Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 4 D.Lgs. 28/2010 – Accesso alla mediazione

    Art. 4 D.Lgs. 28/2010 – Accesso alla mediazione

    D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 – testo aggiornato

    1. La domanda di mediazione relativa alle controversie di cui all'articolo 2 è depositata da una delle parti presso un organismo nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia. In caso di più domande relative alla stessa controversia, la mediazione si svolge davanti all'organismo territorialmente competente presso il quale è stata presentata la prima domanda. La competenza dell'organismo è derogabile su accordo delle parti. Per determinare il tempo della domanda si ha riguardo alla data del deposito. (9) 10

    2. La domanda di mediazione deve indicare l'organismo, le parti, l'oggetto e le ragioni della pretesa. (9) 10

    3. All'atto del conferimento dell'incarico, l'avvocato è tenuto a informare l'assistito della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione disciplinato dal presente decreto e delle agevolazioni fiscali di cui agli articoli 17 e 20. L'avvocato informa altresì l'assistito dei casi in cui l'esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L'informazione deve essere fornita chiaramente e per iscritto. In caso di violazione degli obblighi di informazione, il contratto tra l'avvocato e l'assistito è annullabile. Il documento che contiene l'informazione è sottoscritto dall'assistito e deve essere allegato all'atto introduttivo dell'eventuale giudizio. Il giudice che verifica la mancata allegazione del documento, se non provvede ai sensi dell'articolo 5, comma 2, informa la parte della facoltà di chiedere la mediazione. (4) (9) 10

  • Art. 3 D.Lgs. 28/2010 – Disciplina applicabile e forma degli atti

    Art. 3 D.Lgs. 28/2010 – Disciplina applicabile e forma degli atti

    D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 – testo aggiornato

    1. Al procedimento di mediazione si applica il regolamento dell'organismo scelto dalle parti, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 8. (9) (10)

    2. Il regolamento deve in ogni caso garantire la riservatezza del procedimento ai sensi dell'articolo 9, nonché modalità di nomina del mediatore che ne assicurano l'imparzialità, l'indipendenza e l'idoneità al corretto e sollecito espletamento dell'incarico. (9) (10)

    3. Gli atti del procedimento di mediazione non sono soggetti a formalità.

    4. La mediazione può svolgersi secondo modalità telematiche previste dal regolamento dell'organismo, nel rispetto dell'articolo 8-bis , e gli incontri di mediazione possono svolgersi con modalità audiovisive da remoto, nel rispetto dell'articolo 8-ter . (9) (10)

  • Art. 2 D.Lgs. 28/2010 – Controversie oggetto di mediazione

    Art. 2 D.Lgs. 28/2010 – Controversie oggetto di mediazione

    D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 – testo aggiornato

    1. Chiunque può accedere alla mediazione per la conciliazione di una controversia civile e commerciale vertente su diritti disponibili, secondo le disposizioni del presente decreto.

    2. Il presente decreto non preclude le negoziazioni volontarie e paritetiche relative alle controversie civili e commerciali, né le procedure di reclamo e di conciliazione previste dalle carte dei servizi. (9) 10

  • Art. 1 D.Lgs. 28/2010 – Definizioni

    Art. 1 D.Lgs. 28/2010 – Definizioni

    D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 – testo aggiornato

    1. Ai fini del presente decreto legislativo, si intende per: a) mediazione: l'attività, comunque denominata, svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, anche con formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa ; b) mediatore: la persona o le persone fisiche che, individualmente o collegialmente, svolgono la mediazione rimanendo prive, in ogni caso, del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del servizio medesimo; c) conciliazione: la composizione di una controversia a seguito dello svolgimento della mediazione; d) organismo: l'ente pubblico o privato, presso il quale può svolgersi il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto; e) registro: il registro degli organismi istituito con decreto del Ministro della giustizia ai sensi dell'articolo 16 del presente decreto, nonché, sino all'emanazione di tale decreto, il registro degli organismi istituito con il decreto del Ministro della giustizia 23 luglio 2004, n. 222 .

  • Art. 180 TUEL – Riscossione

    Art. 180 TUEL – Articolo 180

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. La riscossione costituisce la successiva fase del procedimento dell’entrata, che consiste nel materiale introito da parte del tesoriere o di altri eventuali incaricati della riscossione delle somme dovute all’ente.

