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Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

Il comma 210 della Legge di Bilancio 2026 introduce un esonero contributivo a favore dei datori di lavoro privati che assumono dal 1° gennaio 2026 donne madri di almeno tre figli minorenni prive di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

Approfondimento normativo completo: Comma 210 LB26: esonero contributivo per assunzione di madri con.

Quando il contratto a termine genera l'esonero contributivo

La Legge di Bilancio 2026, con il comma 210, introduce un nuovo strumento di incentivazione all’occupazione femminile. L’agevolazione si rivolge ai datori di lavoro privati che assumono donne con almeno tre figli minorenni dopo un periodo di inattivita’ di almeno sei mesi. La misura si inserisce in un filone consolidato — L. 92/2012, L. 205/2017, L. 178/2020, L. 213/2023 — con una specificita’: il focus sulla famiglia numerosa, ossia la madre con tre o piu’ figli tutti under 18.

La domanda piu’ frequente che si pone a chi gestisce le assunzioni riguarda la tipologia contrattuale: l’esonero spetta anche per i contratti a tempo determinato? La norma non esclude espressamente i rapporti a termine, ma i dettagli applicativi — durata minima del contratto agevolato, base di calcolo, modalita’ di richiesta — sono rimessi, salvo provvedimento attuativo INPS, alle circolari e ai decreti ministeriali che seguiranno.

Sul piano dei requisiti soggettivi della lavoratrice, la norma richiede due condizioni cumulative: lo status di madre di almeno tre figli minorenni (biologici, adottivi o riconosciuti, in assenza di esclusioni) e l’assenza di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi. La formula aperta «impiego regolarmente retribuito» lascia aperta la questione se lavori occasionali o contratti di brevissima durata interrompano il periodo di inattivita’: anche su questo punto si attendono chiarimenti INPS.

Checklist per il datore di lavoro

  • Verificare che la lavoratrice abbia almeno tre figli tutti minorenni alla data di assunzione
  • Acquisire autocertificazione del periodo di inattivita’ di almeno sei mesi
  • Accertare lo status di datore di lavoro privato (escluse pubbliche amministrazioni)
  • Attendere la circolare INPS per le modalita’ operative di fruizione
  • Conservare la documentazione ai fini del controllo ispettivo

Caso 1: assunzione a tempo indeterminato, tutti i requisiti soddisfatti

Scenario. Un’impresa di logistica assume Caia, 38 anni, madre di tre figli di 16, 12 e 7 anni, disoccupata da otto mesi (scadenza di un contratto a termine precedente non rinnovato). Il contratto e’ a tempo indeterminato, full time, retribuzione lorda mensile 1.800 euro.

Come si legge in pratica. Caia soddisfa entrambi i requisiti: tre figli tutti minorenni (il maggiore ha 16 anni) e inattivita’ protratta da otto mesi, superiore alla soglia dei sei. Il datore, societa’ privata, puo’ accedere all’esonero contributivo previsto dal comma 210. L’importo dell’esonero e la sua durata sono rimessi ai provvedimenti attuativi: in via prudenziale, il consulente del lavoro dovra’ attendere la circolare INPS prima di applicare lo sgravio in busta paga.

Elementi chiave del caso

  • Tre figli minorenni: requisito soddisfatto (16, 12 e 7 anni)
  • Inattivita’: 8 mesi, superiore alla soglia di 6 mesi
  • Datore privato: requisito soggettivo del comma 210 soddisfatto
  • Dettagli esonero: rimessi a circolare INPS successiva
  • Documentazione: autocertificazione inattivita’ + estratto atto nascita figli

Caso 2: contratto a tempo determinato stagionale, dubbio sull'agevolazione

Scenario. Un albergo della riviera romagnola intende assumere Sempronia, madre di tre figli di 15, 10 e 6 anni, ferma da sette mesi. Il contratto e’ stagionale, durata tre mesi (giugno-agosto), retribuzione 1.600 euro mensili lordi.

