La guida
La tredicesima è la mensilità aggiuntiva che la maggior parte dei lavoratori dipendenti riceve a fine anno. Si matura mese per mese, si calcola in dodicesimi quando non si è lavorato tutto l’anno e, sul piano fiscale, viene tassata in modo che il netto appaia più basso di una busta paga normale. Questa guida spiega come si calcola il rateo, chi ne ha diritto, quando si paga e perché la trattenuta fiscale è più pesante.
Che cos’è la tredicesima
La tredicesima mensilità (o gratifica natalizia) è una retribuzione aggiuntiva, prevista dai contratti collettivi, che si aggiunge alle dodici mensilità ordinarie. Spetta ai lavoratori dipendenti secondo le regole del CCNL applicato e matura in proporzione al periodo lavorato nell’anno. Molti rapporti a tempo determinato e a tempo parziale la maturano: questi ultimi in proporzione all’orario ridotto.
Come si calcola: la regola dei dodicesimi
L’importo pieno della tredicesima corrisponde, di norma, a una mensilità della retribuzione lorda spettante. Chi non ha lavorato l’intero anno matura un rateo: la tredicesima si divide in dodicesimi e se ne maturano tanti quanti sono i mesi di lavoro nell’anno. In genere il mese si considera utile quando si è lavorato per un numero minimo di giorni stabilito dal CCNL (spesso almeno quindici).
| Situazione | Tredicesima maturata |
|---|---|
| Lavoro per tutto l’anno | Importo pieno (12/12) |
| Assunzione in corso d’anno | Tanti dodicesimi quanti i mesi lavorati |
| Part-time | In proporzione all’orario ridotto |
| Cessazione in corso d’anno | Ratei maturati, liquidati col fine rapporto |
Alcune assenze sospendono la maturazione (ad esempio aspettative non retribuite), mentre altre la conservano: il dettaglio è nel contratto collettivo.
Quando si paga
La tredicesima si eroga di regola a dicembre, in prossimità delle festività; la data precisa è fissata dal CCNL. Alla cessazione del rapporto in corso d’anno, i ratei maturati e non ancora pagati vengono liquidati con le competenze di fine rapporto.
Va distinta la tredicesima dalla quattordicesima, una mensilità aggiuntiva ulteriore che non tutti i contratti collettivi prevedono: dove esiste, di norma si eroga in estate (spesso a giugno o luglio) e segue una propria regola di maturazione, anch’essa in dodicesimi. Le due gratifiche sono autonome: si può avere diritto alla sola tredicesima, oppure a entrambe, a seconda del CCNL applicato.
Tredicesima e altri istituti retributivi
La tredicesima incide anche su altre voci del rapporto di lavoro, perché è retribuzione a tutti gli effetti:
- concorre, secondo le regole del CCNL, alla base di calcolo del trattamento di fine rapporto (TFR) e di alcune indennità;
- matura, in proporzione, anche durante alcuni periodi di assenza tutelata (ad esempio in parte durante la maternità, secondo la disciplina applicabile), mentre si sospende durante le assenze non retribuite;
- per i lavoratori a chiamata o con orari variabili, si calcola sulla retribuzione effettivamente maturata nel periodo di riferimento.
È quindi importante che il cedolino esponga la tredicesima come voce autonoma, così da poter verificare correttamente sia l’importo sia la sua corretta incidenza sugli altri istituti.
Come viene tassata la tredicesima
Per il fisco la tredicesima è reddito di lavoro dipendente come lo stipendio: l’art. 51, comma 1, del TUIR (D.P.R. 917/1986) vi fa rientrare «tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta» in relazione al rapporto di lavoro. Prima dell’IRPEF si tolgono i contributi previdenziali a carico del lavoratore, che non concorrono a formare il reddito (art. 51, comma 2, lett. a).
