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Ultimo aggiornamento: 17 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
In sintesi
  • Il datore di lavoro previene la formazione di atmosfere esplosive come misura primaria; se non è possibile, deve evitare le sorgenti di accensione e attenuare gli effetti pregiudizievoli di un’esplosione.
  • Le misure si combinano e integrano secondo la gerarchia della valutazione del rischio ex art. 15 SIC; vengono riesaminate periodicamente e dopo ogni cambiamento rilevante.
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Art. 289 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Prevenzione e protezione contro le esplosioni

In vigore dal 15/05/2008

1. Ai fini della prevenzione e della protezione contro le esplosioni, sulla base della valutazione dei rischi e dei principi generali di tutela di cui all’articolo 15, il datore di lavoro adotta le misure tecniche e organizzative adeguate alla natura dell’attività; in particolare il datore di lavoro previene la formazione di atmosfere esplosive.

2. Se la natura dell’attività non consente di prevenire la formazione di atmosfere esplosive, il datore di lavoro deve: a) evitare l’accensione di atmosfere esplosive; b) attenuare gli effetti pregiudizievoli di un’esplosione in modo da garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori.

3. Se necessario, le misure di cui ai commi 1 e 2 sono combinate e integrate con altre contro la propagazione delle esplosioni e sono riesaminate periodicamente e, in ogni caso, ogniqualvolta si verifichino cambiamenti rilevanti.

La gerarchia delle misure di prevenzione e protezione contro le esplosioni

L’art. 289 D.Lgs. 81/2008 stabilisce la gerarchia delle misure di sicurezza contro le atmosfere esplosive, rispecchiando il principio generale dell’art. 15 D.Lgs. 81/2008 (eliminazione del rischio alla fonte come priorità assoluta). Nel contesto ATEX, la gerarchia si sviluppa su tre livelli distinti: (1) prevenzione della formazione dell’atmosfera esplosiva; (2) eliminazione delle sorgenti di accensione (ove l’atmosfera esplosiva non sia eliminabile); (3) attenuazione degli effetti dell’esplosione (misura di protezione residuale).

La prevenzione della formazione dell’atmosfera esplosiva

Il comma 1 individua come misura primaria la prevenzione della formazione stessa dell’atmosfera esplosiva. Le strategie concrete per realizzarla includono: sistemi di ventilazione (aspirazione localizzata o ventilazione generale diluitiva) per tenere la concentrazione delle sostanze infiammabili al di sotto del 25% del LIE (soglia di sicurezza raccomandata dalla norma EN 60079-10); sistemi di processo chiusi che impediscono la fuoriuscita di sostanze infiammabili nell’ambiente; sostituzione delle sostanze infiammabili con prodotti non infiammabili (es. vernici all’acqua invece di vernici a solvente); minimizzazione delle quantità di sostanze infiammabili presenti nel processo produttivo. Quando la prevenzione della formazione è possibile e tecnicamente realizzabile, tutte le misure dei commi successivi diventano superflue.

L’eliminazione delle sorgenti di accensione

La lettera a) del comma 2 impone di «evitare l’accensione di atmosfere esplosive» quando non è possibile prevenirne la formazione. Le sorgenti di accensione nel contesto ATEX sono classificate in undici categorie dalla norma EN 13463-1: (1) superfici calde; (2) fiamme e gas caldi; (3) scintille di origine meccanica; (4) apparecchiature elettriche; (5) correnti di dispersione / protezione catodica; (6) elettricità statica; (7) fulmini; (8) radiazioni electromagnetiche in radiofrequenza (RF); (9) radiazioni elettromagnetiche nel campo dell’ottico; (10) radiazioni ionizzanti; (11) ultrasuoni. La prevenzione delle sorgenti di accensione è il compito principale nella scelta delle attrezzature e degli impianti ATEX certificati: ogni attrezzatura deve essere progettata in modo da non costituire una sorgente di accensione efficace in presenza di atmosfera esplosiva.

L’attenuazione degli effetti dell’esplosione

La lettera b) del comma 2 prevede come misura residuale l’attenuazione degli effetti pregiudizievoli dell’esplosione. Questa categoria comprende le misure di protezione passiva: pannelli di sfogo (vent ATEX) che si aprono in caso di esplosione incanalando l’onda d'urto verso zone sicure; sistemi di soppressione delle esplosioni (explosion suppression system) che rilevano l’inizio di un’esplosione e la soffocano iniettando agenti inertizzanti; sistemi di disaccoppiamento delle esplosioni (decoupling) che impediscono la propagazione dell’onda d'urto da un compartimento all’altro. Queste misure non impediscono l’esplosione, ma ne limitano le conseguenze per i lavoratori e le strutture.

Il riesame periodico delle misure

Il comma 3 impone che le misure adottate siano «riesaminate periodicamente e, in ogni caso, ogniqualvolta si verifichino cambiamenti rilevanti». Nel contesto ATEX, un «cambiamento rilevante» include: modifica dei processi produttivi con variazione delle sostanze infiammabili usate o delle loro quantità, installazione di nuove attrezzature, modifiche impiantistiche (nuove tubazioni, nuovi punti di travaso), cambiamenti nelle condizioni operative (temperature, pressioni). Il riesame deve essere documentato nel documento di protezione contro le esplosioni ex art. 294 SIC.

Domande frequenti

In una cabina di verniciatura a solvente, qual è la misura primaria da adottare secondo l’art. 289?

La misura primaria è la prevenzione della formazione dell’atmosfera esplosiva tramite un impianto di ventilazione che mantenga la concentrazione dei vapori di solvente al di sotto del 25% del LIE. Se la ventilazione è adeguata e continua, la zona può essere declassificata o classificata come zona 2 (rischio occasionale). In alternativa, si può valutare la sostituzione dei solventi infiammabili con vernici all’acqua.

Alfa S.r.l. ha un impianto di biogas: le misure di protezione contro le esplosioni devono essere riesaminate ogni quanto?

Non è indicata una frequenza specifica nell’art. 289. Il riesame è obbligatorio dopo ogni cambiamento rilevante e, per buona pratica, dovrebbe essere effettuato almeno annualmente o ogni volta che si modificano le condizioni operative o i quantitativi di gas in gioco. Il documento sulla protezione contro le esplosioni (art. 294 SIC) deve registrare la data di ogni riesame.

I pannelli di sfogo per esplosioni nei silos di cereali sono misure di prevenzione o di protezione?

I pannelli di sfogo sono misure di protezione (attenuazione degli effetti dell’esplosione), non di prevenzione. Non impediscono la formazione dell’atmosfera esplosiva né la sua accensione, ma limitano i danni incanalando l’onda d'urto verso zone sicure. Devono essere combinati con misure di prevenzione (es. controllo della concentrazione di polvere) e di eliminazione delle sorgenti di accensione (es. attrezzature ex-proof).

Andrea Marton, Tax Advisor e Responsabile Editoriale di La Legge in Chiaro
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i 17 codici e testi unici italiani (Costituzione, C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B., IRAP, CCII, Antiriciclaggio, Successioni, Accertamento, T.U. Edilizia, Legge di Bilancio 2026). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione. Profilo completo →
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