Indice
In sintesi
- L'art. 28 TUI è la norma cornice sul diritto all'unità familiare: principio che lo Stato riconosce e tutela, in coerenza con l'art. 29 Cost. e l'art. 8 CEDU.
- Il diritto include il ricongiungimento dei familiari residenti all'estero (art. 29) e la protezione dei familiari già presenti.
- Sono riconosciuti come familiari: coniuge non legalmente separato, figli minori, figli maggiorenni a carico, genitori a carico in condizioni indicate.
- Si applicano le norme più favorevoli di convenzioni internazionali e disposizioni speciali.
- L'unità familiare è parametro ineludibile nelle valutazioni di espulsione, allontanamento e diniego di permesso (Corte cost. 202/2013, CEDU Boultif).
- Il diritto è fondamentale e non può essere oggetto di compressioni amministrative non proporzionate.
Testo dell'articoloVigente
1. Il diritto a mantenere o a riacquistare l’unità familiare nei confronti dei familiari stranieri è riconosciuto agli stranieri titolari di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, di permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno.
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Commento
L'unità familiare come bene giuridico fondamentale
L'art. 28 del T.U. Immigrazione apre il Capo VI dedicato alla famiglia e ai minori, codificando il principio del diritto all'unità familiare. La norma è ricognitiva di diritti fondamentali consolidati a livello costituzionale e internazionale: l'art. 29 Cost. (Stato riconosce diritti della famiglia come società naturale), l'art. 30 Cost. (dovere e diritto dei genitori di educare la prole), l'art. 8 CEDU (rispetto della vita privata e familiare), l'art. 7 Carta dei diritti fondamentali UE. La sua centralità è confermata dalla Corte costituzionale (sent. 202/2013), che ha richiesto valutazione concreta dei legami familiari in ogni provvedimento di espulsione.
Le categorie di familiari tutelati
Il c. 2, integrato dall'art. 29, definisce la nozione di familiare ai fini del T.U.: (a) coniuge non legalmente separato e di età non inferiore a 18 anni; (b) figli minori, anche del coniuge o nati fuori dal matrimonio, non coniugati e a carico; (c) figli maggiorenni a carico qualora per ragioni oggettive non possano provvedere alle proprie necessità (gravi disabilità); (d) genitori a carico, se non hanno altri figli nel Paese di origine, o ultrasessantacinquenni qualora gli altri figli siano impossibilitati al loro sostentamento per documentati motivi di salute. La definizione è restrittiva rispetto al diritto comunitario per i familiari di cittadini UE.
Il diritto al ricongiungimento
Il diritto all'unità familiare si esplica primariamente attraverso il ricongiungimento disciplinato dall'art. 29 TUI: lo straniero regolarmente soggiornante può chiedere il ricongiungimento dei familiari residenti all'estero, alle condizioni di alloggio, reddito e legame. La Direttiva 2003/86/CE sul ricongiungimento familiare armonizza i criteri a livello UE. I familiari di cittadini italiani o UE seguono regime più favorevole (D.Lgs. 30/2007). Per i rifugiati, il ricongiungimento è ulteriormente facilitato (art. 29-bis).
Il permesso per motivi familiari
L'art. 30 TUI disciplina il permesso per motivi familiari, rilasciato al familiare ricongiunto. La durata segue quella del permesso del familiare riunito (massimo 2 anni). Convertibile in altri titoli (lavoro, studio) alle condizioni di legge. In caso di scioglimento del legame (separazione, divorzio, decesso del coniuge), si possono mantenere alcune tutele, soprattutto per i figli minori e per le vittime di violenza domestica (art. 18-bis).
Tutela contro le espulsioni
L'unità familiare è parametro ineludibile nelle valutazioni di espulsione. L'art. 19 TUI vieta l'espulsione dei conviventi di familiari italiani o UE entro il secondo grado. La Corte costituzionale (202/2013) e la CEDU (Boultif c. Svizzera, Üner c. Paesi Bassi) hanno consolidato lo standard di proporzionalità: ogni provvedimento espulsivo deve considerare gravità del comportamento, durata del soggiorno, condizioni familiari, condotta posteriore, situazione nel Paese di destinazione, condizione dei figli minori (best interest of the child).
