Indice
  1. La guida
  2. Vedi anche

La guida

In sintesi

Perché il lavoratore domestico non ha ritenute in busta paga

Chi lavora come colf, badante o baby sitter per una famiglia si trova in una situazione diversa dalla maggior parte dei dipendenti. Il datore di lavoro privato, una persona fisica che assume per la cura della casa o dei familiari, non è obbligato a trattenere l’IRPEF sulla retribuzione: non è sostituto d’imposta. Il lavoratore riceve la paga senza trattenute fiscali e non ha un conguaglio di fine anno.

Questo non vuol dire che il reddito sia esente: le istruzioni del 730 elencano tra i redditi di lavoro dipendente le «retribuzioni corrisposte dai privati agli autisti, giardinieri, collaboratori familiari ed altri addetti alla casa». Se il lavoratore non rientra nei casi di esonero deve presentare la dichiarazione e versare da solo l’IRPEF e le addizionali dovute.

Certificazione Unica o dichiarazione del datore: quale documento serve

Il datore di lavoro domestico non rilascia la Certificazione Unica, perché non è un sostituto d’imposta. Le istruzioni del 730 e del modello Redditi prevedono che i dati del quadro C possano essere ricavati «dalla certificazione rilasciata dal soggetto che non possiede la qualifica di sostituto (ad esempio il privato per il lavoratore domestico)». In pratica è la dichiarazione che la famiglia consegna con il totale delle retribuzioni pagate nell’anno, spesso preparata da chi gestisce le buste paga.

Poiché manca la CU, il numero di giorni di lavoro (rigo C5) va calcolato dal lavoratore: si contano anche festivi, riposi settimanali e giorni non lavorativi, si tolgono i giorni non retribuiti. Per un rapporto part-time si considera comunque l’intero periodo del rapporto.

Dove si indica il reddito della colf nel 730 e nel modello Redditi

Reddito di colf e badanti nella dichiarazione 2026 (redditi 2025)
Cosa 730/2026 Redditi PF 2026
Retribuzione annua Quadro C, righi C1-C3, colonna 1 codice 2, colonna 3 importo Quadro RC, righi RC1-RC3
Giorni di lavoro Rigo C5, colonna 1 (365 per l’intero anno) Rigo RC6
Ritenute Nessuna (il datore non le applica) Nessuna
TFR pagato dal datore privato Non si indica nel 730: si presenta anche il quadro RM del modello Redditi con il suo frontespizio Quadro RM
Frontespizio Lettera «A» nella casella «730 senza sostituto» e casella «Mod. 730 dipendenti senza sostituto» barrata Frontespizio del modello Redditi
Debito F24 entro il 30 giugno, o entro il 30 luglio con lo 0,40% F24 negli stessi termini
Credito Rimborso dell’Agenzia delle Entrate Rimborso o compensazione

Quando la colf è esonerata dalla dichiarazione

Le tabelle di esonero delle istruzioni del 730/2026 valgono anche per il lavoratore domestico. Chi ha soltanto redditi di lavoro dipendente (più eventualmente l’abitazione principale) non deve presentare la dichiarazione se:

Chi ha lavorato solo una parte dell’anno ha detrazioni ridotte in proporzione ai giorni: in quel caso il limite di 8.500 euro non basta e bisogna verificare il calcolo dell’imposta. Chi è esonerato può comunque presentare la dichiarazione, per esempio per detrarre spese sanitarie o recuperare crediti.

TFR della colf: come si dichiara

Il trattamento di fine rapporto pagato da una famiglia arriva senza ritenute, perché anche in questo caso il datore non è sostituto d’imposta. Le istruzioni del 730/2026 prevedono che chi presenta il 730 e ha percepito nel 2025 indennità di fine rapporto da soggetti che non sono sostituti d’imposta presenti anche il quadro RM del modello Redditi PF 2026, con il frontespizio, nei modi e nei termini del modello Redditi. In alternativa si può usare per intero il modello Redditi PF. Il TFR è tassato separatamente dal resto del reddito.

Esempio pratico

  • Tizio lavora come badante a tempo pieno per una famiglia per tutto il 2025 e riceve 14.000 euro di retribuzione, senza ritenute. Non ha altri redditi. Il suo reddito supera 8.500 euro, quindi deve presentare la dichiarazione: sceglie il 730 senza sostituto, riporta i 14.000 euro nel rigo C1 con il codice 2 e 365 giorni nel rigo C5. L’imposta che risulta, al netto delle detrazioni, si paga con F24. Caio, invece, lavora come colf part-time tutto l’anno per 7.000 euro: rientra nell’esonero, ma presenta comunque il 730 per farsi rimborsare l’IRPEF sulle spese sanitarie che ha pagato.

