Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Guida pratica · Lavoro · Welfare, agevolazioni e tutele

In sintesi

La NASpI è l’indennità di disoccupazione per chi ha perso involontariamente il lavoro: spetta al singolo lavoratore e copre la sospensione del reddito dopo la cessazione del rapporto. La cassa integrazione (CIG) è invece uno strumento di sostegno alle imprese in crisi temporanea: il lavoratore rimane formalmente in forza ma l’attività è ridotta o sospesa. Sono strumenti complementari, non alternativi.

Riferimento normativo

D.Lgs. 22/2015 (NASpI); D.Lgs. 148/2015 (CIG)

Tabella riepilogativa

NASpI vs cassa integrazione – confronto essenziale
Aspetto NASpI Cassa Integrazione (CIG)
A chi spetta Lavoratore che perde involontariamente il lavoro Lavoratore dipendente di azienda in crisi/riorganizzazione
Rapporto di lavoro Cessato Ancora in essere (sospeso o ridotto)
Chi fa domanda Il lavoratore all’INPS entro 68 giorni Il datore all’INPS (lavoratore riceve d’ufficio)
Durata Metà delle settimane contribuite negli ultimi 4 anni (max 24 mesi) Variabile per tipo (ordinaria/straordinaria/in deroga)
Importo 75% della retribuzione media mensile (con riduzione progressiva) 80% della retribuzione per le ore non lavorate (entro massimale)
Obbligo DID/patti Sì – dichiarazione immediata disponibilità e patto di servizio Disponibilità a riprendere l’attività quando richiesto

La NASpI: chi può richiederla e come

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) spetta ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro, purché abbiano almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti e 30 giornate lavorative effettive nei 12 mesi prima della disoccupazione. Sono esclusi i dipendenti pubblici a tempo indeterminato e i lavoratori agricoli (che hanno strumenti specifici).

La domanda va presentata all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto, anche tramite patronato. Il ritardo riduce la durata della prestazione.

La cassa integrazione: ordinaria, straordinaria e in deroga

La cassa integrazione guadagni (CIG) è richiesta dal datore quando deve ridurre o sospendere temporaneamente l’attività per cause non imputabili al lavoratore. Le forme principali sono:

  • CIGO (ordinaria): per eventi transitori, calamità, crisi temporanea di mercato – aziende industria, edilizia, lapidei.
  • CIGS (straordinaria): per ristrutturazioni, crisi aziendali, contratti di solidarietà – aziende con almeno 15 dipendenti per settore.
  • CIGD (in deroga): per aziende non rientranti nelle altre forme.

Il lavoratore in CIG mantiene il rapporto di lavoro e riceve dall’INPS l’80% della retribuzione per le ore non lavorate, entro un massimale aggiornato annualmente.

Decadenza e obblighi del percettore

Chi percepisce la NASpI deve presentare la Dichiarazione Immediata di Disponibilità (DID) e stipulare il Patto di Servizio con il Centro per l’Impiego. L’avvio di lavoro autonomo o subordinato incide sulla prestazione. Chi percepisce la CIG non può svolgere lavoro subordinato presso l’azienda in cassa; può invece svolgere lavoro dipendente altrove, comunicandolo.

Casi pratici

Tizio – licenziato per riduzione del personale

Tizio è licenziato per giustificato motivo oggettivo. Ha contribuzione sufficiente: presenta domanda NASpI all’INPS entro 68 giorni, iscrive la DID al Centro per l’Impiego e inizia a percepire l’indennità, che si riduce progressivamente dopo il primo anno.

Caia – azienda in crisi con CIG straordinaria

L’azienda di Caia entra in CIGS per ristrutturazione: la settimana lavorativa è ridotta a tre giorni. Caia riceve l’80% della retribuzione per i due giorni non lavorati, entro il massimale INPS, senza dover presentare domanda autonoma.

Sempronio – trova lavoro mentre percepisce la NASpI

Sempronio trova un contratto a tempo determinato durante la NASpI. Deve comunicare all’INPS l’inizio del nuovo rapporto: se la retribuzione supera certi limiti, la NASpI viene sospesa o ridotta; se compatibile, può continuare a percepirne una quota.

Domande frequenti

Quanto dura la NASpI?

La durata è pari alla metà delle settimane di contribuzione negli ultimi quattro anni, fino a un massimo di 24 mesi.

Posso prendere la NASpI dopo le dimissioni?

In generale no: la NASpI spetta in caso di perdita involontaria del lavoro. Le dimissioni volontarie non danno diritto alla NASpI, salvo eccezioni (dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale in sede protetta, ecc.).

Il TFR si riduce in presenza di CIG?

No. Il TFR continua a maturare normalmente anche nei periodi di cassa integrazione, perché il rapporto di lavoro non si interrompe.

Cosa succede se rifiuto un'offerta di lavoro durante la NASpI?

Il rifiuto di un’offerta congrua (in base a criteri di distanza, retribuzione e competenze) può comportare la decadenza dalla NASpI.

La NASpI si può percepire con un lavoro part-time?

