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In sintesi
- Cos’è: un credito che rimborsa parzialmente le spese sostenute per la mediazione civile e commerciale obbligatoria o demandata dal giudice.
- Due componenti: copre sia l’indennità pagata all’organismo di mediazione sia il compenso pagato al tuo avvocato per assistenza nella procedura.
- Limite per procedura: il credito complessivo non può superare 600 euro per singola procedura.
- Limite annuale: non puoi usare più di 2.400 euro di credito in totale nell’anno, anche se hai fatto più mediazioni.
- Se fallisce la mediazione: il credito si riduce della metà.
- Come si ottiene: devi presentare domanda tramite la piattaforma del Ministero della Giustizia (www.giustizia.it) entro il 31 marzo dell’anno successivo alla conclusione della procedura.
Come funziona il credito d'imposta per la mediazione
La mediazione è una procedura alternativa al processo: invece di andare in tribunale, le parti cercano un accordo con l’aiuto di un mediatore professionista. In alcuni casi è obbligatoria prima di poter fare causa (ad esempio per condominio, successioni, affitti). Il Fisco incentiva questo strumento riconoscendo un credito d’imposta a chi partecipa e raggiunge un accordo.
Il credito si compone di due parti. La prima copre l’indennità pagata all’organismo di mediazione — cioè il compenso che versi alla struttura che gestisce la procedura. La seconda, disponibile quando la mediazione è obbligatoria o demandata dal giudice, copre il compenso pagato al tuo avvocato per assisterti durante la procedura, nei limiti dei parametri forensi previsti dalla legge.
C’è un doppio tetto: non più di 600 euro per singola procedura e non più di 2.400 euro in totale per anno. Se la mediazione fallisce (le parti non trovano un accordo), il credito non scompare ma si dimezza.
Oltre alla mediazione, esistono due crediti simili: uno per la negoziazione assistita e l’arbitrato (fino a 250 euro) e uno per il rimborso del contributo unificato (fino a 518 euro) quando la mediazione demandata dal giudice si chiude con un accordo. Tutti e tre si indicano nel rigo G15 del Quadro G con i rispettivi codici (16, 17, 18).
| Tipo | Codice G15 | Limite massimo | Condizione |
|---|---|---|---|
| Mediazione civile e commerciale | 16 | 600 euro per procedura / 2.400 euro annui | Accordo raggiunto (dimezzato se fallisce) |
| Negoziazione assistita e arbitrato | 17 | 250 euro | Successo della negoziazione o lodo arbitrale |
| Contributo unificato | 18 | 518 euro | Accordo in mediazione demandata dal giudice |
Esempio pratico
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Tizio partecipa nel 2025 a una mediazione obbligatoria per una lite condominiale. Paga 400 euro all’organismo di mediazione e 300 euro al suo avvocato per l’assistenza. Le parti raggiungono un accordo. Il credito teorico sarebbe 700 euro, ma il limite per procedura è 600 euro: Tizio può quindi usare 600 euro. Presenta domanda sul sito www.giustizia.it entro il 31 marzo 2026, riceve la comunicazione del Ministero con l’importo riconosciuto (entro il 30 aprile 2026) e indica quell’importo nel rigo G15 del 730/2026. Il credito riduce l’IRPEF dovuta e può anche essere usato in compensazione con F24.
Documenti necessari
- Comunicazione del Ministero della Giustizia con l’importo del credito spettante (ricevuta entro il 30 aprile 2026)
- Ricevuta del pagamento all’organismo di mediazione
- Fattura o parcella dell’avvocato per l’assistenza nella procedura di mediazione
- Verbale di accordo o di mancato accordo della mediazione
- Ricevuta della domanda presentata sulla piattaforma www.giustizia.it
Caso 1 — Mediazione conclusa con accordo
Scenario. Caio ha una lite con il suo ex socio per la divisione di un bene. Nel 2025 partecipano a una mediazione demandata dal giudice. Caio paga 350 euro all’organismo e 200 euro al suo avvocato. Le parti trovano un accordo.
Come si applica. Caio può usare il credito per entrambe le voci (indennità + avvocato) perché la mediazione è demandata dal giudice. Totale spese: 550 euro, sotto il tetto di 600 euro per procedura. Caio presenta domanda su www.giustizia.it entro il 31 marzo 2026. Il Ministero comunica l’importo entro il 30 aprile 2026. Caio indica quell’importo nel rigo G15 colonna 2 del 730/2026 con il codice 16. Essendo sotto i 2.400 euro annui, usa tutto il credito.
In pratica
- La domanda va presentata tramite la piattaforma del Ministero della Giustizia, non direttamente in dichiarazione.
- Inserisci nel 730 solo l’importo che il Ministero ti ha comunicato, non quello che hai speso.
Caso 2 — Mediazione fallita
Scenario. Sempronio partecipa nel 2025 a una mediazione obbligatoria per una controversia su un contratto. Paga 500 euro all’organismo. Le parti non raggiungono l’accordo e la mediazione si chiude senza esito positivo.
Come si applica. Anche in caso di fallimento Sempronio ha diritto al credito, ma ridotto della metà: 500 euro / 2 = 250 euro. Presenta comunque domanda su www.giustizia.it entro il 31 marzo 2026. Il Ministero comunica il credito spettante (250 euro) entro il 30 aprile 2026. Sempronio lo indica nel rigo G15 del 730/2026 con codice 16. Il credito non dà luogo a rimborso, ma si può usare in compensazione con F24.
In pratica
- Il credito si dimezza se la mediazione non si conclude con un accordo, ma non scompare del tutto.
- Presenta comunque la domanda entro il 31 marzo dell’anno successivo, anche se la procedura è fallita.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Entro quando devo presentare la domanda per ottenere il credito?
Entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è conclusa la procedura di mediazione, tramite la piattaforma accessibile dal sito www.giustizia.it. La domanda tardiva è inammissibile.
Quando ricevo la comunicazione del Ministero con l'importo del credito?
Il Ministero comunica l’importo entro il 30 aprile dell’anno in cui hai presentato la domanda. Nel 730/2026 puoi indicare solo il credito ricevuto entro il 30 aprile 2026.
Il credito per mediazione è rimborsabile?
No. Non dà luogo a rimborso in denaro. Puoi usarlo per ridurre l’IRPEF in dichiarazione oppure in compensazione con il modello F24, a partire dalla data in cui ricevi la comunicazione del Ministero.
Posso usare il credito anche se la mediazione non era obbligatoria?
Il credito per le spese dell’avvocato spetta solo quando la mediazione è obbligatoria (prevista dalla legge come condizione di procedibilità) o demandata dal giudice. Il credito per l’indennità all’organismo spetta in entrambi i casi, se si raggiunge l’accordo.
Ho fatto tre mediazioni nel 2025: posso sommare tutti i crediti?
Puoi cumulare i crediti fino a un massimo di 2.400 euro annui in totale, con un limite di 600 euro per singola procedura. Compila un modulo aggiuntivo del rigo G15 per ogni procedura.
La negoziazione assistita e la mediazione hanno lo stesso credito?
No. La negoziazione assistita e l’arbitrato (codice 17 in G15) hanno un limite massimo di 250 euro. La mediazione (codice 16) arriva fino a 600 euro per procedura.
Domande frequenti