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Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Domande frequenti
  4. Vedi anche
In sintesi
  • La sicurezza stradale è obiettivo primario sociale ed economico dello Stato.
  • La circolazione di pedoni, veicoli e animali è regolata dal Codice della Strada e dai provvedimenti attuativi, nel rispetto della normativa UE e internazionale.
  • Obiettivi del CdS: razionale gestione mobilità, protezione salute, salvaguardia vita umana, tutela ambiente, risparmio energetico.
  • Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti elabora ogni 2 anni le direttive nazionali sui problemi del traffico, vincolanti per enti proprietari e gestori.

Testo dell'articoloVigente

Art. 1 C.d.S. – Principi generali

In vigore dal 1° gennaio 1993 (D.Lgs. 285/1992)

1. La sicurezza delle persone, nella circolazione stradale, rientra tra le finalità primarie di ordine sociale ed economico perseguite dallo Stato.

2. La circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali sulle strade è regolata dalle norme del presente codice e dai provvedimenti emanati in applicazione di esso, nel rispetto delle normative internazionali e comunitarie in materia. Le norme e i provvedimenti attuativi si ispirano al principio della sicurezza stradale, perseguendo gli obiettivi: di una razionale gestione della mobilità; della protezione della salute; della salvaguardia della vita umana, della tutela dell’ambiente; del risparmio energetico.

3. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministeri dell’interno e dell’ambiente, sentiti i Ministri competenti, su parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici e della Conferenza unificata Stato-Regioni-città, elabora ogni due anni le direttive per lo studio dei problemi del traffico e per la programmazione degli interventi sulla rete viaria.

4. Le direttive e le prescrizioni di cui al comma 3 hanno carattere vincolante per tutti gli enti proprietari e gestori delle strade.

Commento

Il quadro programmatico del Codice della Strada

L'art. 1 del D.Lgs. 285/1992 apre il Codice della Strada con una norma di natura programmatica, non disciplinare di condotte specifiche, ma rivolta a fissare gli obiettivi e i principi-cardine dell'intero impianto normativo. La disposizione è cruciale per orientare l'interpretazione di ogni norma successiva, perché ogni regola del CdS va letta alla luce delle finalità qui dichiarate.

La sicurezza stradale come obiettivo primario

Il primo comma eleva la sicurezza delle persone nella circolazione stradale al rango di finalità primaria di ordine sociale ed economico perseguita dallo Stato. La scelta lessicale non è casuale: collocare la sicurezza tra le finalità "primarie" significa attribuirle pari dignità rispetto ad altri valori costituzionalmente protetti come la salute (art. 32 Cost.) e l'incolumità pubblica. La giurisprudenza di legittimità e amministrativa ha utilizzato spesso questo comma come parametro per valutare la proporzionalità di provvedimenti restrittivi della circolazione (chiusure al traffico, limiti di velocità, ZTL, sanzioni amministrative).

L'ambito oggettivo e i destinatari

Il secondo comma definisce l'ambito oggettivo della disciplina: la circolazione di pedoni, veicoli e animali sulle strade. Si tratta di una tripartizione molto ampia, che fa del CdS un codice generale della mobilità terrestre, non limitato ai soli veicoli a motore. Le norme attuative comprendono il regolamento di esecuzione (D.P.R. 495/1992), le direttive ministeriali, le ordinanze prefettizie (art. 6) e sindacali (art. 7), oltre alle norme tecniche emanate dal MIT.

Coordinamento con il diritto UE e internazionale

Il riferimento alle normative internazionali e comunitarie è il ponte tra ordinamento nazionale e Convenzioni di Vienna (1968) e Ginevra (1949) sulla circolazione stradale, oltre alle direttive UE su patenti, omologazioni, sicurezza veicoli, infrastrutture stradali (Reg. UE 168/2013 sui veicoli a motore a due o tre ruote, Direttiva 2008/96/CE infrastrutture). La conformità del diritto interno a queste fonti è oggetto di valutazione costante da parte della Corte di giustizia UE e del giudice ordinario nazionale.

Gli obiettivi strategici: mobilità, salute, vita, ambiente, energia

L'elenco di obiettivi del comma 2 ha valore ermeneutico: nella scelta tra interpretazioni alternative di norme successive, va privilegiata quella che meglio realizza questi fini. Il "risparmio energetico" e la "tutela dell'ambiente" sono entrati di recente al centro del dibattito su veicoli elettrici, ZTL, micromobilità: l'interpretazione evolutiva di queste finalità sostiene scelte amministrative innovative (Low Emission Zones, piste ciclabili obbligatorie nei PUMS).

Le direttive biennali del MIT

Il terzo comma istituisce un meccanismo di programmazione strategica a cadenza biennale: il MIT, con il concerto dei Ministeri dell'interno e dell'ambiente, sentita la Conferenza unificata Stato-Regioni-città, emana direttive vincolanti per studio dei problemi del traffico e programmazione interventi viari. Si tratta di atti normativi secondari di portata generale, soggetti a pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

La vincolatività per enti proprietari e gestori

Il quarto comma chiarisce che le direttive del MIT hanno carattere vincolante per tutti gli enti proprietari e gestori delle strade: ANAS per la rete nazionale, Regioni e Province per le rispettive arterie, Comuni per la viabilità urbana, concessionari autostradali per le tratte in gestione. La violazione delle direttive può configurare responsabilità amministrativa e contabile, nonché profili di danno erariale.

Domande frequenti

Cosa stabilisce l'art. 1 del Codice della Strada?

Fissa i principi generali del CdS: la sicurezza nella circolazione è obiettivo primario dello Stato; la circolazione di pedoni, veicoli e animali è regolata dal codice nel rispetto della normativa internazionale e UE; gli obiettivi sono mobilità razionale, protezione salute, salvaguardia vita, tutela ambiente, risparmio energetico.

L'art. 1 CdS prevede sanzioni?

No, è una norma programmatica che fissa principi e obiettivi. Le sanzioni sono nei successivi articoli (titolo VI). L'art. 1 serve come parametro interpretativo: ogni norma del CdS va letta alla luce delle finalità dichiarate qui.

Le direttive biennali del MIT sono vincolanti?

Sì, il comma 4 le rende vincolanti per tutti gli enti proprietari e gestori delle strade (ANAS, Regioni, Province, Comuni, concessionari). La loro violazione può comportare responsabilità amministrativa e danno erariale.

L'art. 1 CdS si applica anche a biciclette e monopattini?

Sì, il comma 2 fa riferimento a 'veicoli' in senso generale, includendo biciclette (art. 50), monopattini elettrici (L. 160/2019), velocipedi e ogni mezzo di trasporto su strada. I principi di sicurezza, tutela ambiente e risparmio energetico orientano la disciplina specifica della micromobilità.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 31 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.