Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Separarsi o divorziare non significa per forza affrontare un’aula di tribunale. Dal 2014 esiste la negoziazione assistita: una procedura in cui i coniugi, assistiti dai propri avvocati, raggiungono un accordo che ha lo stesso valore di una sentenza. È spesso la via più rapida e riservata per le coppie che hanno trovato un’intesa. Vediamo come funziona, chi può usarla e quali sono i passaggi.

Che cos’è

La negoziazione assistita è una convenzione con cui i coniugi si impegnano a risolvere in via amichevole la separazione, il divorzio o la modifica delle relative condizioni, con l’assistenza dei rispettivi avvocati. È stata introdotta dalla normativa del 2014 ed è un’alternativa al procedimento giudiziale e a quello davanti all’ufficiale di stato civile.

Chi può usarla e con quanti avvocati

Possono ricorrervi tutte le coppie, anche con figli. La legge richiede che ciascuna parte sia assistita da almeno un avvocato: non è ammesso, in questa procedura, un unico legale per entrambi (a differenza del ricorso congiunto in tribunale). I due avvocati garantiscono che l’accordo sia equilibrato e conforme alla legge.

Il controllo della Procura

Raggiunto l’accordo, interviene il Pubblico Ministero:

  • se i coniugi non hanno figli minori, maggiorenni incapaci, non autosufficienti o portatori di grave handicap, il PM rilascia un semplice nulla osta;
  • se invece ci sono figli in queste condizioni, l’accordo deve essere autorizzato dal PM, che verifica la rispondenza all’interesse dei figli; se ritiene l’accordo non conforme, lo trasmette al presidente del tribunale.

Gli effetti e la trascrizione

L’accordo autorizzato o munito di nulla osta produce gli stessi effetti dei provvedimenti giudiziali di separazione o divorzio. Gli avvocati trasmettono copia all’ufficiale di stato civile del Comune dove il matrimonio fu trascritto, per le annotazioni. Da quel momento la separazione o il divorzio è pienamente efficace anche verso i terzi.

Tempi e costi

La negoziazione assistita è in genere più rapida del processo: in assenza di figli può concludersi in poche settimane; con figli i tempi si allungano per il passaggio in Procura. Sul fronte dei costi incidono gli onorari dei due avvocati; non si paga il contributo unificato previsto per il processo. Resta una soluzione spesso conveniente, soprattutto per la rapidità e la riservatezza.

Articoli di legge da consultare

Domande frequenti

Si può divorziare senza andare in tribunale?

Sì, con la negoziazione assistita dagli avvocati o, nei casi più semplici, davanti all’ufficiale di stato civile. La negoziazione assistita produce gli stessi effetti di una sentenza.

Quanti avvocati servono per la negoziazione assistita?

Almeno uno per parte: ciascun coniuge deve essere assistito dal proprio avvocato. Non è ammesso un unico legale per entrambi, a differenza del ricorso congiunto in tribunale.

Cosa succede se ci sono figli minori?

L’accordo deve essere autorizzato dalla Procura, che verifica la rispondenza all’interesse dei figli. Senza figli (o con figli autosufficienti) basta invece il nulla osta del PM.

Risorse correlate

I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.

In sintesi

  • La negoziazione assistita consente di separarsi o divorziare senza udienza in tribunale, con l'assistenza obbligatoria degli avvocati.
  • L'accordo raggiunto ha lo stesso valore di una sentenza ed è introdotto dal D.L. 132/2014.
  • Serve almeno un avvocato per parte; l'accordo va trasmesso alla Procura della Repubblica per il controllo.
  • In presenza di figli minori o non autosufficienti il Procuratore valuta la rispondenza all'interesse dei figli.
  • Procedura piu rapida e riservata rispetto al giudizio ordinario, con tempi e costi contenuti.
Indice dei contenuti

Chiudere un matrimonio non significa per forza varcare la soglia di un'aula di tribunale. Con il D.L. 132/2014 (convertito nella L. 162/2014) il legislatore ha introdotto la negoziazione assistita, uno strumento che permette ai coniugi gia d'accordo di formalizzare la separazione o il divorzio attraverso i propri avvocati, ottenendo un atto che ha lo stesso valore di una sentenza. E' una via pensata per chi ha trovato un'intesa e non vuole sprecare mesi e denaro in un contenzioso che, di fatto, non c'e. Capirne i passaggi, i limiti e le tutele aiuta a usarla nel modo giusto.

Che cosa e e su cosa puo intervenire

La negoziazione assistita e una convenzione con cui i coniugi si impegnano a risolvere in via amichevole una controversia familiare con l'assistenza dei rispettivi legali. In materia di famiglia puo riguardare la separazione consensuale, il divorzio (cessazione degli effetti civili o scioglimento del matrimonio) e la modifica delle relative condizioni gia stabilite. Non e quindi uno strumento per imporre la propria volonta all'altro: presuppone un accordo gia maturo su tutti i punti, dall'eventuale assegno alla casa, dall'affidamento dei figli alle modalita di visita.

