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In sintesi
- Rimanenze finali = componente positivo: il valore delle rimanenze di magazzino a fine esercizio aumenta il reddito imponibile; quelle iniziali lo riducono (art. 92 TUIR).
- LIFO come valore minimo fiscale: la legge impone un valore minimo di iscrizione calcolato con il metodo LIFO a scatti annuali; si puo usare FIFO o costo medio ponderato, ma solo se danno un valore non inferiore al minimo LIFO.
- Metodi alternativi ammessi: FIFO (primo entrato, primo uscito) e costo medio ponderato sono entrambi accettati fiscalmente, purche il valore risultante non scenda sotto la soglia LIFO.
- Primo esercizio: se non ci sono rimanenze iniziali (primo anno di attivita o primo anno di produzione di quella tipologia di beni), il valore minimo e determinato in base al costo dei beni presenti al termine dell’esercizio.
- Impatto dichiarativo: le variazioni di rimanenze che non coincidono con la valutazione fiscale vanno indicate nel rigo RF13 del quadro RF con variazione in aumento o in diminuzione.
Come funziona la valutazione fiscale delle rimanenze di magazzino
Le rimanenze di magazzino sono i beni che un’impresa non ha ancora venduto alla fine dell’esercizio. Dal punto di vista fiscale, queste scorte non sono un costo sospeso: sono un componente positivo di reddito. Il ragionamento e semplice: se hai comprato della merce e non l’hai ancora venduta, non puoi dedurre il costo come se l’avessi ‘consumata’. Le rimanenze finali entrano quindi nel calcolo del reddito d’impresa come valore positivo, mentre le rimanenze iniziali (quelle dell’anno precedente) entrano come valore negativo.
L’art. 92 del TUIR disciplina le regole di valutazione. Il principio cardine e che il fisco vuole evitare che le imprese sopravvalutino le rimanenze iniziali o sottovalutino quelle finali per ridurre artificialmente il reddito. Per questo motivo la norma fissa un valore minimo fiscale: quello calcolato con il metodo LIFO a scatti annuali (Last In, First Out, cioe ‘ultimo entrato, primo uscito’). Sotto quella soglia non si puo scendere.
Nella pratica le imprese usano spesso criteri di bilancio diversi dal LIFO: il metodo FIFO (First In, First Out, cioe ‘primo entrato, primo uscito’) o il costo medio ponderato. Entrambi sono fiscalmente accettati, ma solo se il valore che producono non risulta inferiore al minimo LIFO. Se il valore di bilancio e piu alto del minimo LIFO, si usa il valore di bilancio; se e piu basso, occorre apportare una variazione in aumento nella dichiarazione.
Il punto critico per molte piccole imprese e capire quando sorge un obbligo di variazione fiscale. Nella maggior parte dei casi in cui si usa il costo medio ponderato o il FIFO con prezzi stabili o in aumento, il valore di bilancio e uguale o superiore al minimo LIFO e non occorre alcun aggiustamento. Il problema si pone nei periodi di deflazione o di forte calo dei prezzi, quando il LIFO potrebbe dare un valore piu basso di quello di bilancio.
| Metodo | Ammesso fiscalmente? | Condizione |
|---|---|---|
| LIFO a scatti annuali | Si (e il valore minimo fiscale) | Sempre ammesso; definisce il pavimento sotto cui non si puo scendere |
| FIFO (primo entrato, primo uscito) | Si | Solo se il valore risultante non e inferiore al minimo LIFO |
| Costo medio ponderato (CMP) | Si | Solo se il valore risultante non e inferiore al minimo LIFO |
| Valore normale di mercato (se inferiore al costo) | Si, in casi specifici | Ammesso se il valore di realizzo e inferiore al costo; richiede documentazione |
Esempio pratico
-
Alfa SRL ha rimanenze finali 2024 (= rimanenze iniziali 2025) di 100.000 euro valutate a costo medio ponderato. Nel corso del 2025 acquista nuovi beni per 200.000 euro. A fine 2025 le rimanenze fisiche residue ammontano a 80 unita. Con il costo medio ponderato il valore di bilancio e 90.000 euro. Con il metodo LIFO a scatti il valore minimo fiscale sarebbe 85.000 euro. Poiche 90.000 > 85.000, non occorre alcuna variazione in dichiarazione: il valore di bilancio supera il minimo. Se invece — in uno scenario di prezzi in calo — il costo medio ponderato avesse dato 80.000 euro (sotto il minimo LIFO di 85.000), Alfa SRL avrebbe dovuto indicare nel rigo RF13 una variazione in aumento di 5.000 euro.
