Testo dell'articoloVigente
Il bossing è la forma di mobbing esercitata dal superiore gerarchico per isolare o spingere alle dimissioni il lavoratore. Il demansionamento punitivo — assegnazione sistematica a mansioni inferiori senza ragione tecnico-produttiva — viola sia l’art. 2103 c.c. (divieto di dequalificazione) sia l’art. 2087 c.c. (obbligo di sicurezza). Il lavoratore può agire per il risarcimento del danno e il ripristino delle mansioni.
Tabella riepilogativa
| Fenomeno | Autore | Norma violata | Conseguenza |
|---|---|---|---|
| Mobbing orizzontale | Colleghi | Art. 2087 c.c. | Risarcimento danno biologico/morale |
| Bossing | Superiore gerarchico | Artt. 2087 e 2103 c.c. | Risarcimento + ripristino mansioni |
| Demansionamento punitivo | Datore / dirigente | Art. 2103 c.c. | Adibizione a mansioni equivalenti + risarcimento |
| Straining | Datore / superiore | Art. 2087 c.c. | Risarcimento danno da stress |
Cosa si intende per bossing
Il bossing è una forma di persecuzione sistematica posta in essere dal datore o dal superiore gerarchico con l’obiettivo di isolare, denigrare o spingere il lavoratore alle dimissioni. Si manifesta attraverso condotte reiterate: esclusione dalle riunioni, riduzione delle mansioni, critiche pubbliche immotivate, privazione di strumenti di lavoro. Viola l’art. 2087 c.c., che obbliga il datore ad adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità psicofisica del lavoratore.
Il demansionamento vietato dall'art. 2103 c.c.
L’art. 2103 c.c. vieta l’assegnazione del lavoratore a mansioni inferiori rispetto a quelle di assunzione o di quelle svolte, salvo accordo individuale di «patto di demansionamento» nelle ipotesi tassative previste dalla legge (es. riduzione del personale, inidoneità sopravvenuta). Il demansionamento attuato come ritorsione o punizione è illecito e il lavoratore può chiedere il ripristino delle mansioni e il risarcimento del danno alla professionalità.
Come raccogliere prove e come agire
Il lavoratore che subisce bossing o demansionamento deve documentare sistematicamente le condotte: e-mail, messaggi, note interne, testimonianze di colleghi, registri delle mansioni assegnate. È consigliabile inviare una lettera raccomandata formale al datore indicando le condotte contestate. Le vie di tutela sono: diffida tramite sindacato o patronato, ricorso al giudice del lavoro, segnalazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Casi pratici
Tizio, responsabile IT, viene sistematicamente escluso dalle riunioni strategiche e assegnato a lavori di data entry dopo un contrasto con il direttore. Può agire per demansionamento ex art. 2103 e bossing ex art. 2087, chiedendo il ripristino del ruolo e il risarcimento del danno alla professionalità e alla salute.
Caia viene privata del computer aziendale, spostata in uno spazio separato e ignorata dai colleghi per ordine del capo reparto. Il pattern reiterato nel tempo configura bossing: Caia può richiedere, anche in via d’urgenza, la cessazione delle condotte e il risarcimento del danno biologico.
Sempronio ha segnalato irregolarità al direttore commerciale; due settimane dopo viene assegnato a mansioni di archivio. Il demansionamento in questo contesto ha natura ritorsiva e può integrare anche una violazione delle tutele per i segnalanti (D.Lgs. 24/2023).
Domande frequenti
Qual è la differenza tra mobbing e bossing?
Il mobbing può essere orizzontale (tra colleghi) o verticale. Il bossing è specificatamente la persecuzione operata dal superiore gerarchico o dal datore di lavoro.
Il demansionamento è sempre vietato?
No. L’art. 2103 c.c. consente il demansionamento solo nelle ipotesi tassative previste dalla legge (es. accordo individuale in casi di riduzione del personale o inidoneità). Fuori da queste ipotesi è illecito.
Cosa posso fare se sono vittima di bossing?
Documentare le condotte, inviare una comunicazione formale al datore, rivolgersi al sindacato o a un legale del lavoro, e valutare il ricorso al giudice del lavoro per la tutela urgente e il risarcimento del danno.
Il danno da demansionamento è risarcibile?
Sì. Il lavoratore può chiedere il risarcimento del danno alla professionalità, del danno biologico (se la condotta ha inciso sulla salute) e del danno morale, oltre al ripristino delle mansioni originarie.
Quanto tempo ho per agire?
Le azioni per violazione degli artt. 2087 e 2103 c.c. si prescrivono in 5 anni dalla cessazione delle condotte lesive. È preferibile non attendere e raccogliere prove tempestivamente.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra mobbing e bossing?
Il mobbing può essere orizzontale (tra colleghi) o verticale. Il bossing è specificatamente la persecuzione operata dal superiore gerarchico o dal datore di lavoro.
Il demansionamento è sempre vietato?
No. L'art. 2103 c.c. consente il demansionamento solo nelle ipotesi tassative previste dalla legge (es. accordo individuale in casi di riduzione del personale o inidoneità). Fuori da queste ipotesi è illecito.
Cosa posso fare se sono vittima di bossing?
Documentare le condotte, inviare una comunicazione formale al datore, rivolgersi al sindacato o a un legale del lavoro, e valutare il ricorso al giudice del lavoro per la tutela urgente e il risarcimento del danno.
Il danno da demansionamento è risarcibile?
Sì. Il lavoratore può chiedere il risarcimento del danno alla professionalità, del danno biologico (se la condotta ha inciso sulla salute) e del danno morale, oltre al ripristino delle mansioni originarie.
Quanto tempo ho per agire?
Le azioni per violazione degli artt. 2087 e 2103 c.c. si prescrivono in 5 anni dalla cessazione delle condotte lesive. È preferibile non attendere e raccogliere prove tempestivamente.
Vedi anche