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In sintesi
- Cos’è: un credito che ti permette di non pagare due volte le tasse sullo stesso reddito — una volta all’estero e una volta in Italia.
- Chi può usarlo: chi ha percepito redditi in un Paese estero, li ha dichiarati in Italia e ha già pagato le imposte all’estero in via definitiva.
- Cosa vuol dire ‘definitivo’: l’imposta estera è definitiva quando non può più essere rimborsata dal Paese estero. Imposte in acconto o provvisorie non contano.
- Più Paesi o più anni: se hai prodotto redditi in Paesi diversi o in anni diversi, compili un rigo G4 per ciascun caso (moduli aggiuntivi).
- Rigo da compilare: G4 del Quadro G nel modello 730/2026.
- Documenti chiave: la Certificazione Unica 2026 (punti 377-380) se il datore è italiano, oppure la documentazione estera che prova il pagamento definitivo dell’imposta.
Perché esiste il credito per i redditi esteri
Se lavori o hai investimenti all’estero, il tuo reddito è spesso tassato sia nel Paese in cui lo hai prodotto sia in Italia, dove sei residente fiscale. Pagare le tasse due volte sullo stesso reddito sarebbe ingiusto. Per questo esiste il credito d’imposta per redditi prodotti all’estero, che ti permette di sottrarre dall’IRPEF italiana le imposte che hai già versato all’estero.
Il credito si indica nel rigo G4 del Quadro G. La sezione III del Quadro G è riservata proprio a questo. Possono utilizzarla i contribuenti che hanno percepito redditi in un Paese estero nel quale sono state pagate imposte a titolo definitivo — cioè imposte che non possono più essere rimborsate dal Paese estero.
Non vanno indicate le imposte pagate in acconto o in via provvisoria, né quelle per le quali è prevista la possibilità di rimborso totale o parziale da parte del Paese estero. Solo ciò che è diventato definitivo conta ai fini del credito.
Le imposte da indicare sono quelle divenute definitive a partire dal 2025 (se non sono già state indicate in una dichiarazione precedente) e fino alla data di presentazione del 730/2026, anche se si riferiscono a redditi prodotti in anni passati. Per approfondimenti si può consultare la circolare n. 9/E del 5 marzo 2015 dell’Agenzia delle Entrate.
| Colonna | Cosa indicare |
|---|---|
| Col. 1 — Codice Stato estero | Il codice del Paese (dalla tabella n. 10 in Appendice alle istruzioni, o dal punto 377 della CU) |
| Col. 2 — Anno | L'anno d'imposta in cui è stato prodotto il reddito estero (es. '2025') |
| Col. 3 — Reddito estero | Il reddito estero che ha già concorso a formare il reddito complessivo in Italia |
| Col. 4 — Imposta estera | Le imposte pagate all'estero divenute definitive dal 2025 alla presentazione del 730 |
| Col. 5-9 | Da compilare solo se il reddito è stato prodotto in anni precedenti al 2025 (reddito complessivo, imposta lorda/netta italiana, crediti già usati) |
Esempio pratico
-
Tizio, residente in Italia, ha lavorato in Germania nel 2025 e ha percepito un reddito di 12.000 euro su cui ha pagato 2.500 euro di imposta tedesca, divenuta definitiva nel 2025. Quel reddito è stato dichiarato anche in Italia nel quadro C del 730/2026. Tizio compila il rigo G4: colonna 1 il codice della Germania, colonna 2 ‘2025’, colonna 3 12.000 euro, colonna 4 2.500 euro. Il credito riconosciuto ridurrà l’IRPEF italiana calcolata su quel reddito. Esempio ulteriore dalla fonte: se per redditi prodotti nel 2023 in uno Stato estero l’imposta complessiva è di 300 euro, di cui 200 già diventati definitivi entro il 2024 (già indicati nel 730/2025) e 100 diventati definitivi nel 2025, nella colonna 4 si indica solo 100 euro.
Documenti necessari
- Certificazione Unica 2026 (punti 377, 378, 379, 380 se il datore è italiano)
- Documentazione rilasciata dall’autorità fiscale estera che attesta il pagamento definitivo dell’imposta
- Documentazione idonea a dimostrare l’avvenuto pagamento (ricevute, quietanze, certificati fiscali esteri)
- Mod. 730-3/2025 o Mod. REDDITI PF 2025 (per verificare crediti già utilizzati in anni precedenti)
- Eventuale convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e il Paese estero di riferimento
Caso 1 — Lavoratore con reddito estero nel 2025
Scenario. Caio, residente in Italia, ha lavorato per tre mesi nel 2025 in Francia per un datore di lavoro francese. Ha percepito 8.000 euro su cui ha pagato 1.200 euro di imposta francese, che è divenuta definitiva entro il 2025. Quel reddito è stato indicato nel quadro C del 730/2026.
