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Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 71 c.c. Estinzione dei diritti spettanti alla persona di

In vigore

cui si ignora l'esistenza Le disposizioni degli articoli precedenti non pregiudicano la petizione di eredità né gli altri diritti spettanti alla persona di cui s’ignora l’esistenza o ai suoi eredi o aventi causa, salvi gli effetti della prescrizione o dell’usucapione. La restituzione dei frutti non è dovuta se non dal giorno della costituzione in mora.

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In sintesi

  • I diritti della persona assente o di cui si ignora l'esistenza — inclusa la petizione di eredità — non sono pregiudicati dalle misure provvisorie adottate sui suoi beni.
  • Gli eredi e gli aventi causa possono agire per recuperare quanto spettante, ma devono rispettare i termini di prescrizione e le regole sull'usucapione.
  • La restituzione dei frutti prodotti dai beni è dovuta solo dal giorno in cui il possessore è stato formalmente costituito in mora.

I diritti della persona di cui si ignora l'esistenza non sono pregiudicati, salvi gli effetti della prescrizione e dell'usucapione.

Ratio

La norma chiude il sistema degli articoli dedicati all'assenza e alla morte presunta (artt. 48–70 c.c.) introducendo una clausola di salvaguardia: le misure provvisorie adottate nell'interesse degli aventi diritto non possono diventare un ostacolo definitivo al soggetto che, pur ignorato come esistente, rimanga titolare dei propri diritti. Il legislatore bilancia così le esigenze di certezza patrimoniale — che giustificano l'immissione nel possesso temporanea — con la tutela sostanziale del reale titolare.

Analisi

Il primo comma fa salvi la petizione di eredità (azione reale con cui il vero erede rivendica l'eredità da chi la possiede senza titolo o con titolo inferiore) e «gli altri diritti» di natura patrimoniale spettanti all'assente o ai suoi aventi causa. L'inciso finale — «salvi gli effetti della prescrizione o dell'usucapione» — è fondamentale: non si tratta di una tutela illimitata nel tempo. Chi non agisce entro i termini di legge perde il diritto per prescrizione; chi lascia che un terzo possieda il bene in modo pacifico, pubblico e continuato per il tempo richiesto dalla legge rischia di perderlo per usucapione. Il secondo comma limita l'obbligo restitutorio dei frutti al periodo successivo alla costituzione in mora, proteggendo il possessore di buona fede da restituzioni retroattive eccessive.

Quando si applica

L'articolo si applica ogni volta che, a seguito delle procedure di assenza o morte presunta (o più in generale nei casi di irreperibilità del titolare), siano stati attribuiti provvisoriamente beni o diritti a terzi — eredi presunti, legatari, aventi causa — e il soggetto «ignorato» o i suoi eredi intendano successivamente rivendicare quanto loro spettante. Tipica è la situazione in cui una persona dichiarata assente ricompare, oppure in cui emergono eredi in precedenza sconosciuti.

Connessioni

L'art. 71 c.c. si collega direttamente agli artt. 48–70 c.c. (assenza e morte presunta), all'art. 533 c.c. (petizione di eredità), agli artt. 1148–1150 c.c. (restituzione dei frutti da parte del possessore) e agli artt. 2934 ss. c.c. (prescrizione estintiva). Va letto insieme all'art. 1219 c.c. sulla costituzione in mora e agli artt. 1158 ss. c.c. sull'usucapione.

Domande frequenti

La morte presunta cancella i diritti ereditari?

No, la dichiarazione non pregiudica la petizione di eredità della persona.

Cosa accade ai frutti?

La restituzione dei frutti non è dovuta prima della costituzione in mora.

La prescrizione interrompe i diritti?

Sì, gli effetti della prescrizione e dell'usucapione restano salvi.

Gli eredi cosa possono fare?

Gli eredi o aventi causa possono esercitare i diritti spettanti al presunto morto.

Quando inizia il diritto ai frutti?

Dal giorno della costituzione in mora, non dall'apertura della successione.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
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