    2. La riscossione è disposta a mezzo di ordinativo di incasso, fatto pervenire al tesoriere nelle forme e nei tempi previsti dalla convenzione di cui all’articolo 210.

    3. 3. L’ordinativo d’incasso è sottoscritto dal responsabile del servizio finanziario o da altro dipendente individuato dal regolamento di contabilità e contiene almeno: a) l’indicazione del debitore; b) l’ammontare della somma da riscuotere; c) la causale; d) gli eventuali vincoli di destinazione delle entrate derivanti … da trasferimenti o da prestiti; e) l’indicazione del titolo e della tipologia distintamente per residui o competenza; f) la codifica di bilancio; g) il numero progressivo; h) l’esercizio finanziario e la data di emissione; h-bis) la codifica SIOPE di cui all’ art. 14 della legge 31 dicembre 2009, n. 196 ; h-ter) i codici della transazione elementare di cui agli articoli da 5 a 7, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 .

    4. Il tesoriere deve accettare, senza pregiudizio per i diritti dell’ente, la riscossione di ogni somma, versata in favore dell’ente, ivi comprese le entrate di cui al comma 4-ter, anche senza la preventiva emissione di ordinativo d’incasso. In tale ipotesi il tesoriere ne dà immediata comunicazione all’ente, richiedendo la regolarizzazione. L’ente procede alla regolarizzazione dell’incasso entro i successivi 60 giorni e, comunque, entro i termini previsti per la resa del conto del tesoriere.

    4-bis. Gli ordinativi di incasso che si riferiscono ad entrate di competenza dell’esercizio in corso sono tenuti distinti da quelli relativi ai residui, garantendone la numerazione unica per esercizio e progressiva. Gli ordinativi di incasso, sia in conto competenza sia in conto residui, sono imputati contabilmente all’esercizio in cui il tesoriere ha incassato le relative entrate, anche se la comunicazione è pervenuta all’ente nell’esercizio successivo.

    4-ter. Gli incassi derivanti dalle accensioni di prestiti sono disposti nei limiti dei rispettivi stanziamenti di cassa.

    4-quater. È vietata l’imputazione provvisoria degli incassi in attesa di regolarizzazione alle partite di giro.

    4-quinquies. Gli ordinativi d’incasso non riscossi entro il termine dell’esercizio sono restituiti dal tesoriere all’ente per l’annullamento e la successiva emissione nell’esercizio successivo in conto residui.

    4-sexies. I codici di cui al comma 3, lettera h-ter), possono essere applicati all’ordinativo di incasso a decorrere dal 1° gennaio 2016.

  • CCNL Scuola AGIDAE: Tredicesima e premi

    CCNL Scuola Privata AGIDAE

    In sintesi

    Tredicesima CCNL Scuola AGIDAE: 13ª entro il 16 dicembre (art. 33), niente 14ª. Il premio annuale di professionalità (art. 35) vale 150, 180 o 220 € secondo i punti. Indennità di funzione per vice coordinamento e vice presidenza (art. 37).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    AGIDAE (Associazione Gestori Istituti Dipendenti dall’Autorità Ecclesiastica) · FLC CGIL · CISL Scuola · UIL Scuola RUA · SNALS-Confsal · SINASCA
    Ultimo rinnovo
    CCNL del 3 luglio 2024; secondo biennio economico 2026-2027 rinnovato il 19 maggio 2026
    Vigenza
    1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2027 (parte normativa); secondo biennio economico dal 1° gennaio 2026
    Platea
    ~50.000 (docenti, personale amministrativo, ATA, educatori scuole paritarie cattoliche da nido a universitario)

