Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Come funziona la deducibilità dei compensi agli amministratori

Chi gestisce una SRL o una società per azioni spesso riceve un compenso per il suo ruolo di amministratore. Questo compenso è un costo per la società, ma la deducibilità fiscale non segue le regole ordinarie della competenza (cioè dell’anno in cui il diritto al compenso matura): segue invece il principio di cassa. In pratica conta quando il denaro viene effettivamente versato all’amministratore.

Questa regola, contenuta nell’art. 95, comma 5 del TUIR, crea spesso un disallineamento tra bilancio e dichiarazione dei redditi. La società può aver contabilizzato il compenso dell’amministratore nel conto economico del 2025, ma se non lo ha pagato entro il 31 dicembre 2025, non potrà dedurlo nella dichiarazione relativa a quell’anno. Lo dedurrà nell’anno in cui effettua il pagamento.

C’è una sola eccezione rilevante: il TFM, cioè il Trattamento di Fine Mandato. Si tratta di un’indennità accantonata ogni anno per essere corrisposta all’amministratore alla fine del mandato. In questo caso la deduzione avviene per competenza (anno per anno, man mano che si accantona), ma solo a condizione che il diritto al TFM risulti da un atto con data certa anteriore all’inizio del rapporto di amministrazione.

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Compensi agli amministratori: riepilogo regole fiscali
Tipo di compenso Criterio di deduzione Condizioni
Compenso fisso annuale Cassa (anno del pagamento effettivo) Nessuna – regola sempre applicabile
Compenso maturato ma non pagato a fine anno Indeducibile nell'anno di maturazione Va in variazione in aumento (RF14)
TFM (Trattamento di Fine Mandato) Competenza (accantonamento annuale) Diritto da atto con data certa ANTE inizio mandato
Compenso come partecipazione agli utili Cassa (anno del pagamento) Deducibile in ogni caso

Esempio pratico

  • Alfa SRL delibera a dicembre 2025 un compenso di 30.000 euro all’amministratore Tizio, ma lo paga a febbraio 2026. In bilancio 2025 il costo è già iscritto. In dichiarazione 2025, la società porta 30.000 euro in variazione in aumento al rigo RF14 (compenso contabilizzato, non ancora pagato). Nell’anno 2026, quando paga i 30.000 euro, li porta in variazione in diminuzione al rigo RF40, deducendoli dal reddito 2026. Il costo è lo stesso, ma scivola di un anno fiscale.

Documenti necessari

  • Verbale di assemblea o delibera del CdA che fissa il compenso dell’amministratore
  • Estratto conto bancario o bonifico che attesta il pagamento effettivo
  • Libro giornale e bilancio della società (per la contabilizzazione)
  • Atto con data certa anteriore all’inizio del mandato (per il TFM)
  • Quadro RF del modello Redditi SC (righi RF14 per le variazioni in aumento, RF40 per le deduzioni)

Caso 1 – Compenso deliberato a dicembre, pagato a gennaio

Scenario. Beta SNC delibera a novembre 2025 un compenso di 24.000 euro all’amministratore Caio per l’intero anno 2025. Il pagamento viene effettuato il 15 gennaio 2026.

Come si applica. Il compenso è stato contabilizzato nel conto economico 2025, ma non è stato pagato entro il 31 dicembre 2025. In base all’art. 95 c. 5 TUIR, non è deducibile nel 2025. Beta SNC inserisce 24.000 euro come variazione in aumento al rigo RF14 nella dichiarazione 2025. Quando paga a gennaio 2026, potrà invece dedurli nella dichiarazione relativa al 2026, come variazione in diminuzione al rigo RF40.

In pratica

  • Il compenso conta fiscalmente nell’anno del pagamento, non dell’approvazione.
  • Se vuoi dedurlo nel 2025, devi pagarlo entro il 31 dicembre 2025.
  • Un semplice pagamento posticipato sposta la deduzione di un intero anno fiscale.