Se il nuovo lavoro subordinato è part-time con reddito entro il limite annuo esente, la NASpI può essere ridotta proporzionalmente e non sospesa. Occorre comunicare all’INPS l’avvio del rapporto.

Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

In sintesi

  • La NASpI (D.Lgs. 22/2015) tutela chi ha perso involontariamente il lavoro: il rapporto è cessato.
  • La cassa integrazione (D.Lgs. 148/2015) sostiene l'impresa in difficoltà temporanea: il rapporto è sospeso o ridotto, non cessato.
  • La NASpI la richiede il lavoratore all'INPS; la CIG la attiva il datore.
  • La NASpI richiede l'iscrizione allo stato di disoccupazione e gli obblighi di attivazione (DID, patto di servizio).
  • Sono strumenti complementari, non alternativi: rispondono a situazioni diverse.
  • Per durate e importi si rinvia alle regole e alle circolari INPS aggiornate.
Indice dei contenuti

NASpI e cassa integrazione vengono spesso confuse perché entrambe sostituiscono in tutto o in parte la retribuzione quando il lavoro si interrompe. Ma rispondono a logiche opposte, e tenerle distinte è essenziale per capire chi deve attivarsi, verso chi e con quali obblighi. La differenza di fondo sta in un solo dato: se il rapporto di lavoro è cessato oppure è ancora in piedi.

Due strumenti, due presupposti opposti

La NASpI presuppone la perdita del posto: il rapporto è cessato involontariamente e l'indennità copre il periodo di disoccupazione. La cassa integrazione presuppone invece che il rapporto continui: l'azienda attraversa una crisi o una riorganizzazione temporanea, l'attività è ridotta o sospesa, ma il lavoratore resta formalmente in forza. È la differenza che governa tutto il resto.

La NASpI: a chi spetta

La NASpI, disciplinata dal D.Lgs. 22/2015, spetta a chi ha perso involontariamente l'occupazione e possiede i requisiti contributivi e di anzianità assicurativa previsti dalla norma. Restano fuori, di regola, le dimissioni volontarie non assistite, salvo le ipotesi equiparate (come le dimissioni per giusta causa).

Chi fa domanda e in quali termini

La NASpI va richiesta dal lavoratore all'INPS entro il termine di decadenza fissato dalla legge dalla cessazione del rapporto: è un termine da rispettare con attenzione, perché il suo decorso preclude la prestazione. La cassa integrazione segue una logica rovesciata: è il datore ad attivarla presso l'INPS, e il lavoratore ne beneficia senza dover presentare domanda individuale.

Gli obblighi di attivazione del disoccupato

Chi percepisce la NASpI assume obblighi di condizionalità: rendere la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, sottoscrivere il patto di servizio, partecipare alle iniziative di politica attiva. In cassa integrazione il lavoratore non è disoccupato: l'obbligo è semmai quello di restare disponibile a riprendere l'attività quando l'azienda lo richiede.

Durata e importo: il rinvio alle regole vigenti

La durata della NASpI è parametrata alla storia contributiva e l'importo alla retribuzione media, con una riduzione progressiva nel tempo; la cassa integrazione ha durate e tipologie (ordinaria, straordinaria) proprie, con un trattamento commisurato alle ore non lavorate entro i massimali. Le misure esatte cambiano negli anni: per il caso concreto si fa riferimento alle circolari INPS aggiornate.

Perché sono complementari e non alternative

Non si sceglie tra NASpI e CIG: si applica l'una o l'altra a seconda della situazione di fatto. Finché l'azienda mantiene il rapporto sospendendolo, opera la cassa integrazione; quando il rapporto cessa, può aprirsi lo spazio della NASpI. Possono anche succedersi nel tempo, per la stessa persona, in fasi diverse della sua vicenda lavorativa.

Il punto di attenzione pratico

L'errore tipico è attendere la NASpI mentre si è in cassa integrazione, o viceversa non attivarsi nei termini dopo la cessazione. Verificare quale sia la propria condizione effettiva - rapporto cessato o solo sospeso - è il primo passo per non perdere la tutela spettante.

Domande frequenti

Qual è la differenza essenziale tra NASpI e cassa integrazione?

La NASpI presuppone un rapporto di lavoro cessato; la cassa integrazione presuppone un rapporto ancora in essere, sospeso o ridotto per crisi temporanea dell'impresa.

Chi deve presentare la domanda?

La NASpI la richiede il lavoratore all'INPS entro il termine di legge dalla cessazione. La cassa integrazione la attiva il datore di lavoro presso l'INPS.

In cassa integrazione sono disoccupato?

No: il rapporto prosegue, sospeso o a orario ridotto. Resta l'obbligo di disponibilità a riprendere l'attività quando l'azienda lo richiede.

Quali obblighi ho con la NASpI?

Occorre rendere la dichiarazione di immediata disponibilità, sottoscrivere il patto di servizio e partecipare alle politiche attive, pena la decadenza dalla prestazione.

Quanto durano e quanto valgono?

La durata e l'importo dipendono dalla storia contributiva e dalla retribuzione, secondo regole che cambiano nel tempo: per i valori aggiornati si rinvia alle circolari INPS vigenti.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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