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In sintesi
- Detrazione del 19 per cento sulle spese pagate per badanti e assistenti personali nei casi di non autosufficienza certificata dal medico.
- Massimale di spesa: 2.100 euro per contribuente, indipendentemente dal numero di persone assistite. Se piu’ familiari condividono la spesa, il limite di 2.100 euro va ripartito tra tutti.
- Limite di reddito: 40.000 euro di reddito complessivo (incluso il reddito da immobili a cedolare secca). Superata quella soglia la detrazione non spetta.
- Non autosufficienza certificata: il medico deve attestare che la persona non riesce autonomamente ad assumere alimenti, a deambulare, a provvedere all’igiene personale o necessita di sorveglianza continuativa.
- Spetta anche per i familiari non a carico: a differenza di molte altre detrazioni, questa vale anche se l’assistito non e’ fiscalmente a carico del dichiarante.
- Pagamento tracciabile obbligatorio: la spesa deve essere sostenuta con strumenti tracciabili (bonifico, carta, bancomat) per fruire della detrazione del 19 per cento.
Che cos'e' la detrazione per l'assistenza personale
Se hai pagato un badante, un assistente familiare o un’altra persona per aiutare un familiare che non riesce piu’ a cavarsela da solo nelle attivita’ quotidiane, puoi detrarre il 19 per cento di quella spesa dalla tua IRPEF. Si tratta della detrazione per gli addetti all’assistenza personale, prevista dal codice 15 del rigo E8-E10 del Modello 730/2026.
La parola chiave e’ ‘non autosufficienza’. La legge elenca concretamente cosa significa: non riuscire ad assumere autonomamente alimenti, a espletare le funzioni fisiologiche o a provvedere all’igiene personale, a deambulare, a indossare gli indumenti. Rientra nella non autosufficienza anche chi necessita di sorveglianza continuativa. Questa condizione deve risultare da una certificazione medica: senza quel documento il beneficio non spetta.
La detrazione ha due limiti precisi da tenere a mente. Il primo riguarda la spesa massima: si detrae il 19 per cento calcolato su un massimo di 2.100 euro, quindi il risparmio fiscale puo’ arrivare fino a 399 euro. Il secondo riguarda il reddito: la detrazione spetta solo se il tuo reddito complessivo non supera 40.000 euro. Oltre quella soglia, niente detrazione.
Un aspetto interessante e’ che la detrazione spetta anche per le spese sostenute nell’interesse di familiari non fiscalmente a carico. Questo la rende accessibile a situazioni reali in cui un figlio paga l’assistenza per un genitore anziano che ha un proprio reddito e quindi non e’ a suo carico.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Percentuale di detrazione | 19 per cento |
| Massimale di spesa detraibile | 2.100 euro per contribuente |
| Risparmio fiscale massimo | 399 euro (19% di 2.100) |
| Limite di reddito complessivo | 40.000 euro (inclusa cedolare secca) |
| Spese per familiari non a carico | Ammesse |
| Certificazione richiesta | Certificazione medica di non autosufficienza |
| Rigo del 730 | Da E8 a E10, codice 15 |
Esempio pratico
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Tizio ha un reddito complessivo di 32.000 euro e ha pagato nel 2025 una badante 2.800 euro per assistere sua madre anziana, non autosufficiente per certificazione del medico di base. Nel rigo E8 indica il codice 15 e la spesa massima di 2.100 euro (l’eccedenza di 700 euro non e’ detraibile). La detrazione del 19 per cento su 2.100 euro vale 399 euro di risparmio fiscale diretto sull’IRPEF. Se invece il reddito di Tizio fosse 42.000 euro, la detrazione non spetterebbe affatto.
Documenti necessari
- Certificazione medica che attesta lo stato di non autosufficienza dell’assistito
- Ricevuta firmata dall’addetto all’assistenza, con i suoi dati anagrafici e codice fiscale, quelli del pagante e, se diverso, quelli dell’assistito
- Prova del pagamento tracciabile (estratto conto, ricevuta bonifico, ricevuta POS)
- Eventuale Certificazione Unica del datore di lavoro (punto 341-352, codice onere 15) se la spesa e’ stata considerata dal sostituto d’imposta
Figlio che paga l'assistenza per il genitore non a carico
Scenario. Caio ha un reddito di 28.000 euro e ha assunto una badante per la madre. La madre percepisce una pensione di 900 euro al mese, quindi non e’ fiscalmente a carico di Caio. Nel 2025 Caio ha pagato 1.800 euro di assistenza, tutti con bonifico. La madre ha il certificato del medico che attesta la non autosufficienza.
