Indice
  1. La guida
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

La guida

Questa guida è per chi presenta il 730: lavoratori dipendenti e pensionati, con o senza sostituto d’imposta. Se hai partita IVA e versi gli acconti da solo con il modello Redditi, la guida giusta è acconti IRPEF e IRES 2026: storico o previsionale, soglie e rate.

Codici tributo per gli acconti IRPEF

Nel modello F24, sezione «Erario», gli acconti IRPEF hanno due codici: 4033 per la prima rata e 4034 per la seconda rata o l’acconto in unica soluzione. Il saldo si paga con il 4001. Come anno di riferimento si scrive l’anno d’imposta per cui si versa: 2026 per gli acconti pagati nel 2026, 2025 per il saldo pagato nel 2026.

Codici tributo degli acconti IRPEF e delle addizionali
Codice tributo Cosa paga Sezione F24 Anno da indicare Dove finisce nel 730
4033 IRPEF acconto prima rata Erario Anno dell’acconto Rigo F1, colonna 1
4034 IRPEF acconto seconda rata o in unica soluzione Erario Anno dell’acconto Rigo F1, colonna 2
4001 IRPEF saldo Erario Anno dei redditi –
3843 Addizionale comunale all’IRPEF, autotassazione, acconto IMU e altri tributi locali Anno dell’acconto Rigo F1, colonna 3
3844 Addizionale comunale all’IRPEF, autotassazione, saldo IMU e altri tributi locali Anno dei redditi –
3801 Addizionale regionale all’IRPEF (nessun acconto) Regioni Anno dei redditi –
1840 / 1841 Cedolare secca: acconto prima rata / seconda o unica Erario Anno dell’acconto Rigo F1, colonne 5 e 6

Questi codici li usa solo chi paga da sé con l’F24: chi ha presentato il modello Redditi PF o il 730 senza sostituto. Se il 730 è presentato con il datore di lavoro o l’ente pensionistico, acconti e saldi li trattiene il sostituto in busta paga o sulla pensione. L’elenco completo è in codici tributo F24: i più usati, spiegati.

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In sintesi

Che cosa sono gli acconti IRPEF e perché vanno nel 730

Ogni anno chi ha redditi su cui si calcola l’IRPEF versa in anticipo una parte dell’imposta dell’anno in corso. Questi versamenti si chiamano acconti IRPEF. Non sono una tassa separata: sono un anticipo sulla stessa imposta. Quando presenti il 730 dell’anno dopo, l’acconto già pagato viene scalato da quanto risulta dovuto.

Nel modello 730/2026 il quadro F, sezione I, raccoglie gli acconti versati nel 2025. Nel 730/2026 dichiari i redditi del 2025 e devi comunicare quanto hai già anticipato, così chi presta l’assistenza fiscale (il datore di lavoro, il CAF o il professionista) calcola se hai un credito da rimborsare o un debito da pagare. Le istruzioni chiedono di indicare gli acconti «senza considerare le maggiorazioni dovute per la rateazione o il ritardato pagamento».

Acconti 2025: dove indicarli nel rigo F1 del 730/2026
Tipo di acconto Rigo F1 Se nel 2025 hai presentato il 730 con sostituto Se hai versato da solo con F24
Prima rata IRPEF 2025 Colonna 1 Punto 121 CU 2026 Codice tributo 4033, anno 2025
Seconda o unica rata IRPEF 2025 Colonna 2 Punto 122 CU 2026 Codice tributo 4034, anno 2025
Acconto addizionale comunale 2025 Colonna 3 Punto 124 CU 2026 Codice tributo 3843, anno 2025
Prima rata acconto cedolare secca 2025 Colonna 5 Punto 126 CU 2026 Codice tributo 1840, anno 2025
Seconda o unica rata cedolare secca 2025 Colonna 6 Punto 127 CU 2026 Codice tributo 1841, anno 2025

Come funzionano gli acconti IRPEF: quanto si paga e in quante rate

L’acconto IRPEF per il 2026 si calcola sull’imposta del 2025, cioè sul rigo «differenza» della dichiarazione presentata nel 2026. Le istruzioni di Redditi PF 2026 (rigo RN62) fissano queste regole, che valgono anche per il 730:

