Autore: Andrea Marton

  • Art. 436 c.p.c.: Costituzione dell’appellato e appello incidenta

    Art. 436 c.p.c.: Costituzione dell’appellato e appello incidenta

    Art. 436 c.p.c. – Costituzione dell’appellato e appello incidentale

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    L’appellato deve costituirsi almeno dieci giorni prima della udienza.

    La costituzione dell’appellato si effettua mediante deposito …

    di una memoria difensiva, nella quale deve essere contenuta dettagliata esposizione di tutte le sue difese.

    Se propone appello incidentale, l’appellato deve esporre nella stessa memoria i motivi specifici su cui fonda l’impugnazione.

    L’appello incidentale deve essere proposto, a pena di decadenza, nella memoria di costituzione, da notificarsi, a cura dell’appellato, alla controparte almeno dieci giorni prima dell’udienza fissata a norma dell’articolo precedente.

    Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni dell’articolo 416.

  • Articolo 435 Codice di Procedura Civile: Decreto del presidente

    Articolo 435 Codice di Procedura Civile: Decreto del presidente

    Art. 435 c.p.c. – Decreto del presidente

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il presidente della corte di appello entro cinque giorni dalla data di deposito del ricorso nomina il giudice relatore e fissa, non oltre sessanta giorni dalla data medesima, l’udienza di discussione dinanzi al collegio.

    L’appellante, nei dieci giorni successivi al deposito del decreto, provvede alla notifica del ricorso e del decreto all’appellato.

    Tra la data di notificazione all’appellato e quella dell’udienza di discussione deve intercorrere un termine non minore di venticinque giorni.

    Nel caso in cui la notificazione prevista dal secondo comma deve effettuarsi all’estero, i termini di cui al primo e al terzo comma sono elevati, rispettivamente, a ottanta e sessanta giorni.

  • Art. 434 c.p.c.: Deposito del ricorso in appello

    Art. 434 c.p.c.: Deposito del ricorso in appello

    Art. 434 c.p.c. – Deposito del ricorso in appello

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il ricorso deve contenere le indicazioni prescritte dall’articolo 414 e deve essere motivato in modo chiaro, sintetico e specifico. Per ciascuno dei motivi, a pena di inammissibilità, l’appello deve individuare lo specifico capo della decisione impugnato e in relazione a questo deve indicare:

    1) le censure proposte alla ricostruzione dei fatti compiuta dal giudice di primo grado;

    2) le violazioni di legge denunciate e la loro rilevanza ai fini della decisione impugnata.

    Il ricorso deve essere depositato …

    entro trenta giorni dalla notificazione della sentenza, oppure entro quaranta giorni nel caso in cui la notificazione abbia dovuto effettuarsi allo estero.

  • Articolo 433 Codice di Procedura Civile: Giudice d’appello

    Articolo 433 Codice di Procedura Civile: Giudice d’appello

    Art. 433 c.p.c. – Giudice d’appello

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    L’appello contro le sentenze pronunciate nei processi relativi alle controversie previste nell’articolo 409 deve essere proposto con ricorso davanti alla corte di appello territorialmente competente in funzione di giudice del lavoro.

    Ove l’esecuzione sia iniziata, prima della notificazione della sentenza, l’appello può essere proposto con riserva dei motivi che dovranno essere presentati nel termine di cui all’articolo 434.

  • Art. 432 c.p.c.: Valutazione equitativa delle prestazioni

    Art. 432 c.p.c.: Valutazione equitativa delle prestazioni

    Art. 432 c.p.c. – Valutazione equitativa delle prestazioni

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Quando sia certo il diritto ma non sia possibile determinare la somma dovuta, il giudice la liquida con valutazione equitativa.

  • Articolo 431 Codice di Procedura Civile: Esecutorietà della sentenza

    Articolo 431 Codice di Procedura Civile: Esecutorietà della sentenza

    Art. 431 c.p.c. – Esecutorietà della sentenza

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Le sentenze che pronunciano condanna a favore del lavoratore per crediti derivanti dai rapporti di cui all’articolo 409 sono provvisoriamente esecutive.

    All’esecuzione si può procedere con la sola copia del dispositivo, in pendenza del termine per il deposito della sentenza.

    Il giudice di appello può disporre con ordinanza non impugnabile che l’esecuzione sia sospesa quando dalla stessa possa derivare all’altra parte gravissimo danno.

    La sospensione disposta a norma del comma precedente può essere anche parziale e, in ogni caso, l’esecuzione provvisoria resta autorizzata fino alla somma di lire 500 mila.

    Le sentenze che pronunciano condanna a favore del datore di lavoro sono provvisoriamente esecutive e sono soggette alla disciplina degli articoli 282 e 283.

    Il giudice di appello può disporre con ordinanza non impugnabile che l’esecuzione sia sospesa in tutto o in parte quando ricorrono gravi motivi.

