Indice
In sintesi
- L'art. 17 TUI disciplina l'allontanamento dei cittadini di Stati membri UE dal territorio italiano: regime distinto dall'espulsione degli stranieri extra-UE.
- Per i cittadini UE l'allontanamento è possibile solo per motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza o sanità pubblica, secondo la Direttiva 2004/38/CE recepita dal D.Lgs. 30/2007.
- Il provvedimento è adottato dal Prefetto (motivi di ordine pubblico) o dal Ministro dell'Interno (motivi di sicurezza dello Stato).
- Lo straniero UE può fare ricorso al TAR entro 60 giorni; l'esecuzione non è sospesa, ma è ammessa sospensione cautelare in presenza di gravi motivi.
- Sono tutelati i familiari (anche extra-UE) di cittadini UE, i titolari di soggiorno permanente, i soggetti che hanno legami familiari, lavorativi, scolastici consolidati.
- L'allontanamento richiede valutazione di proporzionalità e considera la durata del soggiorno, l'integrazione, l'età, le condizioni di salute, i legami familiari (CGUE Tsakouridis).
Testo dell'articoloVigente
1. Le disposizioni del presente testo unico non si applicano ai cittadini degli Stati membri dell’Unione europea, salvo quelle eventualmente più favorevoli.
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Commento
Cittadini UE: un regime privilegiato
L'art. 17 del T.U. Immigrazione disciplina l'allontanamento dei cittadini UE dal territorio italiano, regime sostanzialmente distinto da quello dell'espulsione degli stranieri extra-UE (art. 13 TUI). La distinzione riflette la differente posizione giuridica dei cittadini europei, titolari del diritto di libera circolazione e soggiorno ex art. 20 TFUE e Direttiva 2004/38/CE. Il T.U. costituisce sostanzialmente cornice di richiamo: la disciplina di dettaglio è contenuta nel D.Lgs. 30/2007, di recepimento della direttiva.
Presupposti dell'allontanamento UE
Il c. 1 ammette l'allontanamento solo per: (a) motivi di ordine pubblico; (b) pubblica sicurezza; (c) sanità pubblica. I motivi devono essere fondati su valutazione personale, non basata su mere presunzioni o automatismi (la condanna penale non basta da sola). La Direttiva 2004/38/CE all'art. 27 impone che il comportamento personale rappresenti una minaccia reale, attuale e sufficientemente grave a un interesse fondamentale della società. La CGUE (C-371/08 Tsakouridis, C-145/09 Land Baden-Württemberg) ha definito gli standard di valutazione.
Procedimento e autorità competente
Il provvedimento è adottato dal Prefetto per motivi di ordine pubblico e dal Ministro dell'Interno per motivi di sicurezza dello Stato. Si applica il rito della L. 241/1990 con avviso di avvio del procedimento, possibilità di osservazioni, motivazione adeguata, traduzione (se necessaria). Il provvedimento indica il termine per la partenza (in linea di massima non meno di un mese) e il divieto di rientro (per ragioni di ordine pubblico, da revoca quando le ragioni cessano). Si applica integralmente il D.Lgs. 30/2007 artt. 20-22.
Tutela giurisdizionale
Contro il provvedimento è ammesso ricorso al TAR entro 60 giorni dalla notifica. Si applica il rito amministrativo ordinario. Non vi è sospensione automatica dell'esecuzione; il TAR può tuttavia disporre sospensione cautelare in presenza di gravi motivi. La giurisprudenza amministrativa ha richiesto rigore istruttorio sulle valutazioni di pericolosità e ha annullato provvedimenti adottati su elementi generici. La CGUE ha ribadito che il sindacato giurisdizionale deve essere effettivo (art. 47 Carta UE) e che il giudice deve poter valutare anche le ragioni di proporzionalità.
Tutele rafforzate per cittadini integrati
Il D.Lgs. 30/2007 prevede tutele crescenti in funzione dell'integrazione: (a) cittadini UE con soggiorno permanente (5 anni di residenza regolare): allontanabili solo per gravi motivi di ordine pubblico o pubblica sicurezza; (b) cittadini UE con 10 anni di residenza o minori: allontanabili solo per motivi imperativi di pubblica sicurezza. La CGUE (Tsakouridis) ha richiamato la necessità che la valutazione consideri legami familiari, integrazione, durata del soggiorno, condizioni di salute. L'art. 8 CEDU sulla vita privata e familiare si applica integralmente.