Documenti necessari
- Inventario di magazzino al 31 dicembre, firmato dal legale rappresentante
- Libro degli inventari (per le imprese in contabilita ordinaria)
- Prospetto di calcolo del valore delle rimanenze con il metodo adottato in bilancio
- Prospetto di calcolo del valore minimo LIFO (se il metodo usato in bilancio e diverso dal LIFO)
- Fatture di acquisto dei beni in rimanenza (per documentare il costo)
Alfa SRL: primo anno di produzione di un nuovo prodotto
Scenario. Alfa SRL, che produce componenti meccanici, lancia nel 2025 una nuova linea di prodotti. A fine 2025 ha in magazzino 500 pezzi di questo nuovo articolo, mai presente negli anni precedenti. Il costo unitario di produzione e 40 euro, per un totale di 20.000 euro.
Come si applica. Poiche non ci sono rimanenze iniziali del nuovo prodotto (e il primo anno di produzione di quella tipologia), il valore minimo LIFO coincide con il costo dei beni presenti a fine esercizio: 20.000 euro. Non occorre alcuna variazione in dichiarazione se il valore di bilancio e uguale o superiore a 20.000 euro. Le rimanenze finali da 20.000 euro entrano nel quadro RF come componente positivo, aumentando il reddito imponibile dell’esercizio. Le stesse rimanenze diventeranno rimanenze iniziali 2026 e ridurranno il reddito di quell’anno.
In pratica
- Documentare il costo unitario di produzione con i dati di costo industriale (materie prime, manodopera, costi diretti)
- Verificare che il valore di bilancio non sia inferiore al costo effettivo: in caso di svalutazione a valori di mercato occorre valutare l’impatto fiscale
- Indicare le rimanenze finali nel conto economico e, se divergono dalla valutazione fiscale, apportare la variazione nel rigo RF13
Beta SNC: prezzi in calo, metodo CMP sotto il minimo LIFO
Scenario. Beta SNC, grossista di materie prime, usa il costo medio ponderato. A fine 2025 il valore di bilancio delle rimanenze e 120.000 euro. Il calcolo del minimo LIFO a scatti, considerando che nello strato 2025 i prezzi sono scesi rispetto agli anni precedenti, da un minimo fiscale di 130.000 euro.
Come si applica. Il valore di bilancio (120.000 euro) e inferiore al minimo LIFO (130.000 euro). Beta SNC deve apportare una variazione in aumento di 10.000 euro nel rigo RF13 del quadro RF della dichiarazione. In questo modo il reddito imponibile cresce di 10.000 euro rispetto a quanto risulterebbe dal solo conto economico. Questa differenza si ‘recupera’ negli anni successivi quando le rimanenze iniziali (valorizzate a 130.000) riducono il reddito di 130.000 euro invece di 120.000.
In pratica
- Calcolare ogni anno il valore minimo LIFO a scatti e confrontarlo con il valore di bilancio prima di chiudere la dichiarazione
- Se il valore di bilancio e inferiore al minimo LIFO, indicare la differenza come variazione in aumento nel rigo RF13
- Conservare il prospetto di calcolo del LIFO tra la documentazione fiscale dell’esercizio
Quando rivolgersi a un professionista
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Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Cosa significa che le rimanenze finali sono un componente positivo di reddito?