Come si applica. Caio compila il rigo G4 del Quadro G: colonna 1 il codice della Francia, colonna 2 ‘2025’, colonna 3 8.000 euro, colonna 4 1.200 euro. Le colonne 5-9 non vanno compilate perché il reddito è del 2025. Il CAF o il sostituto calcola il credito spettante e lo detrae dall’IRPEF italiana. Se il credito supera l’IRPEF dovuta, la parte eccedente non viene rimborsata ma si può riportare all’anno successivo.
In pratica
- Il reddito estero va prima dichiarato nei quadri C o D del 730, poi il credito si indica nel Quadro G.
- Il credito non può mai superare la quota di IRPEF italiana riferibile a quel reddito estero.
Caso 2 — Imposta estera diventata definitiva in anni diversi
Scenario. Sempronio ha prodotto redditi nel 2023 in Spagna. L’imposta spagnola totale era di 350 euro: 200 erano diventati definitivi entro il 2024 (già indicati nel G4 del 730/2025) e altri 150 sono diventati definitivi nel 2025.
Come si applica. Nel 730/2026, Sempronio indica nel rigo G4 solo i 150 euro diventati definitivi nel 2025 (colonna 4). Nella colonna 8 riporta il credito già utilizzato nelle dichiarazioni precedenti (i 200 euro del 730/2025), e nella colonna 9 indica il credito già usato per lo stesso anno di produzione e stesso Stato estero. Questo meccanismo evita di conteggiare due volte la stessa imposta.
In pratica
- Se l’imposta estera diventa definitiva in più anni, compili un rigo G4 ogni anno per la quota di quell’anno.
- Le colonne 8 e 9 servono a dichiarare quanto hai già usato nelle dichiarazioni precedenti per lo stesso reddito.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Cosa significa che l'imposta estera è 'definitiva'?
Vuol dire che non può più essere rimborsata dal Paese estero. Le imposte pagate in acconto, in via provvisoria o per le quali esiste ancora la possibilità di rimborso non contano.
Se ho redditi in tre Paesi diversi, compilo tre righi G4?
Sì. Per ogni Paese estero e per ogni anno di produzione diverso occorre compilare un rigo G4 separato, usando moduli aggiuntivi se necessario.
Il credito può dar luogo a rimborso in denaro?
No. Il credito riduce l’IRPEF dovuta. Se la supera, la parte eccedente non viene rimborsata ma si riporta all’anno successivo.
Ho un datore di lavoro italiano che mi ha mandato in distacco all'estero: dove trovo i dati?
Se il reddito è indicato nella Certificazione Unica 2026, i dati si trovano ai punti 377 (codice Stato estero), 378 (anno), 379 (reddito estero) e 380 (imposta estera).
Posso usare il credito anche per imposte pagate su redditi di anni precedenti al 2025?
Sì, purché le imposte siano divenute definitive a partire dal 2025 e non siano già state indicate in una dichiarazione precedente. In quel caso compili anche le colonne 5-9 del rigo G4.
Dove trovo il codice del Paese estero da inserire in colonna 1?
Nella tabella n. 10 allegata alle istruzioni del 730/2026, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Se hai la Certificazione Unica, il codice è al punto 377.
Domande frequenti
Cosa significa che l'imposta estera è 'definitiva'?
Vuol dire che non può più essere rimborsata dal Paese estero. Le imposte pagate in acconto, in via provvisoria o per le quali esiste ancora la possibilità di rimborso non contano.
Se ho redditi in tre Paesi diversi, compilo tre righi G4?
Sì. Per ogni Paese estero e per ogni anno di produzione diverso occorre compilare un rigo G4 separato, usando moduli aggiuntivi se necessario.
Il credito può dar luogo a rimborso in denaro?
No. Il credito riduce l'IRPEF dovuta. Se la supera, la parte eccedente non viene rimborsata ma si riporta all'anno successivo.
Ho un datore di lavoro italiano che mi ha mandato in distacco all'estero: dove trovo i dati?
Se il reddito è indicato nella Certificazione Unica 2026, i dati si trovano ai punti 377 (codice Stato estero), 378 (anno), 379 (reddito estero) e 380 (imposta estera).
Posso usare il credito anche per imposte pagate su redditi di anni precedenti al 2025?
Sì, purché le imposte siano divenute definitive a partire dal 2025 e non siano già state indicate in una dichiarazione precedente. In quel caso compili anche le colonne 5-9 del rigo G4.
Dove trovo il codice del Paese estero da inserire in colonna 1?
Nella tabella n. 10 allegata alle istruzioni del 730/2026, disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Se hai la Certificazione Unica, il codice è al punto 377.
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