    Tabella riepilogativa

    Tredicesima e premi
    Voce Regola Articolo
    Tredicesima Una mensilità entro il 16 dicembre, pari alla retribuzione in atto a dicembre, esclusi gli assegni familiari; per chi entra o esce in corso d’anno, tanti dodicesimi quanti sono i mesi di servizio (la frazione conta solo se supera 15 giorni) Art. 33
    Quattordicesima Il contratto prevede la sola tredicesima Art. 33
    Premio annuale di professionalità (PAP) 150 € con 35 punti, 180 € da 36 a 50 punti, 220 € oltre 50 punti, pagato con la retribuzione di agosto e riproporzionato per il part-time; dopo tre anni consecutivi si consolida in busta paga (POC) Art. 35
    Indennità di funzione Per vice coordinamento e vice presidenza, e per le figure di sistema del PTOF: quota oraria globale lorda del livello per ogni ora prestata oltre il normale orario individuale Artt. 37 e 38
    Assistenza sanitaria e previdenza 7 € al mese di assistenza sanitaria integrativa a carico del datore; 2% della retribuzione tabellare al 31/12/2023 a PREVIFONDER per chi aderisce Art. 34

    Fonte: testo del CCNL AGIDAE Scuola del 3 luglio 2024, artt. 33-38.

    Tredicesima

    Una mensilità entro il 16 dicembre, pari alla retribuzione in atto nel mese di dicembre, esclusi gli assegni familiari (art. 33). Chi entra o esce durante l’anno ha tanti dodicesimi dell’ultima mensilità quanti sono i mesi di servizio; la frazione di mese conta solo se supera i 15 giorni (art. 33).

    Premio di professionalità

    Per il personale a tempo indeterminato il contratto assegna punti per la presenza (almeno 35 settimane nell’anno scolastico), la formazione e gli standard di qualità. Il premio annuale di professionalità (PAP) vale 150 € con 35 punti, 180 € da 36 a 50 punti e 220 € oltre 50, pagati ad agosto. Chi ottiene il PAP per tre anni consecutivi lo consolida in busta paga come progressione orizzontale (POC), dal 2024 al 100% della media triennale (art. 35).

    No quattordicesima

    Il CCNL non prevede 14ª (come scuola statale).

    Indennità funzioni

    Al personale docente con incarico temporaneo di vice coordinamento o di vice presidenza spetta un’indennità mensile pari alla quota oraria globale lorda del livello di appartenenza, per ogni ora effettivamente prestata oltre il normale orario individuale; vale anche per le figure di sistema previste dal PTOF (art. 37). La quota oraria si ottiene dividendo la retribuzione globale mensile per 164 (38 ore settimanali) o per un altro divisore secondo l’orario (art. 38).

    Progetti PON

    Il CCNL non fissa compensi per i progetti PON o per altri progetti finanziati con fondi europei. L’unica voce collegata è l’indennità dell’art. 37, che spetta anche alle «figure di sistema» previste dalla normativa scolastica e dall’attuazione del PTOF, nella misura della quota oraria globale lorda del livello per ogni ora prestata oltre l’orario individuale. Per ogni altro compenso a progetto conta l’incarico scritto dell’istituto.

    Welfare

    A tutti i dipendenti spetta l’assistenza sanitaria integrativa, con 7 € al mese a carico del datore; per chi aderisce al fondo PREVIFONDER il datore versa il 2% della retribuzione tabellare lorda in atto al 31 dicembre 2023, per 13 mensilità (art. 34). Il contratto non prevede buoni pasto né voucher di servizi: eventuali benefit aggiuntivi dipendono dagli accordi dell’istituto.

    Casi pratici

    Tizio – docente assunto a settembre
    Tizio, docente di scuola primaria, è assunto a settembre e resta in servizio fino a fine anno: a dicembre ha diritto a tanti dodicesimi dell’ultima mensilità quanti sono i mesi di servizio prestati, contando come mese intero la frazione che supera 15 giorni (art. 33).
    Caia – ATA e premio di professionalità
    Caia, segretaria dell’istituto, a tempo indeterminato, totalizza 42 punti nell’anno scolastico: ha diritto a 180 € ad agosto (da 36 a 50 punti), riproporzionati se lavora a tempo parziale. Se ottiene il premio per tre anni consecutivi, la media dei tre premi si consolida in busta paga in 13 quote mensili (art. 35).
    Sempronio – vice coordinatore
    Sempronio, docente con incarico temporaneo di vice coordinamento, riceve un’indennità pari alla quota oraria globale lorda del suo livello per ogni ora prestata oltre il normale orario individuale. Per un orario di 38 ore settimanali la quota oraria si ottiene dividendo la retribuzione globale mensile per 164 (artt. 37 e 38).

