Testo dell'articoloVigente
Aprire la partita IVA durante la NASpI è possibile, ma con vincoli precisi. Bisogna comunicarlo all’INPS entro 30 giorni dall’avvio; se il reddito annuo resta sotto la soglia INPS, la NASpI continua in forma ridotta. Se il reddito supera la soglia, la NASpI decade.
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Tabella riepilogativa
| Scenario | Effetto sulla NASpI |
|---|---|
| Apertura partita IVA comunicata entro 30 giorni | NASpI continua (ridotta) se il reddito annuo è sotto la soglia INPS |
| Reddito annuo ≤ soglia INPS | NASpI ridotta dell’80% del reddito eccedente il minimale INPS annuo |
| Reddito annuo > soglia INPS | Decadenza dalla NASpI; restituzione delle somme percepite in eccesso |
| Omessa comunicazione entro 30 giorni | Decadenza retroattiva dalla data di apertura + recupero indebito |
| Alternativa: anticipazione in unica soluzione | Liquidazione del residuo NASpI esente da tasse (art. 8) |
L'obbligo di comunicare entro 30 giorni
Chi apre la partita IVA durante la NASpI deve comunicarlo all’INPS entro 30 giorni dall’avvio dell’attività. La comunicazione avviene tramite il proprio cassetto previdenziale o il patronato, indicando la data di apertura e il reddito annuo presunto. Il mancato rispetto del termine comporta la decadenza retroattiva dalla data di apertura e il recupero delle somme indebitamente percepite.
Come si riduce la NASpI
Se il reddito presunto è sotto la soglia annua stabilita dall’INPS, la NASpI non decade ma viene ridotta dell’80% della quota di reddito che eccede il minimale INPS annuo. Questa riduzione si calcola in anticipo sul reddito presunto e viene conguagliata a fine anno sulla base del reddito effettivo dichiarato. Se il reddito effettivo supera la soglia, la NASpI decade e l’INPS recupera le somme.
L'alternativa: l'anticipazione in unica soluzione
In alternativa alla gestione mensile con riduzione, chi apre la partita IVA può optare per l’anticipazione in unica soluzione prevista dall’art. 8: riceve subito tutte le rate residue, esenti da tasse. È una scelta da valutare attentamente con un professionista, perché in caso di successivo rapporto dipendente comporta restituzione parziale.
Casi pratici
Tizio apre la partita IVA il 1° marzo e comunica all’INPS il 20 marzo (entro 30 giorni). Il suo reddito presunto è sotto la soglia INPS: la NASpI continua in misura ridotta. A fine anno l’INPS effettua il conguaglio sulla base del reddito effettivo.
Caia ha comunicato l’apertura della partita IVA e percepisce una NASpI ridotta. A settembre il suo reddito supera la soglia annua INPS: la NASpI decade e dovrà restituire le rate percepite nel periodo in cui il reddito già superava la soglia.
Sempronio apre la partita IVA il 5 gennaio ma non comunica nulla all’INPS. A marzo l’ente viene a conoscenza dell’apertura: la NASpI decade retroattivamente dal 5 gennaio e Sempronio deve restituire tutto il percepito da quella data.
Domande frequenti
Entro quando devo comunicare all'INPS l'apertura della partita IVA?
Entro 30 giorni dall’avvio dell’attività. La comunicazione tardiva comporta la decadenza retroattiva dalla data di apertura.
Quale soglia di reddito determina la decadenza dalla NASpI?
La soglia è aggiornata annualmente dall’INPS. Per i valori in vigore nell’anno corrente consultare il sito inps.it o una circolare dell’anno.
La NASpI ridotta dura fino alla scadenza originaria?
Sì, se il reddito resta sotto soglia per tutto il periodo. La riduzione mensile si applica su ogni rata, ma la durata complessiva non viene accorciata.
Conviene chiedere l'anticipazione in unica soluzione o tenere la NASpI ridotta?
Dipende dalla stabilità dell’attività e dalle prospettive di reddito. L’anticipazione è esente da tasse ma impone restituzione in caso di nuovo lavoro dipendente; la NASpI ridotta è più flessibile ma soggetta a IRPEF. Valutare con un consulente del lavoro o fiscale.
Posso aprire la partita IVA e chiedere anche la NASpI anticipata?
Sì, sono alternativi: o si chiede l’anticipazione in unica soluzione (esente da tasse, NASpI finisce) oppure si mantiene la NASpI mensile ridotta comunicando entro 30 giorni. Non è possibile fare entrambe le cose.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Domande frequenti
Entro quando devo comunicare all'INPS l'apertura della partita IVA?
Entro 30 giorni dall'avvio dell'attività. La comunicazione tardiva comporta la decadenza retroattiva dalla data di apertura.
Quale soglia di reddito determina la decadenza dalla NASpI?
La soglia è aggiornata annualmente dall'INPS. Per i valori in vigore nell'anno corrente consultare il sito inps.it o una circolare dell'anno.
La NASpI ridotta dura fino alla scadenza originaria?
Sì, se il reddito resta sotto soglia per tutto il periodo. La riduzione mensile si applica su ogni rata, ma la durata complessiva non viene accorciata.
Conviene chiedere l'anticipazione in unica soluzione o tenere la NASpI ridotta?
Dipende dalla stabilità dell'attività e dalle prospettive di reddito. L'anticipazione è esente da tasse ma impone restituzione in caso di nuovo lavoro dipendente; la NASpI ridotta è più flessibile ma soggetta a IRPEF. Valutare con un consulente del lavoro o fiscale.
Posso aprire la partita IVA e chiedere anche la NASpI anticipata?
Sì, sono alternativi: o si chiede l'anticipazione in unica soluzione (esente da tasse, NASpI finisce) oppure si mantiene la NASpI mensile ridotta comunicando entro 30 giorni. Non è possibile fare entrambe le cose.
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