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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Perché il lavoratore domestico non ha ritenute in busta paga

Chi lavora come colf, badante o baby sitter per una famiglia privata si trova in una situazione diversa rispetto alla maggior parte dei lavoratori dipendenti. Il datore di lavoro privato — una persona fisica che assume il lavoratore per la cura della casa o dei familiari — non ha l’obbligo di operare le ritenute IRPEF sulla retribuzione. In altre parole, non funge da sostituto d’imposta per questa specifica categoria. Il lavoratore riceve lo stipendio lordo senza che venga trattenuta alcuna quota per le imposte.

Questo non significa che il lavoratore domestico non paghi le tasse: significa che, se è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi, deve calcolare e versare da solo l’IRPEF dovuta. La Certificazione Unica che gli viene rilasciata attesta il reddito percepito, ma non dà origine a un conguaglio automatico in busta paga come invece accade per i dipendenti con sostituto d’imposta.

La scelta del modello dichiarativo dipende dalla situazione personale del lavoratore. Di norma il modello Redditi PF è la strada più percorsa, ma è possibile usare anche il 730 senza sostituto se si rientra tra i soggetti che possono farlo. In ogni caso il lavoratore deve valutare se è obbligato a dichiarare oppure se ricade in una delle ipotesi di esonero, tenendo conto di eventuali altri redditi percepiti nel corso dell’anno.

730 senza sostituto vs modello Redditi PF: confronto per il lavoratore domestico
Aspetto 730 senza sostituto Modello Redditi PF
Chi può usarlo Chi ha redditi compatibili con il 730 (es. lavoro dipendente/assimilato) e non ha sostituto che fa il conguaglio Tutti i contribuenti, compresi i lavoratori domestici
Come si presenta Al CAF o a un professionista abilitato; oppure direttamente all'Agenzia (precompilato) Telematicamente all'Agenzia delle Entrate, o tramite CAF/professionista
Rimborso in caso di credito Erogato direttamente dall'Agenzia delle Entrate (non in busta paga) Erogato direttamente dall'Agenzia delle Entrate
Pagamento in caso di debito Modello F24, stessi termini del modello Redditi PF Modello F24 nei termini ordinari
Compilazione frontespizio Lettera 'A' nella casella '730 senza sostituto'; barrare casella 'Mod. 730 dipendenti senza sostituto' Frontespizio dedicato del modello Redditi PF

Esempio pratico

  • Tizio lavora come badante per una famiglia privata e nel 2025 ha percepito un reddito annuo da questo rapporto di lavoro. Non ha altri redditi rilevanti. Poiché il datore di lavoro non ha effettuato ritenute, Tizio deve presentare la dichiarazione e versare l’IRPEF calcolata sul reddito percepito. Sceglie il modello Redditi PF 2026, che presenta telematicamente tramite un CAF. L’importo dovuto emerge dalla liquidazione e viene versato con il modello F24 entro i termini previsti. Caio, invece, lavora come colf part-time e ha un reddito complessivo molto basso: verifica le soglie di esonero e, non avendo altri redditi significativi e rientrando nelle condizioni previste, non è tenuto a presentare la dichiarazione quell’anno. Tuttavia sceglie comunque di presentarla per recuperare un credito derivante da spese sanitarie sostenute nel 2025.

Documenti necessari

  • Certificazione Unica (CU) 2026 rilasciata dal datore di lavoro (anche se privato, deve rilasciarla)
  • Documentazione di eventuali altri redditi percepiti nel 2025 (altri rapporti di lavoro, redditi da fabbricati, ecc.)
  • Ricevute e fatture delle spese detraibili o deducibili sostenute nel 2025
  • Codice IBAN del conto corrente per ricevere l’eventuale rimborso dall’Agenzia delle Entrate
  • Modello F24 precompilato per il versamento dell’IRPEF in caso di debito

Caso 1 — Colf con unico reddito: obbligo dichiarativo e versamento diretto

Scenario. Tizio lavora come colf per un’unica famiglia privata per tutto il 2025 e non ha altri redditi. Il datore di lavoro non ha operato ritenute. A fine anno Tizio riceve la Certificazione Unica con il reddito percepito.

