← Torna a Casi pratici applicati
Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Cosa sono i premi di risultato e come vengono tassati

I premi di risultato sono somme aggiuntive allo stipendio erogate dalle aziende ai lavoratori dipendenti del settore privato in base al raggiungimento di obiettivi misurabili (produttività, qualità, redditività). Devono derivare da contratti collettivi aziendali o territoriali depositati telematicamente presso la competente Direzione territoriale del lavoro entro 30 giorni dalla stipula — senza questo deposito, l’agevolazione non si applica.

Per il 2025, questi premi godono di una tassazione agevolata: invece di essere sommati al reddito ordinario e tassati con le aliquote IRPEF progressive (che possono arrivare al 23%, 35% o 43%), sono soggetti a una imposta sostitutiva del 5%. In concreto, su 1.000 euro di premio agevolato paghi 50 euro di imposta invece dei 230 che pagheresti con l’aliquota più bassa (23%).

Il limite entro cui si applica questa tassazione agevolata varia: il tetto standard è 3.000 euro lordi di premio, ma può salire a 4.000 o 5.000 euro a seconda di specifiche condizioni legate all’organizzazione del lavoro in azienda. È importante sapere che solo i lavoratori che nel 2024 hanno percepito redditi da lavoro dipendente non superiori a 80.000 euro possono accedere al regime agevolato.

Premi di risultato 2025: limiti e condizioni
Limite agevolato Condizione richiesta Tassazione
3.000 euro lordi Contratto collettivo aziendale o territoriale standard (codice 1 in CU punto 571) 5% imposta sostitutiva
4.000 euro lordi Azienda con coinvolgimento paritetico lavoratori, contratti stipulati fino al 24/04/2017 ancora vigenti (codice 2) 5% imposta sostitutiva
5.000 euro lordi Distribuzione utili d'impresa ≥ 10% degli utili complessivi (codice 3) 5% imposta sostitutiva
Eccedenza oltre il limite Qualsiasi condizione Tassazione IRPEF ordinaria
Reddito lavoro dipendente 2024 Soglia di accesso all'agevolazione ≤ 80.000 euro

Esempio pratico

  • Tizio lavora in un’azienda che ha stipulato un contratto aziendale standard (codice 1). Nel 2025 riceve un premio di risultato di 3.500 euro lordi. I primi 3.000 euro sono tassati al 5%: Tizio paga 150 euro di imposta sostitutiva. I restanti 500 euro sono invece tassati con le aliquote IRPEF ordinarie. Nel 2024 Tizio aveva percepito redditi da lavoro dipendente di 30.000 euro (ben sotto la soglia di 80.000 euro), quindi ha accesso all’agevolazione.

Documenti necessari

  • Certificazione Unica 2026 (punti 571-602: tipologia limite, somme agevolate, imposta sostitutiva trattenuta)
  • Contratto collettivo aziendale o territoriale con ricevuta di deposito telematico
  • Modello 730/2026 — rigo C4
  • Certificazione Unica 2025 (per verificare il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente, eventuale busta paga dicembre 2024)

Lavoratore che conferma la tassazione sostitutiva applicata dal datore

Scenario. Caio ha ricevuto un premio di risultato di 2.500 euro lordi nel 2025. Il datore di lavoro ha già applicato l’imposta sostitutiva del 5% (125 euro trattenuti). Nel 2024 Caio aveva redditi da lavoro dipendente di 28.000 euro. Il contratto aziendale è standard (codice 1, limite 3.000 euro).

Come si applica. Caio soddisfa tutti i requisiti: il premio è sotto il limite di 3.000 euro e il reddito 2024 è sotto 80.000 euro. L’imposta sostitutiva del 5% è stata correttamente applicata. Nel rigo C4 del 730, Caio indica i dati della Certificazione Unica e barra la colonna 8 (conferma tassazione sostitutiva). Nessun conguaglio ulteriore: l’imposta è già stata trattenuta in busta paga.

In pratica

  • Rigo C4, colonna 1: codice 1 (limite 3.000 euro); colonna 3: 2.500 euro; colonna 4: 125 euro (ritenuta 5%).
  • Colonna 8 barrata: conferma la tassazione sostitutiva operata dal datore.

Lavoratore che sceglie la tassazione ordinaria perché più conveniente

Scenario. Sempronio ha ricevuto un premio di 1.800 euro assoggettato a imposta sostitutiva dal datore (90 euro trattenuti). Ma ha capito che con la sua situazione reddituale — detrazioni e oneri deducibili — la tassazione ordinaria gli converrebbe di più perché l’IRPEF netta risulterebbe inferiore.

Come si applica. Sempronio può optare nel 730 per la tassazione ordinaria del premio: il soggetto che presta l’assistenza fiscale includerà i 1.800 euro nel reddito complessivo e calcolerà l’IRPEF ordinaria, usando i 90 euro di imposta sostitutiva già trattenuta come acconto IRPEF. Se l’IRPEF ordinaria risulta inferiore ai 90 euro, Sempronio riceverà un rimborso. Deve barrare la colonna 7 (scelta tassazione ordinaria) nel rigo C4.

