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La guida
La legge dà 3 giorni lavorativi retribuiti all’anno, complessivi, per il decesso o la documentata grave infermità del coniuge (anche separato), della parte dell’unione civile, di un parente entro il 2° grado (genitori, figli, fratelli, nonni, nipoti figli dei figli) o del convivente risultante dall’anagrafe. Vanno usati entro 7 giorni dal decesso. Gli affini, come il suocero e il cognato, non sono compresi dalla legge: possono esserlo per contratto. Il permesso non si scala dalle ferie.
Quanti giorni mancano?
Conta i giorni esatti tra due date, con o senza estremi: utile per termini e scadenze.
Permesso per lutto: le regole in una tabella
| Aspetto | Legge (L. 53/2000 e D.M. 278/2000) | Esempi di CCNL |
|---|---|---|
| Durata | 3 giorni lavorativi all’anno, complessivi (non per ogni lutto) | Funzioni locali: 3 giorni per evento |
| Per chi | Coniuge anche separato, parte dell’unione civile, parenti entro il 2° grado anche non conviventi, convivente o componente della famiglia anagrafica | Commercio (art. 168): come la legge. Funzioni locali: anche affini di 1° grado (suoceri) |
| Entro quando | Entro 7 giorni dal decesso o dall’accertamento della grave infermità | Metalmeccanici: per i lutti familiari si possono usare anche i PAR, entro 15 giorni (30 per i lavoratori extracomunitari) |
| Giorni conteggiati | Non si contano festivi e giorni non lavorativi | Idem |
| Retribuzione | Piena, a carico del datore | Idem |
| Documenti | Decesso: certificato o, nei casi consentiti, dichiarazione sostitutiva. Grave infermità: certificato medico entro 5 giorni dal rientro | Commercio: certificato di grave infermità entro 10 giorni dal rientro |
La tutela di legge: 3 giorni per il lutto
L’art. 4, comma 1, della L. 53/2000 riconosce 3 giorni lavorativi di permesso retribuito all’anno in caso di decesso o di documentata grave infermità del coniuge, di un parente entro il 2° grado o del convivente, purché la stabile convivenza risulti dalla certificazione anagrafica. Il regolamento (D.M. 278/2000, art. 1) precisa che i giorni sono tre complessivi nell’anno, che il coniuge conta anche se legalmente separato, che il parente può essere non convivente e che vale anche per chi fa parte della famiglia anagrafica del lavoratore. Dal 2016 le regole sul coniuge si applicano anche alla parte dell’unione civile (art. 1, comma 20, L. 76/2016). Il permesso è distinto dalle ferie e il datore non può scalarlo dal monte ferie.
Lutto del suocero, del cognato, dello zio: spetta il permesso?
La legge parla solo di parenti entro il 2° grado: gli affini (i parenti del coniuge) non ci sono. Quindi per il suocero o il cognato il permesso di legge spetta solo se la persona faceva parte della famiglia anagrafica del lavoratore, oppure se lo prevede il contratto collettivo.
| Familiare | Rapporto | Permesso di legge |
|---|---|---|
| Padre, madre, figli | Parenti di 1° grado | Sì |
| Fratelli e sorelle, nonni, nipoti (figli dei figli) | Parenti di 2° grado | Sì |
| Zii, nipoti figli di fratelli | Parenti di 3° grado | No, salvo famiglia anagrafica o CCNL |
| Cugini | Parenti di 4° grado | No, salvo famiglia anagrafica o CCNL |
| Suocero e suocera | Affini di 1° grado | No, salvo famiglia anagrafica o CCNL (es. Funzioni locali) |
| Cognati | Affini di 2° grado | No, salvo famiglia anagrafica o CCNL |
| Coniuge, anche separato; parte dell’unione civile | Sì | |
| Convivente | Con convivenza risultante dall’anagrafe | Sì |
Come si contano i 3 giorni di lutto
- Sono giorni lavorativi: sabato, domenica e festivi non si contano se non sono giorni di lavoro per te.
- Vanno usati entro 7 giorni dal decesso, non per forza consecutivi. Esempio: decesso venerdì, orario dal lunedì al venerdì; puoi prendere venerdì, lunedì e martedì, perché sono tutti entro i 7 giorni.
- Sono 3 in tutto nell’anno: se nello stesso anno hai due lutti, per legge i giorni restano tre, salvo un contratto che li dia per evento.
- Vanno comunicati prima: il lavoratore comunica l’evento e i giorni in cui userà il permesso.
- Si sommano ai permessi della legge 104 per l’assistenza di un familiare con disabilità grave (art. 1, comma 5, D.M. 278/2000).