Cambia invece il modo in cui il datore di lavoro, come sostituto d’imposta, calcola la ritenuta. L’art. 23 del D.P.R. 600/1973 distingue due casi:
- sullo stipendio di ogni mese la ritenuta si calcola con gli scaglioni IRPEF ragguagliati al periodo di paga, «effettuando le detrazioni previste negli articoli 12 e 13» del TUIR (comma 2, lett. a);
- sulle mensilità aggiuntive, cioè tredicesima e compensi della stessa natura, la ritenuta si calcola con le aliquote IRPEF «ragguagliando a mese i corrispondenti scaglioni annui di reddito» (comma 2, lett. b), senza le detrazioni.
Per questo, a parità di lordo, il netto della tredicesima è più basso di quello di una busta paga normale. Non è però una tassa in più: entro il 28 febbraio dell’anno successivo (o alla cessazione del rapporto) il datore di lavoro fa il conguaglio tra le ritenute già trattenute, tredicesima compresa, e l’imposta dovuta sull’intero reddito dell’anno, tenendo conto delle detrazioni spettanti (art. 23, comma 3). L’art. 23 del D.P.R. 600/1973 resta in vigore fino al 31 dicembre 2026: dal 1° gennaio 2027 è abrogato dal D.Lgs. 24 marzo 2025, n. 33, come modificato dal D.L. 31 dicembre 2025, n. 200.
Le regole corrispondenti (ritenuta per ciascun periodo di paga, ritenuta sulle mensilità aggiuntive con scaglioni ragguagliati a mese, conguaglio entro il 28 febbraio dell’anno successivo) sono riprese nell’art. 33, commi 3 e 4, del Testo unico in materia di versamenti e di riscossione allegato al decreto. Restano dovuti anche i contributi previdenziali.
Esempio di ritenuta sulla tredicesima 2026
Gli scaglioni IRPEF del 2026 (art. 11 TUIR) sono: 23% fino a 28.000 euro, 33% oltre 28.000 e fino a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. Ragguagliati a mese, le soglie diventano 2.333,33 euro e 4.166,67 euro. Su una tredicesima con parte imponibile di 2.500 euro la ritenuta IRPEF è quindi 2.333,33 × 23% = 536,67 euro, più 166,67 × 33% = 55,00 euro: in tutto 591,67 euro. È un calcolo semplificato, senza addizionali e contributi; l’imposta definitiva si stabilisce con il conguaglio.
Tredicesima 2026: è detassata?
No. La legge di bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi 10 e 11) prevede per il periodo d’imposta 2026 un’imposta sostitutiva del 15%, ma solo sulle somme, entro 1.500 euro l’anno, pagate come maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo e nei giorni di riposo settimanale e come indennità di turno, ai dipendenti del settore privato con reddito di lavoro dipendente 2025 non superiore a 40.000 euro. La tredicesima non rientra tra queste somme. Finché una norma diversa non sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale, la tredicesima 2026 è tassata come la retribuzione ordinaria, con le regole viste sopra.
La tredicesima dei pensionati
Anche le pensioni sono reddito di lavoro dipendente (art. 49, comma 2, lett. a, TUIR): la tredicesima della pensione concorre quindi al reddito ed è soggetta a IRPEF. Secondo il calendario INPS dei pagamenti 2026 (circolare n. 153 del 19 dicembre 2025), la rata di dicembre 2026 è disponibile dal 1° dicembre. Le pensioni di importo molto basso sono pagate in anticipo, tredicesima compresa: fino a 10 euro al mese in un’unica rata a gennaio; da 10,01 a 90 euro al mese con la rata del 1° luglio per il secondo semestre.
Spunti pratici
- Conta i mesi, non i giorni. Per stimare il rateo ragiona in dodicesimi: il mese conta se hai superato la soglia minima di giorni del CCNL.
- Non stupirti del netto. La trattenuta più alta dipende dall’assenza delle detrazioni mensili, non da un errore.
