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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 372 c.p.p. – Avocazione delle indagini

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. Il procuratore generale presso la corte di appello dispone con decreto motivato, e assunte, quando occorre, le necessarie informazioni, l’avocazione delle indagini preliminari quando:

a) in conseguenza dell’astensione o della incompatibilità del magistrato designato non è possibile provvedere alla sua tempestiva sostituzione (53);

b) il capo dell’ufficio del pubblico ministero ha omesso di provvedere alla tempestiva sostituzione del magistrato designato per le indagini nei casi previsti dall’art. 36 comma 1 lett. a), b), d), e).

1-bis. Il procuratore generale presso la corte di appello, assunte le necessarie informazioni, dispone altresì con decreto motivato l’avocazione delle indagini preliminari relative ai delitti previsti dagli artt. 270-bis, 280, 285, 286, 289 bis, 305, 306, 416 nei casi in cui è obbligatorio l’arresto in flagranza e 422 c.p. quando, trattandosi di indagini collegate, non risulta effettivo il coordinamento delle indagini previste dall’art. 371 comma 1 e non hanno dato esito le riunioni per il coordinamento disposte o promosse dal procuratore generale anche d’intesa con altri procuratori generali interessati (371-bis; 118-bis att.).

In sintesi

  • Procuratore generale corte di appello avoca indagini preliminari per carenza di sostituzione magistrato designato o omissioni ingiustificate del capo ufficio pubblico ministero
  • Avocazione obbligatoria anche per reati terroristici e mafiosi quando coordinamento non funziona tra procuratori distrettuali e riunioni non risolvono
  • Delitti ex artt. 270-bis, 280, 285, 286, 289-bis, 305, 306, 416, 422 c.p. con arresto flagranza richiedono avocazione se coordinamento fallisce
  • Decreto motivato con diritto di ricorso al procuratore generale stesso, secondo art. 372 comma 1-bis c.p.p.

Il procuratore generale presso la corte di appello avoca indagini preliminari quando: astensione magistrato o violazione sistematica doveri di coordinamento su reati gravi con arresto obbligatorio.

Ratio

L'art. 372 disciplina il potere di avocazione del procuratore generale presso la corte di appello, secondo il principio che l'amministrazione della giustizia penale non sia sminuita da inettitudine di singoli uffici. Nei casi di astensione o incompatibilità, l'avocazione impedisce paralisi investigativa. Nei reati gravi (terrorismo, criminalità organizzata), garantisce rispetto di doveri di coordinamento e tempestività, impedendo che inerzia locale indebolisca risposta dello Stato.

Analisi

Comma 1, lettera a): quando magistrato designato per indagini è impossibilitato (astensione, incompatibilità) e capo ufficio non provvede tempestiva sostituzione (art. 36 c.p.p. commi 1 lett. a, b, d, e), procuratore generale avoca per continuità operativa. Comma 1-bis introduce avocazione obbligatoria su delitti specifici (associazione mafiosa art. 416 c.p., terrorismo, droga aggravata art. 73 d.p.r. 309/90): quando indagini collegate su questi reati carenti di coordinamento dopo riunioni promosse da procuratore generale medesimo o coordinato con colleghi, avocazione diventa strumento di ripristino legalità processuale.

Quando si applica

Comma 1 si applica sempre, indipendentemente dal tipo di reato: basta carenza sostituzione magistrato. Comma 1-bis si applica specificatamente a: delitti di eversione (270-bis c.p., terrorismo internazionale), delitti contro lo Stato (280, 285, 286 c.p.), delitti di mafia (416, 289-bis c.p.), traffico droga (art. 73 d.p.r. 309/90 con pena aggravata), delitti sessuali aggravati (622 c.p. se con aggravanti). Requisito ulteriore: arresto obbligatorio in flagranza DEV'ESSERE possibile e non risultare coordinamento effettivo tra procuratori.

Connessioni

Integra art. 371-bis c.p.p. (procuratore nazionale antimafia), art. 371 c.p.p. (coordinamento generale), art. 36 c.p.p. (sostituzione magistrati), art. 53 c.p.p. (ricusazione), art. 380 c.p.p. (arresto obbligatorio in flagranza). Correlato anche con convenzioni internazionali su contrasto terrorismo (Convenzione ONU 1999) e direttive UE su lotta criminalità organizzata.

Domande frequenti

Qual è la differenza fra avocazione per mancata sostituzione e avocazione per reati gravi?

Avocazione per mancata sostituzione (comma 1) è rimedio straordinario contro paralisi amministrativa dell'ufficio: si applica a qualsiasi reato quando magistrato designato è indisponibile e non sostituito. Avocazione per reati gravi (comma 1-bis) è obbligatoria su criminalità organizzata e terrorismo quando coordinamento fra procuratori distrettuali fallisce, a prescindere da carenza sostituzione.

Chi ha diritto di ricorso contro l'avocazione?

Il procuratore della Repubblica interessato può ricorrere al procuratore generale della corte di appello nel merito. Il ricorso deve essere motivato e fondato su ragioni di legalità formale, competenza funzionale, o illegittimità della decisione di avocazione.

Quando è obbligatoria l'avocazione per reati mafiosi?

Quando: 1) procedimenti su reati specificati ex art. 51 c. 3-bis c.p.p. (art. 416-bis c.p. e correlati), 2) indagini sono collegate, 3) coordinamento fra procuratori distrettuali non è effettivo nonostante riunioni, 4) non risultano aver funzionato sforzi precedenti di coordinamento.

La procura generale apre sempre riunioni prima di avocare?

Per reati comuni (comma 1), no: se mancanza sostituzione è manifesta, procuratore generale può avocare anche senza preavviso. Per reati gravi (comma 1-bis), sì: deve promuovere riunioni fra procuratori interessati e attendere loro esito negativo prima di avocare.

Un avocazione è definitiva o può essere revocata?

L'avocazione è definitiva finché fascicolo rimane sotto indagine. Procuratore generale che ha avocato può eventualmente restituire fascicolo al procuratore di origine se circostanze cambiano (es. magistrato designato torna disponibile), ma ciò è raro e discrezionale.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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