Cosa aggiungono i CCNL: tre esempi verificati
La legge è un minimo. Nel commercio (art. 168 CCNL Terziario) i giorni restano tre complessivi all’anno, per gli stessi familiari della legge; se manca la documentazione della grave infermità, i giorni vengono scalati dalle ferie o dai permessi retribuiti. Nei metalmeccanici dell’industria, oltre al permesso di legge, per i lutti familiari si possono usare i permessi annui retribuiti (PAR), avvisando l’azienda ed entro 15 giorni dal decesso (30 per i lavoratori extracomunitari). Nelle Funzioni locali i giorni sono 3 per ogni evento e comprendono gli affini di 1° grado, quindi anche i suoceri. Per gli altri contratti cerca nel testo le voci «permessi per decesso» o «lutto».
Come si documenta e si richiede
Per il decesso basta la relativa certificazione oppure, nei casi consentiti, una dichiarazione sostitutiva (art. 3 D.M. 278/2000). Per la grave infermità serve la documentazione del medico specialista del Servizio sanitario nazionale o convenzionato, del medico di base o della struttura in caso di ricovero, da consegnare entro 5 giorni dal rientro. In caso di grave infermità, al posto dei giorni di permesso si può concordare per iscritto una riduzione dell’orario non inferiore ai giorni sostituiti. Se servono periodi più lunghi, la legge prevede anche un congedo non retribuito per gravi motivi familiari fino a due anni (art. 4, comma 2, L. 53/2000).
Casi pratici
Il nonno di Tizio (parente di 2° grado in linea retta) muore di lunedì. Tizio comunica al datore che userà i 3 giorni di permesso lunedì, martedì e mercoledì e consegna il certificato di morte o una dichiarazione sostitutiva. Tizio è metalmeccanico: se gli serve un altro giorno può usare i PAR entro 15 giorni dal decesso.
Il coniuge di Caia è ricoverato in condizioni critiche. Caia può usare i 3 giorni entro 7 giorni dall’accertamento, consegnando entro 5 giorni dal rientro la documentazione della struttura. In alternativa può concordare per iscritto una riduzione dell’orario per un periodo più lungo.
Il suocero di Sempronio è un affine di 1° grado e non viveva con lui. La legge non lo comprende, e neppure il CCNL del commercio applicato da Sempronio: può usare ferie o ROL. Se Sempronio fosse dipendente di un Comune, il CCNL Funzioni locali gli darebbe 3 giorni anche per il suocero.
Domande frequenti
Quanti giorni di permesso per lutto spettano?
Per legge 3 giorni lavorativi retribuiti all’anno, complessivi, per il decesso o la grave infermità del coniuge, della parte dell’unione civile, di un parente entro il 2° grado o del convivente. Alcuni contratti ne danno di più o li danno per ogni evento.
Spetta il permesso per lutto per la morte del suocero?
Non per legge: il suocero è un affine, e la legge comprende solo i parenti entro il 2° grado, salvo che facesse parte della famiglia anagrafica del lavoratore. Alcuni contratti lo comprendono, per esempio le Funzioni locali; il commercio no.
Entro quando vanno presi i giorni di lutto?
Entro 7 giorni dal decesso o dall’accertamento della grave infermità (D.M. 278/2000). Non devono essere per forza consecutivi.
I giorni di lutto si contano lavorativi o di calendario?
Lavorativi: festivi e giorni non lavorativi non si contano. Con orario dal lunedì al venerdì, sabato e domenica non consumano permesso.
Se ho due lutti nello stesso anno ho 6 giorni?
No, per legge i giorni sono 3 complessivi nell’anno. Fanno eccezione i contratti che li riconoscono per ogni evento.
Basta l’autocertificazione per il permesso per lutto?
Sì, per il decesso il regolamento ammette la dichiarazione sostitutiva nei casi consentiti, in alternativa al certificato. Per la grave infermità serve invece la documentazione medica.
Il permesso per lutto spetta al convivente?
Sì, se la stabile convivenza risulta dalla certificazione anagrafica: è così dal 2000. Dal 2016 la parte dell’unione civile è equiparata al coniuge.
Il permesso per lutto è retribuito e si scala dalle ferie?
È retribuito come una normale giornata di lavoro, a carico del datore, e non si scala dalle ferie. Si possono aggiungere ferie o permessi, d’accordo con il datore.
Fonti: art. 4 L. 53/2000 · D.M. 278/2000, art. 1 · D.M. 278/2000, art. 3 · L. 76/2016 · CCNL Terziario, art. 168 · accordo metalmeccanici 22/11/2025 · FP CGIL, CCNL Funzioni locali. Testi verificati a ottobre 2026.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.