← Torna a Guide pratiche sul lavoro
Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche
In sintesi
Il lavoratore in smart working ha diritto al rispetto dei tempi di riposo e a non essere contattato fuori dall'orario di lavoro. L'accordo individuale deve prevedere misure tecniche e organizzative per garantire la disconnessione. Non rispettare questo diritto può configurare una violazione della normativa sul lavoro.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Guida pratica · Lavoro · Orario di lavoro

In sintesi

Il lavoratore in smart working ha diritto al rispetto dei tempi di riposo e a non essere contattato fuori dall’orario di lavoro. L’accordo individuale deve prevedere misure tecniche e organizzative per garantire la disconnessione. Non rispettare questo diritto può configurare una violazione della normativa sul lavoro.

Riferimento normativo

L. 81/2017, art. 19

Tabella riepilogativa

Il diritto alla disconnessione: contenuto e tutele
Aspetto Regola
Base normativa L. 81/2017, art. 19 (e D.Lgs. 66/2003 sui riposi minimi)
Cosa garantisce Rispetto dei tempi di riposo e della vita privata fuori dall’orario concordato
Come si attua Misure tecniche (es. disattivazione notifiche) e organizzative (fasce di reperibilità) nell’accordo individuale
Sanzioni per il datore Violazione della normativa sui riposi minimi; possibile responsabilità per danno alla salute
Settore pubblico Disciplinato da circolari ministeriali e accordi di settore

Cos'è il diritto alla disconnessione

Il diritto alla disconnessione è il diritto del lavoratore di non essere contattato dal datore o dai colleghi al di fuori dell’orario di lavoro concordato, e di non dover rispondere a messaggi, email o chiamate nei periodi di riposo, ferie o malattia. La L. 81/2017 lo riconosce espressamente per i lavoratori in smart working: l’accordo individuale deve contenere misure tecniche e organizzative per garantirlo.

Come si tutela nella pratica

Le misure di disconnessione possono includere: la definizione di fasce orarie di reperibilità al di fuori delle quali il lavoratore non è tenuto a rispondere; la disattivazione automatica delle notifiche; l’indicazione chiara nell’accordo che le comunicazioni ricevute fuori orario non richiedono risposta immediata. L’accordo può anche prevedere un’indennità per la reperibilità eccedente l’orario concordato.

Cosa fare se il datore non rispetta il diritto alla disconnessione

Se il datore contatta sistematicamente il lavoratore fuori dall’orario o esercita pressioni affinché risponda, si configura una violazione dei riposi minimi (D.Lgs. 66/2003) e degli obblighi dell’accordo di smart working. Il lavoratore può: documentare le comunicazioni ricevute; segnalare la situazione al sindacato; presentare un esposto all’Ispettorato del Lavoro; agire per il risarcimento del danno da stress lavoro-correlato.

Casi pratici

Tizio — email a mezzanotte dal capo

Il responsabile di Tizio gli invia email operative ogni sera dopo le 22:00 attendendosi una risposta entro pochi minuti. L’accordo di smart working di Tizio fissa le 19:00 come limite dell’orario di lavoro agile: le email notturne violano il diritto alla disconnessione. Tizio può segnalare la situazione all’HR e, se la prassi persiste, all’Ispettorato del Lavoro.

Caia — chiamate durante le ferie

Caia è in ferie ma viene contattata ripetutamente dal datore per questioni operative. Le ferie sono un periodo di riposo inviolabile: Caia non è tenuta a rispondere e il comportamento del datore può configurare una violazione delle normative sui riposi e un danno risarcibile.

Sempronio — accordo senza misure di disconnessione

L’accordo di smart working di Sempronio non contiene alcuna misura di disconnessione. L’omissione viola la L. 81/2017: Sempronio può chiedere al datore di integrare l’accordo. In mancanza di risposta, può rivolgersi al sindacato o all’Ispettorato per far valere il diritto.

Domande frequenti

Sono obbligato a rispondere alle email fuori orario?

No. Se l’accordo di smart working fissa un orario di lavoro, fuori da quell’orario hai diritto alla disconnessione. Non sei tenuto a rispondere a comunicazioni di lavoro nei periodi di riposo.

Il diritto alla disconnessione vale anche per i lavoratori in presenza?

La L. 81/2017 lo prevede espressamente per lo smart working, ma il rispetto dei riposi minimi (D.Lgs. 66/2003) si applica a tutti i lavoratori: nessun lavoratore è tenuto a rispondere durante i periodi di riposo garantiti dalla legge.

Il datore può disciplinarmi se non rispondo fuori orario?

No, se stai esercitando il diritto alla disconnessione nei periodi di riposo garantiti dalla legge e dall’accordo. Un provvedimento disciplinare per il mancato risposta fuori orario sarebbe illegittimo e impugnabile.

Cosa devo fare se il mio accordo di smart working non prevede la disconnessione?

Puoi richiedere al datore l’integrazione dell’accordo con le misure di disconnessione previste dalla L. 81/2017. In caso di rifiuto, puoi segnalare la lacuna al sindacato o all’Ispettorato del Lavoro.

Come posso documentare le violazioni del diritto alla disconnessione?

Conserva le email, i messaggi e i log delle chiamate ricevute fuori orario, con data e ora. Questa documentazione è utile per eventuali segnalazioni all’Ispettorato del Lavoro o azioni in sede giudiziale per il risarcimento del danno.

Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Domande frequenti

Sono obbligato a rispondere alle email fuori orario?

No. Se l'accordo di smart working fissa un orario di lavoro, fuori da quell'orario hai diritto alla disconnessione. Non sei tenuto a rispondere a comunicazioni di lavoro nei periodi di riposo.

Il diritto alla disconnessione vale anche per i lavoratori in presenza?

La L. 81/2017 lo prevede espressamente per lo smart working, ma il rispetto dei riposi minimi (D.Lgs. 66/2003) si applica a tutti i lavoratori: nessun lavoratore è tenuto a rispondere durante i periodi di riposo garantiti dalla legge.

Il datore può disciplinarmi se non rispondo fuori orario?

No, se stai esercitando il diritto alla disconnessione nei periodi di riposo garantiti dalla legge e dall'accordo. Un provvedimento disciplinare per il mancato risposta fuori orario sarebbe illegittimo e impugnabile.

Cosa devo fare se il mio accordo di smart working non prevede la disconnessione?

Puoi richiedere al datore l'integrazione dell'accordo con le misure di disconnessione previste dalla L. 81/2017. In caso di rifiuto, puoi segnalare la lacuna al sindacato o all'Ispettorato del Lavoro.

Come posso documentare le violazioni del diritto alla disconnessione?

Conserva le email, i messaggi e i log delle chiamate ricevute fuori orario, con data e ora. Questa documentazione è utile per eventuali segnalazioni all'Ispettorato del Lavoro o azioni in sede giudiziale per il risarcimento del danno.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.