Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Guida pratica · Lavoro · Previdenza per il lavoratore

In sintesi

La Gestione Separata INPS è la forma previdenziale obbligatoria per collaboratori coordinati e continuativi, co.co.co., professionisti senza cassa di categoria e determinati lavoratori autonomi. Le aliquote contributive sono aggiornate annualmente dall’INPS e variano in base alla presenza o meno di altra copertura previdenziale.

Riferimento normativo

L. 335/1995, art. 2, comma 26 (Gestione Separata INPS)

Tabella riepilogativa

Chi è iscritto alla Gestione Separata INPS (L. 335/1995)
Soggetto Obbligo Ripartizione contributo
Collaboratore coordinato e continuativo (co.co.co.) Iscrizione obbligatoria 2/3 committente – 1/3 collaboratore
Professionista senza cassa di categoria Iscrizione obbligatoria 100% a carico del professionista
Professionista con altra cassa previdenziale Aliquota ridotta (aggiornata annualmente INPS) 100% a carico del professionista
Amministratori di società non iscritti ad altra gestione Iscrizione obbligatoria 2/3 società – 1/3 amministratore
Venditori porta a porta (reddito annuo oltre soglia) Iscrizione obbligatoria Variabile; verificare circolare INPS

Chi deve iscriversi e perché

La Gestione Separata è stata istituita dalla legge Dini (L. 335/1995) per estendere la copertura previdenziale a chi non rientra in altre gestioni (dipendenti privati, artigiani, commercianti, casse professionali). Sono obbligati all’iscrizione: i co.co.co.; i liberi professionisti senza albo o con albo privo di cassa previdenziale autonoma; gli amministratori di società non altrimenti assicurati; i titolari di dottorato o assegno di ricerca. L’obbligo nasce al primo compenso imponibile e l’iscrizione va comunicata all’INPS tramite apposita domanda online.

Le aliquote contributive e come si versano

Le aliquote contributive della Gestione Separata sono aggiornate annualmente dall’INPS con apposita circolare. Esistono tre fasce principali: aliquota piena per chi non ha altra copertura previdenziale (la più alta); aliquota ridotta per chi è già pensionato o iscritto ad altra gestione obbligatoria; aliquota intermedia per alcune categorie specifiche. Per i co.co.co. il contributo è ripartito: 2/3 a carico del committente e 1/3 trattenuto sul compenso del collaboratore. Per i professionisti e autonomi l’onere è interamente proprio, con versamento in sede di dichiarazione dei redditi (acconto/saldo IRPEF).

Tutele garantite agli iscritti

L’iscrizione alla Gestione Separata dà diritto a una serie di tutele proporzionate alla contribuzione versata: pensione di vecchiaia e anticipata (con requisiti del sistema contributivo); indennità di malattia (per co.co.co. con determinati requisiti contributivi); indennità di maternità; NASpI DIS-COLL per i collaboratori che cessano involontariamente il rapporto; assegno per il nucleo familiare. Le soglie contributive per accedere alle indennità sono aggiornate annualmente dall’INPS.

Gestione Separata e pensione futura

I contributi versati alla Gestione Separata confluiscono in un montante contributivo individuale, rivalutato annualmente con il tasso di crescita del PIL. La pensione è calcolata applicando i coefficienti di trasformazione al montante accumulato: più si versa e più a lungo, maggiore sarà l’importo. Chi ha contributi sia in Gestione Separata sia in altre gestioni può richiedere la totalizzazione per sommare i periodi e maturare il diritto alla pensione.

Casi pratici

Tizio – co.co.co. con un solo committente

Tizio ha un contratto di collaborazione coordinata e continuativa con un’azienda: il committente trattiene 1/3 del contributo dalla sua parcella e versa i 2/3 di propria competenza direttamente all’INPS. Tizio non deve fare nulla per il versamento, ma deve verificare che la posizione risulti nell’estratto conto della Gestione Separata.