Significa che il valore delle merci non ancora vendute a fine anno aumenta il reddito imponibile. Se un’impresa compra 100.000 euro di merce e ne vende solo la meta, non puo dedurre tutto il costo: le rimanenze da 50.000 euro (circa) vengono ‘restituite’ al reddito come componente positivo. Si recupereranno come costo (componente negativo) l’anno successivo, quando saranno rimanenze iniziali.
Qual e il metodo di valutazione obbligatorio ai fini fiscali?
Non esiste un unico metodo obbligatorio, ma esiste un valore minimo obbligatorio: quello calcolato con il LIFO a scatti annuali. Si puo usare FIFO o costo medio ponderato, ma solo se il valore che producono non scende sotto quel minimo. Se scende, occorre una variazione in aumento nella dichiarazione.
Cosa succede se il valore di bilancio e superiore al minimo LIFO?
Niente di speciale: si usa il valore di bilancio. Non occorre alcuna variazione. Il problema sorge solo quando il valore di bilancio e inferiore al minimo LIFO, situazione che si verifica tipicamente in periodi di calo dei prezzi.
Le rimanenze di prodotti finiti si valutano allo stesso modo di quelle di merci?
L’art. 92 TUIR si applica in linea generale ai beni alla cui produzione o al cui scambio e diretta l’attivita dell’impresa. Per i prodotti finiti il costo da considerare e il costo di produzione, non il solo costo di acquisto delle materie prime. Le regole di confronto con il minimo LIFO sono le stesse.
Come si indicano le rimanenze nella dichiarazione dei redditi?
Se il valore di bilancio coincide con quello fiscale, non occorre alcuna variazione: le rimanenze finali entrano direttamente nel conto economico. Se invece c’e una differenza (valore di bilancio inferiore al minimo LIFO), la variazione in aumento va indicata nel rigo RF13 del quadro RF del modello Redditi SC.
Domande frequenti
Cosa significa che le rimanenze finali sono un componente positivo di reddito?
Significa che il valore delle merci non ancora vendute a fine anno aumenta il reddito imponibile. Se un'impresa compra 100.000 euro di merce e ne vende solo la meta, non puo dedurre tutto il costo: le rimanenze da 50.000 euro (circa) vengono 'restituite' al reddito come componente positivo. Si recupereranno come costo (componente negativo) l'anno successivo, quando saranno rimanenze iniziali.
Qual e il metodo di valutazione obbligatorio ai fini fiscali?
Non esiste un unico metodo obbligatorio, ma esiste un valore minimo obbligatorio: quello calcolato con il LIFO a scatti annuali. Si puo usare FIFO o costo medio ponderato, ma solo se il valore che producono non scende sotto quel minimo. Se scende, occorre una variazione in aumento nella dichiarazione.
Cosa succede se il valore di bilancio e superiore al minimo LIFO?
Niente di speciale: si usa il valore di bilancio. Non occorre alcuna variazione. Il problema sorge solo quando il valore di bilancio e inferiore al minimo LIFO, situazione che si verifica tipicamente in periodi di calo dei prezzi.
Le rimanenze di prodotti finiti si valutano allo stesso modo di quelle di merci?
L'art. 92 TUIR si applica in linea generale ai beni alla cui produzione o al cui scambio e diretta l'attivita dell'impresa. Per i prodotti finiti il costo da considerare e il costo di produzione, non il solo costo di acquisto delle materie prime. Le regole di confronto con il minimo LIFO sono le stesse.
Come si indicano le rimanenze nella dichiarazione dei redditi?
Se il valore di bilancio coincide con quello fiscale, non occorre alcuna variazione: le rimanenze finali entrano direttamente nel conto economico. Se invece c'e una differenza (valore di bilancio inferiore al minimo LIFO), la variazione in aumento va indicata nel rigo RF13 del quadro RF del modello Redditi SC.
Vedi anche