In sintesi
L'articolo 51 del Codice del Terzo settore introduce un meccanismo di controllo periodico sulla permanenza dei requisiti di iscrizione al Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS). Con cadenza triennale gli uffici del RUNTS sono tenuti a verificare che tutti gli enti iscritti continuino a possedere i requisiti previsti per la propria sezione di appartenenza. La norma è concisa ma di grande rilevanza sistematica: trasforma il RUNTS da un registro statico di mera pubblicità dichiarativa a uno strumento di vigilanza dinamica sul Terzo settore. La revisione triennale garantisce che le agevolazioni fiscali e i benefici riservati agli ETS siano fruiti solo da soggetti che effettivamente rispettano i requisiti sostanziali del Codice. Il meccanismo si raccorda con l'articolo 93 CTS, che disciplina i controlli sugli ETS, e con l'articolo 50, che regola la cancellazione per carenza dei requisiti accertata proprio in sede di revisione periodica. Sul piano fiscale, la revisione periodica costituisce un presidio indiretto contro l'abuso del regime agevolato: gli enti che abbiano perso i requisiti, ma continuato a fruire delle agevolazioni, possono essere oggetto di accertamento tributario per i periodi d'imposta nei quali il regime è stato applicato illegittimamente.
Testo dell'articoloVigente
Art. 51 D.Lgs. 117/2017 Codice Terzo Settore — Revisione periodica del Registro
In vigore dal 03/08/2017
1. Con cadenza triennale, gli Uffici del Registro unico nazionale del Terzo settore provvedono alla revisione, ai fini della verifica della permanenza dei requisiti previsti per l'iscrizione al Registro stesso.
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Commento
L'articolo 51 introduce nel sistema del RUNTS un ciclo di revisione triennale che assicura la corrispondenza continua tra la realtà organizzativa e fiscale degli enti e il loro status formale di ETS. La cadenza triennale rappresenta un bilanciamento tra la necessità di controllo e l'esigenza di non gravare eccessivamente gli enti con adempimenti frequenti. La revisione si affianca ai controlli già previsti in occasione di eventi specifici (modifica statutaria, variazione della compagine associativa, presentazione del bilancio).
Sul piano operativo, la revisione comporta che gli uffici del RUNTS verifichino la sussistenza dei requisiti formali (statuto conforme, iscrizione regolare) e di quelli sostanziali (effettivo svolgimento delle attività di interesse generale, rispetto dei limiti alle attività diverse, mantenimento del carattere non lucrativo). Laddove emergano criticità, l'ufficio può avviare il procedimento di cancellazione ex art. 50 o di migrazione tra sezioni. Il coordinamento con il D.Lgs. 105/2018 ha raffinato alcuni profili procedurali della revisione, in particolare per gli enti che beneficiano di agevolazioni fiscali significative come le imprese sociali.
Dal punto di vista tributario, la revisione periodica ha rilevanza anche per i rapporti con l'Agenzia delle Entrate: un ente che risulti privo dei requisiti al termine della revisione triennale può essere soggetto a recupero delle imposte non versate per il periodo in cui ha goduto illegittimamente del regime ETS, con applicazione delle sanzioni ordinarie previste dal D.Lgs. 471/1997.
Casi pratici
Caso 1: Revisione triennale e rilevazione di attività non conformi
Caso 2: Revisione e coordinamento con l'Agenzia delle Entrate
Domande frequenti
Con quale frequenza gli uffici del RUNTS verificano i requisiti degli enti iscritti?
L'articolo 51 CTS prevede una revisione periodica con cadenza triennale. Ogni tre anni gli uffici del Registro unico nazionale del Terzo settore verificano che tutti gli enti iscritti continuino a possedere i requisiti previsti per la propria sezione di appartenenza. Questa revisione si aggiunge ai controlli già previsti in occasione di eventi specifici come modifiche statutarie o variazioni rilevanti.
Cosa succede se in sede di revisione triennale emergono carenze nei requisiti?
Se la revisione triennale accerta la carenza dei requisiti per la permanenza nel RUNTS, l'ufficio del registro avvia il procedimento di cancellazione ai sensi dell'articolo 50 CTS, oppure, se permangono i requisiti per un'altra sezione, può essere avviata la procedura di migrazione. L'ente viene informato e ha la possibilità di regolarizzare la propria posizione o di presentare ricorso al TAR avverso il provvedimento di cancellazione.
La revisione periodica ha conseguenze sul piano fiscale per gli enti?
Sì. Un ente che in sede di revisione triennale risulti privo dei requisiti sostanziali può essere soggetto a recupero delle agevolazioni fiscali fruite illegittimamente nel periodo di iscrizione. L'Agenzia delle Entrate può procedere ad accertamento per i periodi d'imposta in cui l'ente ha applicato il regime ETS senza averne titolo, con applicazione delle relative sanzioni tributarie.
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