Caia – consulente con partita IVA e nessuna cassa di categoria

Caia è una consulente di marketing senza cassa professionale: è obbligata alla Gestione Separata. Versa l’aliquota piena (aggiornata annualmente dall’INPS) in acconto e saldo con la dichiarazione dei redditi. Può dedurre i contributi versati dal reddito imponibile IRPEF.

Sempronio – già pensionato con co.co.co.

Sempronio è in pensione e accetta una collaborazione. In quanto già pensionato, versa l’aliquota ridotta della Gestione Separata (aggiornata dall’INPS). I contributi versati incrementano marginalmente la pensione tramite l’istituto dei supplementi pensionistici.

Domande frequenti

Chi deve iscriversi alla Gestione Separata INPS?

Devono iscriversi i collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.), i liberi professionisti senza cassa di categoria, gli amministratori di società non altrimenti assicurati e altre categorie di lavoratori autonomi previste dalla L. 335/1995. L’obbligo nasce al primo compenso imponibile.

Come si versano i contributi alla Gestione Separata?

Per i co.co.co. il versamento è effettuato dal committente (che ne sostiene 2/3) trattenendo 1/3 dal compenso del collaboratore. Per i professionisti autonomi il versamento avviene in sede di dichiarazione dei redditi (acconto e saldo), interamente a carico del professionista.

Quali tutele offre la Gestione Separata?

Gli iscritti hanno diritto a pensione, indennità di malattia e maternità (con requisiti contributivi), DIS-COLL (disoccupazione per collaboratori) e assegno per il nucleo familiare. Le soglie per accedere alle prestazioni sono aggiornate annualmente dall’INPS.

Posso cumulare contributi Gestione Separata e INPS dipendenti?

Sì. Chi ha contributi in gestioni diverse può richiedere la totalizzazione (D.Lgs. 42/2006) per sommare i periodi senza trasferirli, oppure la ricongiunzione per unificarli in un’unica gestione. In questo modo si maturano più facilmente i requisiti per la pensione.

I contributi alla Gestione Separata sono deducibili?

Sì. I contributi obbligatori versati alla Gestione Separata sono deducibili dal reddito imponibile IRPEF, riducendo l’imposta dovuta. La deduzione è integrale, senza franchigia.

Qual è l'aliquota della Gestione Separata nel 2026?

Le aliquote sono aggiornate annualmente dall’INPS con apposita circolare: per il 2026 consultare la circolare INPS pubblicata a inizio anno. Esistono aliquote diverse per chi non ha altra copertura, per i pensionati e per chi è già iscritto ad altra gestione obbligatoria.

Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • La Gestione Separata INPS, istituita dalla L. 335/1995, è la forma previdenziale obbligatoria per chi non rientra in altre gestioni: co.co.co., professionisti senza cassa, alcuni amministratori e autonomi.
  • L'obbligo nasce al primo compenso imponibile e l'iscrizione si comunica all'INPS con domanda telematica.
  • Le aliquote sono aggiornate annualmente dall'INPS e variano a seconda della presenza o meno di altra copertura previdenziale.
  • Per i co.co.co. il contributo è ripartito tra committente e collaboratore; per professionisti e autonomi l'onere è interamente proprio.
  • L'iscrizione dà diritto a pensione, indennità di malattia e maternità, DIS-COLL e assegno per il nucleo familiare, secondo i requisiti vigenti.
Indice dei contenuti

La Gestione Separata INPS è il "contenitore previdenziale" pensato per dare copertura a chi sfugge alle gestioni tradizionali del lavoro dipendente e autonomo. Nata con la legge Dini (L. 335/1995, art. 2, comma 26), ha progressivamente esteso il proprio perimetro, diventando il riferimento per collaboratori, professionisti senza cassa e una serie di figure intermedie del mondo del lavoro.