In pratica

  • La scelta tra tassazione ordinaria e sostitutiva va valutata caso per caso in base al proprio profilo reddituale.
  • Colonna 7 (tassazione ordinaria) e colonna 8 (sostitutiva) sono alternative: è obbligatorio barrarne una.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

Tutti i lavoratori dipendenti possono avere la tassazione al 5% sul premio?

No. Possono accedervi solo i lavoratori del settore privato con contratto a tempo determinato o indeterminato, il cui premio deriva da un contratto collettivo aziendale o territoriale depositato telematicamente. Inoltre, il reddito da lavoro dipendente del 2024 non deve superare 80.000 euro.

Quanto posso ricevere di premio con la tassazione agevolata?

Il limite standard è 3.000 euro lordi. Sale a 4.000 euro se l’azienda ha contratti con coinvolgimento paritetico stipulati fino al 24 aprile 2017 ancora vigenti. Sale a 5.000 euro se l’azienda distribuisce almeno il 10% degli utili complessivi ai dipendenti.

Se ricevo premi da più datori di lavoro, come funziona il limite?

Il limite (3.000, 4.000 o 5.000 euro) si applica in modo complessivo. Se i premi da più datori superano il limite, devi compilare più moduli del rigo C4 e assoggettare a tassazione ordinaria l’eccedenza. Chi presta l’assistenza fiscale effettua il conguaglio.

Posso scegliere la tassazione ordinaria invece del 5%?

Sì. Se ritieni che la tassazione IRPEF ordinaria sia più favorevole (per esempio perché hai molte detrazioni), puoi barrare la colonna 7 del rigo C4. Condizione necessaria: aver percepito nel 2024 redditi da lavoro dipendente non superiori a 80.000 euro.

I benefit aziendali (buoni pasto, welfare) rientrano nel limite dei premi?

I benefit (colonna 5 del rigo C4) non sono assoggettati a imposizione entro il limite del premio agevolabile. Quelli scelti dal lavoratore sotto forma di auto aziendale, prestiti o alloggi sono invece soggetti a tassazione ordinaria e non possono essere assoggettati all’imposta sostitutiva.

Cosa succede se nel 2024 ho guadagnato più di 80.000 euro?

Non puoi accedere all’agevolazione. Se il datore ha applicato per errore l’imposta sostitutiva, devi barrare la colonna 9 del rigo C4 (assenza requisiti) e il premio verrà tassato in modo ordinario nel 730, con il recupero della differenza d’imposta.

Domande frequenti

Tutti i lavoratori dipendenti possono avere la tassazione al 5% sul premio?

No. Possono accedervi solo i lavoratori del settore privato con contratto a tempo determinato o indeterminato, il cui premio deriva da un contratto collettivo aziendale o territoriale depositato telematicamente. Inoltre, il reddito da lavoro dipendente del 2024 non deve superare 80.000 euro.

Quanto posso ricevere di premio con la tassazione agevolata?

Il limite standard è 3.000 euro lordi. Sale a 4.000 euro se l'azienda ha contratti con coinvolgimento paritetico stipulati fino al 24 aprile 2017 ancora vigenti. Sale a 5.000 euro se l'azienda distribuisce almeno il 10% degli utili complessivi ai dipendenti.

Se ricevo premi da più datori di lavoro, come funziona il limite?

Il limite (3.000, 4.000 o 5.000 euro) si applica in modo complessivo. Se i premi da più datori superano il limite, devi compilare più moduli del rigo C4 e assoggettare a tassazione ordinaria l'eccedenza. Chi presta l'assistenza fiscale effettua il conguaglio.

Posso scegliere la tassazione ordinaria invece del 5%?

Sì. Se ritieni che la tassazione IRPEF ordinaria sia più favorevole (per esempio perché hai molte detrazioni), puoi barrare la colonna 7 del rigo C4. Condizione necessaria: aver percepito nel 2024 redditi da lavoro dipendente non superiori a 80.000 euro.

I benefit aziendali (buoni pasto, welfare) rientrano nel limite dei premi?

I benefit (colonna 5 del rigo C4) non sono assoggettati a imposizione entro il limite del premio agevolabile. Quelli scelti dal lavoratore sotto forma di auto aziendale, prestiti o alloggi sono invece soggetti a tassazione ordinaria e non possono essere assoggettati all'imposta sostitutiva.

Cosa succede se nel 2024 ho guadagnato più di 80.000 euro?

Non puoi accedere all'agevolazione. Se il datore ha applicato per errore l'imposta sostitutiva, devi barrare la colonna 9 del rigo C4 (assenza requisiti) e il premio verrà tassato in modo ordinario nel 730, con il recupero della differenza d'imposta.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.