettante e’ quindi 2.100 x 19% = 399 euro di risparmio sull’Irpef. I restanti 700 euro di interessi non danno diritto ad ulteriore agevolazione.

    Documenti necessari

    • Contratto di mutuo o prestito agrario (con data di stipula chiaramente indicata)
    • Dichiarazione della banca o dell’ente finanziatore con l’ammontare degli interessi passivi e degli oneri accessori pagati nel 2025
    • Visura catastale dei terreni per documentare i redditi dominicali e agrari dichiarati nel Quadro A
    • Certificazione Unica (punti da 341 a 352) se gli interessi sono stati certificati dal sostituto d’imposta
    • Documentazione di eventuali rinegoziazioni o accolli del contratto (con data del nuovo atto)

    Agricoltore con mutuo agrario stipulato nel 2023

    Scenario. Caio conduce un’azienda agricola di sua proprieta’. Ha contratto un mutuo agrario nel giugno 2023 per acquistare macchinari e finanziare la semina. Nel 2025 ha pagato 1.500 euro di interessi. I redditi dei terreni dichiarati nel Quadro A (dopo rivalutazione) ammontano a 1.800 euro.

    Come si applica. Il mutuo e’ stato stipulato tra il 1 gennaio 2022 e il 31 dicembre 2024, quindi va indicato con il codice 47 nei righi da E8 a E10 del Quadro E. Gli interessi pagati (1.500 euro) sono inferiori ai redditi dei terreni (1.800 euro), quindi si puo’ calcolare la detrazione del 19% sull’intero importo di 1.500 euro. La detrazione spettante e’ 285 euro.

    In pratica

    • Usa il codice 47 perche’ il contratto e’ del 2023 (tra 2022 e 2024).
    • Verifica che i redditi dei terreni del Quadro A siano almeno pari agli interessi da detrarre.
    • La banca deve fornirti ogni anno un’attestazione degli interessi passivi pagati.

    Proprietario che non conduce direttamente il fondo

    Scenario. Sempronio e’ proprietario di un terreno agricolo che affitta a un terzo. Ha un mutuo agrario su quel fondo e nel 2025 ha pagato 900 euro di interessi.

    Come si applica. La detrazione per gli interessi sui prestiti e mutui agrari spetta sui mutui ‘di conduzione’, cioe’ legati all’attivita’ agricola svolta sul fondo. Se Sempronio e’ soltanto proprietario e non conduce direttamente il terreno, deve verificare con attenzione se il suo finanziamento rientra tra i prestiti agrari di conduzione ammessi. Il reddito dei terreni dichiarato nel Quadro A fa da tetto: se dichiara solo il reddito dominicale (perche’ l’affittuario dichiara il reddito agrario), il tetto disponibile e’ il solo reddito dominicale.

    In pratica

    • Il tetto e’ dato dai redditi dei terreni che dichiari tu nel Quadro A, non quelli del conduttore.
    • Se sei solo proprietario e non coltivatore, verifica con il Caf se il tuo finanziamento rientra nei mutui agrari ammessi.
    • Conserva il contratto di mutuo che indica esplicitamente la destinazione agricola del finanziamento.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Quanto si puo' detrarre sugli interessi di un mutuo agrario?

    La detrazione e’ del 19% sugli interessi passivi (piu’ oneri accessori e quote di rivalutazione). L’importo su cui calcolarla non puo’ pero’ superare i redditi dei terreni dichiarati nel Quadro A: se hai pagato 3.000 euro di interessi ma i redditi dei terreni sono 2.000 euro, la detrazione si calcola solo su 2.000 euro.

    Quale codice uso nel 730 per gli interessi del mio mutuo agrario?

    Dipende dalla data di stipula: codice 11 per contratti fino al 31/12/2021, codice 47 per contratti dal 1/1/2022 al 31/12/2024, codice 56 per contratti dal 1/1/2025 in poi. In caso di rinegoziazione o accollo, vale la data del nuovo atto.

    Spetta la detrazione anche per un prestito agrario non ipotecario?

    Si’. Le istruzioni AdE specificano che la detrazione riguarda ‘prestiti e mutui agrari di ogni specie’, senza richiedere la garanzia ipotecaria. E’ sufficiente che il finanziamento sia di natura agraria.

    Come si determina il limite dei redditi dei terreni?

    Il limite e’ pari ai redditi dominicali e agrari dei terreni che dichiari nel Quadro A del 730, dopo le rivalutazioni previste dalla legge (80% per il dominicale e 70% per l’agrario, piu’ ulteriore 30%). Il calcolo viene fatto automaticamente da chi presta l’assistenza fiscale.

    Posso detrarre anche le spese accessorie del mutuo agrario oltre agli interessi?

    Si’. Oltre agli interessi passivi, rientrano nella detrazione anche gli oneri accessori necessari alla stipula del contratto e le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione. Non rientrano invece i costi di esercizio correnti (ad esempio le spese di rinnovo periodico della linea di credito), se non sono oneri accessori del contratto principale.

    Il mutuo agrario rientra nel riordino delle detrazioni per redditi sopra 75.000 euro?

    Si’, i mutui agrari stipulati dal 1 gennaio 2025 (codice 56) rientrano nell’elenco delle spese soggette al riordino delle detrazioni per chi supera 75.000 euro di reddito complessivo. I mutui con codice 11 o 47 (stipulati fino al 31/12/2024) sono invece esclusi dal riordino.