Chi deve iscriversi e perché

L'iscrizione è obbligatoria per i collaboratori coordinati e continuativi, per i liberi professionisti senza albo o con albo privo di cassa previdenziale autonoma, per gli amministratori di società non altrimenti assicurati e per i titolari di dottorato o assegno di ricerca. La logica è quella della universalità della tutela: nessun reddito da lavoro deve restare privo di copertura previdenziale. L'obbligo sorge al primo compenso imponibile.

L'iscrizione e gli adempimenti

L'iscrizione si effettua con domanda telematica all'INPS, da presentare in occasione del primo rapporto che genera l'obbligo. Per i co.co.co. l'adempimento contributivo è gestito dal committente, che opera come sostituto; per i professionisti e gli autonomi gli adempimenti dichiarativi e di versamento ricadono sul soggetto stesso, in sede di dichiarazione dei redditi.

Le aliquote e la loro variabilità

Le aliquote contributive sono aggiornate annualmente dall'INPS con apposita circolare. Esistono, in linea di principio, fasce differenziate: un'aliquota piena per chi non ha altra copertura previdenziale, un'aliquota ridotta per i già pensionati o per chi è iscritto ad altra gestione obbligatoria, oltre a misure specifiche per talune categorie. Per i valori in vigore in ciascun anno occorre rinviare alle circolari INPS aggiornate, evitando di affidarsi a percentuali non più attuali.

La ripartizione del contributo

Per i co.co.co. il contributo è ripartito per legge: due terzi a carico del committente e un terzo trattenuto sul compenso del collaboratore. È un riparto che non incide sulla titolarità dell'obbligo, ma sulla sua materiale ripartizione economica. Per i professionisti e gli autonomi, invece, l'onere è interamente proprio e si versa con il meccanismo di acconto e saldo collegato alla dichiarazione dei redditi.

Le tutele garantite agli iscritti

L'iscrizione apre l'accesso a una serie di prestazioni proporzionate alla contribuzione: pensione di vecchiaia e anticipata secondo le regole del sistema contributivo, indennità di malattia e di maternità per i collaboratori che maturano i requisiti, indennità di disoccupazione DIS-COLL in caso di cessazione involontaria del rapporto, assegno per il nucleo familiare. Le soglie contributive per accedere alle indennità sono aggiornate periodicamente dall'INPS.

Riflessi sulla pensione futura

I contributi versati alla Gestione Separata concorrono a formare la posizione pensionistica secondo il metodo di calcolo contributivo. Per chi alterna periodi in gestioni diverse, è opportuno considerare gli istituti che consentono di valorizzare l'intera storia contributiva, come il cumulo dei periodi assicurativi, così da non disperdere la contribuzione versata in più gestioni.

Domande frequenti

Chi è obbligato a iscriversi alla Gestione Separata?

I co.co.co., i professionisti senza albo o con albo privo di cassa autonoma, gli amministratori di società non altrimenti assicurati e i titolari di dottorato o assegno di ricerca. L'obbligo nasce al primo compenso imponibile.

Quanto si paga di contributi?

Le aliquote sono aggiornate annualmente dall'INPS e variano a seconda che si abbia o meno altra copertura previdenziale. Per i valori in vigore occorre fare riferimento alle circolari INPS aggiornate.

Come si divide il contributo per un co.co.co.?

Per legge è ripartito in due terzi a carico del committente e un terzo trattenuto sul compenso del collaboratore. Il committente opera come sostituto per il versamento.

Un professionista paga tutto da solo?

Sì. Per professionisti e autonomi l'onere contributivo è interamente proprio e si versa con il meccanismo di acconto e saldo collegato alla dichiarazione dei redditi.

Che tutele dà l'iscrizione?

Pensione di vecchiaia e anticipata nel sistema contributivo, indennità di malattia e maternità per chi matura i requisiti, DIS-COLL per i collaboratori che cessano involontariamente e assegno per il nucleo familiare, secondo le soglie aggiornate dall'INPS.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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