Documenti necessari

  • Certificazione delle retribuzioni 2025 rilasciata dal datore di lavoro domestico (non è una Certificazione Unica)
  • Calcolo dei giorni di lavoro dell’anno
  • Documentazione di eventuali altri redditi percepiti nel 2025
  • Ricevute e fatture delle spese detraibili o deducibili sostenute nel 2025
  • Codice IBAN per ricevere l’eventuale rimborso dall’Agenzia delle Entrate
  • Se c’è stato un TFR: il documento del datore con l’importo pagato

Caso 1 – Colf con unico reddito: obbligo dichiarativo e versamento diretto

Scenario. Tizio lavora come colf per un’unica famiglia per tutto il 2025 e non ha altri redditi. Il datore di lavoro non ha operato ritenute. A inizio anno riceve dalla famiglia la certificazione delle retribuzioni pagate.

Come si applica. Tizio verifica se il suo reddito supera 8.500 euro con 365 giorni di lavoro. Se è obbligato, può scegliere il modello Redditi PF 2026 o il 730 senza sostituto, presentato da solo come precompilato oppure tramite un CAF o un professionista. Se dalla liquidazione emerge un debito IRPEF lo versa con F24; se risulta un credito, il rimborso arriva dall’Agenzia delle Entrate sul conto indicato.

In pratica

  • La certificazione del datore privato attesta il reddito ma non comporta ritenute: l’imposta si calcola in dichiarazione e si versa con F24.
  • Se il reddito da lavoro domestico è l’unico e rientra nell’esonero, la dichiarazione non è obbligatoria, ma può convenire presentarla per recuperare detrazioni o crediti.

Caso 2 – Badante con più datori di lavoro nel corso dell’anno

Scenario. Caio ha lavorato come badante per due famiglie nel 2025: per la prima da gennaio a maggio, per la seconda da giugno a dicembre. Nessuna delle due ha operato ritenute e Caio riceve due certificazioni.

Come si applica. Caio somma i due redditi nel quadro C (o nel quadro RC del modello Redditi) e l’imposta si calcola sul totale. I giorni dei due rapporti si sommano nel rigo C5: se i periodi non si sovrappongono e coprono tutto l’anno, sono 365. Le detrazioni per lavoro dipendente sono calcolate su quel periodo complessivo.

In pratica

  • Con più datori di lavoro domestico si ricevono più certificazioni: i redditi vanno sommati e l’IRPEF si calcola sul totale.
  • I giorni compresi in periodi contemporanei si contano una sola volta.

Quando rivolgersi a un professionista

Il calcolo dei giorni di lavoro, il TFR nel quadro RM e la scelta tra 730 senza sostituto e modello Redditi possono richiedere una verifica. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro. Per i tempi del rimborso vedi la guida sul 730 senza sostituto d’imposta.

Fonti e approfondimenti

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Domande frequenti

Il mio datore di lavoro domestico deve rilasciarmi la Certificazione Unica?

No. Il datore di lavoro domestico non è sostituto d’imposta e non rilascia la CU. Ti consegna una certificazione delle retribuzioni pagate nell’anno, da cui ricavi i dati per il quadro C del 730 o il quadro RC del modello Redditi.

Dove si inserisce il reddito di colf e badanti nel 730?

Nel quadro C, righi da C1 a C3: codice 2 nella colonna 1 e l’importo della retribuzione nella colonna 3. Nel rigo C5 vanno i giorni di lavoro, 365 per l’intero anno. Nel modello Redditi si usa il quadro RC.

Colf e badanti sono esonerati dal 730?

Sì, se hanno solo redditi di lavoro dipendente (più l’abitazione principale) fino a 8.500 euro con 365 giorni di lavoro, o comunque se l’imposta, tolte le detrazioni, non supera 10,33 euro. Altrimenti devono presentare la dichiarazione.

Posso usare il 730 anche se non ho un datore che fa il conguaglio?

Sì, con il 730 senza sostituto: lettera «A» nella casella «730 senza sostituto» e casella «Mod. 730 dipendenti senza sostituto» barrata. Il precompilato si può inviare da soli; l’ordinario tramite CAF o professionista. Il debito si paga con F24, il credito lo rimborsa l’Agenzia.

Come si dichiara il TFR della colf?

Il TFR pagato da un datore che non è sostituto d’imposta va nel quadro RM del modello Redditi PF. Chi presenta il 730 deve inviare anche il quadro RM con il frontespizio del modello Redditi, nei termini di quest’ultimo, oppure usare per intero il modello Redditi.

Come pago l’IRPEF se dalla dichiarazione emerge un debito?

Con il modello F24, entro il 30 giugno oppure entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%. Chi presenta il 730 tramite CAF o professionista riceve il prospetto con gli importi e i codici da usare.

Come ricevo il rimborso se dalla dichiarazione emerge un credito?

Il rimborso lo paga direttamente l’Agenzia delle Entrate, sul conto corrente se hai comunicato l’IBAN, altrimenti con le modalità previste dall’Agenzia.

Cosa succede se non presento la dichiarazione pur essendo obbligato?

L’omessa dichiarazione è sanzionata. Con il ravvedimento operoso, entro i termini previsti, si versano l’imposta, gli interessi legali e la sanzione ridotta.

Da leggere insieme

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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