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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

La logica: proteggere i redditi “a formazione pluriennale”

L’IRPEF è progressiva per anno: 100.000 euro di arretrati incassati in un’unica soluzione salirebbero in gran parte al 43%, pur remunerando anni in cui il contribuente stava in scaglioni ben più bassi. La tassazione separata sterilizza l’effetto: il reddito esce dal cumulo e sconta l’aliquota media applicata sul reddito del biennio precedente — quella che meglio approssima la capacità contributiva “normale” del contribuente.

I redditi ammessi

Come si calcola l’imposta

L’art. 21 fissa il metodo: si assume il reddito complessivo netto medio dei due anni precedenti a quello in cui è maturato il diritto, si calcola l’IRPEF su quella base con le aliquote vigenti e se ne ricava l’aliquota media effettiva, applicata poi al reddito a tassazione separata. Se nel biennio non c’è stato reddito, si applica l’aliquota del primo scaglione. Il calcolo definitivo lo fa l’Agenzia delle Entrate in sede di liquidazione, notificando l’eventuale conguaglio (senza sanzioni: è fisiologia, non violazione).

Sostituto o acconto del 20%

Quando il reddito passa da un sostituto d’imposta (il datore per il TFR, l’INPS per gli arretrati pensionistici), la ritenuta è applicata alla fonte e il contribuente non fa nulla: aspetta solo l’eventuale conguaglio dell’Agenzia. Quando il sostituto non c’è — indennità estere, plusvalenze d’azienda dell’imprenditore, somme corrisposte da privati — il reddito va in dichiarazione (quadro RM) con acconto del 20%, versato con il saldo IRPEF; il conguaglio arriverà dalla liquidazione dell’Agenzia.

Quando conviene l’opzione per l’ordinaria

Il contribuente può optare per la tassazione ordinaria nella dichiarazione (e per alcuni redditi la sceglie direttamente l’Agenzia se più favorevole, come per il TFR). Conviene quando l’aliquota media del biennio è alta e il reddito attuale basso — il pensionato con biennio “ricco” e arretrati modesti — o quando servono gli imponibili per assorbire detrazioni e oneri altrimenti incapienti: il reddito a tassazione separata non si compensa con gli oneri deducibili né genera capienza per le detrazioni.

Esempio pratico

  • Sempronio, agente di commercio, cessa il mandato nel 2026 e percepisce dalla preponente un’indennità suppletiva di clientela di 80.000 euro, senza ritenuta di sostituto adeguata al meccanismo. La dichiara nel quadro RM con acconto del 20% (16.000). Il suo reddito medio 2024-2025 era 35.000 euro, con aliquota media effettiva ~27%: l’Agenzia liquiderà ~21.600 e chiederà il conguaglio di 5.600. In ordinaria, gli 80.000 sommati al reddito 2026 sarebbero finiti in larga parte al 43%.

Domande frequenti

Gli arretrati da rinnovo del CCNL vanno sempre in tassazione separata?

Sì, se riferiti ad anni precedenti: il sostituto applica direttamente il regime (aliquota media del biennio) in busta paga. Se gli arretrati si riferiscono allo stesso anno di pagamento, restano in tassazione ordinaria corrente.

Sul reddito a tassazione separata si pagano le addizionali?

No: addizionali regionale e comunale colpiscono solo il reddito complessivo ordinario. È uno dei vantaggi nascosti del regime.

Come arriva il conguaglio dell’Agenzia?

Con una comunicazione di liquidazione (non una cartella): indica l’imposta definitiva ricalcolata con l’aliquota media corretta, al netto di ritenute e acconto del 20%. Si paga entro 30 giorni senza sanzioni né interessi da ritardo.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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