Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- La riforma 2018 ha cambiato quasi tutto: dal periodo d’imposta 2018 gli utili da partecipazioni (qualificate e non qualificate) in società italiane sono in linea di principio soggetti a ritenuta a titolo d’imposta del 26 per cento dalla società emittente e non vanno più nel 730.
- Il Quadro D serve ancora per utili di fonte estera su cui non è stata applicata la ritenuta italiana, per utili prodotti fino al 2017 che rientrano nel regime transitorio, e per utili provenienti da Paesi a fiscalità privilegiata.
- Percentuali di imponibilità per gli utili ‘storici’: il 40 per cento per utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2007; il 49,72 per cento per utili prodotti dall’esercizio successivo al 31 dicembre 2007 fino al 31 dicembre 2016; il 58,14 per cento per utili prodotti dal 2017 al 31 dicembre 2017.
- Utili da Paesi a fiscalità privilegiata: concorrono al reddito complessivo per il 100 per cento (rigo D1 con codice 2 o 3), tranne le partecipazioni non qualificate quotate sui mercati regolamentati.
- Associazione in partecipazione: se il tuo apporto non è solo lavoro, gli utili derivanti da contratti di associazione in partecipazione vanno nel rigo D1. Se l’apporto è esclusivamente lavoro, vanno invece nel rigo D3.
- Fondi immobiliari per trasparenza: chi possiede quote superiori al 5 per cento del patrimonio di un fondo immobiliare e riceve redditi imputati per trasparenza li dichiara nel rigo D2 con il codice 8.
Come funziona la tassazione degli utili societari nella dichiarazione
Se sei socio di una S.r.l. o di una S.p.A. e hai ricevuto dividendi nel 2025, probabilmente non devi fare nulla nel 730: la società ha già applicato la ritenuta a titolo d’imposta del 26 per cento prima di pagarteli. Le somme che hai incassato erano già al netto dell’imposta e la questione fiscale è chiusa lì.
Ci sono però casi in cui questo meccanismo automatico non funziona: utili di fonte estera incassati direttamente senza che un intermediario italiano abbia applicato la ritenuta, oppure utili che si riferiscono ad anni lontani (fino al 2017 incluso) e che ricadono ancora nel vecchio regime di ‘concorso parziale al reddito’. In questi casi entra in gioco il Quadro D, in particolare i righi D1 e D2.
Il Quadro D raccoglie anche altri tipi di redditi da capitale (interessi non soggetti a ritenuta, proventi da gestioni collettive) e redditi da lavoro autonomo occasionale. Qui ci concentriamo sulla parte relativa alla partecipazione in società e agli utili, perché è quella che crea più dubbi a chi fa la dichiarazione da solo.
| Periodo di produzione degli utili | Quota imponibile nel reddito complessivo | Codice da usare |
|---|---|---|
| Fino all'esercizio in corso al 31/12/2007 | 40% | 1 (regime non privilegiato) |
| Esercizio successivo al 31/12/2007 fino al 31/12/2016 | 49,72% | 5 (regime non privilegiato) |
| Esercizio successivo al 31/12/2016 fino al 31/12/2017 | 58,14% | 9 (regime non privilegiato) |
| Dal 2018 in poi (non qualificate e qualificate) | Ritenuta a titolo d'imposta 26% — NON va nel 730 | — |
| Paesi a fiscalità privilegiata (qualificate e non quotate) | 100% | 2 o 3 |
Esempio pratico
-
Tizio possiede una quota del 15 per cento in una S.r.l. italiana. Nel 2025 la società distribuisce utili riferibili all’esercizio 2016: Tizio incassa 10.000 euro. Poiché si tratta di utili formatisi fino al 31 dicembre 2016, la distribuzione rientra nel regime transitorio: Tizio deve indicare nel rigo D1 del quadro D, con il codice 5, l’importo pari al 49,72 per cento di 10.000 euro = 4.972 euro. Quella cifra si somma al suo reddito complessivo e viene tassata con le aliquote IRPEF ordinarie. Qualunque ritenuta d’acconto eventualmente applicata va indicata nella colonna 4 (ritenute) dello stesso rigo.
