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Lo statuto è la “costituzione” della SRL: regola governance, quote, decisioni e rapporti tra soci. Saperlo scrivere bene evita conflitti futuri. Vediamo cosa deve e cosa può contenere.
Atto costitutivo e statuto
La SRL si costituisce per atto pubblico notarile (art. 2463 c.c.). L’atto costitutivo contiene gli elementi essenziali; lo statuto, che ne forma parte integrante, contiene le regole di funzionamento. In caso di contrasto, secondo l’orientamento prevalente, prevalgono le clausole dello statuto.
Contenuto obbligatorio (art. 2463 c.c.)
- dati dei soci e denominazione, con l’indicazione “società a responsabilità limitata”;
- sede della società e eventuali sedi secondarie;
- oggetto sociale;
- ammontare del capitale sottoscritto e versato;
- i conferimenti di ciascun socio e il valore attribuito;
- la quota di partecipazione di ciascun socio;
- norme su funzionamento, amministrazione e rappresentanza;
- persone cui sono affidate amministrazione ed eventuale controllo.
Clausole facoltative più utili
Lo statuto può personalizzare molto la SRL: clausole su circolazione delle quote (prelazione, gradimento), diritti particolari dei soci (art. 2468, comma 3, c.c.), modelli di amministrazione (unico, CdA, congiuntiva/disgiuntiva), maggioranze, recesso convenzionale, regole su decisioni dei soci e clausole compromissorie (arbitrato).
Le modifiche statutarie
Le modifiche dello statuto sono decise dai soci con verbale redatto da notaio (art. 2480 c.c., che richiama l’art. 2436 c.c.): il notaio verifica la legittimità e deposita per l’iscrizione nel Registro delle Imprese entro 30 giorni. La modifica ha effetto dall’iscrizione.
Spunti pratici
- Cura le clausole sulla circolazione delle quote: prevengono l’ingresso di soci indesiderati.
- Disciplina recesso e stallo decisionale: sono le cause più frequenti di lite.
- Inserisci una clausola arbitrale per gestire i conflitti tra soci fuori dai tribunali.
Esempio pratico
Due soci al 50% vogliono evitare lo stallo: nello statuto inseriscono clausole anti-deadlock (es. opzioni put/call) e una clausola compromissoria. Anni dopo, in disaccordo, risolvono la controversia in arbitrato invece che con un lungo contenzioso, grazie alle clausole previste.
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Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
Domande frequenti