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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Come funziona la cedolare secca al 10%

La cedolare secca è un’imposta sostitutiva che, se scegli di applicarla, prende il posto dell’IRPEF (e delle addizionali regionale e comunale) e anche delle imposte di registro e di bollo sul contratto di locazione. In pratica paghi un’unica percentuale sul canone, senza calcoli aggiuntivi.

Per i contratti a canone libero l’aliquota è del 21%. Ma se il tuo contratto è a canone concordato, cioè stipulato secondo gli accordi locali tra le associazioni dei proprietari e degli inquilini, puoi accedere all’aliquota agevolata del 10%. Questo vale dal 2014 e si applica al periodo d’imposta 2025.

Il risparmio è concreto: su un canone annuo di 8.000 euro, con cedolare al 21% pagheresti 1.680 euro; con quella al 10% ne pagheresti 800. Quasi la metà. Ma il requisito geografico e quello contrattuale devono essere entrambi rispettati, altrimenti si applica l’aliquota ordinaria.

Aliquote cedolare secca a confronto
Tipo di contratto Aliquota cedolare
Canone libero (contratto ordinario) 21%
Locazione breve (fino a 30 gg) — primo immobile scelto 21%
Locazione breve (fino a 30 gg) — altri immobili 26%
Canone concordato in comuni ad alta tensione abitativa 10%
Canone concordato in comuni colpiti da calamità o sisma 2016 (zona rossa) 10%

Esempio pratico

  • Tizio possiede un appartamento a Milano che affitta con contratto a canone concordato (codice 8 nel quadro B). Il canone annuo è 7.200 euro. Con la cedolare secca al 10% l’imposta sostitutiva è 720 euro. Se invece avesse scelto la tassazione ordinaria IRPEF, il reddito avrebbe concorso al suo reddito complessivo già pari a 28.000 euro, subendo l’aliquota marginale del 35%, e avrebbe dovuto applicare lo sconto del 30% sull’imponibile: base imponibile 7.200 × 70% = 5.040 euro, imposta circa 1.764 euro. La cedolare concordata gli fa risparmiare oltre 1.000 euro.

Documenti necessari

  • Contratto di locazione registrato con indicazione dell’accordo territoriale di riferimento
  • Attestazione delle organizzazioni firmatarie dell’accordo (per contratti ‘non assistiti’)
  • Raccomandata al conduttore con rinuncia all’aggiornamento del canone
  • Ricevuta di registrazione del contratto o codice identificativo RLI
  • Quadro B del modello 730/2026 (colonna 2 codice 8, colonna 11 codice cedolare)

Locatore a Roma con contratto concordato regolare

Scenario. Caio affitta un bilocale a Roma con contratto 3+2 a canone concordato, assistito dall’associazione dei proprietari. Il canone è 9.600 euro annui.

Come si applica. Il contratto rientra nei comuni previsti (Roma è nell’elenco). Essendo ‘assistito’, Caio non ha bisogno di un’attestazione aggiuntiva. Nel quadro B indica codice 8 in colonna ‘Utilizzo’ e il codice cedolare in colonna 11. L’imposta sostitutiva sarà 9.600 × 10% = 960 euro. Il canone non si somma al suo reddito IRPEF, ma viene comunque conteggiato per calcolare le detrazioni per familiari a carico e il valore ISEE.

In pratica

  • Codice utilizzo 8 nel quadro B, colonna 11 compilata con il codice cedolare
  • Imposta: 9.600 × 10% = 960 euro — nessun calcolo IRPEF sul canone

Contratto concordato 'non assistito' in comune capoluogo

Scenario. Sempronio affitta un appartamento a Bergamo (comune capoluogo) con contratto concordato, ma non si è avvalso dell’assistenza delle organizzazioni firmatarie. Vuole applicare la cedolare al 10%.