Familiari extra-UE e profili specifici
I familiari extra-UE di cittadini UE (coniugi, partner registrati, figli, ascendenti a carico) beneficiano della stessa protezione del cittadino UE ai fini dell'allontanamento. La Direttiva 2004/38/CE e il D.Lgs. 30/2007 estendono loro le garanzie sostanziali e procedurali. La giurisprudenza CGUE (Metock C-127/08, Coman C-673/16) ha esteso interpretativamente la nozione di familiare. In caso di scioglimento del legame (separazione, divorzio), il familiare extra-UE può mantenere il diritto di soggiorno alle condizioni del D.Lgs. 30/2007 art. 14.
Massime giurisprudenziali
Corte Cost., sent. n. 245/2011
Perché è importante: Diritto al matrimonio dello straniero
Prassi e linee guida
Permessi di soggiorno · Permessi di soggiorno e visti
Min. Interno
Hub del Ministero dell'Interno su visti, permessi di soggiorno e relativi adempimenti.
Leggi il documento su www.interno.gov.itPolitiche del lavoro · Lavoratori stranieri
Lavoro.gov.it
Hub del Ministero del Lavoro su disciplina, ingresso e tutela dei lavoratori stranieri.
Leggi il documento su www.lavoro.gov.itCasi pratici
Caso 1: Tizio: cittadino rumeno con precedenti
Tizio, rumeno, ha cumulato condanne per furto. Il Prefetto valuta allontanamento ex art. 17 c. 1: occorre dimostrare minaccia reale e attuale. La sola condanna non basta. Si considera durata del soggiorno (4 anni) e legami familiari (figlio italiano).
Caso 2: Caio: cittadino francese, motivi sicurezza
Caio, francese, indiziato di terrorismo. Il Ministro dell'Interno emette decreto di allontanamento ex art. 17 c. 1. Impugnazione al TAR Lazio: il giudice valuta gravità e proporzionalità.
Caso 3: Sempronia: cittadina UE con 10 anni residenza
Sempronia, polacca residente da 11 anni, lavoratrice. Condannata per truffa. L'allontanamento è possibile solo per motivi imperativi di pubblica sicurezza ex D.Lgs. 30/2007: il giudice valuta integrazione consolidata e bilanciamento.
Caso 4: Commento applicativo
L'art. 17 TUI rinvia al D.Lgs. 30/2007 per il regime privilegiato dei cittadini UE: allontanamento solo per ordine pubblico/sicurezza, valutazione personale di minaccia reale e attuale, sindacato TAR, tutele crescenti per soggiorno consolidato. CGUE ha standard rigorosi.
Domande frequenti
Si possono espellere i cittadini UE?
Sì, ma solo per motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza o sanità pubblica, mai per soggiorno irregolare. Il regime è disciplinato dall'art. 17 TUI e dal D.Lgs. 30/2007 di recepimento della direttiva 2004/38/CE.
Quale autorità decide?
Il Prefetto per motivi di ordine pubblico, il Ministro dell'Interno per motivi di sicurezza dello Stato. Si applica la L. 241/1990 con avviso, contraddittorio e motivazione adeguata.
Come si impugna?
Con ricorso al TAR entro 60 giorni dalla notifica. Il ricorso non sospende automaticamente l'esecuzione, ma il TAR può disporre sospensione cautelare in presenza di gravi motivi.
Esistono tutele rafforzate?
Sì. Cittadini UE con soggiorno permanente (5 anni): allontanabili solo per gravi motivi. Con 10 anni di residenza o minori: solo per motivi imperativi di pubblica sicurezza. La CGUE (Tsakouridis) impone valutazione concreta dell'integrazione.
I familiari extra-UE sono tutelati?
Sì. Coniugi, partner registrati, figli e ascendenti a carico di cittadini UE beneficiano della stessa protezione del cittadino UE in materia di allontanamento, ai sensi del D.Lgs. 30/2007 e della direttiva 2004/38/CE.
Vedi anche