In sintesi
- Il datore di lavoro deve provvedere affinché gli edifici, gli impianti, le strutture e le attrezzature siano protetti dagli effetti dei fulmini, realizzando i sistemi di protezione conformemente alle norme tecniche.
- La protezione contro i fulmini include la protezione dell’edificio in sé (LPS esterno), la protezione degli impianti interni (LPS interno, SPD) e la protezione delle persone.
- La valutazione del rischio di fulminazione e la progettazione del sistema di protezione seguono le norme CEI EN 62305.
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Art. 84 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Protezioni dai fulmini
In vigore dal 15/05/2008
1. Il datore di lavoro provvede affinchè gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature, siano protetti dagli effetti dei fulmini ((…)) realizzati secondo le norme ((tecniche)) .
Stesso numero, altri codici
- Art. 84 Codice Civile: Età
- Articolo 84 Codice della Crisi d'Impresa e dell’Insolvenza
- Articolo 84 Codice del Consumo: Pacchetti turistici
- Articolo 84 Codice della Strada: Locazione senza conducente
- Articolo 84 Codice di Procedura Civile: Poteri del difensore
- Articolo 84 Codice di Procedura Penale: Costituzione del responsabile civile
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.
Il rischio da fulminazione: natura e incidenza
L’art. 84 D.Lgs. 81/2008 impone al datore di lavoro di proteggere edifici, impianti, strutture e attrezzature dagli effetti dei fulmini. La fulminazione è un rischio naturale che può colpire qualsiasi struttura esposta, con effetti che vanno dall’incendio per scarica diretta all’interruzione di impianti elettrici e informatici per sovratensioni indotte. In ambiente industriale, il fulmine può causare esplosioni se la scarica interessa serbatoi o impianti con materiali infiammabili, e può danneggiare irrimediabilmente apparecchiature elettroniche di controllo dei processi produttivi.Il sistema normativo di riferimento: CEI EN 62305
Le norme tecniche di riferimento per la protezione dai fulmini sono le norme CEI EN 62305 (serie), articolate in quattro parti: principi generali (parte 1), gestione del rischio (parte 2), protezione fisica di strutture e pericoli per la vita (parte 3), impianti elettrici e sistemi elettronici nelle strutture (parte 4). La norma CEI EN 62305-2 disciplina la valutazione del rischio di fulminazione: il datore di lavoro deve effettuare (o far effettuare) una valutazione del rischio che tenga conto della frequenza dei fulmini nell’area geografica (densità di fulminazione), delle caratteristiche dell’edificio (dimensioni, altezza, materiali), delle attività svolte e degli impianti presenti. In base al rischio calcolato, si determina il livello di protezione richiesto (LPL I-IV) e si progetta il sistema di protezione adeguato.Struttura del sistema di protezione (LPS)
Il sistema di protezione dai fulmini (LPS - Lightning Protection System) si articola in due componenti principali. Il LPS esterno comprende il sistema di captazione (funi, punte Franklin, gabbia di Faraday), il sistema di discesa (conduttori di discesa) e il sistema di dispersione a terra (impianto di terra). Il LPS interno comprende l’equipotenzializzazione delle masse metalliche interne e i dispositivi di protezione contro le sovratensioni (SPD - Surge Protection Device) che proteggono le apparecchiature elettriche e elettroniche dagli impulsi di sovratensione provocati dalla scarica del fulmine sulla struttura o nelle sue vicinanze.Obblighi pratici e periodicità delle verifiche
Il datore di lavoro deve assicurarsi che: (a) sia stata effettuata una valutazione del rischio di fulminazione per l’edificio o le strutture aziendali; (b) se il rischio lo richiede, sia installato un LPS conforme alla CEI EN 62305; (c) l’LPS sia periodicamente verificato e mantenuto. Le verifiche periodiche dell’impianto di protezione dai fulmini sono disciplinate dal D.P.R. 462/2001 (per gli impianti in luoghi con pericolo di esplosione la periodicità è biennale, per gli altri quinquennale). La verifica è eseguita da un organismo abilitato. Alfa S.r.l., manifatturiera con un magazzino di solventi infiammabili, deve verificare se la struttura è adeguatamente protetta dal fulmine, con particolare attenzione agli impianti ATEX, dove una scarica elettrica potrebbe provocare un’esplosione. Il RSPP includerà la valutazione del rischio di fulminazione nel DVR e la terrà aggiornata.Domande frequenti
Tutti gli edifici devono avere un impianto di protezione dai fulmini?
No. L’obbligo di installare un LPS dipende dalla valutazione del rischio di fulminazione effettuata secondo la norma CEI EN 62305-2. Se il rischio è inferiore alla soglia tollerabile, l’installazione dell’LPS non è obbligatoria. La valutazione del rischio è però sempre obbligatoria per determinare se l’LPS sia necessario.
Con quale frequenza l’impianto di protezione dai fulmini deve essere verificato?
Per gli impianti in luoghi con pericolo di esplosione (ATEX) la verifica è biennale ai sensi del D.P.R. 462/2001. Per gli altri impianti la periodicità è quinquennale. Le verifiche devono essere eseguite da un organismo tecnico abilitato (ASL, ARPA, organismi notificati) e l’esito deve essere documentato.
Il fulmine può danneggiare impianti elettrici anche senza colpire direttamente l’edificio?
Sì. La scarica del fulmine nelle vicinanze dell’edificio genera un campo elettromagnetico impulsivo che induce sovratensioni sulle linee elettriche, telefoniche e dati collegata all’impianto. Queste sovratensioni possono danneggiare irreversibilmente le apparecchiature elettroniche di controllo dei processi. I dispositivi di protezione contro le sovratensioni (SPD) del LPS interno sono progettati proprio per limitare questi impulsi.
Chi progetta il sistema di protezione dai fulmini?
Il progetto dell’LPS deve essere redatto da un tecnico abilitato (ingegnere o perito industriale con competenze elettrotecniche) e basato sulla valutazione del rischio di fulminazione secondo CEI EN 62305-2. Il progetto deve essere allegato alla documentazione tecnica dell’impianto e conservato.
Un’antennista che lavora su un tetto equipaggiato con impianto di protezione dai fulmini deve adottare precauzioni specifiche?
Sì. Il lavoro su strutture con LPS richiede che l’operatore sia informato della presenza del sistema e delle sue componenti (funi di captazione, conduttori di discesa) per evitare danni involontari al sistema stesso. Inoltre, il lavoro in quota su coperture richiede comunque i DPI anticaduta previsti dall’art. 111 SIC e le misure specifiche per i lavori in quota.