Indice
  1. La guida
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

La guida

«Duecentonove euro in più» è il titolo che ha accompagnato la firma dell’ipotesi di CCNL Sanità 2025-2027, ed è anche la fonte del malinteso più diffuso. Quella cifra non compare in nessuna tabella contrattuale, non spetta a nessuno in quanto tale e non è l’aumento che si leggerà sul cedolino. Questa guida spiega come è costruita, che cosa è garantito e che cosa no, e come fare il conto per la propria posizione.

Da dove viene il numero

Il comunicato ARAN del 29 luglio 2026 indica un incremento medio complessivo a regime di 209 euro lordi mensili, pari in media al 7,76% «comprese risorse extra contrattuali», e di circa 240 euro per il personale infermieristico.

Tre parole meritano attenzione.

  • Medio: è calcolato sull’intera platea di 592.638 dipendenti, che comprende aree con incrementi molto diversi. La media è un numero reale, ma non è il numero di nessuno.
  • A regime: si riferisce alla situazione dal 1° gennaio 2027, quando saranno maturati tutti e tre gli scaglioni tabellari. Nel 2025 e nel 2026 gli importi sono inferiori.
  • Comprese risorse extra contrattuali: nel conto entrano anche risorse che non passano dalle tabelle stipendiali, come quelle destinate ai fondi aziendali e quelle di fonte legislativa destinate all’indennità di pronto soccorso.

Che cosa è garantito e che cosa no

Voce Dipende da Certezza
Incremento dello stipendio tabellare (art. 37, Tabelle 1a e 1b) Area di inquadramento Certa e uguale per tutti quelli della stessa area
Indennità di specificità infermieristica (art. 41, Tabella 3) Profilo professionale Certa per i profili elencati nella tabella
Indennità tutela del malato (art. 42, Tabella 4) Profilo professionale Certa per i profili elencati nella tabella
Indennità per particolari UO/Servizi (art. 43) Assegnazione, giornate di presenza e capienza del fondo Riducibile in caso di incapienza del fondo
Indennità ferie (art. 28, comma 2) Indennità percepite nel semestre e soglia di 3 euro Solo se si supera la soglia
Indennità di posizione e di funzione (artt. 15-20, dal 2027) Istituzione dell’incarico e graduazione aziendale Solo per chi ottiene l’incarico
Fondo premialità: +221 euro pro-capite dal 2027 (art. 40, comma 3) Ripartizione in contrattazione integrativa Non è un importo individuale garantito
Differenziali economici di professionalità (art. 22) Procedura selettiva e risorse destinate in integrativa Solo per chi risulta in posizione utile

Il conto per profilo, a regime

Sommando le sole voci certe — incremento tabellare su tredici mensilità e incremento dell’indennità professionale su dodici — si ottiene il quadro seguente, riferito alla situazione a regime dal 1° gennaio 2027.

Profilo tipo Area Tabellare (13 mens.) Indennità professionale (12 mens.) Totale annuo Equivalente mensile su 12
Infermiere, infermiere pediatrico Professionisti della salute 1.692,60 € 1.120,20 € 2.812,80 € 234,40 €
Ostetrica Professionisti della salute 1.692,60 € 1.120,20 € 2.812,80 € 234,40 €
Infermiere generico senior, puericultrice senior Assistenti 1.560,00 € 998,76 € 2.558,76 € 213,23 €
Tecnico sanitario, fisioterapista, assistente sociale Professionisti della salute 1.692,60 € 838,80 € 2.531,40 € 210,95 €
Infermiere generico, puericultrice Operatori 1.463,80 € 936,84 € 2.400,64 € 200,05 €
Elevata qualificazione Elevata qualificazione 2.353,00 € — 2.353,00 € 196,08 €
Operatore socio-sanitario senior Assistenti 1.560,00 € 748,80 € 2.308,80 € 192,40 €
Operatore socio sanitario Operatori 1.463,80 € 702,00 € 2.165,80 € 180,48 €
Ricercatore sanitario Ruolo della ricerca sanitaria 1.816,10 € — 1.816,10 € 151,34 €
Funzionario amministrativo o tecnico Professionisti della salute 1.692,60 € — 1.692,60 € 141,05 €
Assistente amministrativo Assistenti 1.560,00 € — 1.560,00 € 130,00 €
Coadiutore amministrativo, operatore tecnico Personale di supporto 1.387,10 € — 1.387,10 € 115,59 €

La forbice fra il primo e l’ultimo rigo è di 118,81 euro mensili equivalenti, cioè oltre il doppio. La media dei 209 euro sta a metà strada, e comprende risorse che qui non sono conteggiate perché non sono garantite in misura individuale.

Le tre voci che possono avvicinare il conto alla media

  1. L’indennità per particolari UO/Servizi (art. 43): 5,00 euro lordi per giornata di presenza nei servizi della fascia 1. Su 220 giornate valgono circa 1.100 euro lordi l’anno, cioè oltre 90 euro mensili equivalenti. È però a carico del fondo aziendale e riducibile in caso di incapienza.
  2. Il fondo premialità (art. 40, comma 3): dal 1° gennaio 2027 la parte stabile del fondo cresce di 221,00 euro pro-capite su base annua, applicati al numero di dipendenti al 31 dicembre 2023, con esclusione del personale della ricerca sanitaria. Non è una somma individuale: alimenta il fondo, la cui destinazione è decisa dalla contrattazione integrativa aziendale.
  3. Gli incarichi (artt. 15-20, dal 1° gennaio 2027): il nuovo sistema riconosce all’area dei professionisti della salute e dei funzionari un incarico professionale di complessità base automatico, del valore di 1.000 euro annui compresa la tredicesima, elevabile fino a 3.500 euro se la contrattazione integrativa individua le risorse.