Caso 2 – TFM con atto di data certa

Scenario. Tizio viene nominato amministratore di Alfa SRL il 1° marzo 2025. Prima dell’inizio del mandato, in data 25 febbraio 2025, la società stipula con lui un atto notarile che prevede un TFM di 10.000 euro annui, da corrispondere alla scadenza del mandato.

Come si applica. Il TFM è deducibile per competenza: la società può dedurre 10.000 euro all’anno man mano che accantona la quota, senza aspettare il pagamento finale. La condizione fondamentale è che l’atto sia di data certa (in questo caso è notarile) e sia stato sottoscritto prima dell’inizio del rapporto di amministrazione (25 febbraio, anteriore all’inizio del mandato il 1° marzo). Se l’atto fosse stato firmato dopo il 1° marzo, la deduzione per competenza non sarebbe ammessa.

In pratica

  • L’atto istitutivo del TFM deve avere data certa (notaio, ufficiale postale, registrazione) PRIMA dell’inizio del mandato.
  • Solo in questo caso si può dedurre l’accantonamento annuale per competenza.
  • Senza data certa anteriore, il TFM si deduce per cassa, solo quando pagato a fine mandato.

Quando rivolgersi a un professionista

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Domande frequenti

Cosa succede se l'amministratore è anche socio di maggioranza?

La regola di cassa si applica comunque. Non rileva la qualità di socio: anche se Tizio è socio al 100% e amministratore, il compenso si deduce solo nell’anno del pagamento effettivo.

Se pago il compenso in ritardo rispetto alla delibera, perdo la deduzione?

No, non la perdi: la sposti. Dedurrai il compenso nell’anno in cui effettivamente lo paghi, non nell’anno in cui era previsto dalla delibera.

Il TFM si può istituire anche dopo l'inizio del mandato?

Sì, ma in quel caso la deduzione segue il principio di cassa (non per competenza). Per la deduzione per competenza serve che l’atto con data certa preceda l’inizio del mandato.

Come si dimostra il pagamento effettivo all'amministratore?

Con un bonifico bancario tracciabile. I pagamenti in contanti, oltre i limiti di legge, non sono ammessi e possono essere contestati.

I rimborsi spese all'amministratore seguono le stesse regole?

I rimborsi spese analiticamente documentati (con ricevute) sono deducibili secondo le regole ordinarie, distinte da quelle del compenso. Non seguono necessariamente il principio di cassa puro dell’art. 95 c. 5.

Dove inserisco nella dichiarazione i compensi non ancora pagati?

Al rigo RF14 del quadro RF come variazione in aumento. Nell’anno del pagamento, la deduzione va al rigo RF40 come variazione in diminuzione.

Domande frequenti

Cosa succede se l'amministratore è anche socio di maggioranza?

La regola di cassa si applica comunque. Non rileva la qualità di socio: anche se Tizio è socio al 100% e amministratore, il compenso si deduce solo nell'anno del pagamento effettivo.

Se pago il compenso in ritardo rispetto alla delibera, perdo la deduzione?

No, non la perdi: la sposti. Dedurrai il compenso nell'anno in cui effettivamente lo paghi, non nell'anno in cui era previsto dalla delibera.

Il TFM si può istituire anche dopo l'inizio del mandato?

Sì, ma in quel caso la deduzione segue il principio di cassa (non per competenza). Per la deduzione per competenza serve che l'atto con data certa preceda l'inizio del mandato.

Come si dimostra il pagamento effettivo all'amministratore?

Con un bonifico bancario tracciabile. I pagamenti in contanti, oltre i limiti di legge, non sono ammessi e possono essere contestati.

I rimborsi spese all'amministratore seguono le stesse regole?

I rimborsi spese analiticamente documentati (con ricevute) sono deducibili secondo le regole ordinarie, distinte da quelle del compenso. Non seguono necessariamente il principio di cassa puro dell'art. 95 c. 5.

Dove inserisco nella dichiarazione i compensi non ancora pagati?

Al rigo RF14 del quadro RF come variazione in aumento. Nell'anno del pagamento, la deduzione va al rigo RF40 come variazione in diminuzione.

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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