Documenti necessari
- Certificazione degli utili (CUPE) rilasciata dalla società emittente italiana o dallo intermediario
- Documentazione estera equivalente (estratto conto del broker, comunicazione della società estera) per gli utili di fonte estera
- Contratto di associazione in partecipazione (per verificare la natura dell’apporto: solo lavoro o misto/capitale)
- Eventuale parere favorevole dell’Agenzia delle Entrate a seguito di interpello (per utili da Paesi a fiscalità privilegiata)
- Comunicazione del fondo immobiliare con i redditi imputati per trasparenza (per chi possiede quote superiori al 5 per cento)
Dividendi esteri senza ritenuta: Caio con conto titoli all'estero
Scenario. Caio detiene azioni di una società francese tramite un conto titoli aperto direttamente con un broker estero. Nel 2025 incassa 2.000 euro di dividendi. Il broker estero non ha applicato alcuna ritenuta italiana.
Come si applica. Poiché nessun intermediario residente ha applicato la ritenuta italiana, Caio deve dichiarare questi dividendi nel rigo D1 del Quadro D. Se si tratta di utili prodotti dalla società estera dall’esercizio 2018 in poi e la Francia non è un Paese a fiscalità privilegiata, l’importo va dichiarato integralmente (100 per cento), con il codice appropriato per gli utili di fonte estera non privilegiata. Attenzione: deve anche compilare il Quadro W (monitoraggio fiscale) per comunicare la detenzione di attività finanziarie estere.
In pratica
- Se hai un conto titoli all’estero con dividendi non tassati da un intermediario italiano, devi compilare il Quadro D.
- Controlla anche se devi compilare il Quadro W per il monitoraggio fiscale delle attività estere.
- Conserva la documentazione estera che attesta i dividendi percepiti e l’eventuale imposta estera pagata.
Associazione in partecipazione con apporto misto: Sempronio
Scenario. Sempronio ha stipulato un contratto di associazione in partecipazione con un’azienda commerciale. Il suo apporto consiste sia nel lavoro sia in un investimento di capitale. Nel 2025 riceve 5.500 euro di utili derivanti da questo contratto.
Come si applica. Poiché l’apporto di Sempronio non è costituito esclusivamente da lavoro (ma include anche capitale), i proventi vanno nel rigo D1 — redditi di capitale — e non nel rigo D3. Il tipo da indicare dipende da quando è sorto il contratto e dal regime fiscale della controparte. Se si trattasse invece di apporto solo lavorativo (causale ‘C’ nella CU), andrebbero nel rigo D3 con il codice 3.
In pratica
- Se il tuo apporto è solo lavoro, i proventi da associazione in partecipazione vanno nel rigo D3 (redditi assimilati al lavoro autonomo).
- Se l’apporto è capitale o misto lavoro-capitale, vanno nel rigo D1 (redditi di capitale).
- La causale indicata nella Certificazione Unica (punto 1) ti dice subito dove inserirli.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Se ho ricevuto dividendi dalla mia S.r.l. nel 2025, devo dichiararli nel 730?
Dipende dall’anno di formazione degli utili. Se la S.r.l. ha distribuito utili formatisi dall’esercizio 2018 in poi, la società ha già applicato la ritenuta a titolo d’imposta del 26 per cento: quei dividendi non vanno nel 730. Se invece ha distribuito utili di anni precedenti che rientrano nel regime transitorio (fino al 2017), potresti doverli dichiarare nel rigo D1. Controlla la comunicazione CUPE che la società ti ha consegnato.
Cos'è il 'regime transitorio' per i vecchi dividendi?
Con la riforma del 2018 le partecipazioni qualificate e non qualificate sono state equiparate: entrambe soggette alla ritenuta del 26 per cento. Ma per gli utili prodotti fino al 31 dicembre 2017 e distribuiti dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2022 continua ad applicarsi la vecchia disciplina (concorso parziale al reddito al 40%, 49,72% o 58,14%). Dopo il 31 dicembre 2022 la vecchia disciplina non si applica più.
Come faccio a sapere in che anno sono stati prodotti gli utili distribuiti dalla società?