Come si applica. La detrazione spetta anche per i familiari non fiscalmente a carico, purche’ ci sia la certificazione medica. Caio puo’ detrarre il 19 per cento di 1.800 euro, cioe’ 342 euro di risparmio IRPEF. Non supera il limite di 2.100 euro, quindi indica l’intera spesa nel rigo E8 con codice 15. Il reddito di 28.000 euro e’ sotto la soglia di 40.000, quindi non ci sono problemi.
In pratica
- Conservare la certificazione medica di non autosufficienza della madre.
- Richiedere e conservare la ricevuta firmata dalla badante con i dati anagrafici di entrambe le parti.
- Indicare nel rigo E8 il codice 15 e l’importo di 1.800 euro: la detrazione del 19% spetta per intero.
Piu' fratelli che dividono le spese per lo stesso assistito
Scenario. Sempronio e sua sorella dividono le spese per il padre non autosufficiente. In totale hanno pagato 3.500 euro di assistenza: 2.000 Sempronio e 1.500 la sorella. Entrambi hanno redditi sotto i 40.000 euro. Il limite di 2.100 euro vale per ciascun contribuente o va diviso?
Come si applica. Il limite di 2.100 euro si riferisce al singolo contribuente che sostiene la spesa, ma si ricorda che se piu’ familiari hanno sostenuto spese per assistere la stessa persona, quel limite deve essere ripartito tra loro. In pratica, il totale detraibile tra tutti i soggetti non puo’ superare 2.100 euro complessivi. Sempronio e sua sorella dovranno quindi dividersi il tetto: per esempio 1.050 euro ciascuno se si ripartiscono in parti uguali, oppure in proporzione alle spese sostenute.
In pratica
- Il limite di 2.100 euro vale per l’insieme di chi sostiene le spese per lo stesso assistito, non per ciascuno separatamente.
- Concordare con i familiari come suddividere il tetto di 2.100 euro e annotare la percentuale sui documenti di spesa.
- Ogni dichiarante indichera’ la propria quota nel rigo E8-E10 con codice 15.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
- Istruzioni Modello 730/2026 — Agenzia delle Entrate
- Art. 15 TUIR (detrazioni per oneri) su Legge in Chiaro
Domande frequenti
Qual e' il massimale di spesa detraibile per l'assistenza personale?
Il massimale e’ 2.100 euro per contribuente. Significa che la detrazione del 19 per cento si calcola al massimo su 2.100 euro di spesa, per un risparmio IRPEF massimo di 399 euro. Se piu’ familiari sostengono spese per lo stesso assistito, il limite va condiviso tra tutti.
Fino a che reddito spetta la detrazione per la badante?
La detrazione spetta solo se il reddito complessivo del contribuente non supera 40.000 euro. Nel calcolo di questo limite si considera anche il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni.
Serve la certificazione medica per la non autosufficienza?
Si, e’ obbligatoria. Lo stato di non autosufficienza deve risultare da certificazione medica. Senza quel documento la detrazione non puo’ essere applicata, anche se la spesa e’ stata effettivamente sostenuta.
Spetta la detrazione se la persona assistita non e' mio familiare a carico?
Si. La detrazione spetta anche per le spese sostenute nell’interesse di familiari non fiscalmente a carico (ad esempio un genitore anziano con una propria pensione). E’ una delle poche detrazioni che si estende ai familiari non a carico.
La spesa deve essere pagata in modo tracciabile?
Si. Dal 2020 la detrazione del 19 per cento sugli oneri indicati in questa sezione spetta solo se il pagamento avviene con strumenti tracciabili: bonifico, carta di credito o debito, bancomat. Il pagamento in contanti non da’ diritto alla detrazione.
Che documenti bisogna conservare?
La ricevuta firmata dalla badante o dall’assistente, contenente i dati anagrafici e il codice fiscale di chi paga e di chi presta il servizio e, se diversa, della persona assistita. Piu’ la prova del pagamento tracciabile e la certificazione medica di non autosufficienza.
Domande frequenti