Il punto comune alle tre voci è che nessuna di esse è determinata dal contratto nazionale in misura individuale certa: tutte passano dai fondi aziendali e dalla contrattazione integrativa. È la ragione strutturale per cui la stessa qualifica, in due aziende sanitarie diverse, può produrre buste paga diverse.

Attenzione al lordo e al netto

Tutti gli importi indicati sono lordi. Prima di arrivare al netto intervengono:

  • le ritenute previdenziali e assistenziali a carico del lavoratore: l’art. 38, comma 1 conferma che gli incrementi vi hanno effetto pieno;
  • l’IRPEF e le addizionali regionale e comunale, con l’effetto della progressività: al crescere del reddito imponibile crescono anche l’aliquota marginale e la riduzione delle detrazioni per lavoro dipendente e per carichi di famiglia.

Per gli arretrati vale una regola specifica: le somme riferite al 2025 sono soggette a tassazione separata ai sensi dell’art. 17, comma 1, lettera b) del TUIR, quelle riferite al 2026 alla tassazione ordinaria. Il dettaglio è nella guida agli arretrati.

Le fonti da consultare

Risorse correlate

I contenuti hanno finalità divulgativa e riportano il testo dell’ipotesi di CCNL sottoscritta all’ARAN il 29 luglio 2026. Fino alla sottoscrizione definitiva le disposizioni non sono ancora applicabili: per la propria posizione individuale si raccomanda di verificare con l’ufficio del personale dell’azienda o ente o con la propria organizzazione sindacale.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →

In sintesi

  • 209 euro è una media a regime, calcolata dall’ARAN sull’intero comparto e comprensiva delle risorse extra contrattuali: corrisponde a un incremento medio del 7,76%.
  • La parte certa è solo l’incremento dello stipendio tabellare: da 106,70 a 181,00 euro mensili a regime, per tredici mensilità, uguale per tutti quelli della stessa area.
  • La parte condizionata passa dalle indennità professionali (che dipendono dal profilo), dagli incarichi e dal salario accessorio (che dipende dai fondi aziendali e dalla contrattazione integrativa).
  • Il conto reale per profilo: da 115,59 euro mensili equivalenti per il personale di supporto a 234,40 per infermieri e ostetriche, considerando tabellare e indennità professionale.
  • Gli arretrati sono al netto dell’anticipazione già percepita ai sensi dell’art. 47-bis del d.lgs. 165/2001: 1.226 euro medi per il comparto, 2.300 per gli infermieri.
  • Al lordo: tutti gli importi sono lordi, prima delle ritenute previdenziali e dell’IRPEF.

Domande frequenti

Prenderò davvero 209 euro in più al mese?

Quasi certamente no, né in più né in meno esattamente. I 209 euro sono una media a regime calcolata sull’intero comparto, comprensiva delle risorse destinate ai fondi aziendali. La parte certa del proprio aumento è l’incremento tabellare dell’area di inquadramento, a cui si somma l’incremento dell’indennità professionale se il proprio profilo è fra i destinatari della Tabella 3 o della Tabella 4.

Perché un collega della stessa qualifica prende più di me?

Le ragioni possibili sono quattro: un diverso numero di differenziali economici di professionalità acquisiti nel tempo; la titolarità di un incarico di funzione o di posizione; l’assegnazione a un’unità operativa che dà diritto all’indennità dell’art. 43 o a quella di pronto soccorso; un diverso salario accessorio derivante da turni, notti e festivi. A questo si aggiunge la variabile aziendale: i fondi e la contrattazione integrativa sono diversi in ogni azienda ed ente.

L’aumento del 7,76% si applica al mio stipendio attuale?

No. La percentuale è il rapporto medio fra le risorse complessive del rinnovo e la massa retributiva del comparto: non è una percentuale da applicare al proprio cedolino. L’incremento certo è espresso in euro, non in percentuale, ed è quello delle Tabelle 1a e 1b.

Che cosa sono i 221 euro pro-capite del fondo premialità?

Sono un incremento della parte stabile del Fondo premialità e condizioni di lavoro, previsto dall’art. 40, comma 3 a decorrere dal 1° gennaio 2027, calcolato su base annua e applicato al numero di dipendenti al 31 dicembre 2023, con esclusione del personale della ricerca sanitaria. Non è una somma che arriva in busta paga: aumenta la dotazione del fondo, la cui destinazione è decisa dalla contrattazione integrativa aziendale.

Quando conoscerò l’importo esatto del mio aumento?

La parte tabellare e le indennità professionali sono già determinate dalle tabelle contrattuali e diventeranno esigibili con la sottoscrizione definitiva. La parte legata ai fondi, agli incarichi e all’indennità dell’art. 43 sarà nota solo dopo la contrattazione integrativa aziendale, che il contratto impone di avviare entro trenta giorni dalla presentazione delle piattaforme, e comunque non oltre il 31 gennaio dell’anno di riferimento per le materie annuali.

Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.