Come si applica. Tizio deve verificare se il suo reddito supera le soglie di esonero previste dalle istruzioni del modello 730. Se è obbligato a dichiarare, può scegliere il modello Redditi PF 2026 o il 730 senza sostituto (presentando quest’ultimo a un CAF o professionista). In entrambi i casi, se dalla liquidazione emerge un debito IRPEF, lo versa con il modello F24. Non riceverà nessun conguaglio automatico in busta paga perché il suo datore di lavoro privato non è sostituto d’imposta. Se invece risulta un credito (ad esempio per spese detraibili), il rimborso gli viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

In pratica

  • La Certificazione Unica del datore privato attesta il reddito ma non genera ritenute: l’imposta eventualmente dovuta va calcolata in dichiarazione e versata con F24.
  • Se il reddito da lavoro domestico è l’unico e rientra nelle soglie di esonero, la dichiarazione non è obbligatoria — ma può comunque convenire presentarla per recuperare detrazioni o crediti.

Caso 2 — Badante con più datori di lavoro nel corso dell'anno

Scenario. Caio ha lavorato come badante per due famiglie diverse nel 2025: per la prima da gennaio a maggio, per la seconda da giugno a dicembre. Entrambi i datori sono privati e non hanno operato ritenute. Caio ha quindi due Certificazioni Uniche.

Come si applica. Avendo due redditi da lavoro domestico in capo a soggetti che non operano ritenute, Caio deve presentare la dichiarazione e cumulare i due redditi. La situazione è più semplice di quanto sembra: i due importi si sommano nel quadro C (o nel corrispondente quadro del modello Redditi), e l’imposta viene calcolata sul totale. Non c’è rischio di mancato conguaglio tra diversi sostituti — perché di sostituti non ce n’è nessuno — ma occorre prestare attenzione al totale del reddito complessivo per verificare se emergono detrazioni spettanti in misura proporzionale al periodo di lavoro effettivo.

In pratica

  • Con più datori di lavoro domestico nel corso dell’anno, si ricevono più Certificazioni Uniche: i redditi vanno sommati tutti nella dichiarazione, e l’IRPEF viene calcolata sul totale.
  • Non essendoci sostituti d’imposta, non c’è il rischio di un ‘doppio conguaglio’ o di ritenute accumulate: tutto passa per la dichiarazione e il pagamento con F24.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

Il mio datore di lavoro privato deve rilasciarmi la Certificazione Unica?

Sì. Anche il datore di lavoro privato è tenuto a rilasciare la Certificazione Unica al lavoratore domestico, attestando il reddito corrisposto nel 2025. La CU è il documento di partenza per compilare la dichiarazione.

Posso usare il modello 730 anche se non ho un datore di lavoro che fa il conguaglio?

Sì, esiste il 730 senza sostituto. Va presentato a un CAF o a un professionista abilitato (oppure direttamente all’Agenzia delle Entrate nella versione precompilata), indicando la lettera ‘A’ nell’apposita casella del frontespizio. Se emerge un debito, si paga con F24; se emerge un credito, il rimborso arriva dall’Agenzia delle Entrate.

Come pago l'IRPEF se dalla dichiarazione emerge un debito?

Si usa il modello F24, indicando il codice tributo corretto per l’IRPEF e l’anno di riferimento (2025). Il pagamento può essere effettuato tramite home banking, servizi telematici dell’Agenzia o sportelli bancari e postali convenzionati. I titolari di partita IVA hanno l’obbligo del canale telematico.

Come ricevo il rimborso se dalla dichiarazione emerge un credito?