- Part-time: tutto in proporzione. Con orario ridotto anche la tredicesima si riduce in proporzione.
- Alla cessazione, verifica i ratei. I dodicesimi maturati ti spettano comunque e vanno liquidati col fine rapporto.
Casi pratici
Tizio — assunto a luglio. Tizio inizia a luglio: a dicembre matura circa sei dodicesimi di tredicesima, non l’importo pieno.
Caia — il netto ‘leggero’. Caia riceve la tredicesima e nota che il netto è più basso del solito: è l’effetto dell’assenza delle detrazioni mensili su quella somma.
Sempronio — le dimissioni a settembre. Sempronio si dimette a settembre: con il fine rapporto gli vengono liquidati i ratei di tredicesima maturati da gennaio.
Risorse correlate
- Tredicesima e quattordicesima: come si calcolano
- Come leggere la busta paga: tutte le voci del cedolino
- CCNL per settore: orario, permessi e welfare
Fonti
- TUIR, artt. 11, 49 e 51 (Normattiva)
- D.P.R. 600/1973, art. 23, in vigore fino al 31/12/2026 (Normattiva)
- Testo unico in materia di versamenti e di riscossione (D.Lgs. 33/2025), art. 33, dal 1/1/2027 (Normattiva)
- Legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi 10 e 11 (Normattiva)
- INPS, circolare 19 dicembre 2025, n. 153 (calendario dei pagamenti delle pensioni 2026)
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In sintesi
Indice dei contenuti
La tredicesima e la mensilita aggiuntiva che la maggior parte dei lavoratori dipendenti riceve a fine anno. Si matura mese per mese, si calcola in dodicesimi quando non si e lavorato tutto l'anno e, sul piano fiscale, viene tassata in modo che il netto appaia piu basso rispetto a una busta paga ordinaria. Capire come si forma il rateo, chi ne ha diritto e perche la trattenuta e piu pesante aiuta a leggere correttamente il cedolino di dicembre.
Che cos'e la tredicesima
La tredicesima mensilita, storicamente nota come gratifica natalizia, e una retribuzione aggiuntiva riconosciuta ai lavoratori dipendenti. La sua origine e contrattuale: e prevista e disciplinata dai contratti collettivi nazionali, che ne stabiliscono importo, modalita di calcolo e tempi di erogazione. Oggi e una voce diffusa nella quasi totalita dei rapporti di lavoro subordinato.
Come matura il rateo
La tredicesima non si forma tutta a dicembre: matura progressivamente, in ragione di un dodicesimo per ogni mese di lavoro. In linea generale, il mese si considera utile quando la prestazione ha superato una certa soglia di giorni (tipicamente quindici), nel qual caso matura un dodicesimo pieno. Chi e stato assunto in corso d'anno, o ha cessato il rapporto, percepisce quindi solo i dodicesimi effettivamente maturati.
La base di calcolo
L'importo di un dodicesimo corrisponde, in via tendenziale, alla retribuzione mensile utile alla tredicesima secondo le regole del contratto collettivo applicato. Alcune voci della retribuzione vi rientrano, altre no: occorre quindi fare riferimento al contratto per individuare con esattezza la base di calcolo. Per i lavoratori a tempo parziale l'importo e riproporzionato all'orario svolto.
Quando si paga
L'erogazione avviene di norma a dicembre, in prossimita delle festivita natalizie, da cui il nome di gratifica natalizia. Il contratto collettivo fissa la scadenza precisa. In caso di cessazione del rapporto in corso d'anno, i ratei maturati e non ancora corrisposti vengono liquidati con le competenze di fine rapporto.
Perche la tassazione e piu pesante
Molti restano sorpresi dal netto della tredicesima, sensibilmente piu basso rispetto a quello della busta ordinaria a parita di lordo. La ragione e fiscale: sulla tredicesima si applica la tassazione ordinaria progressiva, ma non si applicano le detrazioni per lavoro dipendente che alleggeriscono le mensilita normali, perche quelle detrazioni sono gia parametrate sulle dodici mensilita. Il risultato e che la tredicesima sconta un'imposta proporzionalmente piu alta.