Come si legge in pratica. La norma non esclude esplicitamente i contratti a termine. Tuttavia, la ratio della misura — favorire il reinserimento stabile nel mercato del lavoro — e l’esperienza delle precedenti agevolazioni suggeriscono che i decreti attuativi potrebbero prevedere una durata minima del rapporto o un regime ridotto per i contratti brevi. In assenza di provvedimento INPS, il datore non puo’ ancora applicare lo sgravio: e’ prudente verificare la circolare attuativa prima della firma del contratto.

Elementi chiave del caso

  • Contratto stagionale: non escluso dalla norma, ma decreto attuativo da attendere
  • Tre figli minorenni: requisito soddisfatto
  • Inattivita’ di 7 mesi: requisito soddisfatto
  • Rischio: l’esonero potrebbe essere limitato o escluso per contratti brevi
  • Azione consigliata: attendere circolare INPS prima di applicare lo sgravio

Caso 3: lavoratrice con un figlio diventato maggiorenne prima dell'assunzione

Scenario. Tizio e’ il responsabile HR di una media impresa. Vorrebbe assumere Caia, madre di tre figli di 18, 14 e 9 anni. Il figlio maggiore ha compiuto 18 anni due settimane prima della firma del contratto. Caia e’ inattiva da nove mesi.

Come si legge in pratica. Il requisito e’ che i tre figli siano tutti minorenni alla data dell’assunzione. Poiche’ il figlio maggiore ha gia’ compiuto 18 anni, Caia ha — a quella data — solo due figli minorenni. Il requisito numerico non e’ soddisfatto e l’esonero non spetta. Tizio dovra’ rinunciare all’agevolazione o valutare se esistano altri incentivi applicabili al caso concreto (ad esempio incentivi per donne disoccupate over 35 privi del requisito figli).

Elementi chiave del caso

  • Figlio maggiorenne alla data di assunzione: non conta ai fini del comma 210
  • Solo due figli minorenni: requisito numerico non soddisfatto
  • Esonero comma 210: non spettante nel caso di specie
  • Alternative: verificare altri incentivi per donne disoccupate
  • Lezione pratica: verificare le eta’ dei figli alla data esatta del contratto

Quando conviene una verifica

Stai valutando una nuova assunzione agevolata? Verifica l'agevolazione con un consulente del lavoro.

Norme e fonti collegate

Domande frequenti

Cos'e' l'esonero contributivo per madri di tre figli introdotto dal comma 210 LB 2026?

E’ un’agevolazione contributiva a favore dei datori di lavoro privati che assumono donne madri di almeno tre figli tutti minorenni, prive di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi. L’obiettivo e’ favorire il reinserimento lavorativo di donne con responsabilita’ familiari elevate che si trovano fuori dal mercato del lavoro.

L'esonero spetta anche per i contratti a tempo determinato?

La norma non li esclude espressamente. Tuttavia, le modalita’ applicative — inclusa l’eventuale durata minima del contratto agevolato — sono rimesse ai provvedimenti attuativi INPS. E’ prudente attendere la relativa circolare prima di applicare lo sgravio per contratti a termine di breve durata.

I figli adottivi rientrano nel computo per raggiungere la soglia di tre?

Si’, in assenza di esclusioni espresse e in applicazione del principio di non discriminazione tra filiazione naturale e adottiva. Lo stesso vale per i figli riconosciuti. Il requisito e’ che abbiano tutti meno di 18 anni alla data di assunzione.

Come si verifica il requisito dei sei mesi di inattivita'?

La lavoratrice deve essere priva di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi continuativi. In attesa di chiarimenti INPS, si ritiene che lavori occasionali o contratti di brevissima durata possano non interrompere il periodo, ma e’ necessario attendere le istruzioni operative.

Chi paga e chi beneficia dell'esonero contributivo?

L’esonero e’ a carico del datore di lavoro privato, che lo recupera sulle proprie contribuzioni previdenziali. La lavoratrice non deve compiere alcun adempimento specifico, se non fornire la documentazione utile a dimostrare il possesso dei requisiti.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

Domande frequenti

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-29
A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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