Il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Se hai comunicato il tuo IBAN all’Agenzia, viene accreditato sul conto corrente. In alternativa, l’Agenzia eroga il rimborso tramite titoli di credito emessi da Poste Italiane S.p.A.

Sono obbligato a dichiarare il mio reddito da lavoro domestico?

Dipende dall’importo del reddito e dalla presenza di altri redditi. Le istruzioni ufficiali prevedono specifiche soglie di esonero: ad esempio, un lavoratore dipendente con un periodo di lavoro non inferiore a 365 giorni è esonerato se il reddito complessivo non supera 8.500 euro e il conguaglio è stato effettuato dall’ultimo sostituto — ma il lavoratore domestico non ha sostituto, quindi questa condizione non si applica nella stessa misura. Verificare la propria situazione con un CAF è il modo più sicuro per capire se si è obbligati.

Cosa succede se non presento la dichiarazione pur essendo obbligato?

L’omessa presentazione della dichiarazione è una violazione fiscale che espone a sanzioni amministrative. Tuttavia, se ci si ravvede spontaneamente entro i termini del ravvedimento operoso, la sanzione può essere ridotta: si versa l’imposta dovuta, gli interessi legali calcolati giorno per giorno e la sanzione in misura ridotta rispetto al minimo edittale, secondo quanto previsto dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997.

Domande frequenti

Il mio datore di lavoro privato deve rilasciarmi la Certificazione Unica?

Sì. Anche il datore di lavoro privato è tenuto a rilasciare la Certificazione Unica al lavoratore domestico, attestando il reddito corrisposto nel 2025. La CU è il documento di partenza per compilare la dichiarazione.

Posso usare il modello 730 anche se non ho un datore di lavoro che fa il conguaglio?

Sì, esiste il 730 senza sostituto. Va presentato a un CAF o a un professionista abilitato (oppure direttamente all'Agenzia delle Entrate nella versione precompilata), indicando la lettera 'A' nell'apposita casella del frontespizio. Se emerge un debito, si paga con F24; se emerge un credito, il rimborso arriva dall'Agenzia delle Entrate.

Come pago l'IRPEF se dalla dichiarazione emerge un debito?

Si usa il modello F24, indicando il codice tributo corretto per l'IRPEF e l'anno di riferimento (2025). Il pagamento può essere effettuato tramite home banking, servizi telematici dell'Agenzia o sportelli bancari e postali convenzionati. I titolari di partita IVA hanno l'obbligo del canale telematico.

Come ricevo il rimborso se dalla dichiarazione emerge un credito?

Il rimborso viene erogato direttamente dall'Agenzia delle Entrate. Se hai comunicato il tuo IBAN all'Agenzia, viene accreditato sul conto corrente. In alternativa, l'Agenzia eroga il rimborso tramite titoli di credito emessi da Poste Italiane S.p.A.

Sono obbligato a dichiarare il mio reddito da lavoro domestico?

Dipende dall'importo del reddito e dalla presenza di altri redditi. Le istruzioni ufficiali prevedono specifiche soglie di esonero: ad esempio, un lavoratore dipendente con un periodo di lavoro non inferiore a 365 giorni è esonerato se il reddito complessivo non supera 8.500 euro e il conguaglio è stato effettuato dall'ultimo sostituto — ma il lavoratore domestico non ha sostituto, quindi questa condizione non si applica nella stessa misura. Verificare la propria situazione con un CAF è il modo più sicuro per capire se si è obbligati.

Cosa succede se non presento la dichiarazione pur essendo obbligato?

L'omessa presentazione della dichiarazione è una violazione fiscale che espone a sanzioni amministrative. Tuttavia, se ci si ravvede spontaneamente entro i termini del ravvedimento operoso, la sanzione può essere ridotta: si versa l'imposta dovuta, gli interessi legali calcolati giorno per giorno e la sanzione in misura ridotta rispetto al minimo edittale, secondo quanto previsto dall'art. 13 del D.Lgs. 472/1997.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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