Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Guida pratica · Lavoro · TFR, crisi e trasferimento d'azienda

In sintesi

Il lavoratore può scegliere se lasciare il TFR maturando in azienda (o al Fondo Tesoreria INPS per imprese ≥ 50 addetti) oppure destinarlo a un fondo pensione complementare. La scelta si fa una volta sola entro 6 mesi dall’assunzione ed è irreversibile quanto alla destinazione del TFR futuro.

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Tabella riepilogativa

TFR in azienda vs fondo pensione complementare
Aspetto TFR in azienda / INPS Fondo pensione complementare
Rivalutazione 1,5% fisso + 75% ISTAT FOI annuo Rendimento del comparto scelto (variabile)
Tassazione prestazione Tassazione separata (aliquota media 5 anni) Aliquota agevolata 15%, ridotta fino al 9% dopo 35 anni
Anticipo 70% dopo 8 anni (causali: sanità, casa, congedi) Condizioni di anticipo previste da statuto fondo
Rischio Garantito per legge (Fondo Garanzia INPS) Dipende dal comparto; prestazione non garantita salvo linea garantita
Portabilità Segue il rapporto di lavoro Posizione individuale trasferibile ad altro fondo

Come funziona la scelta e il silenzio-assenso

Entro 6 mesi dall’assunzione il lavoratore deve comunicare dove destinare il TFR maturando: compilando l’apposito modulo TFR1 (mantenimento in azienda) o TFR2 (fondo pensione). Se non esprime alcuna scelta scatta il silenzio-assenso: il TFR confluisce automaticamente nel fondo pensione complementare previsto dal CCNL o, in assenza, nel fondo residuale FONDINPS. La scelta riguarda solo il TFR futuro; quello già maturato resta dove si trova.

Rivalutazione garantita contro rendimento di mercato

Il TFR lasciato in azienda cresce ogni anno con un coefficiente certo e predeterminato (1,5% + 75% inflazione ISTAT). Il fondo pensione può offrire rendimenti più alti nei comparti azionari o bilanciati, ma con variabilità. Nei periodi di inflazione elevata la rivalutazione di legge diventa vantaggiosa; nei periodi di mercati favorevoli il fondo può sovraperformare.

La tassazione alla prestazione finale

Il TFR liquidato direttamente è soggetto a tassazione separata con aliquota media degli ultimi cinque anni. Il capitale erogato dal fondo pensione è invece tassato a un’aliquota del 15%, ridotta dello 0,30% per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino a un minimo del 9%. Per chi contribuisce a lungo il fondo pensione è spesso più conveniente sul piano fiscale.

Casi pratici

Tizio – neoassunto, lascia scadere i 6 mesi

Tizio non compila alcun modulo entro 6 mesi: scatta il silenzio-assenso e il TFR maturando confluisce nel fondo pensione contrattuale del suo CCNL. La scelta è vincolante per il futuro, ma il TFR già accantonato prima dell’assunzione (se proveniente da un rapporto precedente) resta separato.

Caia – sceglie il fondo pensione per il beneficio fiscale

Caia, 30 anni, prevede di lavorare a lungo e opta per il fondo pensione: dopo 35 anni di partecipazione la sua aliquota sulla prestazione finale sarà ridotta al 9%, significativamente inferiore alla tassazione separata che avrebbe applicato il datore.

Sempronio – preferisce la certezza della rivalutazione legale

Sempronio, 55 anni e prossimo alla pensione, opta per lasciare il TFR in azienda: con un orizzonte breve preferisce la rivalutazione garantita di legge al rischio di un comparto di mercato che potrebbe scendere proprio negli ultimi anni.

Domande frequenti

La scelta tra azienda e fondo pensione è definitiva?

È definitiva per il TFR futuro: una volta destinato al fondo non si può trasferire di nuovo in azienda. Si può però trasferire la posizione da un fondo a un altro.

Cosa succede se non scelgo entro 6 mesi?

Scatta il silenzio-assenso: il TFR maturando confluisce nel fondo pensione complementare indicato dal CCNL o, in assenza, in FONDINPS.

Il TFR nel fondo pensione è al sicuro se l'azienda fallisce?

Sì. Le quote versate al fondo pensione sono patrimonio separato dall’azienda e non rientrano nella procedura concorsuale; per il TFR lasciato in azienda interviene invece il Fondo di Garanzia INPS.

Posso anticipare il TFR se l'ho destinato al fondo?

Sì, ma le condizioni sono quelle dello statuto del fondo (in genere 8 anni di iscrizione, causali specifiche) e non necessariamente coincidono con le regole dell’art. 2120 c.c. per il TFR in azienda.

Il datore contribuisce al fondo pensione oltre al TFR?

Se il CCNL lo prevede, il datore versa anche un contributo aggiuntivo al fondo, di norma subordinato al versamento di una quota minima da parte del lavoratore.

Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • Il lavoratore può scegliere se mantenere il TFR maturando in azienda (o al Fondo Tesoreria INPS) o destinarlo a un fondo pensione complementare.
  • Il riferimento è l'art. 2120 c.c. per il TFR e il D.Lgs. 252/2005 per la previdenza complementare.
  • La scelta si esprime entro 6 mesi dall'assunzione ed è irreversibile quanto alla destinazione del TFR futuro.
  • In assenza di scelta opera il silenzio-assenso: il TFR confluisce nel fondo pensione di riferimento.
  • Il TFR in azienda si rivaluta a un tasso predeterminato; il fondo pensione offre rendimenti variabili e una tassazione agevolata della prestazione.
  • Rendimenti, aliquote e condizioni di anticipo vanno verificati sullo statuto del fondo e sulla normativa vigente.
Indice dei contenuti

La destinazione del TFR è una delle prime scelte importanti che un lavoratore compie all'inizio del rapporto, e una delle più trascurate. Tra il mantenimento in azienda e il conferimento a un fondo pensione complementare cambiano la natura della rivalutazione, il regime fiscale della prestazione e il profilo di rischio. Conoscere le differenze è essenziale per decidere con consapevolezza.

La scelta e il silenzio-assenso

Entro 6 mesi dall'assunzione il lavoratore deve indicare dove destinare il TFR maturando, compilando l'apposito modulo per il mantenimento in azienda o per il conferimento al fondo pensione. In assenza di scelta scatta il silenzio-assenso: il TFR confluisce automaticamente nel fondo pensione complementare previsto dal CCNL o, in mancanza, nella forma residuale. La scelta riguarda solo il TFR futuro; quello già maturato resta dove si trova.

Dove finisce il TFR lasciato in azienda

Chi mantiene il TFR in azienda lo accantona presso il datore se l'impresa è sotto una certa soglia dimensionale; per le imprese maggiori il TFR confluisce nel Fondo di Tesoreria gestito dall'INPS, pur restando soggetto alle regole dell'art. 2120 c.c. In entrambi i casi il trattamento resta nel circuito del TFR di legge, con le relative garanzie.

Rivalutazione garantita contro rendimento di mercato

Il TFR lasciato in azienda si rivaluta ogni anno con un coefficiente certo e predeterminato, composto da una parte fissa e da una quota dell'indice ISTAT dei prezzi. Il fondo pensione, invece, rende secondo l'andamento del comparto scelto: può sovraperformare nei mercati favorevoli, ma con variabilità. Nei periodi di inflazione elevata la rivalutazione di legge diventa più conveniente; nei periodi di mercati positivi può prevalere il fondo.

La tassazione della prestazione finale

Il TFR liquidato direttamente è soggetto a tassazione separata, con un'aliquota legata alla media degli anni precedenti. Il capitale erogato dal fondo pensione è invece tassato con un'aliquota agevolata, che si riduce in funzione degli anni di partecipazione oltre una certa soglia, fino a un minimo previsto dalla legge. Per chi contribuisce a lungo, il fondo pensione è spesso più conveniente sul piano fiscale.

Anticipazioni e portabilità

Il TFR consente anticipazioni a determinate condizioni e per causali tipiche (spese sanitarie, acquisto della prima casa, congedi), nei limiti di legge. Il fondo pensione prevede anticipazioni e riscatti secondo il proprio statuto, oltre alla portabilità della posizione verso altri fondi. Le percentuali e le condizioni precise vanno lette sulla normativa e sullo statuto del fondo prescelto.

Rischio, garanzie e come decidere

Il TFR in azienda è assistito dal Fondo di Garanzia INPS in caso di insolvenza del datore; la prestazione del fondo pensione dipende invece dal comparto, salvo la linea garantita. La scelta dipende dall'orizzonte temporale, dalla propensione al rischio e dall'eventuale contributo aggiuntivo del datore previsto dal CCNL in caso di adesione: elementi da valutare, se necessario, con un professionista.

Domande frequenti

Entro quando si sceglie la destinazione del TFR?

Entro 6 mesi dall'assunzione. In assenza di scelta scatta il silenzio-assenso e il TFR maturando confluisce nel fondo pensione di riferimento.

La scelta sul TFR è reversibile?

La destinazione del TFR futuro è irreversibile; il TFR già maturato resta dove si trova. Si può comunque modificare l'eventuale contribuzione futura secondo le regole del fondo.

Come si rivaluta il TFR lasciato in azienda?

Con un coefficiente predeterminato composto da una parte fissa e da una quota dell'indice ISTAT dei prezzi, certo e garantito per legge.

Conviene di più il fondo pensione o l'azienda?

Dipende: il fondo offre tassazione agevolata e rendimenti potenzialmente più alti ma variabili; l'azienda dà una rivalutazione certa. La scelta dipende da orizzonte e propensione al rischio.

Si può ottenere un anticipo del TFR?

Sì, a determinate condizioni e per causali tipiche come spese sanitarie, prima casa o congedi nei limiti di legge; il fondo pensione segue le condizioni del proprio statuto.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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