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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

La domanda è secca: fino a quanto posso dare ai miei dipendenti in beni e servizi senza che paghino tasse? La risposta per il triennio 2025-2027 è 1.000 euro l’anno per ciascun lavoratore, che diventano 2.000 euro per chi ha figli fiscalmente a carico. Ma c’è una regola che rovina i conti a chi non la conosce: se il valore complessivo dei fringe benefit supera la soglia anche di un solo euro, non è tassata l’eccedenza — è tassato l’intero importo. È la trappola del “tutto o niente”, e capirla bene fa la differenza tra un benefit netto e una sorpresa in busta paga. Questa guida spiega come funziona la soglia, cosa ci rientra e come non sforare.

Le due soglie: 1.000 e 2.000 euro

Il comma 3 dell’art. 51 del TUIR prevede una franchigia ordinaria entro cui i beni e servizi ceduti al dipendente non concorrono a formare il reddito. Per gli anni 2025, 2026 e 2027 questa soglia è stata elevata a 1.000 euro per la generalità dei lavoratori e a 2.000 euro per chi ha figli a carico. La soglia maggiorata non è automatica: il lavoratore deve dichiarare al datore di averne diritto, comunicando il codice fiscale dei figli a carico. Senza quella comunicazione, resta il limite di 1.000 euro.

La regola del “tutto o niente”

È il punto su cui più spesso si sbaglia. La soglia dei fringe benefit non è una franchigia che si conserva sull’eccedenza: è un limite di esenzione che, una volta superato, fa decadere l’intero beneficio. Se un dipendente senza figli riceve fringe benefit per 1.300 euro, non sono imponibili 300 euro: sono imponibili tutti e 1.300, con il relativo carico fiscale e contributivo. Per questo il monitoraggio del valore erogato durante l’anno è essenziale, soprattutto quando ai buoni si sommano rimborsi di utenze o affitto.

Cosa rientra nella soglia

Dentro il plafond confluiscono i beni e servizi in natura, i buoni acquisto e i gift voucher, l’eventuale valore dell’auto o di prestiti agevolati, e — per le annualità recenti — anche i rimborsi delle utenze domestiche (acqua, luce, gas) e delle spese di affitto o degli interessi sul mutuo della prima casa. Sono tutte voci che, sommate, possono avvicinare rapidamente il tetto. Vanno invece tenuti distinti i servizi di welfare con finalità sociale dell’art. 51 c. 2, che hanno una loro esenzione senza limite e non erodono la soglia.

Generalità o categorie

Perché l’esenzione operi correttamente, il benefit deve essere coerente con i criteri di legge. Mentre alcune voci possono essere riconosciute anche individualmente, l’impianto del welfare premia l’offerta alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee (per esempio tutti i quadri, tutti gli operai di un reparto). Un benefit costruito ad personam per il singolo manager espone al rischio di riqualificazione come retribuzione ordinaria, con perdita dell’esenzione.

Due casi pratici

Caso 1 – Tizio, sotto soglia. Dipendente con due figli a carico, comunica i codici fiscali e ha quindi diritto al tetto di 2.000 euro. Riceve buoni acquisto per 800 euro e rimborso bollette per 1.100: totale 1.900, sotto i 2.000. Tutto esente.

Caso 2 – Caia, oltre soglia. Dipendente senza figli, tetto a 1.000 euro. Riceve buoni per 700 euro e rimborso mutuo per 500: totale 1.200. Avendo superato i 1.000, diventano imponibili tutti e 1.200 gli euro, non solo i 200 di eccedenza.

Gli errori che costano caro

Pensare che si tassi solo l’eccedenza. Oltre soglia è imponibile l’intero importo.
Dare per scontato il tetto di 2.000 euro. Serve la comunicazione del codice fiscale dei figli.
Non monitorare la somma durante l’anno. Utenze e buoni si cumulano in fretta.
Confondere fringe benefit e welfare sociale. Quest’ultimo non erode la soglia.
Erogare ad personam. Il benefit deve rispettare i criteri di generalità o categoria.

Domande frequenti

Qual è la soglia dei fringe benefit nel 2026?

1.000 euro per la generalità dei dipendenti, elevati a 2.000 euro per chi ha figli fiscalmente a carico. Le soglie sono confermate per il triennio 2025-2027.

Se supero la soglia, pago le tasse solo sull’eccedenza?

No. Superata la soglia, l’intero valore dei fringe benefit diventa imponibile, non solo la parte eccedente. È la regola del “tutto o niente”.

Il rimborso di luce e gas rientra nella soglia?

Sì. Per le annualità recenti il rimborso delle utenze domestiche e delle spese di affitto o mutuo della prima casa rientra nel plafond dei fringe benefit.

Come ottengo il tetto di 2.000 euro?

Comunicando al datore di lavoro il codice fiscale dei figli fiscalmente a carico. Senza questa dichiarazione si applica il limite ordinario di 1.000 euro.

Fonti normative

• DPR 917/1986 (TUIR), art. 51, comma 3 — valore dei beni e servizi e soglia di esenzione dei fringe benefit
• Leggi di Bilancio 2025 e 2026 — elevazione delle soglie a 1.000 e 2.000 euro per il triennio 2025-2027
• Prassi dell’Agenzia delle Entrate sui fringe benefit e sul rimborso delle utenze domestiche

Guida aggiornata a giugno 2026. Le soglie sono fissate dalla legge di bilancio annuale: il contenuto ha finalità informativa e non sostituisce una valutazione professionale.

In sintesi

Per il 2025-2027 i fringe benefit sono esenti fino a 1.000 euro l'anno, 2.000 per chi ha figli fiscalmente a carico (serve comunicare il codice fiscale). Attenzione alla regola del 'tutto o niente': superata la soglia anche di un euro, e' imponibile l'intero importo, non solo l'eccedenza. Nel plafond rientrano buoni, utenze domestiche e affitto/mutuo prima casa.
Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-26
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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