Come si applica. Bergamo è comune capoluogo di provincia, quindi rientra nell’agevolazione. Tuttavia, trattandosi di contratto ‘non assistito’, Sempronio deve procurarsi l’attestazione rilasciata dalle organizzazioni firmatarie dell’accordo territoriale di Bergamo, che certifica la conformità del contratto all’accordo locale. Solo con quell’attestazione può applicare il 10%. Senza di essa, l’aliquota rimane al 21%.

In pratica

  • Richiedere l’attestazione di conformità alle organizzazioni firmatarie dell’accordo territoriale
  • Conservare l’attestazione tra i documenti giustificativi in caso di controllo

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

Posso applicare la cedolare al 10% se abito in un piccolo comune non capoluogo?

Solo se il tuo comune è stato individuato dal CIPE come ad alta tensione abitativa oppure è stato colpito da eventi calamitosi nei cinque anni precedenti il 28 maggio 2014, o è interessato dal sisma 2016 con zona rossa. In caso contrario, l’aliquota agevolata non spetta.

La cedolare secca al 10% vale anche per i contratti transitori?

Sì. L’aliquota ridotta si applica anche ai contratti transitori da 1 a 18 mesi, purché siano a canone concordato e l’immobile sia ubicato nei comuni ammessi. Nel quadro B va indicato il codice 8 in colonna utilizzo.

Se scelgo la cedolare secca, devo comunque pagare l'imposta di registro?

No. La cedolare secca sostituisce anche le imposte di registro e di bollo sul contratto di locazione. È uno dei vantaggi principali di questo regime.

Il canone concordato assoggettato a cedolare riduce il mio ISEE?

No. Il reddito fondiario tassato a cedolare viene comunque sommato al reddito complessivo per determinare l’ISEE, le detrazioni per familiari a carico e le detrazioni per canoni di locazione.

Posso revocare la cedolare secca e tornare alla tassazione ordinaria?

Sì. L’opzione vale per l’intera durata del contratto, ma è revocabile. Se revochi, nella dichiarazione successiva dovrai comunicare il ritorno alla tassazione IRPEF ordinaria.

Devo comunicare qualcosa al conduttore prima di optare per la cedolare?

Sì. Prima di esercitare l’opzione devi comunicare al conduttore, tramite raccomandata, la scelta del regime alternativo e la conseguente rinuncia a richiedere l’aggiornamento del canone per tutta la durata dell’opzione.

Domande frequenti

Posso applicare la cedolare al 10% se abito in un piccolo comune non capoluogo?

Solo se il tuo comune è stato individuato dal CIPE come ad alta tensione abitativa oppure è stato colpito da eventi calamitosi nei cinque anni precedenti il 28 maggio 2014, o è interessato dal sisma 2016 con zona rossa. In caso contrario, l'aliquota agevolata non spetta.

La cedolare secca al 10% vale anche per i contratti transitori?

Sì. L'aliquota ridotta si applica anche ai contratti transitori da 1 a 18 mesi, purché siano a canone concordato e l'immobile sia ubicato nei comuni ammessi. Nel quadro B va indicato il codice 8 in colonna utilizzo.

Se scelgo la cedolare secca, devo comunque pagare l'imposta di registro?

No. La cedolare secca sostituisce anche le imposte di registro e di bollo sul contratto di locazione. È uno dei vantaggi principali di questo regime.

Il canone concordato assoggettato a cedolare riduce il mio ISEE?

No. Il reddito fondiario tassato a cedolare viene comunque sommato al reddito complessivo per determinare l'ISEE, le detrazioni per familiari a carico e le detrazioni per canoni di locazione.

Posso revocare la cedolare secca e tornare alla tassazione ordinaria?

Sì. L'opzione vale per l'intera durata del contratto, ma è revocabile. Se revochi, nella dichiarazione successiva dovrai comunicare il ritorno alla tassazione IRPEF ordinaria.

Devo comunicare qualcosa al conduttore prima di optare per la cedolare?

Sì. Prima di esercitare l'opzione devi comunicare al conduttore, tramite raccomandata, la scelta del regime alternativo e la conseguente rinuncia a richiedere l'aggiornamento del canone per tutta la durata dell'opzione.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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