Acconto IRPEF 2026: soglie e rate
Imposta «differenza» del 2025 Acconto 2026 Come si paga
Meno di 52 euro Non dovuto –
Da 52 a meno di 257,52 euro 100% della differenza Unica rata entro il 30 novembre 2026
257,52 euro o più 100% della differenza Prima rata del 40% entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con lo 0,40% in più), seconda del 60% entro il 30 novembre 2026

La soglia di 257,52 euro deriva dalla regola per cui la prima rata si paga solo se supera 103 euro, che è il 40% di 257,52. Per i soggetti ISA la divisione è 50 e 50, ma non riguarda chi presenta il 730. Chi prevede un’imposta 2026 più bassa può versare un acconto minore (metodo previsionale), assumendosi il rischio di sanzioni se sbaglia.

Quando il datore di lavoro trattiene il primo e il secondo acconto

Con il 730 presentato tramite sostituto non paghi nulla con l’F24. Il datore di lavoro trattiene il saldo 2025 e il primo acconto 2026 dalla prima retribuzione utile dopo aver ricevuto il prospetto di liquidazione, in genere a luglio; l’ente pensionistico dal secondo mese successivo, in genere ad agosto o settembre. Il secondo o unico acconto viene trattenuto con la retribuzione di novembre. Se la retribuzione non basta, la parte residua si trattiene nei mesi successivi con gli interessi (istruzioni 730/2026, paragrafo 8).

Esempio pratico

  • Tizio nel 2025 ha presentato il 730/2025 tramite il suo datore di lavoro. La CU 2026 riporta al punto 121 un acconto IRPEF prima rata di 800 euro e al punto 122 un acconto seconda rata di 1.400 euro. Nel 730/2026 Tizio scrive 800 nel rigo F1 colonna 1 e 1.400 nella colonna 2. Chi presta l’assistenza fiscale scala questi 2.200 euro dall’IRPEF 2025: se l’imposta calcolata è 2.500 euro, il saldo a debito è 300 euro.

Documenti necessari

  • Certificazione Unica 2026 del datore di lavoro o dell’ente pensionistico (punti 121, 122, 124, 126, 127)
  • Ricevute F24 con i codici tributo 4033 e 4034 (anno 2025), se hai versato da solo
  • Prospetto di liquidazione 730-3/2025 (righi 141, 142, 143) se nel 2025 hai presentato il 730 senza sostituto

Tizio: lavoratore dipendente con 730 e sostituto

Scenario. Tizio è un lavoratore dipendente che ogni anno presenta il 730 tramite il datore di lavoro (sostituto d’imposta). Nel 2025 il datore ha trattenuto gli acconti IRPEF dallo stipendio: la prima rata con le trattenute del 730 e la seconda a novembre.

Come si applica. Le istruzioni del 730/2026 indicano di riportare nel rigo F1 colonna 1 l’importo del punto 121 della CU 2026 e nella colonna 2 quello del punto 122. Tizio non compila nessun F24: il datore ha già trattenuto tutto. Se il rimborso del 730/2025 gli era stato pagato dall’Agenzia delle Entrate anziché dal datore, la seconda rata va presa dal modello F24 con il codice 4034 e l’anno 2025.

In pratica

  • Cerca i punti 121 e 122 nella CU 2026: sono gli acconti IRPEF trattenuti dal datore.
  • Riportali nelle colonne 1 e 2 del rigo F1.
  • Per il 2026 il datore tratterrà la seconda rata a novembre; se pensi di dover meno, devi comunicarglielo per iscritto entro il 10 ottobre.

Caio: l’anno scorso ha presentato il modello Redditi

Scenario. Caio nel 2025 ha presentato il modello Redditi PF e ha versato gli acconti da solo con l’F24: la prima rata a giugno 2025 e la seconda entro lunedì 1° dicembre 2025. Nel 2026 passa al 730.

