Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Ogni rinnovo contrattuale produce lo stesso equivoco: il comunicato annuncia una cifra media, il cedolino ne mostra un’altra, e la distanza fra le due viene letta come una promessa tradita. Nel caso del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 la cifra annunciata è 143 euro per i docenti di scuola. È un dato reale, ma è una media a regime calcolata sull’intera platea: chi sta nelle prime fasce prenderà meno, chi è a fine carriera prenderà di più. Questa scheda ricostruisce il calcolo esatto, voce per voce.

Le due voci che compongono l’aumento

Per un docente di ruolo l’incremento a regime deriva da due voci soltanto, con periodicità diverse:

  • lo stipendio tabellare della Tabella A1, che si corrisponde per 13 mensilità;
  • la retribuzione professionale docenti della Tabella A3, che si corrisponde per 12 mensilità e aumenta solo dal 1° gennaio 2027.

La distinzione fra tredici e dodici mensilità non è un dettaglio contabile: sbagliarla significa sovrastimare o sottostimare l’aumento annuo di un centinaio di euro.

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Il calcolo per i quattro profili docenti

Importi lordi in euro, a regime dal 1° gennaio 2027. Il tabellare viene dalla Tabella A1, la RPD dalla Tabella A3 (5,30 euro per la fascia 0-14 anni, 6,60 per 15-27, 8,30 da 28 anni).
Profilo e fascia Tabellare 2027 × 13 RPD 2027 × 12 Totale annuo Equivalente mensile
Infanzia/primaria, 0-8 anni 1.432,08 63,60 1.495,68 124,64
Infanzia/primaria, da 35 anni 2.072,72 99,60 2.172,32 181,03
Scuola media, 0-8 anni 1.550,12 63,60 1.613,72 134,48
Scuola media, da 35 anni 2.296,71 99,60 2.396,31 199,69
Diplomato II grado, da 35 anni 2.137,59 99,60 2.237,19 186,43
Laureato II grado, 0-8 anni 1.550,12 63,60 1.613,72 134,48
Laureato II grado, 15-20 anni 1.938,04 79,20 2.017,24 168,10
Laureato II grado, da 35 anni 2.409,94 99,60 2.509,54 209,13

Il valore mediano di questa scala si colloca intorno ai 170-180 euro mensili, sopra la media dichiarata. La ragione è che la media ARAN include il personale ATA e i profili delle fasce iniziali, dove gli importi sono sensibilmente più bassi.

Il 2025 e il 2026: solo tabellare

Nei primi due anni la RPD non si muove. Un docente laureato di II grado a fine carriera riceve quindi 64,69 euro mensili nel 2025 (840,97 euro annui) e 129,40 nel 2026 (1.682,20 euro annui): l’aumento vero arriva con la terza tranche.

Un punto che genera molte contestazioni al primo cedolino: gli incrementi indicati nelle tabelle non si sommano all’indennità di vacanza contrattuale già percepita. Gli artt. 4, 8, 12 e 16 del contratto, ciascuno per il proprio settore, dispongono che gli aumenti «devono intendersi comprensivi dell’anticipazione di cui all’art. 47-bis, comma 2, del d.lgs. n. 165 del 2001», erogata in base all’art. 1, comma 128 della legge 30 dicembre 2024 n. 207. Quell’anticipazione viene quindi scomputata: chi la percepiva da mesi vede in busta paga la differenza, non l’intero importo di tabella.

Che cosa non è compreso

Restano fuori tutte le voci accessorie: funzioni strumentali, ore eccedenti, attività aggiuntive di insegnamento, compensi del fondo di istituto. Il contratto del 1° luglio 2026 non le tocca, perché interviene solo sul trattamento fondamentale. Restano fuori anche le voci legate alla sede e all’incarico, che dipendono dalla contrattazione integrativa di istituto.

Le fonti da consultare

Domande frequenti

Da dove viene la cifra di 143 euro?

È la media dichiarata dall’ARAN per il personale docente della scuola, riferita al valore a regime dal 1° gennaio 2027 e calcolata per 13 mensilità. Non compare in nessuna tabella del contratto: gli importi contrattuali sono quelli delle Tabelle A1 e A3, differenziati per ordine di scuola e fascia di anzianità.

Un docente di primaria prenderà 143 euro?

No, meno. Nella fascia 0-8 anni l’incremento a regime vale 1.495,68 euro annui fra tabellare e RPD, pari a 124,64 euro al mese. Si arriva sopra i 143 euro solo dalle fasce centrali in poi.

Perché il tabellare si moltiplica per 13 e la RPD per 12?

Perché il contratto lo dice espressamente: la Tabella A1 indica valori «da corrispondere per 13 mensilità», la Tabella A3 valori «da corrispondere per 12 mensilità». La tredicesima segue il tabellare ma non la retribuzione professionale.

L’aumento è al lordo o al netto?

Al lordo. Sugli importi si applicano la ritenuta previdenziale e l’IRPEF con le aliquote per scaglioni: l’incremento netto in busta paga si aggira, a seconda del reddito complessivo, intorno al 65-70 per cento del lordo.

Risorse correlate

I contenuti hanno finalità divulgativa e riportano il testo del CCNL del comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027 (parte economica) sottoscritto in via definitiva all’ARAN il 1° luglio 2026. Il negoziato sulla parte normativa prosegue: le materie non trattate restano regolate dal CCNL 23 dicembre 2025. Per la propria posizione individuale si raccomanda di verificare il cedolino e di rivolgersi alla segreteria amministrativa o alla propria organizzazione sindacale.

In sintesi

  • I 143 euro per i docenti (e i 137 di comparto) sono medie ARAN a regime: non compaiono in nessuna tabella del contratto.
  • L’aumento certo si ottiene sommando il tabellare della Tabella A1 per 13 mensilità e la RPD della Tabella A3 per 12.
  • Per un docente laureato di II grado a fine carriera il totale a regime è di 2.509,54 euro lordi l’anno, pari a 209,13 euro al mese.
  • Per un docente di scuola primaria nella prima fascia il totale è di 1.495,68 euro l’anno, pari a 124,64 euro al mese.
  • Dall’importo va poi detratta l’indennità di vacanza contrattuale già percepita, che il contratto assorbe.

Domande frequenti

Da dove viene la cifra di 143 euro?

È la media dichiarata dall’ARAN per il personale docente della scuola, riferita al valore a regime dal 1° gennaio 2027 e calcolata per 13 mensilità. Non compare in nessuna tabella del contratto: gli importi contrattuali sono quelli delle Tabelle A1 e A3, differenziati per ordine di scuola e fascia di anzianità.

Un docente di primaria prenderà 143 euro?

No, meno. Nella fascia 0-8 anni l’incremento a regime vale 1.495,68 euro annui fra tabellare e RPD, pari a 124,64 euro al mese. Si arriva sopra i 143 euro solo dalle fasce centrali in poi.

Perché il tabellare si moltiplica per 13 e la RPD per 12?

Perché il contratto lo dice espressamente: la Tabella A1 indica valori «da corrispondere per 13 mensilità», la Tabella A3 valori «da corrispondere per 12 mensilità». La tredicesima segue il tabellare ma non la retribuzione professionale.

L’aumento è al lordo o al netto?

Al lordo. Sugli importi si applicano la ritenuta previdenziale e l’IRPEF con le aliquote per scaglioni: l’incremento netto in busta paga si aggira, a seconda del reddito complessivo, intorno al 65-70 per cento del lordo.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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