Contributi e altre trattenute
Sulla tredicesima gravano anche i contributi previdenziali, secondo le aliquote ordinarie. Sommando contributi e imposta senza detrazioni, il netto percepito risulta inferiore a quello che un calcolo intuitivo lascerebbe immaginare. È una caratteristica strutturale, non un errore della busta paga.
Chi ne ha diritto e casi particolari
Hanno diritto alla tredicesima i lavoratori dipendenti rientranti nei contratti collettivi che la prevedono, inclusi quelli a tempo determinato e a tempo parziale, con riproporzionamento. Durante alcuni periodi di assenza la maturazione segue regole specifiche fissate dalla legge e dai contratti: in certi casi il rateo continua a maturare, in altri si interrompe. Per i dettagli occorre sempre verificare il contratto collettivo applicabile al rapporto.
Domande frequenti
Come si calcola il rateo di tredicesima?
Matura un dodicesimo per ogni mese lavorato; il mese si considera utile quando la prestazione supera una soglia minima di giorni fissata dal contratto collettivo, tipicamente quindici, e dà diritto a un dodicesimo pieno.
Quando viene pagata?
Di norma a dicembre, in prossimità delle festività; la scadenza precisa è fissata dal contratto collettivo applicato.
Perché il netto della tredicesima è più basso?
Perché sulla tredicesima il datore di lavoro calcola la ritenuta con gli scaglioni IRPEF ragguagliati a mese ma senza le detrazioni per lavoro dipendente, che spettano sulle mensilità ordinarie (art. 23, comma 2, lett. b, D.P.R. 600/1973). Non è un'imposta in più: con il conguaglio entro il 28 febbraio dell'anno successivo l'imposta viene ricalcolata sull'intero reddito dell'anno, con le detrazioni spettanti (art. 23, comma 3).
La tredicesima 2026 è detassata?
No. L'imposta sostitutiva del 15% della legge di bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, commi 10 e 11) riguarda solo maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo e a turni. La tredicesima è tassata come la retribuzione ordinaria: ritenuta sugli scaglioni IRPEF ragguagliati a mese e conguaglio entro il 28 febbraio dell'anno successivo.
Quando arriva la tredicesima ai pensionati nel 2026?
Con la rata di dicembre, disponibile dal 1° dicembre 2026 secondo il calendario INPS (circolare n. 153/2025). Per le pensioni fino a 90 euro al mese la tredicesima è pagata in anticipo: a gennaio fino a 10 euro mensili, con la rata di luglio da 10,01 a 90 euro.
Spetta anche al part-time e al tempo determinato?
Sì, con riproporzionamento all'orario svolto e ai mesi effettivamente lavorati, secondo le regole del contratto collettivo applicato.
Cosa succede se cesso il rapporto prima di dicembre?
I ratei maturati e non ancora corrisposti vengono liquidati insieme alle competenze di fine rapporto.
La tredicesima matura durante il congedo di maternità?
Sì. L'art. 22, comma 3, del D.Lgs. 151/2001 stabilisce che i periodi di congedo di maternità si computano nell'anzianità di servizio a tutti gli effetti, compresi quelli relativi alla tredicesima mensilità o gratifica natalizia e alle ferie. Durante l'astensione obbligatoria i ratei di tredicesima continuano quindi a maturare.
Il congedo parentale riduce la tredicesima?
No. Per l'art. 34, comma 5, del D.Lgs. 151/2001 i periodi di congedo parentale sono computati nell'anzianità di servizio e non comportano riduzione di ferie, riposi, tredicesima mensilità o gratifica natalizia. Fanno eccezione gli emolumenti accessori legati all'effettiva presenza in servizio, salvo diversa previsione del contratto collettivo.