- La busta paga ha tre parti: testata, corpo (voci e trattenute), piede (totali e TFR/ferie).
- Dal lordo si tolgono i contributi del lavoratore (di norma 9,19%) → imponibile fiscale.
- Sull'imponibile si applica l'IRPEF a scaglioni meno le detrazioni, più le addizionali → netto.
- In fondo trovi i ratei di tredicesima, il TFR maturato e i contatori di ferie e permessi.
Testo dell'articoloVigente
La busta paga (o cedolino) è il documento mensile che il datore consegna al lavoratore con il dettaglio dello stipendio. Capirla significa sapere come si passa dal lordo al netto, quanto va in contributi e quanto in tasse. L’obbligo di consegna nasce dalla L. 4/1953 e la retribuzione è regolata dall’art. 2099 c.c.
Le tre parti del cedolino
Ogni busta paga è divisa in tre zone:
- Testata: dati del datore e del lavoratore, qualifica, livello di inquadramento, CCNL applicato, data di assunzione, retribuzione di riferimento.
- Corpo centrale: le voci del mese (paga base, contingenza, scatti, straordinari, indennità, premi) e le trattenute.
- Piede: i totali (lordo, contributi, imponibile fiscale, IRPEF, netto) e i dati riepilogativi su TFR, ferie e permessi maturati.
Dalla retribuzione lorda ai contributi
Si parte dalla retribuzione lorda del mese (la somma delle competenze). Su questa si calcolano i contributi previdenziali a carico del lavoratore, versati all’INPS: per la generalità dei dipendenti l’aliquota a carico del lavoratore è di norma del 9,19% (può salire al 9,49% in alcuni casi e aumenta sulla quota di retribuzione oltre la prima fascia annua). La parte più consistente del contributo è comunque a carico del datore di lavoro.
Lordo meno contributi del lavoratore dà l’imponibile fiscale, cioè la base su cui si calcolano le imposte.
Dall'imponibile all'IRPEF (e alle detrazioni)
Sull’imponibile fiscale si applica l’IRPEF per scaglioni (ritenuta alla fonte ex art. 23 TUIR). Dall’imposta lorda si sottraggono le detrazioni per lavoro dipendente e le altre detrazioni spettanti, ottenendo l’IRPEF netta del mese. Si aggiungono poi le addizionali regionale e comunale, di norma trattenute a rate nell’anno. Vedi la guida alle detrazioni per lavoro dipendente.
Il netto in busta
Il netto è ciò che resta: retribuzione lorda meno contributi del lavoratore, meno IRPEF e addizionali, più eventuali importi che non scontano tasse (alcuni rimborsi, parte del welfare entro le soglie, il trattamento integrativo dove spetta). È la cifra effettivamente accreditata.
TFR, ratei, ferie e permessi
In fondo al cedolino si trovano i dati “di accantonamento”: la quota di TFR maturata (vedi il calcolo del TFR), i ratei di tredicesima ed eventuale quattordicesima, e i contatori di ferie e permessi (maturati, goduti, residui). Non sono soldi del mese ma diritti che maturano nel tempo.
Domande frequenti
Quanto trattengono di contributi in busta paga?
Al lavoratore dipendente è trattenuto di norma il 9,19% della retribuzione lorda come contributi INPS (con variazioni in alcuni casi). La quota maggiore di contribuzione è a carico del datore di lavoro.
Perché il netto è molto più basso del lordo?
Perché dal lordo si tolgono prima i contributi del lavoratore e poi l’IRPEF con le addizionali. Le detrazioni per lavoro dipendente riducono l’imposta e quindi alzano il netto.
Cosa sono i ratei in busta paga?
Sono le quote mensili di mensilità aggiuntive (tredicesima, quattordicesima) e di TFR che maturano ogni mese e vengono pagate o accantonate nei tempi previsti.
Risorse correlate
- Busta paga e stipendio: tutte le guide
- Tredicesima: calcolo e tassazione
- Calcolatore TFR
- Detrazioni per lavoro dipendente
I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.
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