    Se l’istanza per la sospensione di cui al terzo ed al sesto comma è inammissibile o manifestamente infondata il giudice, con ordinanza non impugnabile, può condannare la parte che l’ha proposta ad una pena pecuniaria non inferiore ad euro 250 e non superiore ad euro 10.000. L’ordinanza è revocabile con la sentenza che definisce il giudizio .

  • Articolo 430 Codice di Procedura Civile: Deposito della sentenza

    Articolo 430 Codice di Procedura Civile: Deposito della sentenza

    Art. 430 c.p.c. – Deposito della sentenza

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Quando la sentenza è depositata fuori udienza, il cancelliere ne dà immediata comunicazione alle parti.

  • Articolo 429 Codice di Procedura Civile: Pronuncia della sentenza

    Articolo 429 Codice di Procedura Civile: Pronuncia della sentenza

    Art. 429 c.p.c. – Pronuncia della sentenza

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Nell’udienza il giudice, esaurita la discussione orale e udite le conclusioni delle parti, pronuncia sentenza con cui definisce il giudizio dando lettura del dispositivo e della esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione. In caso di particolare complessità della controversia, il giudice fissa nel dispositivo un termine, non superiore a sessanta giorni, per il deposito della sentenza .

    Se il giudice lo ritiene necessario, su richiesta delle parti, concede alle stesse un termine non superiore a dieci giorni per il deposito di note difensive, rinviando la causa all’udienza immediatamente successiva alla scadenza del termine suddetto, per la discussione e la pronuncia della sentenza.

    Il giudice, quando pronuncia sentenza di condanna al pagamento di somme di denaro per crediti di lavoro, deve determinare, oltre gli interessi nella misura legale, il maggior danno eventualmente subito dal lavoratore per la diminuzione di valore del suo credito, condannando al pagamento della somma relativa con decorrenza dal giorno della maturazione del diritto.

  • Articolo 428 Codice di Procedura Civile: Incompetenza del giudice

    Articolo 428 Codice di Procedura Civile: Incompetenza del giudice

    Art. 428 c.p.c. – Incompetenza del giudice

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Quando una causa relativa ai rapporti di cui all’articolo 409 sia stata proposta a giudice incompetente, l’incompetenza può essere eccepita dal convenuto soltanto nella memoria difensiva di cui all’articolo 416 ovvero rilevata d’ufficio dal giudice non oltre l’udienza di cui all’articolo 420.

    Quando l’incompetenza sia stata eccepita o rilevata ai sensi del comma precedente, il giudice rimette la causa al tribunale in funzione di giudice del lavoro, fissando un termine perentorio non superiore a trenta giorni per la riassunzione con rito speciale.

  • Art. 427 c.p.c.: Passaggio dal rito speciale al rito ordinario

    Art. 427 c.p.c.: Passaggio dal rito speciale al rito ordinario

    Art. 427 c.p.c. – Passaggio dal rito speciale al rito ordinario

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il giudice, quando rileva che una causa promossa nelle forme stabilite dal presente capo riguarda un rapporto diverso da quelli previsti dall’articolo 409, se la causa stessa rientra nella sua competenza dispone che gli atti siano messi in regola con le disposizioni tributarie, altrimenti la rimette con ordinanza al giudice competente, fissando un termine perentorio non superiore a trenta giorni per la riassunzione con il rito ordinario.

    In tal caso le prove acquisite durante lo stato di rito speciale avranno l’efficacia consentita dalle norme ordinarie.

  • Art. 426 c.p.c.: Passaggio dal rito ordinario al rito speciale

    Art. 426 c.p.c.: Passaggio dal rito ordinario al rito speciale

    Art. 426 c.p.c. – Passaggio dal rito ordinario al rito speciale

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il giudice, quando rileva che una causa promossa nelle forme ordinarie riguarda uno dei rapporti previsti dall’articolo 409, fissa con ordinanza l’udienza di cui all’articolo 420 e il termine perentorio entro il quale le parti dovranno provvedere all’eventuale integrazione degli atti introduttivi mediante deposito di memorie e documenti di cancelleria.

    Nell’udienza come sopra fissata provvede a norma degli articoli che precedono.

  • Art. 425 c.p.c.: Richiesta di informazioni e osservazioni alle a

    Art. 425 c.p.c.: Richiesta di informazioni e osservazioni alle a

    Art. 425 c.p.c. – Richiesta di informazioni e osservazioni alle associazioni sindacali

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Su istanza di parte, l’associazione sindacale indicata dalla stessa ha facoltà di rendere in giudizio, tramite un suo rappresentante, informazioni e osservazioni orali o scritte.

    Tali informazioni e osservazioni possono essere rese anche nel luogo di lavoro ove sia stato disposto l’accesso ai sensi del terzo comma dell’articolo 421.

    A tal fine, il giudice può disporre ai sensi del sesto comma dell’articolo 420.

    Il giudice può richiedere alle associazioni sindacali il testo dei contratti e accordi collettivi di lavoro, anche aziendali, da applicare nella causa.