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per docenti e ATA, Preavviso, Ferie e permessi, Maternità e congedi, Malattia e infortunio e Periodo di prova.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Scuola Privata AGIDAE. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 39 L. 689/1981 – Violazioni finanziarie

    Art. 39 L. 689/1981 – Violazioni finanziarie

    L. 24 novembre 1981, n. 689 – Modifiche al sistema penale

    Non costituiscono reato e sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro le violazioni previste da leggi in materia finanziaria punite solo con la multa o con l’ammenda.

    Se le leggi in materia finanziaria prevedono, oltre all’ammenda o alla multa, una pena pecuniaria, l’ammontare di quest’ultima si aggiunge alla somma prevista nel comma precedente e la sanzione viene unificata a tutti gli effetti.

    [Il D.Lgs. 5 novembre 2024, n. 173, come modificato dal D.L. 31 dicembre 2025, n. 200, ha confermato l’abrogazione del presente comma] [Il D.Lgs. 5 novembre 2024, n. 173, come modificato dal D.L. 31 dicembre 2025, n. 200, ha confermato l’abrogazione del presente comma] [Il D.Lgs. 5 novembre 2024, n. 173, come modificato dal D.L. 31 dicembre 2025, n. 200, ha confermato l’abrogazione del presente comma] Alle violazioni finanziarie, comprese quelle originariamente punite con la pena pecuniaria, si applicano, altresì, gli articoli 29 e 38, primo comma

    Articolo in vigore. Alla verifica sul testo ufficiale questo articolo non risulta abrogato: la scheda lo dava erroneamente per non più vigente ed è stata corretta il 15 settembre 2026.

  • Art. 38 L. 689/1981 – Entità della somma dovuta

    Art. 38 L. 689/1981 – Entità della somma dovuta

    L. 24 novembre 1981, n. 689 – Modifiche al sistema penale

    La somma dovuta ai sensi del primo comma dell’articolo 32 è pari all’ammontare della multa o dell’ammenda stabilita dalle disposizioni che prevedono le singole violazioni.

    La somma dovuta come sanzione amministrativa è da lire ventimila a lire cinquecentomila per la violazione dell’ articolo 669 del codice penale e da lire cinquantamila a lire cinquecentomila per la violazione dell’ articolo 672 del codice penale .

    [Comma abrogato dal d.lgs 13 luglio 1994, n. 480] La somma dovuta è da lire duecentomila a lire due milioni per la violazione degli articoli 8, 58, comma ottavo, 72 e 83, comma sesto, da lire centomila a lire cinquecentomila per la violazione dell’ articolo 88, comma sesto, del testo unico delle norme sulla circolazione stradale.

    La somma dovuta è da lire centomila a lire un milione per la violazione dell’ articolo 8 della legge 30 aprile 1962, n. 283 , e da lire cinquantamila a lire duecentomila per la violazione dell’ultimo comma dell’articolo 14 della stessa legge.

    La somma dovuta è da lire cinquecentomila a lire tre milioni per la violazione del primo comma dell’articolo 32 della legge 24 dicembre 1969, n. 990

    È abrogato un comma, non l’articolo. L’articolo resta in vigore. Le parti soppresse sono segnate fra parentesi quadre nel testo (d.lgs 13 luglio 1994, n. 480).

  • Art. 35 L. 689/1981 – Violazioni in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie

    Art. 35 L. 689/1981 – Violazioni in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie

    L. 24 novembre 1981, n. 689 – Modifiche al sistema penale

    Non costituiscono reato e sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro tutte le violazioni previste dalle leggi in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie, punite con la sola ammenda.

    Per le violazioni consistenti nell’omissione totale o parziale del versamento di contributi e premi, l’ordinanza-ingiunzione è emessa, ai sensi dell’articolo 18, dagli enti ed istituti gestori delle forme di previdenza ed assistenza obbligatorie, che con lo stesso provvedimento ingiungono ai debitori anche il pagamento dei contributi e dei premi non versati e delle somme aggiuntive previste dalle leggi vigenti a titolo di sanzione civile.

