Testo dell'articoloVigente
La NASpI è l’indennità di disoccupazione per i lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. Per ottenerla occorrono almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti e la domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione. L’importo e la durata dipendono dalla retribuzione e dalla contribuzione maturata.
Quanta NASpI ti spetta?
Calcola importo e durata dell'indennità di disoccupazione 2026, con massimale e décalage.
Tabella riepilogativa
| Elemento | Regola |
|---|---|
| Stato richiesto | Disoccupazione involontaria (licenziamento, fine contratto, giusta causa, risoluzione protetta) |
| Requisito contributivo | Almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la cessazione |
| Requisito dello stato di disoccupazione | Dichiarazione di disponibilità immediata al lavoro (DID) al Centro per l’impiego |
| Domanda | Telematica all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione |
| Durata massima | 24 mesi (metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni) |
| Décalage | Riduzione mensile dell’importo a partire dal quinto mese (3% al mese) |
| Importi | Aggiornati annualmente dall’INPS con massimale mensile |
Chi ha diritto alla NASpI
La NASpI spetta ai lavoratori dipendenti — compreso il personale artistico e i dirigenti — che si trovano in stato di disoccupazione involontaria. Sono incluse: la perdita del lavoro per licenziamento (anche per giusta causa), la scadenza di un contratto a termine, le dimissioni per giusta causa e la risoluzione consensuale in sede protetta (conciliazione sindacale o Ispettorato del Lavoro). Sono invece escluse le dimissioni volontarie ordinarie, salvo quelle per giusta causa.
Il requisito contributivo
Il lavoratore deve poter far valere almeno 13 settimane di contributi nel quadriennio che precede la data di cessazione del rapporto. Non è richiesto un periodo minimo di anzianità nell’ultimo impiego: rileva la contribuzione complessiva nei 4 anni, anche derivante da più rapporti di lavoro distinti.
Come presentare la domanda
La domanda si presenta esclusivamente in via telematica tramite il sito INPS (portale MyINPS), tramite il proprio patronato di riferimento o tramite un CAF abilitato. Il termine è di 68 giorni dalla cessazione del rapporto. Se presentata entro 8 giorni dalla cessazione, la NASpI decorre dall’ottavo giorno; altrimenti decorre dal giorno successivo alla domanda. Prima o contestualmente alla domanda occorre rendere la Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) al Centro per l’impiego competente.
Décalage: la riduzione mensile
A partire dal quinto mese di fruizione l’importo mensile della NASpI si riduce del 3% ogni mese (décalage). Per i lavoratori con 55 anni o più, il décalage scatta dal settimo mese. Questa riduzione progressiva incentiva la ripresa di un’occupazione nel più breve tempo possibile.
Casi pratici
Tizio viene licenziato dopo 3 anni di lavoro continuativo. Ha accumulato ben più di 13 settimane di contributi nel quadriennio e presenta domanda NASpI entro 68 giorni. Ha diritto all’indennità per una durata pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni, con importo calcolato sulla sua retribuzione media.
Caia si dimette senza una giusta causa: la NASpI non spetta, perché le dimissioni volontarie escludono lo stato di disoccupazione involontaria. Potrà accedere alla NASpI solo se in futuro perderà il lavoro in modo involontario.
Sempronio lavora con un contratto a termine che scade senza rinnovo. La scadenza del contratto costituisce disoccupazione involontaria: se ha almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti, ha diritto alla NASpI e deve presentare domanda entro 68 giorni dalla scadenza.
Domande frequenti
La NASpI spetta anche dopo le dimissioni per giusta causa?
Sì. Le dimissioni per giusta causa — ad esempio mancato pagamento dello stipendio o mobbing — sono equiparate al licenziamento ai fini della NASpI. Occorre documentare la giusta causa.
Quante settimane di contributi servono per la NASpI?
Almeno 13 settimane nei 4 anni che precedono la cessazione del rapporto, indipendentemente da quanti datori di lavoro le abbiano versate.
Entro quando va presentata la domanda NASpI?
Entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, in via telematica tramite INPS, patronato o CAF abilitato.
Il décalage riduce subito l'importo della NASpI?
No. La riduzione del 3% mensile scatta dal quinto mese (dal settimo per chi ha 55 anni o più) e si applica ogni mese successivo fino alla scadenza della prestazione.
La NASpI è compatibile con il lavoro dipendente?
Solo parzialmente. La ripresa di un lavoro dipendente comporta la sospensione o la decadenza dalla NASpI, a seconda della durata del nuovo rapporto. Vedere l’articolo specifico sul cumulo.
Chi non ha diritto alla NASpI?
Non hanno diritto alla NASpI i lavoratori autonomi (per loro esiste la DIS-COLL se collaboratori coordinati), i dipendenti pubblici a tempo indeterminato, i pensionati e chi si dimette volontariamente senza giusta causa.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Domande frequenti
La NASpI spetta anche dopo le dimissioni per giusta causa?
Sì. Le dimissioni per giusta causa — ad esempio mancato pagamento dello stipendio o mobbing — sono equiparate al licenziamento ai fini della NASpI. Occorre documentare la giusta causa.
Quante settimane di contributi servono per la NASpI?
Almeno 13 settimane nei 4 anni che precedono la cessazione del rapporto, indipendentemente da quanti datori di lavoro le abbiano versate.
Entro quando va presentata la domanda NASpI?
Entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, in via telematica tramite INPS, patronato o CAF abilitato.
Il décalage riduce subito l'importo della NASpI?
No. La riduzione del 3% mensile scatta dal quinto mese (dal settimo per chi ha 55 anni o più) e si applica ogni mese successivo fino alla scadenza della prestazione.
La NASpI è compatibile con il lavoro dipendente?
Solo parzialmente. La ripresa di un lavoro dipendente comporta la sospensione o la decadenza dalla NASpI, a seconda della durata del nuovo rapporto. Vedere l'articolo specifico sul cumulo.
Chi non ha diritto alla NASpI?
Non hanno diritto alla NASpI i lavoratori autonomi (per loro esiste la DIS-COLL se collaboratori coordinati), i dipendenti pubblici a tempo indeterminato, i pensionati e chi si dimette volontariamente senza giusta causa.
Vedi anche