L'assistenza degli avvocati e perche e obbligatoria

A differenza di altre procedure semplificate, qui la presenza dell'avvocato non e un optional. La legge richiede che ciascun coniuge sia assistito da almeno un proprio legale: questo garantisce che entrambi comprendano le conseguenze giuridiche ed economiche di quanto sottoscrivono e che nessuno firmi un accordo squilibrato per ignoranza dei propri diritti. L'avvocato certifica inoltre l'autografia delle firme e la conformita dell'accordo alle norme imperative e all'ordine pubblico.

I passaggi della procedura

In linea generale il percorso si articola in pochi snodi: l'invito a stipulare la convenzione, la sottoscrizione della convenzione stessa con l'indicazione del termine per concludere, la redazione dell'accordo e infine la trasmissione alla Procura. Gli avvocati curano la stesura del testo, che deve disciplinare in modo completo tutte le condizioni. Una volta firmato, l'accordo non resta tra le parti: passa al vaglio del Pubblico Ministero.

Il ruolo della Procura della Repubblica

Il controllo del Procuratore cambia a seconda della situazione familiare. Quando non vi sono figli minori, maggiorenni incapaci, portatori di grave handicap o economicamente non autosufficienti, il PM rilascia un semplice nulla osta verificando che non vi siano irregolarita. Quando invece ci sono figli da tutelare, il controllo e piu penetrante: il Procuratore valuta se l'accordo risponde all'interesse dei figli e, se lo ritiene non conforme, lo trasmette al Presidente del Tribunale per la comparizione delle parti. E' una garanzia pensata per i soggetti piu deboli del nucleo familiare.

Gli effetti dell'accordo

Una volta perfezionato e munito del nulla osta o dell'autorizzazione, l'accordo produce gli stessi effetti dei provvedimenti giudiziali di separazione o divorzio. Costituisce titolo esecutivo per il pagamento delle somme dovute e titolo per la trascrizione e per le annotazioni nei registri dello stato civile. In pratica, l'assegno eventualmente previsto puo essere preteso esattamente come se derivasse da una sentenza.

Tempi, costi e quando conviene davvero

Il vantaggio principale e la rapidita: senza udienze e con un accordo gia definito, i tempi si comprimono notevolmente rispetto al giudizio ordinario. I costi si concentrano sugli onorari dei legali, generalmente piu contenuti di una causa contenziosa. Lo strumento conviene quando l'intesa e reale e stabile; se invece su qualche punto persiste il disaccordo, e preferibile orientarsi verso le procedure giudiziali, dove un giudice puo decidere i punti controversi.

Differenze con le altre vie

Accanto alla negoziazione assistita esistono altre strade per chi e d'accordo, come la procedura davanti all'ufficiale di stato civile (utilizzabile pero solo in assenza di figli minori o non autosufficienti e di patti di trasferimento patrimoniale) e il ricorso congiunto in tribunale. La scelta dipende dalla presenza di figli, dalla complessita degli accordi patrimoniali e dalle preferenze delle parti. Un confronto preliminare con il proprio avvocato aiuta a individuare la via piu adatta al caso concreto.

Casi pratici

Caso 1: separazione senza figli

Tizio e Caia, sposati e senza figli, decidono di separarsi consensualmente. Avendo gia concordato la divisione dei beni e l'assenza di assegno, incaricano ciascuno il proprio avvocato. Sottoscrivono la convenzione, redigono l'accordo e lo trasmettono alla Procura, che rilascia il nulla osta verificata l'assenza di irregolarita. In poche settimane la separazione e perfezionata e annotata.

Caso 2: divorzio con figlio minore

Sempronia e Tizio hanno un figlio minore e vogliono divorziare di comune accordo. Predispongono con i legali un testo che disciplina affidamento, mantenimento e tempi di permanenza. Il Procuratore, riscontrando che le condizioni rispondono all'interesse del figlio, autorizza l'accordo. Solo se avesse ravvisato uno squilibrio avrebbe rimesso le parti davanti al Presidente del Tribunale.

Domande frequenti

La negoziazione assistita richiede sempre l'avvocato?

Si. La legge impone che ciascun coniuge sia assistito da almeno un proprio avvocato, a garanzia della consapevolezza e dell'equilibrio dell'accordo.

L'accordo ha lo stesso valore di una sentenza?

In linea generale si: una volta munito del nulla osta o dell'autorizzazione della Procura, produce gli stessi effetti dei provvedimenti giudiziali e costituisce titolo esecutivo.

Si puo usare anche se ci sono figli minori?

Si, ma in presenza di figli minori o non autosufficienti il Procuratore della Repubblica esercita un controllo piu rigoroso sull'interesse dei figli prima di autorizzare l'accordo.

Quanto tempo richiede rispetto a una causa?

Tipicamente molto meno: in assenza di udienze e con un accordo gia definito i tempi si riducono sensibilmente rispetto al giudizio ordinario.

Cosa succede se il PM non approva l'accordo?

Se ritiene l'accordo non rispondente all'interesse dei figli, il Procuratore lo trasmette al Presidente del Tribunale, che fissa la comparizione delle parti entro un breve termine.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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