    Per le altre violazioni, quando viene accertato che da esse deriva l’omesso o parziale versamento di contributi e premi, la relativa sanzione amministrativa è applicata con la medesima ordinanza e dagli stessi enti ed istituti di cui al comma precedente.

    Avverso l’ordinanza-ingiunzione può essere proposta, nel termine previsto dall’articolo 22, opposizione davanti al pretore in funzione di giudice del lavoro.

    Si applicano i commi terzo e settimo dell’articolo 22 e il quarto comma dell’articolo 23 ed il giudizio di opposizione è regolato ai sensi degli articoli 442 e seguenti del codice di procedura civile .

    Si osservano, in ogni caso, gli articoli 13, 14, 20, 24, 25, 26, 27, 28, 29 e 38 in quanto applicabili.

    [Il D.Lgs. 24 marzo 2025, n. 33 ha confermato l’abrogazione del presente periodo] L’ordinanza-ingiunzione emanata ai sensi del secondo comma costituisce titolo per iscrivere ipoteca legale sui beni del debitore, nei casi in cui essa è consentita, quando la opposizione non è stata proposta ovvero è stata dichiarata inammissibile o rigettata.

    In pendenza del giudizio di opposizione la iscrizione dell’ipoteca è autorizzata dal pretore se vi è pericolo nel ritardo.

    Per le violazioni previste dal primo comma che non consistono nell’omesso o parziale versamento di contributi e premi e che non sono allo stesso connesse a norma del terzo comma si osservano le disposizioni delle sezioni I e II di questo Capo, in quanto applicabili.

    La disposizione del primo comma non si applica alle violazioni previste dagli articoli 53, 54, 139, 157, 175 e 246 del testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 .

    [Il D.Lgs. 24 marzo 2025, n. 33 ha confermato l’abrogazione del presente comma]

    Articolo in vigore. Alla verifica sul testo ufficiale questo articolo non risulta abrogato: la scheda lo dava erroneamente per non più vigente ed è stata corretta il 15 settembre 2026.

  • Art. 33 L. 689/1981 – Altri casi di depenalizzazione

    Art. 33 L. 689/1981 – Altri casi di depenalizzazione

    L. 24 novembre 1981, n. 689 – Modifiche al sistema penale

    Non costituiscono reato e sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro le contravvenzioni previste: a) dagli articoli 669 , 672 , 687 , 693 e 694 del codice penale ; b) dagli articoli 121 e 124 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza , approvato con regio decreto 18 giugno 1931, numero 773 , nella parte non abrogata dall’ articolo 14 della legge 19 maggio 1976, n. 398 ; c) dagli articoli 121, 180, 181 e 186 del regolamento di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 6 maggio 1940, n. 635 ; d) dagli articoli 8, 58, comma ottavo, 72, 83, comma sesto, 88 , comma sesto, del testo unico delle norme sulla circolazione stradale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393 , come modificati dalle leggi 14 febbraio 1974, n. 62, e 14 agosto 1974, n. 394 , nonché dal decreto-legge 11 agosto 1975, n. 367 , convertito, con modificazioni, nella legge 10 ottobre 1975, n. 486 ; e) dal primo comma dell’articolo 32 della legge 24 dicembre 1969, n. 990 , sull’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti

    Articolo in vigore. Alla verifica sul testo ufficiale questo articolo non risulta abrogato: la scheda lo dava erroneamente per non più vigente ed è stata corretta il 15 settembre 2026.

  • Art. 23 L. 689/1981 – Giudizio di opposizione (abrogato)

    Art. 23 L. 689/1981 – Giudizio di opposizione

    L. 24 novembre 1981, n. 689 – Modifiche al sistema penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 1 settembre 2011, n. 150. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Il giudice, se il ricorso è proposto oltre il termine previsto dal primo comma dell’articolo 22, ne dichiara l’inammissibilità con ordinanza ricorribile per cassazione.

    Se il ricorso è tempestivamente proposto, il giudice fissa l’udienza di comparizione con decreto, steso in calce al ricorso, ordinando all’autorità che ha emesso il provvedimento impugnato di depositare in cancelleria, dieci giorni prima della udienza fissata, copia del rapporto con gli atti relativi all’accertamento, nonché alla contestazione o notificazione della violazione.