La CUPE (certificazione degli utili) che la società è obbligata a rilasciarti riporta questa informazione. Se non l’hai ricevuta, chiedi alla società o al commercialista della società.
I redditi da partecipazione in una società di persone (S.n.c., S.a.s.) si dichiarano nel Quadro D?
No. I soci di società di persone sono tassati per ‘trasparenza’: la quota di reddito (o perdita) dell’impresa si imputa direttamente a ciascun socio in proporzione alla partecipazione, indipendentemente dalla distribuzione. Questi redditi d’impresa vengono dichiarati nel Quadro H del modello 730, non nel Quadro D. Il Quadro D riguarda i redditi di capitale, non quelli d’impresa in trasparenza.
Le perdite da partecipazione in una S.n.c. posso portarle in deduzione nel 730?
Le perdite della società di persone imputate al socio riducono il suo reddito complessivo entro certi limiti. Tuttavia il 730 non permette sempre di gestire situazioni complesse legate alle perdite d’impresa: in caso di perdite significative potrebbe essere necessario usare il Modello Redditi PF invece del 730.
Se partecipo a un fondo immobiliare, cosa dichiaro?
Chi detiene quote superiori al 5 per cento del patrimonio di un fondo immobiliare non conforme alla direttiva AIFM, e riceve redditi imputati per trasparenza, li dichiara nel rigo D2 del Quadro D con il codice 8. Chi detiene quote inferiori al 5 per cento in genere non ha obblighi dichiarativi specifici, perché il fondo applica la ritenuta direttamente.
Domande frequenti
Se ho ricevuto dividendi dalla mia S.r.l. nel 2025, devo dichiararli nel 730?
Dipende dall'anno di formazione degli utili. Se la S.r.l. ha distribuito utili formatisi dall'esercizio 2018 in poi, la società ha già applicato la ritenuta a titolo d'imposta del 26 per cento: quei dividendi non vanno nel 730. Se invece ha distribuito utili di anni precedenti che rientrano nel regime transitorio (fino al 2017), potresti doverli dichiarare nel rigo D1. Controlla la comunicazione CUPE che la società ti ha consegnato.
Cos'è il 'regime transitorio' per i vecchi dividendi?
Con la riforma del 2018 le partecipazioni qualificate e non qualificate sono state equiparate: entrambe soggette alla ritenuta del 26 per cento. Ma per gli utili prodotti fino al 31 dicembre 2017 e distribuiti dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2022 continua ad applicarsi la vecchia disciplina (concorso parziale al reddito al 40%, 49,72% o 58,14%). Dopo il 31 dicembre 2022 la vecchia disciplina non si applica più.
Come faccio a sapere in che anno sono stati prodotti gli utili distribuiti dalla società?
La CUPE (certificazione degli utili) che la società è obbligata a rilasciarti riporta questa informazione. Se non l'hai ricevuta, chiedi alla società o al commercialista della società.
I redditi da partecipazione in una società di persone (S.n.c., S.a.s.) si dichiarano nel Quadro D?
No. I soci di società di persone sono tassati per 'trasparenza': la quota di reddito (o perdita) dell'impresa si imputa direttamente a ciascun socio in proporzione alla partecipazione, indipendentemente dalla distribuzione. Questi redditi d'impresa vengono dichiarati nel Quadro H del modello 730, non nel Quadro D. Il Quadro D riguarda i redditi di capitale, non quelli d'impresa in trasparenza.
Le perdite da partecipazione in una S.n.c. posso portarle in deduzione nel 730?
Le perdite della società di persone imputate al socio riducono il suo reddito complessivo entro certi limiti. Tuttavia il 730 non permette sempre di gestire situazioni complesse legate alle perdite d'impresa: in caso di perdite significative potrebbe essere necessario usare il Modello Redditi PF invece del 730.
Se partecipo a un fondo immobiliare, cosa dichiaro?
Chi detiene quote superiori al 5 per cento del patrimonio di un fondo immobiliare non conforme alla direttiva AIFM, e riceve redditi imputati per trasparenza, li dichiara nel rigo D2 del Quadro D con il codice 8. Chi detiene quote inferiori al 5 per cento in genere non ha obblighi dichiarativi specifici, perché il fondo applica la ritenuta direttamente.
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