Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Guida pratica · Lavoro · NASpI e disoccupazione

In sintesi

Aprire la partita IVA durante la NASpI è possibile, ma con vincoli precisi. Bisogna comunicarlo all’INPS entro 30 giorni dall’avvio; se il reddito annuo resta sotto la soglia INPS, la NASpI continua in forma ridotta. Se il reddito supera la soglia, la NASpI decade.

Riferimento normativo

D.Lgs. 22/2015, art. 10

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Tabella riepilogativa

NASpI e partita IVA – Schema operativo
Scenario Effetto sulla NASpI
Apertura partita IVA comunicata entro 30 giorni NASpI continua (ridotta) se il reddito annuo è sotto la soglia INPS
Reddito annuo ≤ soglia INPS NASpI ridotta dell’80% del reddito eccedente il minimale INPS annuo
Reddito annuo > soglia INPS Decadenza dalla NASpI; restituzione delle somme percepite in eccesso
Omessa comunicazione entro 30 giorni Decadenza retroattiva dalla data di apertura + recupero indebito
Alternativa: anticipazione in unica soluzione Liquidazione del residuo NASpI esente da tasse (art. 8)

L'obbligo di comunicare entro 30 giorni

Chi apre la partita IVA durante la NASpI deve comunicarlo all’INPS entro 30 giorni dall’avvio dell’attività. La comunicazione avviene tramite il proprio cassetto previdenziale o il patronato, indicando la data di apertura e il reddito annuo presunto. Il mancato rispetto del termine comporta la decadenza retroattiva dalla data di apertura e il recupero delle somme indebitamente percepite.

Come si riduce la NASpI

Se il reddito presunto è sotto la soglia annua stabilita dall’INPS, la NASpI non decade ma viene ridotta dell’80% della quota di reddito che eccede il minimale INPS annuo. Questa riduzione si calcola in anticipo sul reddito presunto e viene conguagliata a fine anno sulla base del reddito effettivo dichiarato. Se il reddito effettivo supera la soglia, la NASpI decade e l’INPS recupera le somme.

L'alternativa: l'anticipazione in unica soluzione

In alternativa alla gestione mensile con riduzione, chi apre la partita IVA può optare per l’anticipazione in unica soluzione prevista dall’art. 8: riceve subito tutte le rate residue, esenti da tasse. È una scelta da valutare attentamente con un professionista, perché in caso di successivo rapporto dipendente comporta restituzione parziale.

Casi pratici

Tizio – apre partita IVA e comunica entro 30 giorni

Tizio apre la partita IVA il 1° marzo e comunica all’INPS il 20 marzo (entro 30 giorni). Il suo reddito presunto è sotto la soglia INPS: la NASpI continua in misura ridotta. A fine anno l’INPS effettua il conguaglio sulla base del reddito effettivo.

Caia – reddito supera la soglia a metà anno

Caia ha comunicato l’apertura della partita IVA e percepisce una NASpI ridotta. A settembre il suo reddito supera la soglia annua INPS: la NASpI decade e dovrà restituire le rate percepite nel periodo in cui il reddito già superava la soglia.

Sempronio – non comunica entro 30 giorni

Sempronio apre la partita IVA il 5 gennaio ma non comunica nulla all’INPS. A marzo l’ente viene a conoscenza dell’apertura: la NASpI decade retroattivamente dal 5 gennaio e Sempronio deve restituire tutto il percepito da quella data.

Domande frequenti

Entro quando devo comunicare all'INPS l'apertura della partita IVA?

Entro 30 giorni dall’avvio dell’attività. La comunicazione tardiva comporta la decadenza retroattiva dalla data di apertura.

Quale soglia di reddito determina la decadenza dalla NASpI?

La soglia è aggiornata annualmente dall’INPS. Per i valori in vigore nell’anno corrente consultare il sito inps.it o una circolare dell’anno.

La NASpI ridotta dura fino alla scadenza originaria?

Sì, se il reddito resta sotto soglia per tutto il periodo. La riduzione mensile si applica su ogni rata, ma la durata complessiva non viene accorciata.

Conviene chiedere l'anticipazione in unica soluzione o tenere la NASpI ridotta?

Dipende dalla stabilità dell’attività e dalle prospettive di reddito. L’anticipazione è esente da tasse ma impone restituzione in caso di nuovo lavoro dipendente; la NASpI ridotta è più flessibile ma soggetta a IRPEF. Valutare con un consulente del lavoro o fiscale.

Posso aprire la partita IVA e chiedere anche la NASpI anticipata?

Sì, sono alternativi: o si chiede l’anticipazione in unica soluzione (esente da tasse, NASpI finisce) oppure si mantiene la NASpI mensile ridotta comunicando entro 30 giorni. Non è possibile fare entrambe le cose.

Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • Aprire la partita IVA durante la NASpI è possibile, ma con vincoli previsti dal D.Lgs. 22/2015, art. 10.
  • L'avvio dell'attività autonoma va comunicato all'INPS entro 30 giorni, indicando data e reddito annuo presunto.
  • Se il reddito resta sotto la soglia INPS, la NASpI prosegue in misura ridotta; se la supera, decade.
  • La riduzione è pari all'80% del reddito presunto eccedente il minimale annuo, con conguaglio a fine anno.
  • L'omessa comunicazione entro 30 giorni comporta decadenza retroattiva e recupero dell'indebito.
  • In alternativa è possibile l'anticipazione in unica soluzione del residuo NASpI (art. 8), esente da imposte.
Indice dei contenuti

Avviare un'attività autonoma mentre si percepisce la NASpI è una scelta legittima e spesso incoraggiata, ma soggetta a regole precise. Il D.Lgs. 22/2015 distingue nettamente tra chi rispetta gli adempimenti e mantiene una NASpI ridotta e chi, omettendo la comunicazione o superando le soglie di reddito, perde il diritto e deve restituire le somme percepite. La gestione corretta dei termini è quindi decisiva.

L'obbligo di comunicazione entro 30 giorni

Chi apre la partita IVA durante la NASpI deve comunicarlo all'INPS entro 30 giorni dall'avvio dell'attività. La comunicazione si effettua tramite il cassetto previdenziale o un patronato, indicando la data di apertura e il reddito annuo presunto. È un adempimento sostanziale: il mancato rispetto del termine produce conseguenze pesanti.

Come si riduce la NASpI

Se il reddito presunto resta sotto la soglia annua stabilita dall'INPS, la NASpI non decade ma viene ridotta dell'80% della quota di reddito che eccede il minimale annuo. La riduzione è calcolata in anticipo sul reddito presunto e poi conguagliata a fine anno sulla base del reddito effettivamente dichiarato. Le soglie e i minimali di riferimento vanno verificati sulle circolari INPS aggiornate.

Quando la NASpI decade

Se il reddito effettivo dell'anno supera la soglia INPS, la NASpI decade e l'ente recupera le somme percepite in eccesso. La decadenza opera anche in caso di omessa comunicazione entro i 30 giorni: in tal caso ha effetto retroattivo dalla data di apertura della partita IVA, con recupero integrale dell'indebito maturato da quel momento.

Il conguaglio di fine anno

Il sistema funziona su base presuntiva durante l'anno e si chiude con un conguaglio: l'INPS confronta il reddito stimato con quello effettivamente dichiarato. Se il reddito reale è inferiore al previsto, può spettare un'integrazione; se superiore, l'INPS recupera la differenza o dichiara la decadenza. È prudente stimare il reddito in modo realistico per evitare recuperi a posteriori.

L'alternativa: l'anticipazione in unica soluzione

In alternativa alla gestione mensile con riduzione, chi avvia un'attività autonoma può chiedere l'anticipazione in unica soluzione prevista dall'art. 8: riceve subito tutte le rate residue della NASpI, esenti da imposte, come incentivo all'autoimprenditorialità. È una scelta da ponderare, perché se si torna a un rapporto dipendente entro un certo periodo può comportare la restituzione parziale di quanto anticipato.

Coordinamento con la gestione previdenziale

L'apertura della partita IVA comporta anche l'iscrizione alla gestione previdenziale competente (gestione separata o gestione artigiani/commercianti, a seconda dell'attività). È bene coordinare per tempo gli adempimenti contributivi con la gestione della NASpI, valutando con un professionista la soluzione più conveniente tra riduzione mensile e anticipazione.

Domande frequenti

Si può aprire partita IVA percependo la NASpI?

Sì, è possibile, ma occorre comunicarlo all'INPS entro 30 giorni e rispettare i limiti di reddito previsti dall'art. 10 del D.Lgs. 22/2015.

Entro quando va comunicata l'apertura all'INPS?

Entro 30 giorni dall'avvio dell'attività, tramite cassetto previdenziale o patronato, indicando data di apertura e reddito annuo presunto.

Di quanto si riduce la NASpI con la partita IVA?

Se il reddito resta sotto la soglia INPS, la NASpI è ridotta dell'80% del reddito eccedente il minimale annuo, con conguaglio a fine anno.

Cosa succede se non comunico entro 30 giorni?

Scatta la decadenza retroattiva dalla data di apertura della partita IVA, con recupero delle somme indebitamente percepite.

Cos'è l'anticipazione in unica soluzione?

È la liquidazione anticipata del residuo NASpI prevista dall'art. 8, esente da imposte, come incentivo all'avvio di un'attività autonoma.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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