Profili evolutivi: matrimoni same-sex e nuovi modelli familiari
L'evoluzione del diritto di famiglia (L. 76/2016 sulle unioni civili) ha esteso interpretativamente la portata dell'art. 28: il partner registrato in unione civile è equiparato al coniuge ai fini del ricongiungimento. La CGUE (Coman C-673/16) ha esteso il riconoscimento del matrimonio same-sex per fini di mobilità UE anche a Stati che non lo prevedono internamente. Sui figli, la giurisprudenza tutela il legame anche con genitori non biologici (es. genitori d'intenzione), in coerenza con il best interest of the child. Il T.U. è in continua evoluzione interpretativa.
Massime giurisprudenziali
Corte Cost., sent. n. 202/2013
Perché è importante: Ricongiungimento familiare
Prassi e linee guida
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Leggi il documento su www.governo.itCasi pratici
Caso 1: Tizio: ricongiungimento del coniuge
Tizio, marocchino regolare, sposato in Marocco. Chiede ricongiungimento della moglie ex art. 29 TUI: documenta alloggio idoneo, reddito, certificato di matrimonio legalizzato. Nulla osta al SUI. Visto D famiglia. Permesso 2 anni.
Caso 2: Caia: figlio maggiorenne disabile
Caia, peruviana regolare, ha figlio maggiorenne grave disabile in Perù. Documenta a carico e impossibilità autosufficienza. Ricongiungimento ammesso ex art. 28 c. 2 lett. c.
Caso 3: Sempronio: padre 70enne
Sempronio, indiano regolare, padre 70enne in India, gli altri due fratelli con gravi patologie certificate. Ricongiungimento del genitore ammesso ex art. 28 c. 2 lett. d.
Caso 4: Commento applicativo
L'art. 28 TUI codifica il diritto all'unità familiare: coniuge, figli, genitori a carico in condizioni specifiche. Parametro ineludibile nelle valutazioni di espulsione (Corte cost. 202/2013). Si combina con artt. 29-30 TUI sui meccanismi attuativi.
Domande frequenti
Cos'è il diritto all'unità familiare?
È il principio per cui lo Stato riconosce e tutela la famiglia dello straniero, in coerenza con l'art. 29 Cost., l'art. 8 CEDU e l'art. 7 Carta UE. Si esplica attraverso ricongiungimento (art. 29), permesso famiglia (art. 30) e tutela contro espulsioni (art. 19).
Chi sono i familiari ai fini del T.U.?
Coniuge non separato; figli minori; figli maggiorenni a carico per ragioni oggettive (es. gravi disabilità); genitori a carico se non hanno altri figli nel Paese di origine o gli altri sono impossibilitati per motivi di salute (con documentazione).
Il partner di unione civile è equiparato al coniuge?
Sì, ai sensi della L. 76/2016 e dell'interpretazione consolidata. La CGUE (Coman C-673/16) ha esteso il riconoscimento ai matrimoni same-sex per fini di mobilità UE, anche in Stati che non li prevedono internamente.
L'unità familiare protegge contro l'espulsione?
Sì. L'art. 19 TUI vieta l'espulsione di conviventi di familiari italiani/UE entro secondo grado. La Corte costituzionale (202/2013) e la CEDU (Boultif, Üner) richiedono valutazione di proporzionalità: gravità reato, durata soggiorno, legami familiari, condizione figli.
Cosa succede in caso di separazione o divorzio?
Il familiare straniero può mantenere il permesso convertendolo in altro titolo (lavoro, ecc.). Per le vittime di violenza domestica opera la tutela specifica dell'art. 18-bis TUI (D.L. 93/2013), che consente permesso autonomo.
Vedi anche