Come si applica. Nel rigo F1 colonna 1 riporta quanto pagato con il codice tributo 4033 e l’anno 2025, nella colonna 2 quanto pagato con il 4034 e l’anno 2025. Se invece nel 2025 avesse presentato un 730 senza sostituto, per la colonna 1 dovrebbe partire dal rigo 141 del prospetto 730-3/2025 e aggiungere eventuali versamenti F24 con il 4033. Nel caso di dichiarazione congiunta (rigo 114 del 730-3/2025 compilato), il versamento F24 va diviso tra i coniugi in proporzione ai righi 94 e 114.

In pratica

  • Conserva le ricevute F24 del 2025: servono per il rigo F1.
  • Controlla il codice: 4033 = prima rata, 4034 = seconda o unica rata. Le schede 4033 e 4034 spiegano come si compilano.
  • Non includere maggiorazioni e interessi: va indicato solo l’acconto.

Ridurre l’acconto 2026 o rateizzare

Il rigo F6 serve se ritieni di non dover versare acconti per il 2026, o di doverne versare meno (colonne 1 e 2 per l’IRPEF), e per chiedere la rateizzazione di saldo e primo acconto (colonna 7: da 2 a 6 rate, massimo 5 per i pensionati, chiusura entro il 16 dicembre e interessi dello 0,33% mensile). Quando conviene ridurre l’acconto e quali rischi comporta è spiegato in acconto IRPEF 2026: metodo storico o previsionale; il costo di un acconto troppo basso in acconto IRPEF dimenticato o insufficiente. Per una stima dell’importo puoi usare il calcolatore acconto e saldo IRPEF.

Quando rivolgersi a un professionista

Se il versamento riguarda più anni, crediti da compensare o un ravvedimento, i conti si complicano. Per una verifica sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Da leggere insieme

Fonti e approfondimenti

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Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →

Domande frequenti

Quali sono i codici tributo degli acconti IRPEF?

4033 per la prima rata di acconto e 4034 per la seconda rata o l'acconto in unica soluzione. Il saldo IRPEF ha il codice 4001. Tutti vanno nella sezione Erario dell'F24.

Sono dipendente con 730: devo pagare gli acconti con F24?

No, se il 730 è presentato con il sostituto: il datore o l'ente pensionistico trattiene gli acconti in busta paga o sulla pensione. L'F24 serve con il 730 senza sostituto o con il modello Redditi.

Dove trovo gli acconti trattenuti nel 2025?

Nella Certificazione Unica 2026: punto 121 per la prima rata e punto 122 per la seconda. Vanno nel rigo F1, colonne 1 e 2, del 730/2026.

Che differenza c'è tra acconto e saldo IRPEF?

L'acconto è un anticipo versato durante l'anno; il saldo è la differenza tra l'imposta dovuta per l'anno e quanto già anticipato. Se hai versato troppo risulta un credito, se hai versato poco paghi la differenza.

Come riduco la seconda rata di acconto trattenuta a novembre?

Comunicando per iscritto al sostituto d'imposta, entro il 10 ottobre, l'importo minore che ritieni dovuto, come indicano le istruzioni del 730/2026.

Posso rateizzare il saldo IRPEF che risulta dal 730?

Sì: nel rigo F6 colonna 7 indichi da 2 a 6 rate (massimo 5 per i pensionati). Le rate si chiudono entro il 16 dicembre con un interesse dello 0,33% mensile.

Gli acconti IRPEF vanno sempre pagati?

No. L'acconto per il 2026 non è dovuto se l'imposta «differenza» del 2025 è inferiore a 52 euro. Puoi anche versarne meno, o non versarlo, se prevedi un'imposta 2026 più bassa: nel 730 si indica nel rigo F6, colonne 1 e 2, ma se l'acconto risulta insufficiente si pagano sanzione e interessi.

Quando viene trattenuto il secondo acconto del 730?

Con la retribuzione o la pensione di novembre. Il primo acconto, insieme al saldo, si trattiene in genere da luglio per i dipendenti e da agosto o settembre per i pensionati.

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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