  • Art. 8 L. 392/1978 – Spese di registrazione del contratto

    Art. 8 L. 392/1978 – Spese di registrazione del contratto

    L. 27 luglio 1978, n. 392 – Disciplina delle locazioni di immobili urbani (equo canone)

    Le spese di registrazione del contratto di locazione sono a carico del conduttore e del locatore in parti uguali.

  • Art. 7 L. 392/1978 – Nullita’ clausola di scioglimento per alienazione

    Art. 7 L. 392/1978 – Nullita’ clausola di scioglimento per alienazione

    L. 27 luglio 1978, n. 392 – Disciplina delle locazioni di immobili urbani (equo canone)

    E’ nulla la clausola che prevede la risoluzione del contratto in caso di alienazione della cosa locata.

  • Art. 69 D.Lgs. 79/2011 – Gestione dei reclami

    Art. 69 D.Lgs. 79/2011 – Gestione dei reclami

    Codice del turismo (D.Lgs. 23 maggio 2011, n. 79)

    1. Il Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo, ricevuta l’istanza di cui all’articolo 68, avvia senza ritardo l’attività istruttoria, informando contestualmente il reclamante, l’impresa o l’operatore turistico interessato, entro il termine di quindici giorni dal ricevimento dell’istanza.

    2. Nel corso dell’istruttoria il Dipartimento per e lo sviluppo e la competitività del turismo può richiedere dati, notizie o documenti ai soggetti proponenti il reclamo, alle imprese, agli operatori turistici e ai soggetti sui quali esercita la vigilanza, che rispondono nel termine di trenta giorni dalla ricezione della richiesta. In tale caso il procedimento è sospeso fino alla scadenza del suddetto termine.

    3. Il Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo comunica ai soggetti di cui al comma 2 l’esito dell’attività istruttoria entro il termine di quarantacinque giorni dalla ricezione del reclamo, fatti salvi i casi di sospensione dovuti alla richiesta di informazioni o all’acquisizione di dati.

    4. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro delegato disciplina con regolamento la procedura di gestione reclami, da svolgere nell’ambito delle attività istituzionali, che si conclude entro il termine di sessanta giorni dalla ricezione del reclamo.

  • Art. 6 L. 392/1978 – Successione nel contratto di locazione

    Art. 6 L. 392/1978 – Successione nel contratto di locazione

    L. 27 luglio 1978, n. 392 – Disciplina delle locazioni di immobili urbani (equo canone)

    In caso di morte del conduttore, gli succedono nel contratto il coniuge, gli eredi ed i parenti ed affini con lui abitualmente conviventi.

    In caso di separazione giudiziale, di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso, nel contratto di locazione succede al conduttore l’altro coniuge, se il diritto di abitare nella casa familiare sia stato attribuito dal giudice a quest’ultimo.

    In caso di separazione consensuale o di nullita’ matrimoniale al conduttore succede l’altro coniuge se tra i due si sia cosi’ convenuto.

  • Art. 5 L. 392/1978 – Inadempimento del conduttore

    Art. 5 L. 392/1978 – Inadempimento del conduttore

    L. 27 luglio 1978, n. 392 – Disciplina delle locazioni di immobili urbani (equo canone)

    Salvo quanto previsto dall’articolo 55, il mancato pagamento del canone decorsi venti giorni dalla scadenza prevista, ovvero il mancato pagamento, nel termine previsto, degli oneri accessori quando l’importo non pagato superi quello di due mensilita’ del canone, costituisce motivo di risoluzione, ai sensi dell’articolo 1455 del codice civile.

  • Art. 4 L. 392/1978 – Recesso del conduttore

    Art. 4 L. 392/1978 – Recesso del conduttore

    L. 27 luglio 1978, n. 392 – Disciplina delle locazioni di immobili urbani (equo canone)

    E’ in facolta’ delle parti consentire contrattualmente che il conduttore possa recedere in qualsiasi momento dal contratto dandone avviso al locatore, con lettera raccomandata, almeno sei mesi prima della data in cui il recesso deve avere esecuzione.

    Indipendentemente dalle previsioni contrattuali il conduttore, qualora ricorrano gravi motivi, puo’ recedere in qualsiasi momento dal contratto con preavviso di almeno sei mesi da comunicarsi con lettera raccomandata.

  • Art. 3 L. 392/1978 – Rinnovazione tacita del contratto

    Art. 3 L. 392/1978 – Rinnovazione tacita del contratto

    L. 27 luglio 1978, n. 392 – Disciplina delle locazioni di immobili urbani (equo canone)

    Il contratto si rinnova per un periodo di quattro anni se nessuna delle parti comunica all’altra, almeno sei mesi prima della scadenza, con lettera raccomandata, che non intende rinnovarlo.

    La stessa disciplina si applica ad ogni altra successiva scadenza.

  • Art. 2 L. 392/1978 – Disciplina della sublocazione

    Art. 2 L. 392/1978 – Disciplina della sublocazione

    L. 27 luglio 1978, n. 392 – Disciplina delle locazioni di immobili urbani (equo canone)

    Il conduttore non puo’ sublocare totalmente l’immobile, ne’ puo’ cedere ad altri il contratto senza il consenso del locatore.

    Salvo patto contrario il conduttore ha la facolta’ di sublocare parzialmente l’immobile, previa comunicazione al locatore con lettera raccomandata che indichi la persona del subconduttore, la durata del contratto e i vani sublocati.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.