    Il ricorso ed il decreto sono notificati, a cura della cancelleria, all’opponente o, nel caso sia stato indicato, al suo procuratore, e all’autorità che ha emesso l’ordinanza.

    [La prova scritta della conoscenza del ricorso e del decreto equivale alla notifica degli stessi] Tra il giorno della notificazione e l’udienza di comparizione devono intercorrere i termini previsti dall’ articolo 163-bis del codice di procedura civile .

    L’opponente e l’autorità che ha emesso l’ordinanza possono stare in giudizio personalmente; l’autorità che ha emesso l’ordinanza può avvalersi anche di funzionari appositamente delegati.

    Se alla prima udienza l’opponente o il suo procuratore non si presentano senza addurre alcun legittimo impedimento, il giudice, con ordinanza appellabile, convalida il provvedimento opposto, ponendo a carico dell’opponente anche le spese successive all’opposizione.(6) Nel corso del giudizio il giudice dispone, anche d’ufficio, i mezzi di prova che ritiene necessari e può disporre la citazione di testimoni anche senza la formulazione di capitoli.

    Appena terminata l’istruttoria il giudice invita le parti a precisare le conclusioni ed a procedere nella stessa udienza alla discussione della causa, pronunciando subito dopo la sentenza mediante lettura del dispositivo.

    Tuttavia, dopo la precisazione delle conclusioni, il giudice, se necessario, concede alle parti un termine non superiore a dieci giorni per il deposito di note difensive e rinvia la causa all’udienza immediatamente successiva alla scadenza del termine per la discussione e la pronuncia della sentenza.

    Il giudice può anche redigere e leggere, unitamente al dispositivo, la motivazione della sentenza, che è subito dopo depositata in cancelleria.

    A tutte le notificazioni e comunicazioni occorrenti si provvede d’ufficio.

    Gli atti del processo e la decisione sono esenti da ogni tassa e imposta.

    Con la sentenza il giudice può rigettare l’opposizione, ponendo a carico dell’opponente le spese del procedimento o accoglierla, annullando in tutto o in parte l’ordinanza o modificandola anche limitatamente all’entità della sanzione dovuta.

    Nel giudizio di opposizione davanti al giudice di pace non si applica l’ articolo 113, secondo comma, del codice di procedura civile .

    Il giudice accoglie l’opposizione quando non vi sono prove sufficienti della responsabilità dell’opponente.

    [Comma abrogato dal D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40]

  • Art. 22-bis L. 689/1981 – Competenza per il giudizio di opposizione (abrogato)

    Art. 22-bis L. 689/1981 – Competenza per il giudizio di opposizione

    L. 24 novembre 1981, n. 689 – Modifiche al sistema penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 1 settembre 2011, n. 150. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Salvo quanto previsto dai commi seguenti, l’opposizione di cui all’articolo 22 si propone davanti al giudice di pace.

    L’opposizione si propone davanti al tribunale quando la sanzione è stata applicata per una violazione concernente disposizioni in materia: a) di tutela del lavoro, di igiene sui luoghi di lavoro e di prevenzione degli infortuni sul lavoro; b) di previdenza e assistenza obbligatoria; c) urbanistica ed edilizia; d) di tutela dell’ambiente dall’inquinamento, della flora, della fauna e delle aree protette; e) di igiene degli alimenti e delle bevande; f) di società e di intermediari finanziari; g) tributaria e valutaria. g-bis) antiriciclaggio.

    L’opposizione si propone altresì davanti al tribunale: a) se per la violazione è prevista una sanzione pecuniaria superiore nel massimo a lire trenta milioni; b) quando, essendo la violazione punita con sanzione pecuniaria proporzionale senza previsione di un limite massimo, è stata applicata una sanzione superiore a lire trenta milioni; c) quando è stata applicata una sanzione di natura diversa da quella pecuniaria, sola o congiunta a quest’ultima, fatta eccezione per le violazioni previste dal regio decreto 21 dicembre 1933, n. 1736 , dalla legge 15 dicembre 1990, n. 386 e dal decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 .

    Restano salve le competenze stabilite da diverse disposizioni di legge

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